Immigrazione
Rivolte degli autoctoni contro l’immigrazione in tutta la Gran Bretagna
Manifestazioni di cittadini britannici contro l’immigrazione sono divampate in tutto il Regno Unito, con scontri con la polizia ed altre fazioni come attivisti di sinistra e, soprattutto, bande di immigrati islamici.
I disordini si sono creati in seguito al cruento omicidio di tre bambine da parte di un adolescente di origine ruandese all’inizio di questa settimana.
Sabato si sono tenute più di 30 proteste in città tra cui Liverpool, Nottingham, Leeds, Belfast, Stoke-on-Trent, Blackpool e Hull.
This is how you should be going out just like how they do blacked out and covered stay safe#EnoughIsEnough pic.twitter.com/5iGj5uppon
— EnglishGeorge (@EnglishGeorgeV3) August 3, 2024
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Le dimostrazioni sono avvenute quasi una settimana dopo che nella città di Southport erano scoppiate delle rivolte in seguito all’accoltellamento mortale di tre bambine e al ferimento di altri dieci da parte di Axel Rudakubana, un diciassettenne nato in Gran Bretagna da genitori ruandesi.
The far right = ultimate disgrace to this country
Throwing wheelie bins they’ve set fire to at police near the fucking Middlesbrough cenotaph FFS ????
These lot of thugs probably can’t spell their own names, let alone understand how immigration works#RiotsUK #EnoughIsEnough pic.twitter.com/LI6Y4mFCSp
— kerry ✊????Save Our NHS (@hewitson10) August 4, 2024
???????????? Bolton Scenes
Bolton riots are now starting across the City Centre.
Get ready for Starmer Emergency Control Powers pic.twitter.com/usqKq6HYqD
— Concerned Citizen (@BGatesIsaPyscho) August 4, 2024
Manchester Piccadilly Gardens
Fights erupts following a man throwing flare into the #EnoughIsEnough protest
— WeGotitBack ???????????????????????????????????????????? (@NotFarLeftAtAll) August 3, 2024
Looks like another #Stoke protester got hit by a brick or rock thrown by the religion of peace.#EnoughisEnoughpic.twitter.com/1pEoAH2jkQ
— Isolated Incidents (@diversity999x) August 4, 2024
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Le rivolte di Southport si sono estese a tutta l’Inghilterra: mercoledì a Londra sono state arrestate più di 100 persone e venerdì una stazione di polizia è stata incendiata a Sunderland.
I’m sorry @Keir_Starmer this is on you
Resign or apologise, people having legitimate concerns are not just “Far Right”., you need to address the elephant in the room…
4 weeks of a @UKLabour government ????#NeverLabour #EnoughIsEnough pic.twitter.com/9GYIvGElaO
— Paul B ???????? ???? (@pauldbowen) August 2, 2024
British Patriots are fighting back against the Muslim takeover in Britain.
The video is Liverpool protesting
Pic is Stokes of a stabbing victim. Reports are that Muslims came out of a mosque with axes and knives. #EnoughIsEnoughpic.twitter.com/k1XUoJj9I0 pic.twitter.com/rBwCdvdbaT— sonofabench (@therealmrbench) August 3, 2024
Sabato i dimostranti hanno urlato slogan anti-immigrazione e anti-Islam, nonostante il fatto che Rudakubana non sia musulmano.
???????????????????????????? #URGENTE Multitudinaria manifestación contra la invasión migratoria en Middlesbrough. Otra ciudad más que se suma a las protestas #EnoughIsEnough que han estallado en toda Inglaterra.
LOS INGLESES HAN DESPERTADOpic.twitter.com/8OPjSh98Ad
— antiprogre.com (@antiprogrecom) August 4, 2024
Tuttavia, le tensioni tra immigrati musulmani e nativi britannici sono covate nell’Inghilterra settentrionale da quando è stato rivelato che la polizia ha insabbiato l’esistenza di molteplici «gang di adescamento» di musulmani nella regione negli ultimi due decenni.
As per Sir Keir Starmer people holding their own country flags are thugs and are booked under terr0rism Act, while Palestine supporters needs protection #EnoughIsEnough pic.twitter.com/14QqS2XKLm
— Woketard (@Woketard82) August 3, 2024
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A Leeds, dove sette uomini musulmani sono stati condannati a pene detentive ad aprile per aver violentato otto ragazze britanniche, i dimostranti hanno scandito slogan come «via i pedofili musulmani dalle nostre strade «salvate i nostri bambini».
Gli agenti di polizia hanno tenuto separati i dimostranti da un gruppo di militanti di sinistra pro-immigrazione che si erano presentati per organizzare una contro-manifestazione.
UK ????????:
Chaos all around.
Protesters are setting off fireworks in Liverpool tonight as riot police stand back.#UKRiots #Liverpool #Ireland #CoolockSaysNo #EnoughIsEnough pic.twitter.com/5ZUUt6sGe7— The World Affair (@theworld_affair) August 3, 2024
Un hotel riempito di immigrati – fenomeno comune anche in Italia – è stato circondato nella città inglese di Rothertam.
???????? ⚠️ Un hôtel pour migrants est en train d’être saccagé à #Rotherham.
La colère populaire continue après le meurtre de 3 fillettes par un rwandais.
C’est aussi dans cette ville que 1400 fillettes avaient été violées par des gangs pakistanais.#EnoughIsEnough pic.twitter.com/iSy0ZMOP7T
— Damien Rieu (@DamienRieu) August 4, 2024
Three little girls are dead, Africans with machetes are rampaging through our streets, and Sky News sneers at patriots chanting “save our kids”.#EnoughIsEnough https://t.co/nOaaYtPSUE
— Not a number (@_unmutual_) July 31, 2024
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A Manchester sono scoppiati scontri tra manifestanti di sinistra e di destra: la parte di destra ha lanciato recinzioni e altri detriti contro gli agenti di polizia che cercavano di separare i gruppi.
Alcuni filmati dei disordini sono disturbanti al punto che alcuni parlano di un Paese sull’orlo della guerra civile.
#Newcastle
Des musulmans islamiques chassent les britanniques aux cris de “Allah Akbar”.
Des britanniques gravement blessés par des gangs islamistes armés à #Stoke et Blackburn.
Des musulmans attaque avec des haches et manchette à Hull. #EnoughisEnough pic.twitter.com/g5YgI88IfZ— LE GRAND REMPLACEMENT 2024/ 2025 (@djflex0425) August 3, 2024
Definitely no two-tier policing.
Just masked and armed Muslims getting pretty much zero grief from police.#EnoughisEnoughpic.twitter.com/9chchIqkNo
— Isolated Incidents (@diversity999x) August 4, 2024
Didn’t see this on the News .. did you ? pic.twitter.com/lqECMMDN2K
— WeGotitBack ???????????????????????????????????????????? (@NotFarLeftAtAll) August 2, 2024
Bolton town centre this afternoon pic.twitter.com/Du1d8FcnAX
— Tui ???? ???????? (@moon_treacle) August 4, 2024
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In certi video sembra che la polizia stia totalmente dalla parte dei musulmani. In uno, un’agente dice ad un omone barbuto musulmano «non preoccuparti, siamo qui per proteggerti».
This muslim was seen with bats and tools in another video. This policeman says, “Don’t worry, we are here to protect you. Shame he didn’t protect the 1000s of young girls raped by muslin gangs. pic.twitter.com/uxCwiO9sId
— Monastic Monk (@MonasticAbbey) August 3, 2024
Altri video non verificati finiti in rete mostrerebbero gang di islamici che circolano per le città in cerca di attivisti del gruppo nazionalista Englidh Defense League (EDL), che è ritenuto organizzatore di parte di questa ondata di protesta.
Mobs of masked M**lims running through the streets of Stoke searching for people to attack.
They run straight passed police with weapons in hand, police turn a blind eye.
Let that f*cking sink in! pic.twitter.com/1mZqhrfWBU
— Match Point (@MatchPoiint) August 3, 2024
“Muslim immigrants in Stoke with knives, hammers, and axes are chasing British patriots, while British police watch and do not intervene. Incredible.”#EnoughIsEnough pic.twitter.com/21SxvKCYFq
— Mitsuha (@Mitsuhaa00) August 3, 2024
Islamic state muslims in Blackburn. No police or dogs or choppers. Islam Islamic state terrorist have no place in England or Europe. Iv fought them and will again. pic.twitter.com/17DXMcHNiU
— Monastic Monk (@MonasticAbbey) August 3, 2024
The Muslim Defence League out in #Bolton.#EnoughisEnough pic.twitter.com/9EgyLY5JCh
— Isolated Incidents (@diversity999x) August 4, 2024
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Invece di condannare l’orribile violenza contro le ragazze britanniche assassinate, giovedì il nuovo primo ministro britannico laburista Keir Starmer ha condannato i manifestanti che manifestavano contro gli accoltellamenti definendoli «teppisti di destra» e «inclini alla violenza».
Nel discorso alla nazione di giovedì, lo Starmer si è concentrato quasi esclusivamente sulla reazione alle bambine assassinate, piuttosto che sulle bambine accoltellate stesse. Starmer ha condannato l’ «odio di estrema destra» che alimenta le rivolte e ha promesso di dare alla polizia poteri aggiuntivi per affrontare simili disordini in futuro.
#riot #protest#EnoughIsEnough #FarRightThugsUnite #Agenda2030 #FarRightThugs #WEF #protest #FarageRiots #DIGITALID
Did you fall for the Starmer Bait trap? ????????♀️
You’re not fighting back.
They want you to riot to justify new legislation for Mass surveillance & Digital ID ???? pic.twitter.com/e90KENRdsJ— Muffy (@MuffyDeadinside) August 4, 2024
La difesa dei migranti da parte di Starmer e la condanna dei cittadini preoccupati sembrano aver incoraggiato gli invasori musulmani, che da allora sono scesi in strada armati di coltelli, mazze e martelli in città come Stoke, Belfast, Blackburn, Liverpool e altre in cerca di anti-manifestanti dell’immigrazione.
Mobs of Muslims also roaming the streets of Blackburn searching for the “EDL” after @Keir_Starmer , the media and far left spread malicious lies that the concerned British people were “far right thugs” and edl, which doesn’t exist and they knew that. pic.twitter.com/Iqkl3bdjh1
— Tommy Robinson ???????? (@TRobinsonNewEra) August 3, 2024
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A Liverpool si sono verificati scontri tra polizia e manifestanti: due agenti sono stati ricoverati in ospedale dopo essere stati colpiti da mattoni e altri proiettili.
???????? Chaotic scenes in Liverpool today. The windshield of a police van was smashed, and officers were hit with bricks after protesters at the Pier Head, with Union Jack flags and chanting “stop the boats,” were confronted by “anti-fascist” demonstrators pic.twitter.com/gADr8c9dgG
— DD Geopolitics (@DD_Geopolitics) August 3, 2024
Gli agenti di polizia di Bristol non sono riusciti a impedire sporadici scontri tra gruppi di sinistra e di destra.
This time it’s the far left attacking people protesting following the brutal murder of 3 little girls in Southport.
This time in Bristol just now.
Listen as the attackers accuse those filming of being “fascist”.
This is the rhetoric circulated by keir starmer and the media… pic.twitter.com/wddtnojsGR
— Tommy Robinson ???????? (@TRobinsonNewEra) August 3, 2024
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Le riprese video della città di Stoke avrebbero mostrato bande di uomini musulmani marciare armati di machete e altre armi.
A mob of visibly heavily armed Muslims in Stoke roam the streets with police making no efforts to stop them.
This is exactly why patriots are protesting as we have all had enough.
End two-tier policing. pic.twitter.com/GdQmW2Gb2f
— Turning Point UK ???????? (@TPointUK) August 3, 2024
In un video, si vede un agente di polizia che dice agli uomini di consegnare le armi in una moschea vicina, ma non sono stati segnalati arresti. Un filmato non verificato mostra un altro folto gruppo di uomini musulmani che cantano «Allahu Akbar» mentre la polizia antisommossa osservava da lontano.
THESE ARE THE PEOPLE OUR PRIME MINISTER HAS VOWED TO PROTECT USING £117 MILLION OF YOUR TAXES!pic.twitter.com/UNhwKld8C5
— Reform UK GRASSROOTS ???????? (@ActionBrexit) August 4, 2024
Police liaison tells a group of Muslims in Stoke that, “If you have any weapons discard them at the mosque”.
How can anybody try to tell anyone that two-tier policing doesn’t exist?!pic.twitter.com/ZLcM5X5xsz
— Lewis Brackpool (@Lewis_Brackpool) August 3, 2024
Muslims in Stoke-on-Trent were armed with weapons as they headed towards the #EnoughIsEnough protest earlier today. pic.twitter.com/9zw1DXmrXQ
— James Harvey (@JamesHarvey2503) August 3, 2024
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Caos è stato registrato anche a Belfast, in Ulster, dove sarebbe stato filmato l’impossibile: manifestanti cattolici e protestanti uniti contro l’immigrazione massiva subita dalle loro comunità.
Lo nunca visto.
Católicos y protestantes marchando hombro con hombro en Belfast, Irlanda del Norte, mientras exigen el fin de la inmigración masiva.
Cuando estas dos comunidades dejan de lado sus diferencias y se unen, es porque ha comenzado una revolución única.#EnoughisEnough pic.twitter.com/3buIYarGrr— Capitán General de los Tercios (@capTercio) August 3, 2024
???????????????? 3rd of August 2024 The Irish and British communities are united. ????????????????
In this moment of profound significance, the resilient spirit of the Irish people, both Protestant and Catholic, has risen from the pages of history to forge an unbreakable alliance. Today, they stand… pic.twitter.com/t9MCHTFzmC
— MarXmeN (@10MarXmen) August 3, 2024
“Our Country’s have had enough, this is an uprising, we will stand together for our children”!
Catholics and Protestants united in Belfast for the future of their children ???????? pic.twitter.com/mgSt5DShzN
— Tommy Robinson ???????? (@TRobinsonNewEra) August 3, 2024
Come riportato da Renovatio 21, moti violenti erano scoppiati in settimana fuori da una moschea della cittadina gallese di Newport, teatro della strage delle bambine.
Il ministro dell’Interno Yvette Cooper ha avvertito sabato che erano stati preparati procuratori e spazi carcerari aggiuntivi e che chiunque fosse coinvolto in «violenza criminale e disordini» avrebbe «pagato il prezzo».
Non è detto che le minacce autoritarie del nuovo governo riescano a fermare la rabbia della popolazione, oramai stremata da decenni di ingegneria sociale forsennata, che ha reso le città britanniche più insicure, più brutte, più povere.
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Immigrazione
Gran Bretagna, carcerati bianchi costretti a convertirsi da bande musulmane
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Immigrazione
Ceuta in subbuglio: può la carità cristiana ignorare il bene comune?
A seguito del massiccio afflusso di decine di migliaia di migranti dal Marocco, Ceuta rimane impantanata in una crisi umanitaria, politica e di sicurezza. Attraverso le informazioni e le reazioni della Chiesa, emergono due concezioni significativamente diverse della carità cristiana.
Il 30 luglio 2026, il confine che separa il Marocco dall’enclave spagnola di Ceuta è crollato sotto il peso dell’afflusso di decine di migliaia di persone. Da allora, molti sono stati rimpatriati in Marocco, ma diverse migliaia rimangono in città, dove le strutture di accoglienza sono ancora sovraffollate. InfoVaticana monitora regolarmente le conseguenze di questa crisi e raccoglie le numerose reazioni che ha generato negli ambienti ecclesiastici spagnoli. Questa copertura ci permette di valutare sia la portata del caos sia le profonde divisioni all’interno della Chiesa riguardo alla risposta più appropriata.
In poche ore, la popolazione di questa città di circa 80.000 abitanti è aumentata vertiginosamente. Uomini, donne e minori hanno attraversato il confine o hanno nuotato intorno al valico di Tarajal. La crisi ha rapidamente travolto le autorità locali, sono sorti accampamenti improvvisati sulle spiagge e in alcuni quartieri, mentre i residenti hanno espresso un crescente senso di abbandono. Le attività commerciali hanno chiuso e le famiglie temevano che le loro case venissero invase da persone in cerca di cibo o caricabatterie per cellulari. Secondo le informazioni raccolte da InfoVaticana , sono stati segnalati diversi casi di violenza sessuale, alcuni dei quali ai danni di minori.
La situazione continua a provocare scontri. Il 27 agosto, diverse centinaia di residenti hanno bloccato per oltre due ore un camion della Croce Rossa che stava consegnando rifornimenti a un accampamento allestito sulla spiaggia di Trampolín. I manifestanti ritenevano che la continuazione di questi aiuti contribuisse a mantenere una situazione insostenibile in città. La polizia ha infine permesso al camion di passare, per poi intervenire nuovamente in seguito ad alcuni incidenti avvenuti nei pressi di altri accampamenti.
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Un’operazione politica dietro la tragedia umana
All’interno dello stesso episcopato spagnolo, diverse voci hanno riconosciuto che gli eventi non potevano essere ridotti a una semplice emergenza umanitaria.
L’arcivescovo Luis Argüello di Valladolid, presidente della Conferenza episcopale spagnola, ha usato termini insoliti nel discorso ecclesiastico contemporaneo: «L’invasione di Ceuta è una prova» e «la demografia è un’arma». Ha così denunciato l’uso di intere popolazioni come mezzo per esercitare pressione tra gli Stati; dietro le immagini di sofferenza si cela un’operazione politica in cui gli stessi migranti sono al contempo strumenti e prime vittime. Il bilancio umano tra i migranti a Ceuta è effettivamente pesante: sono stati ufficialmente registrati almeno 97 decessi.
L’arcivescovo Ramón Valdivia, amministratore apostolico di Cadice e Ceuta, ha parlato anche di una «crisi politica internazionale» aggravata da una «tragedia umana». In una lettera pubblicata l’8 agosto, ha descritto senza mezzi termini la situazione in cui versano gli abitanti e la rabbia alimentata dalla «mancanza di protezione» che le autorità avrebbero dovuto impedire. Ha inoltre menzionato i giovani marocchini attirati da «promesse maligne», i bambini abbandonati diventati «carne da cannone per i predatori» e gli adulti che hanno approfittato del caos per sfuggire alla giustizia nel proprio Paese.
Il vescovo Valdivia ha tuttavia difeso l’operato delle parrocchie, della Caritas e del Centro San Antonio, che si sono mobilitati fin dalle prime ore per distribuire acqua e cibo. Ha inoltre richiesto che in tutte le parrocchie della diocesi venga organizzata una veglia di preghiera per «la pace, la stabilità e la giustizia a Ceuta».
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Carità senza prudenza?
Altri interventi si sono concentrati maggiormente sull’accoglienza dei rifugiati, talvolta al punto da sembrare che ignorassero le cause del disastro e la sofferenza della popolazione locale.
Padre Ángel García, fondatore dell’associazione Mensajeros de la Paz, ha visitato il centro di accoglienza temporaneo per migranti. Parlando alle telecamere dell’emittente televisiva LaSexta, ha descritto i migranti in attesa di entrare come «santi» perché mantenevano la calma e non organizzavano rivolte. Questa descrizione riassume una tendenza terzomondista diffusa nel discorso della Chiesa da oltre sessant’anni: lo straniero, per il semplice fatto di essere un migrante, diventa una figura quasi sacra, mentre qualsiasi preoccupazione per la sicurezza degli abitanti o per il controllo delle frontiere tende a essere dipinta come mancanza di compassione.
Il direttore del Dipartimento Migrazione della Conferenza Episcopale Spagnola, Fernando Redondo Pavón, ha anch’egli chiesto che i migranti non vengano «criminalizzati» né che si generi in loro timore. Ha difeso la regolarizzazione straordinaria recentemente approvata dal governo di Pedro Sánchez, definendola «molto positiva e necessaria», pur negando che abbia avuto alcun effetto deterrente.
L’arcivescovo José Rodríguez Carballo di Mérida-Badajoz ha condannato le mafie e ribadito il diritto dei governi di gestire i flussi migratori nell’interesse comune, ma il suo intervento si è concentrato soprattutto sulla denuncia dello sfruttamento politico della crisi: «sarebbe un peccato gravissimo manipolare e approfittarsi dei poveri». Questo principio deve essere applicato a tutti coloro che sfruttano queste popolazioni, compresi gli Stati che aprono o chiudono le frontiere in base ai propri interessi diplomatici, le organizzazioni che perpetuano l’illusione di un facile passaggio verso l’Europa e i leader politici che si rifiutano di considerare le conseguenze delle loro scelte sulle popolazioni locali.
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«La beneficenza esige questa gerarchia»
Padre Jesús Francisco Molina ha parlato proprio da Ceuta, a diretto contatto con la popolazione locale e i migranti. Nato nel 1998 e ordinato sacerdote nel settembre 2023 all’età di 25 anni, è ora vicario parrocchiale del santuario di Santa María de África, nel cuore della città. Interrogato sull’assistenza fornita alle migliaia di migranti che vivono lì, questo giovane sacerdote ha innanzitutto ricordato a tutti che «la Chiesa non è una ONG». Aiutare i bisognosi è certamente uno dei suoi compiti principali, ma non la sua missione primaria: «la Chiesa è lì per rispondere ai bisogni soprannaturali del suo popolo: i sacramenti, la predicazione e il sostegno al popolo di Dio».
Questa priorità non significa in alcun modo abbandonare i migranti che sono realmente bisognosi: «certo, se possiamo aiutare qualcuno in difficoltà, lo faremo». Parrocchie, Caritas e altre istituzioni ecclesiastiche si sono impegnate ad assisterli fin dall’inizio della crisi, ma padre Molina sottolinea che le risorse di Ceuta, come quelle della Chiesa locale, sono insufficienti per prendersi cura di tutti coloro che sono arrivati. Anche prima del loro arrivo, la città aveva già una popolazione povera per la quale le risorse disponibili erano a malapena sufficienti.
L’aiuto ai nuovi arrivati non poteva quindi essere fornito ritirando l’assistenza destinata ai bisognosi di Ceuta: «Se dobbiamo strappare ai nostri poveri, alla nostra gente bisognosa, le risorse che già possediamo, ci troviamo in una situazione molto più complicata». Il sacerdote si appella dunque esplicitamente all’ordine della carità: «È la carità che esige questa gerarchia. Ci prendiamo cura prima del prossimo, cioè di coloro che sono vicini, di coloro che abitano accanto, dei Ceuti, prima di coloro che non lo sono». San Tommaso d’Aquino insegna infatti che la carità, pur estendendosi a tutte le persone, possiede un ordine; nell’assistenza concreta, coloro ai quali siamo più strettamente legati dovrebbero normalmente venire prima, salvo in circostanze eccezionali. (1)
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Per accogliere «per quanto possibile»
Anche il catechismo pubblicato sotto Giovanni Paolo II riconosce questa distinzione, sebbene il suo insegnamento rifletta già un cambiamento. Per secoli non è esistito un «diritto di migrare» indipendente da circostanze specifiche, come le esigenze del paese ospitante, la guerra, la persecuzione o la carestia. Il catechismo numero 2241, tuttavia, continua a esortare le nazioni prospere ad accogliere gli stranieri “per quanto possibile”, ma afferma anche il diritto delle autorità politiche di regolamentare l’immigrazione «per il bene comune affidato alle loro cure». Infine, ricorda agli immigrati il loro dovere di rispettare il patrimonio materiale e spirituale del paese ospitante, le sue leggi e le sue responsabilità civiche.
Tuttavia, come ha dimostrato Laurent Dandrieu in Chiesa e immigrazione: il grande disagio (2), il discorso della Chiesa ha gradualmente sconvolto questo equilibrio. Per diversi decenni, gli interessi del migrante hanno teso a diventare l’unico criterio morale, mentre i diritti delle nazioni europee, la loro identità, la loro sicurezza e la loro continuità storica sono stati relegati in secondo piano. La carità è così separata dalla prudenza, dalla giustizia e dal bene comune, al punto da rendere l’accoglienza dei migranti un imperativo quasi assoluto.
A Ceuta, gli eventi ci hanno brutalmente ricordato questi limiti: una città di 80.000 abitanti non può assorbire decine di migliaia di persone in poche ore senza che l’ordine pubblico, le strutture di supporto e la vita quotidiana vengano sconvolti in modo spettacolare.
Pertanto, contrapporre la compassione per i migranti alla protezione dei residenti è un falso dilemma; la vera carità aiuta le persone in pericolo, ma cerca anche le cause del loro esodo, combatte chi le sfrutta, protegge le comunità minacciate e rispetta le esigenze del bene comune.
Ricordando che «la carità richiede una gerarchia», padre Molina non ha limitato la carità cristiana, bensì le ha restituito l’ordine, la prudenza e il realismo che l’emotività dei media troppo spesso le sottrae.
NOTE
1) Theologica, IIa-IIae, q. 26 e q. 31
2) Laurent Dandrieu, Église et immigration : le grand malaise. Le pape et le suicide de la civilisation européenne, Parigi, Presses de la Renaissance, 2017.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immigrazione
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