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Nucleare

Quali Paesi hanno il maggior numero di armi nucleari?

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Quante testate atomiche ci sono al mondo? Quali Paesi ne hanno disponibilità.

 

Sono domande a cui, tecnicamente, dovrebbe essere impossibile rispondere. In teoria, le scorte di armi nucleari dei vari Paesi sono coperte da segreto di Stato.

 

I Paesi leader hanno stime approssimative riguardo i loro armamenti nucleari e che non vengono aggiornate regolarmente, i Paesi emergenti che stanno costruendo un loro arsenale nucleare mantengono i loro numeri al riguardo vaghi e poco chiari mentre Israele non ha mai confermato ufficialmente il possesso di tali armi.

 

Ma, come spiega in dettaglio Omri Wallach di Visual Capitalist, grazie a rivelazioni limitate, registrazioni e fughe di notizie, possiamo visualizzare, per approssimazione l’intera portata dell’arsenale nucleare mondiale.

 

Questo grafico utilizza gli inventari stimati delle testate nucleari della Federation of American Scientists ad agosto 2021.

 

 

Sulla base di queste stime, ci sono solo nove paesi al mondo con armi nucleari.

 

La corsa agli armamenti nucleari è sempre stata maggiormente incentrata sugli Stati Uniti e sulla Russia.

Le scorte mondiali di armi nucleari raggiunsero un picco di 70.300 testate totali nel 1986

 

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e una buona parte della guerra fredda, le due superpotenze mondiali si sono affrettate a costruire più armi nucleari (e più potenti) dell’altra.

 

Mentre le organizzazioni internazionali facevano pressioni per la fine della proliferazione nucleare, le scorte mondiali di armi nucleari raggiunsero un picco di 70.300 testate totali nel 1986.

 

Man mano che gli accordi e i trattati di non proliferazione hanno iniziato a prendere slancio, gli Stati Uniti e la Russia hanno ridotto le scorte mentre hanno iniziato a spuntare nuovi paesi con armi nucleari.

 

Nonostante la riduzione significativa delle loro scorte dalla fine della Guerra Fredda, la Russia e gli Stati Uniti possiedono ancora circa il 90% di tutte le testate nucleari del mondo.

 

Lontano, dietro di loro, ci sono la Cina e la Francia, che hanno iniziato a testare armi nucleari rispettivamente nel 1964 e nel 1960.

La Russia e gli Stati Uniti possiedono ancora circa il 90% di tutte le testate nucleari del mondo

 

Il Regno Unito ha oggi il quinto maggior numero di armi nucleari, sebbene sia stato il terzo paese al mondo a svilupparle dopo gli Stati Uniti e la Russia nel 1952.

 

I Paesi con meno di 200 armi nucleari sono i rivali regionali India e Pakistan, che per primi hanno testato armi nucleari negli anni ’70, e la Corea del Nord, che ha iniziato a gestire impianti di fabbricazione dell’uranio e condurre test esplosivi negli anni ’80.

 

Si stima inoltre che Israele abbia meno di 200 armi nucleari e i rapporti riportano che il suo programma di armi risale agli anni ’60. Tuttavia, il paese non ha mai confermato le sue capacità nucleari.

 

Sebbene il mondo abbia 13.132 armi nucleari, ciò non significa che siano tutte pronte a sparare.

 

Il panorama del 2021 dei Paesi con armi nucleari mostra che la proliferazione è ancora in corso

Le testate sono lanciate da missili e i Paesi non tengono tutte le loro testate nucleari pronte per l’uso. La stima delle scorte nucleari chiarisce anche se le testate sono considerate dispiegate, riservate o ritirate:

 

  • Le testate schierate sono dispiegate su missili intercontinentali, basi di bombardieri pesanti e basi con sistemi di lancio operativi a corto raggio.
  • Le testate di riserva sono in deposito e non dispiegate sui lanciatori.
  • Le testate ritirate sono ancora intatte ma in coda per lo smantellamento.

 

Solo quattro Paesi hanno ufficialmente schierato testate, mentre la maggior parte delle scorte nucleari mondiali è di riserva. Ciò è in parte dovuto a stime che vanno da relativamente trasparenti nel caso degli Stati Uniti a opache e incerte per paesi come la Cina e la Corea del Nord.

 

Oggi la deterrenza tra grandi potenze militari si sta spostando su altre tipologie di armamenti altamente pericolosi e devastanti come i missili ipersonici, armi biologiche e uso dell’intelligenza artificiale su diversi apparati militari

Ma ci si aspetta che alcuni Paesi rafforzino ulteriormente il loro armamento. Il governo del Regno Unito ha annunciato che aumenterà le sue scorte a non più di 260 testate e l’intelligence statunitense si aspetta che Cina, India e Pakistan incrementino le loro scorte.

 

Sebbene le scorte nucleari mondiali continueranno probabilmente a diminuire a causa dei pensionamenti di Stati Uniti e Russia, il panorama del 2021 dei Paesi con armi nucleari mostra che la proliferazione è ancora in corso.

 

Oggi la deterrenza tra grandi potenze militari si sta spostando su altre tipologie di armamenti altamente pericolosi e devastanti come i missili ipersonici, armi biologiche e uso dell’intelligenza artificiale su diversi apparati militari.

 

 

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Nucleare

Diplomatico russo attacca la politica nucleare NATO

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Il vice rappresentante permanente russo presso l’Ufficio delle Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali a Ginevra, Andrej Belousov, in un commento alla decima conferenza di revisione delle parti del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP) a New York, ha accusato la politica sconsiderata della NATO di spostare il suo potenziale nucleare più vicino ai confini russi.

 

Tale politica non fa che aumentare i rischi di un conflitto nucleare, dice il diplomatico.

 

«La NATO dice apertamente che si tratta di un’alleanza nucleare. Le armi nucleari statunitensi sono dispiegate sui territori di Paesi alleati non nucleari, si stanno esaminando scenari pratici del loro utilizzo che coinvolgono Paesi non nucleari», ha affermato durante la conferenza.

 

Inoltre: «L’orientamento antirusso di questi passi non è nascosto, ed è pubblicamente detto che queste potenzialità potrebbero essere spostate più vicino ai confini russi. Tali azioni sconsiderate stanno pregiudicando la sicurezza internazionale, aumentando i rischi di un conflitto nucleare e ostacolando gli sforzi di disarmo».

 

«Le armi nucleari USA dovrebbero tornare nel loro territorio d’origine e le infrastrutture del loro dispiegamento in Europa dovrebbero essere smantellate. La NATO deve fermare la pratica delle missioni nucleari congiunte».

 

Non è chiaro a cosa si stia riferendo il diplomatico. Al momento non vi è alcuna notizia ufficiale di eventuale spostamento ad Est di testate nucleari americane stanziate nelle basi USA europee.

 

Tuttavia, la Polonia è un membro del gruppo di pianificazione nucleare della NATO e l’attuale governo polacco ha espresso interesse ad ospitare armi nucleari statunitensi.

 

Il Belousov ha anche respinto le insinuazioni sul fatto che Mosca abbia messo il suo deterrente nucleare in allerta, spiegando che l’attuale stato di «maggiore vigilanza», con personale extra in servizio nei posti di comando strategici, è «completamente diverso» dal vero «stato di massima allerta di forze nucleari strategiche».

 

La risposta di Belousov arriva dopo che la delegazione ucraina alla conferenza del TNP ha accusato Mosca il 3 agosto di «terrorismo nucleare» e «minacciando apertamente il mondo con la sua capacità di usare armi nucleari», citando presunta retorica di «media, gruppi di riflessione ed esperti russi», nota la testata governativa russa RT.

 

Due giorni prima, il segretario di Stato americano Antony Blinken ha anche accusato la Russia di «far tintinnare pericolose sciabole nucleari» contro «coloro che sostengono l’autodifesa dell’Ucraina».

 

Belousov ha spiegato che qualsiasi avvertimento su un «serio rischio di guerra nucleare» mai espresso da effettivi funzionari russi nel contesto della crisi ucraina era sempre rivolto alla NATO, come un modo per dissuadere i paesi occidentali dall’aggressione diretta, poiché «si bilanciano pericolosamente su al limite di uno scontro armato diretto con la Russia».

 

Come riportato da Renovatio 21, in questi mesi sono stati diversi gli ufficiali della Federazione Russa che hanno fatto dichiarazioni sul rischio di guerra atomica.

 

Tre mesi fa il viceministro degli Esteri russo Alexander Grushko ha ribadito la dottrina nucleare del Cremlino.

 

Anche il ministro degli Esteri Lavrov e l’ex premier Medvedev hanno affrontato l’argomento, talvolta poi ridimensionando le proprie parole.

 

Il portavoce del governo russo Dmitrij Peskov ha tuttavia dichiarato quattro mesi fa che l’operazione militare russa in Ucraina serve ad impedire una futura guerra nucleare.

 

Nell’ignavia occidentale, le cui élite continuano a soffiare suo fuoco, il mondo è avviato sempre più verso il precipizio atomico: siamo «a un errore di calcolo dall’annientamento nucleare» ha detto il segretario Antonio Guterres. Il vertice ONU 5 mesi fa aveva già annunciato che lo scontro nucleare a questo punto era «una possibilità».

 

Nel frattempo, altri teatri di potenziale guerra atomica si aprono. La settimana scorsa il leader nordcoreano Kim Jong-un ha mandato un avvertimento atomico al mondo, dicendo che Pyongyang è «completamente pronta» a difendersi.

 

Nel frattempo, il Pacifico, tra Taiwan, Cina e Giappone e il cosidetto AUKUS (Australia, Gran Bretagna, USA), sta diventando il flashpoint per un possibile scambio termonucleare.

 

È il caso di ricordare i calcoli della guerra fredda: la guerra nucleare non può essere vinta.

 

 

 

 

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Nucleare

Ulteriore sondaggio: un’ampia maggioranza di tedeschi vuole mantenere l’energia nucleare

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Un nuovo sondaggio d’opinione di INSAH ha rilevato che il 70% dei tedeschi intervistati è favorevole a mantenere l’energia nucleare oltre la data del governo per la chiusura definitiva del nucleare alla fine di quest’anno.

 

Incredibilmente, pure tra i Verdi tedeschi il 54% è risultato favorevole al nucleare, se non altro per colmare i colli di bottiglia previsti per l’energia all’inizio del 2023.

 

Come riportato da Renovatio 21, lo scorso giugno un sondaggio d’opinione condotto dall’Istituto Infratest per il mensile televisivo nazionale tedesco Deutschlandtrend aveva mostrato che il 61% è favorevole a mantenere aperte le centrali nucleari oltre la chiusura definitiva prevista per la fine del 2022.

 

Solo il 32% riteneva che ci si doveva attenere al programma di chiusura.

 

Come riportato da Renovatio 21, un gruppo di scienziati tedeschi ha firmato in queste settimana la «Dichiarazione di Stoccarda» per un pieno ritorno del Paese all’energia nucleare.

 

In precedenza, era stato il ministro delle finanze del governo Scholz, il liberale Christian Linder, a chiedere pubblicamente di prolungare la graduale eliminazione dei reattori nucleari tedeschi.

 

Richieste per nuove centrali nucleari sono invece arrivate da rappresentanti del potente comparto metallurgico tedesco.

 

La denuclearizzazione della Germania imposta dalla Merkel, e portata avanti con teutonica obbedienza, va contro un trend internazionale di ritorno all’atomo.

 

La Francia continua ad investire sull’energia atomica, pur avendo chiuso ad inizio anno metà dei reattori per «manutenzione o difetti»., con Macron che parla di «rinascita dell’industria nucleare» francese. Tuttavia, anche Parigi prepara razionamenti dell’elettricità.

 

La Francia è altresì coinvolta nella rinuncia all’energia atomica da parte del Regno Unito, essendo che una centrale è probabilità del colosso francese EDF, ora sul punto di essere ri-nazionalizzato da Macron. Londra vorrebbe frenare sulla dismissione dell’impianto di Hinkley Point B, ma i francesi sembrano stranamente di altro avviso.

 

Lo Stato di Israele avanza nella ricerca nucleare, forte anche del programma di armamento atomico illegale e, in teoria, «segreto». (Il segreto di Pulcinella).

 

Il nuovo presidente sudcoreano ha annunziato il ritorno all’atomo di Seoul. Il governo dei Paesi Bassi ha parimenti dichiarato la voglia di atomo, al punto da specificare di volere due nuove centrali.

 

La Repubblica Popolare Cinese fatto sapere di aver compiuto un passo in avanti in fatto di tecnologia con una dimostrazione di un reattore atomico raffreddato ad alta temperatura su modulo a letto di ghiaia (HTR-PM). Ricordiamo come Hunter Biden abbia investito in società nucleari cinesi, alcune delle quali legate ad impianti che sono stati sull’orlo della catastrofe ambientale.

 

Nella corsa agli impianti di nuovo tipo c’è pure l’inevitabile Bill Gates, il quale starebbe costruendo una centrale nucleare sperimentale in una piccola cittadina americana, avvicinandosi così sempre più alla figura del miliardario malvagio Montgomery Burns de I Simpsons. Gates è a buon punto, avendo, tra le altre cose, esattamente come Burns dei programmi di oscuramento del sole.

 

Il più stabile leader nella produzione di energia nucleare in tutto il mondo è la Russia, che domina con decisione anche questo comparto.

 

 

 

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Nucleare

L’ONU denuncia gli attacchi «suicidi» alla centrale nucleare di Zaporiggia

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Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha espresso preoccupazione per un potenziale disastro nella più grande centrale nucleare d’Europa, dopo che la Russia ha accusato le forze ucraine di bombardare l’impianto nella regione meridionale di Zaporiggia lo scorso venerdì. Lo riporta la testata governativa russa RT.

 

Kiev afferma che Mosca, che detiene l’area, sta utilizzando la struttura come «scudo» per i suoi soldati.

 

«Qualsiasi attacco a una centrale nucleare è una cosa suicida. Spero che quegli attacchi finiscano e allo stesso tempo spero che l’AIEA possa accedere all’impianto», ha detto Guterres in una conferenza stampa a Tokyo lunedì mattina, senza incolpare nessuna delle parti.

 

Sabato l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha dichiarato di essere «estremamente preoccupata» per il bombardamento della centrale nucleare di Zaporiggia. Prendere di mira la struttura con qualsiasi “potenza di fuoco militare” equivale a “giocare con il fuoco, con conseguenze potenzialmente catastrofiche”», ha affermato il direttore generale dell’ONU, Rafael Grossi.

 

L’AIEA ha altresì suggerito di inviare una delegazione sul sito per «fornire supporto tecnico per la sicurezza nucleare» e per «aiutare a prevenire che la situazione diventi ancora più fuori controllo». Né Mosca né Kiev hanno finora reagito alla proposta.

 

La centrale nucleare di Zaporiggia nel sud del paese è stata sequestrata dalle forze russe alla fine di febbraio, quando Mosca ha lanciato la sua campagna militare in Ucraina. La struttura continua a funzionare con personale ucraino sotto il controllo russo.

 

Venerdì, Mosca ha accusato le truppe ucraine di aver sparato proiettili di artiglieria contro l’impianto, a seguito delle accuse di diversi tentativi di attacco con droni nell’ultimo mese.

 

Un alto funzionario del ministero degli Esteri russo per la non proliferazione e il controllo degli armamenti ha avvertito che gli attacchi all’impianto rischiano di innescare un evento simile al disastro nucleare di Chernobyl del 1986.

 

Il ministero della Difesa russo ha affermato che «parti dell’attrezzatura» dell’impianto erano senza alimentazione a causa dei bombardamenti e un incendio è scoppiato nella struttura ed è stato rapidamente spento.

 

Il ministero ha quindi affermato che «per pura fortuna», i proiettili ucraini non hanno causato un incendio più grande e «un possibile disastro nucleare».

 

Il presidente ucraino Zelens’kyj, tuttavia, ha affermato che il bombardamento della centrale nucleare proveniva dalle stesse truppe russe.

 

Sabato, i media ucraini hanno accusato Mosca di un altro attacco alla struttura, sostenendo che un «attacco missilistico» ha danneggiato diversi sensori di radiazioni e ferito un lavoratore.

 

Allo stesso tempo, i funzionari di Kiev hanno accusato la Russia di utilizzare l’impianto come «base militare». Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha affermato la scorsa settimana che Mosca starebbe usando la centrale come «l’equivalente di uno scudo umano» per i suoi soldati, «sapendo che [gli ucraini] non possono e non vogliono rispondere».

 

Domenica, Zelens’kyj ha esortato i governi occidentali a sanzionare l’industria nucleare russa per il presunto «terrorismo nucleare» di Mosca.

 

Lo Zelens’kyj tre mesi fa aveva chiesto alla comunità internazionale un «controllo globale» sulle scorte di armi nucleari della Russia.

 

Come riportato da Renovatio 21, ora anche Amnesty International accusa le forze ucraine di usare i civili come scudi umani – qualcosa che i russi hanno denunciato e documentato per mesi.

 

Negli scorsi giorni si era detto che la centrale era stata attaccata da droni suicidi ucraini. Non è dato di sapere se si trattasse dei droni kamikaze Switchblade forniti dagli USA a Kiev.

 

Tre mesi fa il Cremlino ha affermato che l’Ucraina stava sviluppando armi nucleari. Il revanscismo atomico ucraino, che nega il Memorandum di Budapest stipulato in era Clinton, era stato ventilato anche da Zelens’kij alla conferenza internazionale sulla sicurezza di Monaco il 19 febbraio scorso, nemmeno una settimana prima della partenza dell’Operazione speciale russa.

 

A febbraio il generale russo Mizintzev aveva dichiarato che battaglioni nazionalisti ucraini avevano fatto saltare in aria una struttura di ricerca sulle armi nucleari a Kharkov.

 

 

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