Geopolitica
Putin risponde alla proposta di pace degli Stati Uniti sull’Ucraina
Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che l’attuale piano di pace statunitense per l’Ucraina rappresenta una versione aggiornata di quanto già discusso con Donald Trump durante il loro incontro ad Anchorage, in Alaska.
«Nel corso dei colloqui la parte americana ci aveva chiesto di venire incontro su alcuni punti», ha ricordato Putin davanti al Consiglio di Sicurezza. Mosca, ha aggiunto, aveva dato il proprio assenso di massima già in Alaska, ma dopo quel vertice Washington aveva sospeso i contatti a causa del rifiuto opposto da Kiev alla proposta iniziale di Trump.
Il Cremlino ha ricevuto il testo del nuovo documento, che però non è stato ancora analizzato «nei dettagli». «Ritengo che possa comunque costituire una base valida per un accordo di pace definitivo», ha concluso Putin.
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Anche Volodymyr Zelens’kyj ha commentato il piano, affermando che l’Ucraina si trova davanti a una scelta difficile: accettarlo o rischiare di perdere il sostegno di un alleato decisivo. Secondo fonti Reuters, la Casa Bianca avrebbe minacciato di interrompere gli aiuti militari e di intelligence in caso di rifiuto ucraino.
La proposta americana arriva in un momento di estrema fragilità per Zelens’kyj, la cui autorità interna è fortemente indebolita da uno scandalo di corruzione, mentre le forze ucraine accumulano sconfitte sul campo. Negli ultimi mesi l’esercito russo ha continuato a guadagnare terreno nella Repubblica Popolare di Donetsk, mentre le truppe di Kiev soffrono di una cronica carenza di uomini e mezzi.
Come riportato da Renovatio 21, presunte bozze degli accordi sono filtrate al pubblico in queste ultime ore.
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Geopolitica
Modi elogia i legami con Israele nel discorso alla Knesset
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Roseanne Barr on if America turns against Israel: “America deserves what’s going to happen to them for it” “Israel will just move on to India and America will fall.” pic.twitter.com/GiU4Rq8J0e
— The Resonance (@Partisan_12) November 18, 2025
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Geopolitica
Le guardie di frontiera cubane uccidono quattro uomini armati su un motoscafo battente bandiera statunitense
Quattro uomini armati a bordo di un motoscafo immatricolato negli Stati Uniti sono stati uccisi dopo aver aperto il fuoco contro le forze di frontiera cubane nelle acque territoriali dell’isola, secondo quanto riferito da funzionari cubani. L’incidente aggrava ulteriormente i già tesi rapporti tra L’Avana e Washington.
Secondo il ministero degli Interni di Cuba, l’incidente è avvenuto mercoledì nei pressi della costa settentrionale della provincia di Villa Clara, quando le unità della guardia costiera hanno intercettato un motoscafo registrato in Florida che operava a circa un miglio nautico dalla costa.
Secondo quanto riferito, l’imbarcazione è entrata illegalmente nelle acque cubane ed è stata avvicinata per l’identificazione prima che scoppiasse la sparatoria.
Le autorità cubane hanno dichiarato che gli individui a bordo del motoscafo hanno aperto il fuoco per primi, ferendo il comandante di una nave pattuglia cubana. Le guardie di frontiera hanno risposto al fuoco, uccidendo quattro persone e ferendone altre sei, che sono state successivamente evacuate per cure mediche. Funzionari cubani hanno affermato che è in corso un’indagine per determinare lo scopo e i motivi dell’avvicinamento dell’imbarcazione alla costa. L’Avana ha ribadito che la difesa delle acque territoriali rimane un «pilastro fondamentale» della sovranità nazionale dopo l’incidente.
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I funzionari statunitensi non hanno ancora rilasciato dichiarazioni pubbliche dettagliate. Il deputato della Florida Carlos Gimenez, cubano-americano ed ex sindaco di Miami, ha chiesto un’indagine «urgente» su quello che ha definito un «massacro» per determinare se tra le vittime ci fossero cittadini statunitensi. Il procuratore generale della Florida James Uthmeier ha ordinato un’indagine sull’incidente.
Lo scontro avviene in un momento di crescenti tensioni geopolitiche tra Washington e L’Avana, alimentate dall’embargo petrolifero in corso da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha aggravato la crisi economica e umanitaria di Cuba. L’anno passato sull’isola si registraron spaventosi blackouti.
Come riportato da Renovatio 21, Trump nelle ultime settimane ha dichiarato che Cuba crollerà presto e che «rapire il presidente cubano non sarbbe molto difficile». Un mese fa il presidente statunitense aveva lanciato all’Avana un ultimatum.
Secondo la stampa statunitense, l’amministrazione Trump starebbe cercando contatti dentro il governo cubano per pianificare un cambio di regime in stile venezuelano.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Sventato il complotto per assassinare il presidente serbo Vucic
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