Droni
Putin chiede la condivisione dei dati sull’incidente del drone in Romania
Il presidente russo Vladimir Putin ha sollecitato un’indagine obiettiva sull’incidente che ha coinvolto un drone in Romania, nel quale due persone sono rimaste ferite. Mosca si è detta disponibile a condividere la propria valutazione qualora le venissero forniti i resti del velivolo a pilotaggio remoto (UAV) o i dati sul suo impiego, ha affermato venerdì ai giornalisti.
Venerdì mattina, un drone si è schiantato contro un condominio nella città di Galati, nella Romania orientale, vicino al confine con l’Ucraina. Il ministero della Difesa rumeno ha sostenuto che il velivolo proveniva dalla Russia.
Putin ha evidenziato che in passato si sono verificati incidenti analoghi con droni in varie nazioni dell’UE, tra cui Finlandia, Polonia e Stati baltici.
«Poco tempo dopo, si sarebbe scoperto che questi incidenti non avevano nulla a che fare con aerei russi. Piuttosto, si trattava di droni di origine ucraina che avevano perso la rotta a causa di guerra elettronica… o di guasti tecnici», ha dichiarato il presidente durante la sua visita in Kazakistan.
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Putin ha invitato le autorità rumene a condividere con la Russia «prove oggettive», aggiungendo che Mosca ha fatto lo stesso quando l’esercito ucraino ha colpito la residenza presidenziale russa con un attacco di droni. «Che facciano lo stesso [i rumeni] e ci forniscano le prove», ha aggiunto.
Il presidente rumeno Nicusor Dan, che ha visitato il luogo dell’incidente del drone venerdì, ha dichiarato ai giornalisti che l’accaduto potrebbe essere stato provocato dalla difesa aerea ucraina. Secondo lui, il drone faceva parte di un gruppo di droni russi impiegati contro obiettivi in Ucraina.
«Alcuni di questi droni sono stati abbattuti sul territorio ucraino, e uno è stato probabilmente colpito sopra la città di Reni. La sua traiettoria è cambiata e si è diretto verso Galati», ha affermato, aggiungendo che le autorità rumene dispongono di dati sui movimenti del drone. Secondo Dan, l’incidente non è stato considerato un attacco deliberato da parte della Russia, bensì la conseguenza di operazioni militari non lontano dal confine rumeno.
In passato, la Russia è stata accusata di incidenti con droni e missili in paesi dell’UE. Uno degli episodi più eclatanti ha visto coinvolto un missile di difesa aerea S-300 che ha ucciso due persone in Polonia, non lontano dal confine con l’Ucraina, nel 2022.
Kiev si è affrettata a presentare l’incidente come un attacco russo «alla sicurezza collettiva» della NATO, mentre Varsavia ha infine stabilito che il proiettile era stato sparato dall’Ucraina nel tentativo di respingere un attacco russo contro obiettivi all’interno del territorio ucraino.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Droni
Drone inonda d’acqua cagnone ignaro. Sai che puzza poi
A tech company based in Linyi, Shandong Province, China, showcased the capabilities of its newly developed solar panel cleaning drone by using it to wash a dog on the street. pic.twitter.com/t8gIX2x4D6
— Massimo (@Rainmaker1973) September 16, 2026
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Droni
Il Pentagono invia droni Reaper in Colombia ed Ecuador, aprendo la strada ad attacchi terrestri
Il Pentagono sta trasferendo droni MQ-9 Reaper in Sud America, soprattutto dal Comando Africa degli Stati Uniti, con Colombia ed Ecuador come primi destinatari. Lo riporta il Latin Times. il dispiegamento offre a Washington capacità di sorveglianza e, in determinate condizioni, la possibilità di condurre attacchi di precisione contro obiettivi di narcotraffico a terra. Si andrebbe così ben oltre gli attacchi alle imbarcazioni in mare che hanno caratterizzato la prima fase della campagna.
La Colombia riceverà tre MQ-9 in prestito, con l’opzione di acquistarne un quarto. Il numero di droni destinati all’Ecuador non è stato comunicato. La Costituzione ecuadoriana vieta le basi militari straniere, divieto ribadito dagli elettori con un margine del 60% in un referendum del novembre 2025; eppure i droni risultano già operativi nel Paese.
La rivista ecuadoriana Vistazo ha riferito che i trasferimenti potrebbero estendersi ad altri partner sudamericani.
Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno usato droni in America Latina soprattutto per sorveglianza e lotta al narcotraffico, più che per attacchi armati. Velivoli senza pilota come i Reaper e altri sistemi di ricognizione operano dalla Colombia, dai Caraibi e dal Pacifico orientale, spesso con il supporto delle forze locali, per individuare lanci di coca, piste clandestine e imbarcazioni sospette e passare le coordinate a guardia costiera e marine militari.
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In Colombia la cooperazione militare è storica, dal Plan Colombia in poi, e comprende intelligence aerea e addestramento. Accordi analoghi esistono con Ecuador, Perù e alcuni Stati centroamericani e caraibici.
Nel 2025 l’amministrazione Trump ha ampliato lo schieramento navale e aereo nei Caraibi, con raid contro presunte imbarcazioni di narcotrafficanti al largo del Venezuela che hanno provocato diecine di morti. Il governo li ha definiti operazioni antidroga, mentre molti giuristi e vari governi li hanno contestati come esecuzioni extragiudiziali.
Negli ultimi anni diverse elezioni sudamericane hanno spostato a destra la regione, con governi più vicini a Washington. Il caso simbolo è l’Argentina, dove nel 2023 Javier Milei ha vinto con un programma libertario e si è presentato come alleato di Trump, ricevendo poi anche un sostegno finanziario statunitense.
In Ecuador, Daniel Noboa è stato rieletto nel 2025 puntando sulla linea dura contro le bande criminali, e ha aperto alla cooperazione militare con gli Stati Uniti.
In Bolivia, nel 2025, la fine dell’egemonia del MAS (Movimiento al Socialismo – Instrumento Político por la Soberanía de los Pueblos) ha portato al potere Rodrigo Paz, di centrodestra, favorevole a un riavvicinamento con Washington.
In Cile e in altri Paesi la sicurezza e l’immigrazione hanno spinto l’elettorato verso candidati conservatori.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Droni
Il Pentagono recluta gli operatori di droni
Are you an FPV pilot? We want to hear from you!
The Drone Dominance Program is recruiting service members with FPV experience who would like to be considered as pilots for future Gauntlets and related efforts. Interested? Visit https://t.co/dlfuzlu2c0 to learn more: https://t.co/AyOAxjw9jt — Department of War Innovation Unit (@DIU_x) October 2, 2026
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