Spirito
Il cardinale Erdő in gravi condizioni dopo essere stato colpito da un ictus
Il cardinale Péter Erdő, primate d’Ungheria, è stato colpito da un ictus ed è stato ricoverato in ospedale in «gravi condizioni», secondo quanto riportato. Lo riporta la vaticanista Diane Montagna
L’arcivescovo metropolita di Esztergom-Budapest, 73 anni, che era stato tra i principali candidati al conclave dello scorso anno, si sta lentamente riprendendo.
Sostieni Renovatio 21
«Ha molta fede», avrebbe detto a Montagna una fonte vicina al cardinale.
Monsignor Erdő è considerato da molti un conservatore e ortodosso per la sua attenzione all’evangelizzazione, la sua devozione mariana, la sua difesa della natura gerarchica della Chiesa, il suo sostegno al celibato clericale e le sue posizioni ortodosse su alcune questioni morali, come l’aborto e l’uso della contraccezione.
Tuttavia va considerato che il cardinale Erdő è stato il relatore generale del Sinodo straordinario sulla famiglia del 2014, che ha pubblicato a nome di Erdő una Relatio Pre Disceptionem incompatibile con la professione della fede cattolica. Essa ha gettato le basi per la ricezione sacrilega della Santa Comunione da parte di adulteri in pubblico (stabilita in Amoris Laetitia nel 2016) e la «benedizione» delle unioni tra persone dello stesso sesso (stabilita in Fiducia Supplicans nel 2023).
I suoi difensori sostengono che, permettendo la pubblicazione del testo a suo nome e leggendolo ad alta voce come se fosse opera sua, il porporato si sia reso colpevole di timidezza, ma non abbia manifestato le proprie convinzioni eretiche. Lo stesso Erdő negò di essere l’autore di almeno alcuni passaggi il giorno seguente.
Come riportato da Renovatio 21, all’indomani dell’elezione al Soglio di Prevost, Erdö aveva minimizzato la credenza secondo cui l’uso della mozzetta papale da parte di papa Leone XIV rivelerebbe un «tradizionalismo» liturgico.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di © Raimond Spekking via Wikimedia pubblicata su licenza CC BY-SA 4.0
Spirito
Il cardinale Parolin afferma che le sanzioni contro i vescovi tedeschi sarebbero «premature»
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Spirito
Consacrazioni, il card. Fernandez minaccia la FSSPX: «scisma», «grave offesa a Dio», «scomunica»
Il cardinale Victor Manuel Fernandez ha recentemente emesso una dichiarazione nella quale sostiene che un atto programmato di consacrazione di vescovi privo di un «mandato papale» costituirà un «atto scismatico» e che «l’adesione formale allo scisma costituisce una grave offesa a Dio».
Il porporato argentino inoltre precisato che ciò «comporta la scomunica prevista dal diritto canonico».
«In merito alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, si ribadisce quanto già comunicato» scrive la nota pubblicata stamattina sul sito ufficiale del Vaticano. «Le ordinazioni episcopali annunciate dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X non hanno il corrispondente mandato pontificio. Questo gesto costituirà “un atto scismatico” (Giovanni Paolo II, Ecclesia Dei, n.3) e “l’adesione formale allo scisma costituisce una grave offesa a Dio e comporta la scomunica stabilita dal diritto della Chiesa” (ivi, 5c; cfr. Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, Nota esplicativa, 24 agosto 1996)».
«Il Santo Padre continua nelle sue preghiere a chiedere allo Spirito Santo di illuminare i responsabili della Fraternità Sacerdotale San Pio X affinché ritornino sui loro passi in merito alla gravissima decisione che hanno preso» conclude la minacciosa nota del cardinale prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede.
Renovatio 21 ritiene che a questo punto si procederà con quella che abbiamo definito una «scomunica comunicata» (una «scomunicazione»), con tuoni e saette che dal Sacro Palazzo si abbatteranno sulla Fraternità prima e dopo le consacrazioni del prossimo primo luglio. Il lettore si prepari agli strilli in apertura del TG nazionali, ai titoloni in prima pagina sui giornali dell’establishment, alla quantità di menzogne e infamità che pioveranno su vescovi, sacerdoti, fedeli della FSSPX.
Sostieni Renovatio 21
Notiamo che la notizia della minaccia di scomunica era già trapelata ore prima in un articolo del vaticanista de Il Giornale Nico Spuntoni. «Il documento in uscita dal dicastero per la dottrina della fede potrebbe segnare l’interruzione del dialogo teologico offerto dal cardinal Fernandez e non preso in considerazione seriamente da Pagliarani e i suoi».
«Dovrebbe mettere in chiaro le condizioni per cui si andrebbe incontro al delitto di scisma e dunque alla scomunica latae sententiae. Quei limiti, dunque, che la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha già fatto sapere di essere pronta ad oltrepassare andando avanti con le consacrazioni di luglio» scrive Il Giornale.
A giudicare dal linguaggio dello spiffero fatto al giornalista, parrebbe, come abbiamo già scritto, che per Roma la questione sia soprattutto di ottica: per orgoglio, nel divorzio bisogna specificare chi ha lasciato chi. Siamo ad anni luce di distanza dal vuoto delle sanzioni in cui dovrebbero essere incorsi, di default, i vescovi nominati dal Partito Comunista Cinese, sul quale il Vaticano, al contrario, è stato in un muto silenzio, forse prodotto di quintali materiale compromettente ottenuto da Pechino quando vi transitò la proprietà dell’app per incontri gay Grindr.
Due pesi e due misure anche con i vescovi tedeschi e il loro perverso «Cammino Sinodale»: per alcuni si tratta già di uno scisma de facto, ma per gli zucchetti ultraprogressisti oltremontani – ricchissimi grazie alla tassa simoniaca della kirchensteuer – non v’è lacuna minaccia, tanto che continuano con lo richieste pro-omotransessualiste e ogni altra follia anticattolica.
Il disegno è chiaro: chi vuole distruggere la Chiesa, siano i tedeschi o i cinesi, ha carta bianca.
Chi vuole rimanere cattolico, invece va perseguitato fino allo sfinimento.
Ora, come abbiamo scritto in settimana, vogliamo ricordare che questa scomunica toccherà migliaia e migliaia di bambini. Non ci aspettiamo che il Fernandenz, che scrive libri sul bacio e sull’orgasmo, possa capire la portata di questa catastrofe dell’innocenza.
Abbiamo la fantasia ucronica a consolarci: in un mondo in cui all’umanità è stato risparmiato il disastro cosmico del Concilio Vaticano II, Fernandez non esisterebbe, non sarebbe giammai riuscito ad avvicinarsi ai posti di potere in Vaticano.
Ci tocca invece di vivere la dimensione in cui a scomunicare i cattolici è l’autore di Amoris Laetitia e Fiducia Supplicans. Ci sarà da lottare, ma alla fine la Verità trionferà perfino a Roma. E i Fernandez, con le loro oscenità, verranno dimenticati per sempre.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine da FSSPX.News
Spirito
Mons. Viganò: «così sul legno della Croce il nuovo Adamo ha vinto Satana»
Obediens usque ad mortem
Omelia nell’Invenzione della Santa Croce, domenica IV dopo Pasqua
Qui salutem humani generis in ligno Crucis constituisti:
ut unde morte oriebatur, inde vita resurgeret,
et qui in ligno vincebat, in ligno quoque vinceretur.
Præfatio de Sancta Cruce
Celebriamo oggi la festa dell’Invenzione della Santa Croce, particolarmente cara a Familia Christi perché in questo giorno ricorre l’anniversario dell’Ordinazione sacerdotale del Servo di Dio mons. Giuseppe Canovai nel 1931 e quello del nostro caro Don Riccardo Petroni. L’Invenzione — ossia il ritrovamento — della Santa Croce, commemora un fatto storico accaduto nell’anno 326, quando l’Imperatrice Elena, madre di Costantino il Grande, riuscì a scoprire il luogo nei pressi del Calvario, dove era sepolta la Vera Croce. Secondo la narrazione patristica e liturgica consolidata (presente in autori come sant’Ambrogio, Rufino e nella Legenda Aurea di Jacopo da Varagine), dopo la Passione del Signore la Croce fu gettata in una fossa o sepolta nel terreno del Calvario per impedire che divenisse oggetto di venerazione da parte dei primi Cristiani. Il luogo esatto della sepoltura della Croce sul Golgota, noto solo ad una ristretta cerchia familiare ebraica, animata da ostilità religiosa, era trasmesso di generazione in generazione come un segreto gelosamente custodito, nel timore che la scoperta potesse confermare la verità della Fede cristiana. Sant’Elena convocò i principali esponenti della comunità ebraica e chiese esplicitamente informazioni su tale luogo. Tutti negarono o finsero di non sapere, tranne un rabbino di nome Giuda (indicato come discendente o nipote di Zaccheo, il pubblicano del Vangelo), che conosceva il segreto perché la sua famiglia lo aveva tramandato.Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Bioetica2 settimane faCorpi senza testa per produrre organi: l’uomo ridotto a funzione, la medicina contro l’anima
-



Civiltà2 settimane faValpurga e oltre: le origini esoteriche del 1° maggio
-



Pensiero7 giorni faDifesa di Nicole Minetti
-



Pensiero3 giorni faLa scomunica dei bambini
-



Gender1 settimana faRapporto del Sinodo suggerisce che le relazioni omosessuali non sono peccato
-



Nucleare1 settimana faKaraganov: l’UE è impazzita, bisogna fermarla «preferibilmente senza uso di armi nucleari»
-



Salute2 settimane faI malori della 18ª settimana 2026
-



Senza categoria2 settimane faMuore a 102 il vescovo che definì Bergoglio «antipapa»














