Connettiti con Renovato 21

Politica

Nuovo pronunciamento dei militari francesi: «la guerra civile si sta preparando e voi lo sapete perfettamente»

Pubblicato

il

 

 

Da qualche giorno correva la voce che un nuovo appello dei militari francesi sarebbe apparso sulla scena. Stavolta però, a differenza del precedente, non sarebbe firmato da ufficiali in pensione, ma da soldati attivi. Renovatio 21 ne pubblica il testo, che sta già circolando molto in rete. In Francia la situazione è grave. Dopo anni di aberrazioni terroristiche, proteste popolari soffocate nella repressione (i Gilet Gialli), lockdown draconiani che hanno piegato il Paese, forse la misura e colma. Lo Stato più superbo d’Europa si appresta a collassare sotto il peso delle sue stesse scelte dementi in campo sociale, economico, migratorio? E l’Italia, che lezione vuole trarre da ciò che sta accadendo appena Oltralpe?

 

 

 

Signor Presidente della Repubblica,

 

… I vecchi soldati di cui avete calpestato l’onore nelle ultime settimane… sono migliaia di servi della Francia, firmatari di un appello di buon senso, soldati che hanno dato i loro anni migliori per difendere la nostra libertà, obbedendo ai vostri ordini, per intraprendere le vostre guerre o per attuare le vostre restrizioni di bilancio, che avete insozzato mentre il popolo della Francia li ha sostenuti

Signore e Signori, Ministri, Membri del Parlamento, Ufficiali Generali, dei vostri gradi e qualità,

 

Non cantiamo più la settima strofa della marsigliese, conosciuta come la «strofa dei bambini». Eppure è ricca di lezioni. Lasciamo che sia essa a prodigarle su di noi:

 

«Entreremo nella carriera quando i nostri anziani non saranno più lì. Là troveremo la loro ceneri e il segno  delle loro virtù. Molto meno gelosi di sopravvivere a loro che di condividere la loro bara, avremo il sublime orgoglio di vendicarli o seguirli»

 

I nostri anziani sono combattenti che meritano di essere rispettati. Questi sono ad esempio i vecchi soldati di cui avete calpestato l’onore nelle ultime settimane. Sono queste migliaia di servi della Francia, firmatari di un appello di buon senso, soldati che hanno dato i loro anni migliori per difendere la nostra libertà, obbedendo ai vostri ordini, per intraprendere le vostre guerre o per attuare le vostre restrizioni di bilancio, che avete insozzato mentre il popolo della Francia li ha sostenuti.

 

Queste persone che hanno combattuto contro tutti i nemici della Francia, le avete trattate come faziose quando la loro unica colpa è amare il loro Paese e piangere la sua caduta visibile.

 

Veniamo da quella che i giornali hanno chiamato «la generazione del fuoco». Uomini e donne, soldati attivi, di tutti gli eserciti e di tutti i ranghi, di tutte le sensibilità, amiamo il nostro Paese

In queste condizioni spetta a noi, da poco entrati in carriera, entrare nell’arena semplicemente per avere l’onore di dire la verità.

 

Veniamo da quella che i giornali hanno chiamato «la generazione del fuoco». Uomini e donne, soldati attivi, di tutti gli eserciti e di tutti i ranghi, di tutte le sensibilità, amiamo il nostro Paese. Queste sono le nostre uniche pretese di fama. E se non possiamo, per legge, esprimerci a faccia scoperta, è altrettanto impossibile per noi tacere.

 

Afghanistan, Mali, Repubblica Centrafricana o altrove, molti di noi hanno subito il fuoco nemico. Alcuni lì hanno lasciato dei compagni. Hanno offerto la loro pelle per distruggere l’islamismo a cui state facendo concessioni sul nostro suolo.

 

Afghanistan, Mali, Repubblica Centrafricana o altrove, molti di noi hanno subito il fuoco nemico. Alcuni lì hanno lasciato dei compagni. Hanno offerto la loro pelle per distruggere l’islamismo a cui state facendo concessioni sul nostro suolo

Quasi tutti noi abbiamo conosciuto l’operazione Sentinel. Abbiamo visto con i nostri occhi le periferie abbandonate, gli alloggi con la delinquenza. Abbiamo subito i tentativi di strumentalizzare diverse comunità religiose, per le quali la Francia non significa nulla, nient’altro che un oggetto di sarcasmo, disprezzo o persino odio.

 

Abbiamo marciato il 14 luglio. E questa folla benevola e diversificata, che ci ha acclamati perché ne siamo l’emanazione, ci è stato chiesto di guardarla per mesi, vietandoci di circolare in divisa, rendendoci potenziali vittime, su un suolo che siamo comunque capaci di difendere.

 

Sì, i nostri anziani hanno ragione sulla sostanza del loro testo, nella sua interezza. Vediamo la violenza nelle nostre città e nei nostri villaggi. Vediamo il comunitarismo prendere piede nello spazio pubblico, nel dibattito pubblico. Vediamo l’odio per la Francia e la sua storia diventare la norma.

 

Abbiamo visto con i nostri occhi le periferie abbandonate, gli alloggi con la delinquenza. Abbiamo subito i tentativi di strumentalizzare diverse comunità religiose, per le quali la Francia non significa nulla, nient’altro che un oggetto di sarcasmo, disprezzo o persino odio

Potrebbe non essere compito dei militari dirlo, sosterrete. Al contrario: poiché siamo apolitici nelle nostre valutazioni della situazione, è un’osservazione professionale quella che forniamo.  Perché questa decadenza, la abbiamo vista in molti Paesi in crisi. Precede il crollo. Annuncia caos e violenza e, contrariamente a quanto voi affermate qua e là, questo caos e questa violenza non verranno da un «pronunciamento militare» ma da un’insurrezione civile.

 

Per cavillare sulla forma dell’appello dei nostri anziani invece di riconoscere l’ovvietà delle loro scoperte, bisogna essere piuttosto codardi.

 

Per invocare un dovere di riservatezza mal interpretato al fine di mettere a tacere i cittadini francesi, bisogna essere molto ingannevoli. Per incoraggiare i principali ufficiali dell’esercito a prendere posizione ed esporsi, prima di sanzionarli ferocemente non appena scrivono qualcosa di diverso dalle storie di battaglia, devi essere molto perverso.

 

Vediamo la violenza nelle nostre città e nei nostri villaggi. Vediamo l’odio per la Francia e la sua storia diventare la norma

Codardia, inganno, perversione: questa non è la nostra visione della gerarchia.

 

Al contrario, l’esercito è, per eccellenza, il luogo in cui ci parliamo sinceramente perché impegniamo la nostra vita. È questa fiducia nell’istituzione militare che chiediamo.

 

Sì, se scoppia una guerra civile, l’esercito manterrà l’ordine sul proprio territorio, perché gli verrà chiesto di farlo. È anche la definizione di guerra civile. Nessuno può desiderare una situazione così terribile, i nostri anziani non più di noi, ma sì, ancora una volta, la guerra civile si sta preparando in Francia e lo sapete perfettamente.

Questa decadenza, la abbiamo vista in molti Paesi in crisi. Precede il crollo. Annuncia caos e violenza e, contrariamente a quanto voi affermate qua e là, questo caos e questa violenza non verranno da un «pronunciamento militare» ma da un’insurrezione civile

 

Il grido di allarme dei nostri Anziani si riferisce infine a echi più lontani. I nostri anziani sono i combattenti della resistenza del 1940, che persone come voi molto spesso trattavano come faziosi, e che continuarono la lotta mentre i legalisti, paralizzati dalla paura, scommettevano già sulle concessioni con il male per limitare i danni; sono i pelosi  [soprannome dato ai soldati francesi durante la Grande Guerra, ndr] di 14 anni, morti per pochi metri di terra, mentre voi abbandonate, senza reagire, interi quartieri del nostro Paese alla legge del più forte; sono tutti i morti, celebri o anonimi, caduti al fronte o dopo una vita di servizio.

 

Tutti i nostri anziani, coloro che hanno reso il nostro Paese quello che è, che ne hanno disegnato il territorio, ne hanno difeso la cultura, hanno dato o ricevuto ordini nella sua lingua, hanno combattuto affinché voi lasciaste che la Francia diventasse uno Stato fallito, che sostituisce la sua impotenza regale sempre più evidente con una brutale tirannia contro quelli che tra i suoi servi che vogliono ancora avvertirlo?

 

Agite, signore e signori.

La guerra civile si sta preparando in Francia e lo sapete perfettamente

 

Questa volta non si tratta di emozioni personalizzate, formule già pronte o copertura mediatica. Non si tratta di estendere i propri mandati o conquistarne di nuovi. Riguarda la sopravvivenza del nostro Paese, del vostro Paese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Continua a leggere

Armi biologiche

C’è stato un Golpe. Ma a chi importa ormai?

Pubblicato

il

Da

 

Negli ultimi tempi si è parlato molto di un alto papavero dell’esercito americano, il generale Mark A. Mulley. Egli ricopre tutt’ora il ruolo di Capo dello stato maggiore congiunto, l’ufficiale di rango più elevato delle forze armate statunitense.

 

Milley è conosciuto per aver espresso di recente commenti sulla «white rage»: ritiene che un problema fondamentale del Paese sia la rabbia dei bianchi. Dice che sta studiando la materia. L’esercito intanto adotta come letture per i soldati manuali di Critical Race Theory, l’idea per cui ogni singola cosa accada in America sia frutto di un «razzismo sistemico» che dura da almeno 400 anni.

 

Poche settimane fa, all’indomani dell’uccisione di 13 militari americani all’Aeroporto di Kabul, fece una conferenza stampa per dire che gli USA avevano reagito: grazie a una «solida intelligence», un drone aveva disintegrato un furgoncino carico di terroristi dell’ISIS-K che stavano per entrare in azione. L’azione sembrò subito sospetta. Il New York Times ora conferma che a morire è stata un’intera famiglia, tra cui vari bambini.

 

Ora di Milley si parla con ancora più insistenza. Bob Woodward, il decano dei giornalisti (l’uomo che con la sua fonte Gola profonda innescò lo scandalo Watergate e la conseguente caduta di Nixon) ha mandato in stampa un paio di racconti incredibili.

 

Secondo il libro Peril, sul finire della presidenza Trump, Milley disse ai suoi sottoposti di essere consultato personalmente su qualsiasi ordine di azione militare da parte del presidente, compreso l’uso di armi nucleari – un fatto che costituisce la rottura della catena di comando in violazione del principio del controllo civile sui militari.

 

Per qualche giorno, gli USA sono stati tecnicamente oggetto di un Colpo di Stato. Un Golpe militare di cui erano a conoscenza i vertici del Partito Democratico e delle varie agenzie di sicurezza: tutti tranne che il popolo. Un golpe segreto, nondimeno, realizzato

L’8 gennaio, Milley ha assicurato la presidente della Camera, la democratica californiana Nancy Pelosi,  che «gli inneschi nucleari sono sicuri e non lo faremo – non permetteremo nulla di pazzo, illegale, immorale o non etico che accada».

 

Secondo quanto riferito, la Pelosi avrebbe poi detto a Milley: «È pazzo. Sai che è pazzo. È pazzo da molto tempo. Quindi non dire che non sai quale sia il suo stato d’animo… È pazzo e quello che ha fatto ieri è un’ulteriore prova della sua follia», ha aggiunto la Pelosi, riferendosi a Trump e all’assedio del Campidoglio.

 

«Signora Presidente, sono d’accordo con lei su tutto» avrebbe risposto Milley.

 

Il libro riporta inoltre che il 30 ottobre 2020, quattro giorni prima del giorno delle elezioni presidenziali statunitensi, Milley chiamò il suo omologo in Cina, il generale Li Zuocheng:

 

«Voglio assicurarvi che il governo americano è stabile e che tutto è andrà tutto bene… Non attaccheremo o condurremo nessuna operazione cinetica contro di voi». «Operazione cinetica» significa attacco militare con armi fisiche.

 

«Se vogliamo attaccare, vi chiamerò prima, non sarà una sorpresa». Gli autori scrivono che il generale Milley ha chiamato di nuovo il generale cinese nel gennaio 2021, due giorni dopo l’attacco al Campidoglio degli Stati Uniti del 2021.

 

Si tratta di rivelazioni a dir poco sbalorditive.

 

Il generale Milley, sostiene qualche membro dell’ opposizione repubblicana (non tutti…) si è quindi reso responsabile di alto tradimento.

Quello di Milley, nel passato nel presente e nel futuro, è un tradimento con implicazioni immani

 

Il generaly Milley, quindi, andrebbe mandato dinanzi ad una Corte Marziale dell’esercito USA. La quale, all’articolo 94 dell’Uniform Code of Military Justice, prevede che l’ammutinamento e la sedizione siano puniti con la morte.

 

Avete letto bene: pena di morte per i militari traditori. Nientemeno. Il caso di Milley ci sembra esattamente questo. Per qualche giorno, gli USA sono stati tecnicamente oggetto di un Colpo di Stato. Un Golpe militare di cui erano a conoscenza i vertici del Partito Democratico e delle varie agenzie di sicurezza: tutti tranne che il popolo. Un golpe segreto, nondimeno, realizzato.

 

Non si tratta di un tradimento qualsiasi – ma di un tradimento «nucleare».  Cioè, di un piano preciso di privare il presidente ancora in carica (anche se per poco) dell’arma di deterrenza assoluta di cui dispone il suo Paese – e il tutto, tramando con una potenza avversaria che parimenti dispone del fuoco termonucleare e che, come riportato da Renovatio 21, potrebbe di recente aver costruito nuovi siti di lancio di missili intercontinentali – la Cina.

 

La Cina, lo strano compagno di viaggio, o meglio, il padrone di tanta della sinistra progressista occidentale. La Cina a cui, con un tradimento non ancora raccontato o spiegato, le nostre élite hanno passato tutta la nostra capacità manifatturiera. La Cina a cui abbiamo svenduto aziende, la Cina per cui abbiamo svuotato interi comparti industriali, con la conseguente distruzione della classe media.

 

Tutto è l’opposto di ciò che credono i vostri occhi, e la vostra logica

Quella Cina che potrebbe in questi giorni innescare una guerra per Taiwan: lo temono in molti, le manovre dell’anglosfera sembrano puntare lì (a meno che sotto, non ci sia un accordo ancora più profondo di ritirata occidentale), dai sottomarini atomici che ora si vuole fornire all’Australia in giù. Gli stessi media australiani, in questi giorni, si stanno chiedendo seriamente quanto Canberra sia vicina alla guerra con Pechino – che, su un organo ufficiale del Partito Comunista Cinese, ha definito l’Australia una gomma da masticare attaccata alla suola dello stivale cinese.

 

Quello di Milley, nel passato nel presente e nel futuro, è un tradimento con implicazioni immani.

 

Il problema qui, tuttavia, è un altro. Di tutto questo, a nessuno importa. Milley è salutato dai media americani tutti (con l’eccezione di Fox News e dei canali trumpiani OAN e Newsmax) come un salvatore della patria. Si sprecano i commentatori che dicono quanto abbia fatto bene, perché, come la Pelosi, definiscono Trump «pazzo» (nonostante vi sia un emendamento, il 25°, per rimuovere un presidente pazzo, ma i democratici non sono riusciti ad attivarlo).

 

A lui dobbiamo la salvezza planetaria. Milley non è un traditore: è un eroe.

 

Vi renderete conto che siamo dinanzi ad un mondo capovolto. Deve essere la «Umwertung aller Werte», quella «trasmutazione di tutti i valori» di cui parlava il sifilitico Nietzsche quando sognava il suo mondo dionisiaco ed invertito.

 

Tutto è l’opposto di ciò che credono i vostri occhi, e la vostra logica.

 

Giocare con la fine del mondo, e senza alcuna supervisione politica. Anzi: farlo partendo proprio dalla sottrazione del potere da funzionari eletti dal popolo

Il rivale geopolitico non va considerato come avversario, anzi va protetto. Gli immigrati hanno più diritti dei cittadini, possono infrangere la legge sull’immigrazione e pure la regolamentazione anti-COVID: possono entrare nel Paese senza test e senza vaccini, a differenza di voi che se ne siete sprovvisti non potete nemmeno entrare al bar per fare la pipì.

 

E poi, l’inversione suprema, quella della «libertà». La vera libertà, ripetono anche i leader di partiti italiani, la ottiene se ti inserisci in un sistema di sorveglianza bio-informatica. «Libertà» è essere obbligati ad una terapia genica, pena la perdita non solo dei propri diritti ma anche del proprio lavoro, cioè del cibo per la propria famiglia. Il «bispensiero» teorizzato nel romanzo di Orwell è roba da educande.

 

Quindi, sì, vero: il generale Milley è un eroe del nostro tempo. E non è l’unico.

 

Il suo caso ricorda da vicino quello di un altro generale coinvolto in affari cinesi e, potenzialmente, in armi pericolosissime: quello del dottor Anthony Fauci.

 

L’eterno, onnipotente zar dell’ente pubblico per le malattie infettive, già detestato dagli scienziati odiato dai gay ai tempi dell’AIDS (dove fece un paio di manovre interessanti), ora è considerato da alcuni – come il senatore Rand Paul che glielo ha detto in faccia in commissione – il possibile «responsabile dell’intera pandemia».

 

Egli infatti, come sembra sempre più certo, ha passato milioni di euro del contribuente americano a ONG che lavoravano sull’ingegneria genetica dei coronavirus all’Istituto di virologia di Wuhan – un progetto che la stessa DARPA, l’ente scientifico di ricerca del Pentagono, aveva scartato come troppo rischioso.

 

Avevate bisogno di altre prove della fine pragmatica della democrazia?

Eppure, anche di Fauci – oramai considerato perfino colpevole di aver mentito davanti al Congresso, pena che dovrebbe costargli 5 anni di gabbio – nessuno si cura. Anzi. Fauci è un eroe.

 

Abbiamo avuto testimonianze, nei mesi della pandemia, di cose grottesche: il giardino delle case private degli elettori democrat esponevano cartelli con su scritto «Grazie Fauci per difenderci dalla pandemia». Era quando Fauci, smentendo se stesso e pure quello che diceva in email private ora emerse, raccomandava mascherine e lockdown draconiani. C’era ancora Trump, quindi, come gli ubriachi con i lampioni, l’onesto cittadino progressista si aggrappava all’unico uomo che gli teneva testa, il virologo che tutti gli anni dava notizie sull’andamento stagionale dell’influenza (lo chiamavano, allora, «doctor flu»).

 

Si trattava, invero, di un altro effetto collaterale della TDS, ovvero la «Trump Derangement Syndrome», sindrome da disturbo-Trump. Non possiamo dire di non conoscerla, qui in Italia – l’abbiamo avuta per due decenni, solo che invece che il costruttore TV della Trump Tower abbiamo avuto il costruttore TV di Milano 2. La dinamica di odio cieco, e controproducente fino al masochismo, la conosciamo bene: alimentata dai media degli avversari finanziari e personali di Berlusconi, possiamo dire  che essa ha creato l’assetto parlamentare dell’ora presente. Il fenomeno dei 5S, senza le decadi di delegittimazione mediatico-popolare di Berlusconi (certo, unito all’incapacità totale del PD di costruire un’alternativa credibile), non sarebbe esistito.

 

Quindi: Fauci e Milley sono eroi.

 

Non è un caso che, arrivato un premier «tecnico» (cioè, ancora meno eletto di quello precedente) la responsabilità della campagna vaccinale italiana sia subito passata ai soldati

Entrambi hanno trafficato con sicumera con le cose più delicate e devastanti al mondo, le armi atomiche e quelle biologiche. Queste ultime, come abbiamo visto, ancora più pericolose delle prime. E se diciamo proprio «armi biologiche» è perché siamo convinti che a quei livelli di biosicurezza le innocenti ricerche non esistono: ogni ricerca su un patogeno distruttivo è dual use, puoi farci un vaccino ma anche un’arma (guardate il film Virus Letale: è spiegato bene, è il centro di tutta la storia). E sappiamo per certo che l’esercito cinese lavorasse anche lì…

 

Giocare con la fine del mondo, e senza alcuna supervisione politica. Anzi: farlo partendo proprio dalla sottrazione del potere da funzionari eletti dal popolo.

 

Avevate bisogno di altre prove della fine pragmatica della democrazia?

 

Avete notato come improvvisamente quando si parla di militari al potere ora non venga più in mente Pinochet, ma anzi, i giornali dell’Oligarcato arrivano ad invocare un mezzo golpe dei colonnelli?

 

Non è un caso che, arrivato un premier «tecnico» (cioè, ancora meno eletto di quello precedente) la responsabilità della campagna vaccinale italiana sia subito passata ai soldati.

Tenete bene a mente: nel mondo invertito, voi non valete niente.

 

Il generale a capo della siringa nazionale si lascia scappare una gaffe, parla di inoculo di «decine di milioni di dosi senza saperne esattamente l’esito»: dice cioè, la verità – certo, forse senza rendersi bene conto. Invece che ricordare il Codice di Norimberga, giornali e popolo progressista applaudono. Anche qui, un generale eroe. Celo anche noi.

 

Ma anche questo: che importanza ha?

 

Tenete bene a mente: nel mondo invertito, voi non valete niente.

 

La vostra Costituzione, non vale niente.

 

La nuova forma di cittadinanza politica nel mondo degli eroi invertiti è una sola: la sottomissione

I vostri diritti umani, non esistono.

 

La vostra opinione, è nulla.

 

Il vostro voto, non ha valore.

 

Le vostre parole, vengono cancellate.

 

La vostra religione, non conta nulla.

 

I vostri figli, non sono vostri.

 

Il vostro corpo, non è vostro.

 

C’è stato un Golpe. L’obbiettivo non erano i palazzi dei governi. Erano i vostri corpi e le vostre menti.

La nuova forma di cittadinanza politica nel mondo degli eroi invertiti è una sola: la sottomissione.

 

Lo ripetiamo, nel caso qualcuno di voi non abbia capito a cosa serve il COVID. Allineatevi. Sottomettetevi.

 

Tra menzogne, bombe atomiche e armi biologiche, si sta aprendo una nuova era di schiavitù. E non pensate di poter scappare.

 

C’è stato un Golpe. L’obbiettivo non erano i palazzi dei governi, ma i vostri corpi e le vostre menti.

 

Ma a chi importa, oramai?

 

 

Roberto Dal Bosco

Continua a leggere

Pedofilia

«Pedopornografia nel computer del figlio di Biden»

Pubblicato

il

Da

 
L’ex sindaco di Nuova York Rudy Giuliani ha nuovamente affermato che il computer portatile appartenente ad Hunter Biden, il figlio del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, conterrebbe materiale pedopornografico e che gli investigatori non hanno fatto nulla al riguardo.<   I commenti dell'ex sindaco di New York City arrivano giorni dopo che il sito di sinitra Politico ha confermato che il materiale proveniente dal laptop era autentico e che quindi non un’operazione di disinformazione russa come avevano affermato dai media durante le elezioni del 2020.

 

Quello che Giuliani chiama «il computer portatile dall’inferno» è emerso durante le ultime fasi delle elezioni 2020. Nell’hard disk del PC vi sarebbero informazioni sugli accordi commerciali internazionali che Hunter aveva concluso mentre suo padre era vicepresidente, oltre a materiale inquietante che coinvolgeva la tossicodipendenza di Biden e le avventure sessuali con le prostitute.

 

Giuliani ha ripetuto le accuse in una intervista televisiva con il canale Newsmax.

 

 

Giuliani attacca inoltre la famiglia Biden (che lui definisce «Biden Crime Family», come si trattasse di una famiglia mafiosa di quelle che come noto Giuliani ha distrutto nel suo lavoro di procuratore di New York) raccontando della corruzione della famiglia.

 

Nell’intervista Giuliani arriva persino a dare un numero al danaro che sarebbe arrivato ai Biden.

 

«I Biden possono farla franca con la pornografia infantile. È vergognoso»

«Semplice somma, hanno guadagnato circa 30 milioni di dollari vendendo il suo ufficio di senatore, vendendo il suo ufficio di vicepresidente. Sono totalmente corrotti. E tutto questo è anche un po’ perverso. C’è della pornografia infantile su quel disco rigido… Gliel’ho portato. Ho mostrato loro le foto della ragazza senza vestiti. Non hanno fatto un cazzo a riguardo. Perché i Biden possono farla franca con la pornografia infantile. È vergognoso. Non c’è da stupirsi che sia un presidente orribile. L’uomo è immorale», ha dichiarato Giuliani nel segmento TV sul canale Newsmax lo scorso mercoledì.

 

All’epoca, Giuliani aveva già fatto delle dichiarazioni esplosive nel suo podcast YouTube Common Sense. Il laptop, aveva dichiarato Giuliani, conteneva immagini sessualmente esplicite di minori.

 

«Quello che abbiamo trovato sono state una serie di fotografie che ci hanno molto preoccupato. Ci hanno dato molto fastidio perché c’erano fotografie di ragazze minorenni. Le ragazze minorenni erano vestite in modo molto provocante… pochissimi bikini e pose sessualmente provocanti».

 

«Ciò era preoccupante in sé e per sé, ma poi ce n’era una che era una vera e propria pornografia infantile. Semplicemente quella – voglio dire, come una volta [il giudice associato della Corte Suprema USA] Potter Stewart ha descritto la pornografia: “non puoi definirla, ma la riconosci quando la vedi”».

 

«Sapevamo anche quali erano i nostri obblighi perché Bernie [Kerik, vicepresidente senior di Giuliani Partners ed ex ministro dell’Interno iracheno ad interim dopo l’operazione Iraqi Freedom, ndr] era stato un poliziotto, e io ero stato assistente procuratore degli Stati Uniti e sindaco».

 

«Da pubblico ufficiale, se lo vedo, dovrei denunciarlo. Sarei obbligato a riportarlo come lo sono i medici,  quando si vede materiale pedopornografico, o si vedono le  prove che abbiamo visto anche nei messaggi di testo e nelle e-mail di un ambiente non sicuro per i bambini».

 

«Un ambiente notevolmente pericoloso per i bambini. Ancora una volta, non entrerò nei dettagli sul perché. È per la polizia del Delaware» aveva detto pubblicamente mesi fa Giuliani.

 

Come riportato da Renovatio 21, Biden avrebbe caricato alcune sue prodezze sessuali sul sito a luci rosse Pornhub. Altri messaggi che sono emersi dal PC abbandonato rivelebbero che l’uomo ha una visione eugenetica della società.

 

Alcuni, ai tempi delle polemiche, arrivarono a dichiarare che Biden, e di conseguenza la famiglia, fosse in affari più o meno diretti con il presidente cinese Xi Jinping. Un professore cinese aveva rivelato ad un incontro pubblico a Pechino che i miliardi che investitori cinesi avevano dato al fondo internazionale di Biden jr. facevano parte di un programma per reinserirsi nel nucleo del potere USA, dopo che vi era stata una disconnessione con l’era del presidente anticinese Donald Trump.

 

Nel frattempo gli affari dei Biden vanno avanti: pochi mesi fa la società di Private Equity di Hunter Biden ha investito milioni di dollari in una società che opera le centrali nucleari statali cinesi, che negli ultimi tempi hanno dato segno di essere pericolose.

 

Hunter Biden, che di recente ha fatto una bizzarra mostra dove ha venduto a caro prezzo i suoi quadri, è stato oramai mollato anche dall’establishment e dalla sinistra: il Washington Post ha pubblicato vignette contro di lui, mentre perfino un commentatore della CNN lo ha definito «swamp creature», ossia un mostriciattolo della palude della politica affaristica di Washington.

 

Tuttavia, in Italia per lui invece le PR vanno benissimo: Solferino, casa editrice del gruppo RCS-Corriere della Sera, ha pubblicato l’autobiografia di Hunter Biden Cose belle, un libro che molti americani considerano uno dei più goffi tentativi di lavaggio di reputazione mai visti.

 

Nel libro sono fatte confessioni – la droga, le prostitute, l’essere andato con la moglie del fratello morto – che non rivelano nulla di nuovo, tuttavia, grazie alla sozzura raccontata (e dalla quale il nostro sarebbe disintossicato, redento), l’attenzione viene spostata dall’argomento più scottante, ossia dal danaro che il giovane Biden, già misteriosamente chiamato a far parte del board del gigante ucraino del gas Burisma, potrebbe aver ricevuto dall’estero – e magari, secondo le accuse, girato in parte ad altri membri del clan.

 

Nel frattempo, escono i selfie di Hunter dal dentista che si rifà i denti distrutti dal crack.

 

Che dire. In effetti, sono cose belle.

 

 

 

 

Immagine di Gage Skidmore via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)

 

Continua a leggere

Politica

Il discorso di Bolsonaro all’ONU: «la storia e la scienza riterranno tutti responsabili»

Pubblicato

il

Da

 

 

Martedì, il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha dato il via all’Assemblea generale delle Nazioni Unite difendendo l’uso di farmaci come l’idrossiclorochina per curare il coronavirus e respingendo le critiche alla politico ambientale del suo governo.

 

«La storia e la scienza riterranno tutti responsabili» ha detto il presidente.

 

«Fin dall’inizio, nel mio paese, ho avvertito che avevamo due problemi da risolvere, il virus e la disoccupazione, e che entrambi i problemi dovevano essere affrontati contemporaneamente e con lo stesso senso di responsabilità» ha dichiarato Javier Messias.

 

«Sotto il motto “resta a casa” e “ci occuperemo dell’economia più tardi”, hanno quasi portato il caos sociale nel Paese»

«Come in gran parte del mondo, segmenti dei media brasiliani hanno politicizzato il virus diffondendo il panico nella popolazione».

 

«Sotto il motto “resta a casa” e “ci occuperemo dell’economia più tardi”, hanno quasi portato il caos sociale nel Paese», ha dichiarato il presidente, che di recente ha invitato i brasiliani a comprare un fucile.

 

Tuttavia, «la nostra amministrazione con un passo coraggioso ha messo in atto diverse misure economiche che hanno impedito un male maggiore».

 

Non è mancato un riferimento alle cure precoci, flagello per coloro che ritengono il vaccino come unica possibilità di lotta al COVID.

 

«In Brasile, gli ospedali non mancano di mezzi per curare i pazienti COVID» ha rivendicato il presidente carioca.

 

«Come in gran parte del mondo, segmenti dei media brasiliani hanno politicizzato il virus diffondendo il panico nella popolazione»

«La pandemia ci insegna una grande lezione, che è che non possiamo dipendere da poche nazioni per la produzione di mezzi essenziali per la nostra sopravvivenza. La sola produzione dell’idrossiclorochina ha avuto un aumento di prezzo del 500% durante la pandemia»

 

Il presidente, che non ha voluto vaccinarsi e non intende farlo in futuro, giunto a Nuova York per l’annuale Assemblea Generale ONU ha dovuto mangiare in strada fuori da una pizza al taglio, perché per le restrizioni dello Stato e della città di New York (dove sono in vigore i passaporti vaccinali) non può mangiare all’interno dei locali. Il presidente non pare troppo dispiaciuto del trancio all’addiaccio, immortalato da un ministro su Twitter con la didascalia «cena di lusso».

«Non possiamo dipendere da poche nazioni per la produzione di mezzi essenziali per la nostra sopravvivenza. La sola produzione dell’idrossiclorochina ha avuto un aumento di prezzo del 500% durante la pandemia»

 

Bolsonaro avrebbe quindi infranto il «codice d’onore» che l’ONU starebbe mettendo in piedi per chiedere a tutti i capi di Stato di vaccinarsi.

 

Come riportato da Renovatio 21, questo mese Bolsonaro ha guidato una manifestazione massiva con milioni di partecipanti in varie città brasiliane, protestando contro un membro della Corte Suprema di Brasilia.

 

 

 

 

Immagine da Twitter

Continua a leggere

Più popolari