Militaria
Nuovi droni militari britannici opereranno in Ucraina
Il ministero della Difesa britannico ha presentato droni avanzati che dovrebbero essere forniti all’Ucraina entro diverse settimane come parte della campagna di Londra per armare Kiev con armi a lungo raggio.
Lo scorso mercoledì, il ministero londinese ha pubblicato un video su Twitter con diversi tipi di droni. Uno è filmato mentre scaglia un siluro in acqua; un altro è mostrato mentre decolla da terra mentre guidato da un operatore; un terzo è stato catapultato dal ponte di una nave della marina.
«Le capacità critiche sono ora sulla carta», viene affermato nel video. «Le prime consegne arriveranno il mese prossimo».
The International Fund for Ukraine is supplying critical capabilities for Ukraine, with deliveries from the first procurement round due next month.
Yesterday we announced a £92m air defence package, to be provided through the second procurement round: https://t.co/wipYETa8Ur pic.twitter.com/XOvX1yJ1qa
— Ministry of Defence ???????? (@DefenceHQ) June 14, 2023
Il ministero ha affermato che gli UAV sarebbero stati forniti all’Ucraina come parte di un pacchetto di assistenza da 92 milioni di sterline (116 milioni di dollari) annunciato all’inizio di questa settimana, riporta RT.
L’aiuto dovrebbe essere ottenuto attraverso il Fondo Internazionale per l’Ucraina, un meccanismo per fornire sostegno militare urgente a Kiev che include Regno Unito, Norvegia, Paesi Bassi, Danimarca, Svezia, Islanda e Lituania.
Mentre i funzionari della difesa del Regno Unito non hanno fornito alcun dettaglio sui droni presenti nella clip, il mese scorso il governo britannico aveva già dichiarato che avrebbe inviato «centinaia di nuovi droni d’attacco a lungo raggio con una portata di oltre 200 km» in Ucraina.
Parlando al quotidiano britannico Daily Telegraph, fonti anonime della difesa hanno detto che i droni sono principalmente destinati a trasportare munizioni e hanno «un effetto paragonabile a un proiettile di artiglieria». Una fonte ha anche detto al giornale inglese che l’intera questione dei droni è stata avvolta nel segreto a causa della questione della riservatezza commerciale del processo di appalto ancora in corso.
Il programma di nuovi droni va aggiungersi a rivelazioni e ipotesi riguardo l’esistenza di un programma ucraino di assassinio via drone che avrebbe tra gli obiettivi lo stesso Putin.
L’annuncio delle consegne di droni a lungo raggio è arrivato dopo che il Regno Unito ha fornito all’Ucraina missili Storm Shadow, che hanno una portata di oltre 250 km. I missili sono stati successivamente utilizzati da Kiev per colpire la popolazione civile nella città russa di Lugansk, secondo quanto sostenuto da Mosca.
Un certo clamore aveva anche suscitato la fornitura britannica a Kiev di proiettili all’uranio impoverito. Un deposito sarebbe stato colpito dalle forze russe, creando una nube radioattiva che, secondo la Russia, potrebbe minacciare di contaminare anche il resto dell’Europa.
La Russia ha ripetutamente messo in guardia l’Occidente dal fornire armi all’Ucraina, sostenendo che ciò non farebbe che prolungare le ostilità. All’inizio di maggio, commentando le consegne di Storm Shadow, il ministero degli Esteri di Mosca ha denunciato la mossa come un «passo estremamente ostile di Londra» che «conferma chiaramente il livello senza precedenti di coinvolgimento britannico» nel conflitto.
Come riportato da Renovatio 21, a sua volta Londra è stata minacciata dal vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, ed ex presidente della Federazione, Dmitrij Medvedev, che ha parlato della possibilità di usare i nuovi droni sottomarini nucleari Poseidon per scatenare uno tsunami radioattivo in grado di sommergere l’isola della Gran Bretagna, definita «avversario eterno» della Russia.
L’uso di armi britanniche negli attacchi alla Russia ha portato il Medvedev a dichiarare, due settimane fa, che specularmente i funzionari britannici in Ucraina possono essere ora quindi considerati obiettivi legittimi delle forze russe.
Secondo il Cremlino Londra avrebbe avuto un ruolo anche negli attacchi antirussi nel Mar Nero degli scorsi mesi, al punto che Mosca ha convocato l’ambasciatore britannico per chiederne conto.
Il ministero della Difesa russo aveva rilasciato l’anno scorso una dichiarazione che accusa gli inglesi di essere coinvolti negli attacchi terroristici sia nel Mar Nero (i gasdotti Nord Stream) che nel Mar Baltico (l’attacco alle navi nel porto di Sebastopoli).
Secondo quanto emerso lo scorso agosto da fonti russe, un deputato ucraino avrebbe dichiarato di aver discusso della «distruzione» del ponte di Crimea con il segretario alla Difesa britannico Ben Wallace a giugno 2022.
Ben Wallace, ricordiamolo, è in lizza per divenire il segretario della NATO.
Militaria
Gli Stati Uniti rimandano i bombardamenti notturni sull’Iran a dopo la finale dei Mondiali
Gli Stati Uniti hanno avviato la loro nona notte consecutiva di offensive contro l’Iran soltanto dopo la fine della finale dei Mondiali di calcio e della relativa cerimonia di premiazione, determinando così un avvio insolitamente ritardato rispetto alla consueta campagna di bombardamenti notturni di Washington.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha reso noto che i nuovi attacchi sono cominciati alle 19:00 ora della costa orientale, a differenza dei precedenti raid notturni che erano stati generalmente lanciati tra le 14:00 e le 16:00.
«Il CENTCOM ha iniziato oggi alle 19:00 ET una nuova ondata di attacchi contro l’Iran per la nona notte consecutiva», ha affermato il comando, precisando che le operazioni mirano a indebolire le capacità militari iraniane, presumibilmente impiegate contro le navi mercantili nello Stretto di Ormuzzo.
Gli Stati Uniti hanno concluso i bombardamenti all’alba, secondo la prassi abituale, chiudendo così una delle missioni notturne più brevi, durata appena tre ore.
— U.S. Central Command (@CENTCOM) July 20, 2026
Il CENTCOM non ha fornito motivazioni sulla scelta dei tempi né ha suggerito che l’operazione fosse stata intenzionalmente sincronizzata con l’evento calcistico globale. Tuttavia, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva assistito alla partita al MetLife Stadium nel New Jersey, conclusasi ai tempi supplementari, e aveva preso parte alla cerimonia di premiazione, terminata poco prima dell’inizio degli attacchi.
Il comunicato non faceva inoltre riferimento a ritorsioni per la morte di soldati americani né indicava il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (i pasdaran) come bersaglio specifico. Al contrario, il comunicato della sera precedente descriveva l’azione come volta a «punire rapidamente» i responsabili.
Sailors prepare U.S. Marine Corps F-35B stealth fighter jets for takeoff aboard USS Boxer (LHD 4) while transiting the Arabian Sea. Boxer is the flagship for the Boxer Amphibious Ready Group / 11th Marine Expeditionary Unit. pic.twitter.com/hyNJILD17i
— U.S. Central Command (@CENTCOM) July 19, 2026
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Il numero di militari statunitensi confermati morti in seguito ai recenti attacchi iraniani in Giordania e Iraq è salito a tre, mentre altri resti ancora da identificare sono stati rinvenuti tra le macerie. Trump ha definito le perdite una «vergogna», ma ha respinto le critiche alla guerra paragonandole alle perdite ben più elevate registrate in Vietnam e Afghanistan.
Le perdite si sono verificate in un clima di crescente inquietudine a Washington per la maggiore efficacia dell’Iran nel superare le difese aeree americane. Il New York Times ha riferito che Teheran dispone ancora di ingenti scorte di missili ed è diventata più capace nell’eludere i sistemi di intercettazione statunitensi, mentre il Wall Street Journal ha sostenuto che le forze iraniane si sono adattate impiegando missili veloci e manovrabili.
Secondo le fonti, le forze statunitensi in Giordania sono state colpite da attacchi missilistici e con droni da parte dell’Iran in almeno quattro occasioni nel corso della settimana. Gli assalti avrebbero ferito decine di militari americani e danneggiato vari elicotteri Black Hawk, mentre Teheran ha sostenuto di aver distrutto aerei da combattimento e altri velivoli statunitensi presso la base aerea di Al-Azraq.
Washington e Teheran si sono affrontate con attacchi quasi quotidiani dal fallimento dell’ultimo cessate il fuoco della settimana scorsa. L’Iran ha sospeso i suoi impegni previsti dal memorandum d’intesa di Islamabad, mentre Trump ha dichiarato la tregua «terminata».
L’escalation del conflitto ha indotto il dipartimento di Stato a emettere un avviso di viaggio a livello mondiale, invitando gli americani a prestare attenzione al rischio di un aggravamento improvviso.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da Twitter
Militaria
La Russia continua a colpire Kiev con missili e droni
🇷🇺 More footage from the MASSIVE Russian strike package on Kiev last night.
BOMBA!!! pic.twitter.com/J6vvRynEgM — DD Geopolitics (@DD_Geopolitics) July 19, 2026
Selon les médias ukrainiens, une frappe massive de missiles des forces armées russes a détruit un complexe logistique AMTEL près de Kiev.
Il occupait une superficie de plus de 100 000 mètres carrés. C’était le principal centre de distribution, d’où les flux de marchandises se… pic.twitter.com/pLrLJ2HUQx — Brainless Partisans 🏴☠️☢️☣️🪆 (@BPartisans) July 19, 2026
📍YENİ/ÖNEMLİ — Rus ordusu, Ukrayna’nın başkenti Kiev’e onlarca balistik füze ile şiddetli saldırılar düzenliyor; yaklaşık 40 füze ile saldırı gerçekleştirildiği rapor ediliyor.
▪️Vurulan hedefler arasında metro istasyonları, alışveriş merkezleri ve sivil binalar da var. ▪️Kiev… pic.twitter.com/sBNajPDriL — Bedrettin (@bedbolukbasi) July 19, 2026
Sostieni Renovatio 21
Kiev accusa regolarmente la Russia di colpire deliberatamente obiettivi civili, ma ha una lunga storia di utilizzo di strutture civili, tra cui magazzini, edifici pubblici e siti industriali, per scopi militari. Il mese scorso, i media ucraini hanno accidentalmente rivelato la presenza di un impianto di produzione di droni all’interno di uno studio cinematografico colpito dalla Russia. Nel corso del conflitto, Kiev ha compiuto notevoli passi per decentralizzare la sua catena di produzione di armi, creando piccoli siti di assemblaggio che producono principalmente droni FPV e ad ala fissa a lungo raggio utilizzando componenti provenienti dall’estero.Ucrania ataca con drones dos grandes centros logísticos en la región de Moscú y deja al menos 8 muertos
Los ataques alcanzaron instalaciones de Wildberries, la conocida plataforma de comercio electrónico rusa, en Elektrostal y Kotovsk, además de un depósito de petróleo cerca de… pic.twitter.com/T0ePijw6jW — DW Español (@dw_espanol) July 18, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Militaria
Il Lussemburgo va alla guerra
Durante un Consiglio dei Ministri del governo Berlusconi, nel 2000, Gianfranco Fini, allora ministro degli Esteri, si lasciò scappare l’epressione «imbelle Lussemburgo». La frase, forse maturata su alcune indicazioni storiche, fu pronunciata durante un acceso dibattito politico riguardante la partecipazione dell’Italia al programma militare per l’aereo da caccia tattico Airbus A400M. Fini sosteneva fermamente l’adesione dell’Italia al progetto militare. Per rafforzare la sua tesi, sottolineò che persino una nazione storicamente non militarizzata e priva di un esercito offensivo come il Lussemburgo vi prendeva parte.
Si tratta di una delle tante cose sbagliate dette dall’ormai dimenticato (sepolto dagli scandali para-amorosi e dal suo tradimento politico) ex missino. Perché il Lussemburgo, a guardare gli ultimi sviluppi, è tutto meno che imbelle.
C’è il Lussemburgo, infatti, nella spinta al riarmo della NATO. Il primo ministro lussemburghese è il co-iniziatore, insieme al premier canadese ed ex governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney, della cosiddetta Banca per la Difesa, la Sicurezza e la Resilienza – cioè la Banca della NATO.
Il Lussemburgo è un minuscolo granducato, il cui monarca appartiene alla famiglia aristocratica Nassau-Orange (discendente di Guglielmo d’Orange). Con circa 680.000 abitanti, ha un «esercito» delle dimensioni di un battaglione. Nessuna aviazione, nessuna marina, nessun carro armato, due droni. Il ministro della difesa Yuriko Backes, già ministro della finanze e maresciallo della Corte granducale, è anche, al contempo, ministro dell’equità di genere e della diversità.
Tuttavia, il granducato possiede un settore bancario con attività equivalenti a circa 12 volte il suo PIL. Il suo settore dei fondi di investimento gestisce circa 7.600 miliardi di euro di attività, circa 77 volte il PIL del Paese, il che lo rende il secondo paese al mondo per numero di fondi di investimento dopo gli Stati Uniti. «Definirlo un paradiso fiscale alla Epstein non è un’esagerazione» scrive EIRN.
Al recente vertice NATO, la Backes e il primo ministro hanno annunciato che la Banca della NATO avrà due sedi, una in Canada e l’altra in Lussemburgo. La ministra è nota per le sue posizioni intransigenti a sostegno dell’Ucraina e per il suo appoggio al riarmo. «Se vuoi la pace, devi prepararti alla guerra», aveva tuonato in un’intervista del 2025.
Yuriko è anche una fiancheggiatrice del Digital Services Act (DSA), la grande legge per il bavaglio elettronico europeo.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Zinneke via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
-



Gender1 settimana faTutti pazzi per il vecchio spot dei rasoi: quando i maschi avevano un mento non rovinato dalla pillola
-



Immigrazione2 settimane faCosa contiene il rapporto sulle «Grooming gang» di pakistani pedofili che tormentano la Gran Bretagna?
-



Pensiero5 giorni faEcône e il vero ordine mondiale
-



Geopolitica2 settimane faL’Europa verso la guerra contro la Russia. Senza USA e NATO
-



Morte cerebrale1 settimana faBambino dichiarato morto si risveglia in obitorio. La morte è una decisione tecnica?
-



Pensiero2 settimane faL’abisso del mondo moderno
-



Sanità1 settimana faSanitari stranieri con laurea non riconosciuta nei nostri Pronto Soccorsi: cosa sta accadendo?
-



Politica1 settimana faMuore il senatore falco Lindsey Graham: misteri e oscenità














