Epidemie
Niente vaccino, niente aereo: l’idea è partita
Come c’era da aspettarsi, dalla crisi del Coronavirus il dogma della vaccinazione obbligatoria uscirà estremamente rafforzato, come saranno più decise limitazioni ai diritti individuali.
Oltre alla libertà di cura, l’epidemia del COVID-19 intaccherà sicuramente anche la libertà di movimento.
Il ricatto per il quale non sarà possibile muoversi liberamente nel mondo – o nel proprio Paese – senza il vaccino è già pubblicamente discusso sui media.
Dalla crisi del Coronavirus il dogma della vaccinazione obbligatoria uscirà rafforzato, come le limitazioni ai diritti individuali
«Ciò che ora è fuori discussione è che gli aeroplani stanno dando una grande spinta al virus. Come studiosi legali e di salute pubblica, studiamo come i viaggi delle compagnie aeree contribuiscono alla diffusione di agenti infettivi e come i potenziali vaccini potrebbero limitarlo» scrive The Conversation, testata interuniveritaria americana che pubblica notizie scritte da accademici e ricercatori.
Il ricatto per il quale non sarà possibile muoversi liberamente nel mondo – o nel proprio Paese – senza il vaccino è già pubblicamente discusso sui media
«Questa non è una novità. Il viaggio aereo è un modo per diffondere molte malattie infettive virulente, tra cui difterite, epatite A, influenza A e B, morbillo, parotite, meningococco, rosolia, tubercolosi, norovirus – l’elenco continua. Negli Stati Uniti, le compagnie aeree spostano più di due milioni e mezzo di persone al giorno, schiacciandole in lunghi cilindri di metallo dove tutti condividono la stessa aria, gli stessi servizi igienici e consumano pasti spalla a spalla per ore e ore».
Soprattutto, a questa storia non può mancare lui, il principe dei morbi, sua maestà il morbillo. «Focolai di morbillo sono iniziati negli aeroporti» ma anche «la trasmissione dell’influenza stagionale durante i voli è ben documentata la ricerca rileva che il predittore più significativo della diffusione dell’influenza è il volume di viaggiatori delle compagnie aeree nazionali».
In pratica gli aerei soni i primi untori. La soluzione? «Un suggerimento: le compagnie aeree potrebbero richiedere la vaccinazione per i passeggeri»
In pratica gli aerei soni i primi untori. La soluzione? «Un suggerimento: le compagnie aeree potrebbero richiedere la vaccinazione per i passeggeri, o almeno far loro mostrare un’esenzione medica sul motivo per cui non possono essere vaccinati. Forse ora è il momento di considerare questo».
«Al momento, gli scienziati stanno lavorando con urgenza allo sviluppo di un vaccino COVID-19. In caso di successo, sarà immediatamente necessaria una strategia di diffusione del vaccino. Inoltre, proprio questo mese, la FDA ha approvato un nuovo vaccino per l’influenza pandemica (H5N1). Per quanto riguarda i vaccini contro l’influenza stagionale, sono già qui».
Niente vaccino, niente volo. E attenzione alle parole: non a caso si parla di «esenzione medica». In America, infatti, a differenza che in Italia è possibile invocare l’esenzione religiosa e filosofica (la famosa obiezione di coscienza) in quasi tutti gli Stati dell’Unione; il tentativo di abbatterla una volte per tutte è sotto gli occhi di tutti, come nel caso dei gruppi ebraici contrapposti al governatore di Nuova York Cuomo.
L’aeroporto, quindi, diventa una sorta di checkpoint biologico
Veniamo quindi informati che esiste una chiara autorità legale per collegare un obbligo di vaccinazione ai viaggi aerei. «Dopo l’11 settembre, i tribunali hanno sottolineato che le compagnie aeree hanno l’obbligo di proteggere i loro passeggeri e quelli a terra dai rischi». Il CDC o il chirurgo generale [il capo dei servizi sanitari USA, ndr] potrebbero esercitare l’autorità per “stabilire e applicare tali regolamenti … per prevenire la diffusione di malattie trasmissibili».
L’aeroporto è il collo di bottiglia ideale attraverso cui marchiare la popolazione con la siringa
Anticostituzionale? Macché: «Secondo la Costituzione degli Stati Uniti, il governo federale ha indiscutibilmente il potere di agire quando regolano i “canali del commercio interstatale”. Ciò include le compagnie aeree».
Checkpoint biologici obbligati per schedare elettronicamente la popolazione, privandola, in caso di rifiuto, del diritto di viaggiare – e quindi di lavorare e mantenere la propria vita e la propria famiglia.
L’aeroporto, quindi, diventa una sorta di checkpoint biologico: «Tutto ciò fornisce un eccellente banco di prova per trovare un modo per vaccinare l’ampia popolazione durante una pandemia. I vaccini potrebbero essere disponibili negli aeroporti (come alcuni stanno facendo per i vaccini esistenti)».
L’aeroporto è il collo di bottiglia ideale attraverso cui marchiare la popolazione con la siringa. Tuttavia, si va oltre.
«Crediamo che un obiettivo a lungo termine sia quello di creare un database per identificare chi è stato vaccinato, per futuri episodi di influenza stagionale ed epidemie. Questo supporta l’approccio di salute pubblica per affrontare le future pandemie, quando i nuovi vaccini saranno rapidamente sviluppati».
Con evidenza, il modello scientista per la società del futuro è quello della Repubblica Popolare Cinese
Checkpoint biologici obbligati per schedare elettronicamente la popolazione, privandola, in caso di rifiuto, del diritto di viaggiare – e quindi di lavorare e mantenere la propria vita e la propria famiglia.
Colpisce l’allegria con cui si parla di queste soluzioni, tutte lesive della libertà dell’individuo, che ritenevamo sacra in Occidente e in ispecie in USA. Macché: con evidenza, il modello scientista per la società del futuro è quello della Repubblica Popolare Cinese.
Epidemie
Parassita diarroico si diffonde in America
Le autorità sanitarie statunitensi stanno faticando a identificare la fonte di un’intossicazione alimentare che causa diarrea grave e disidratazione. Almeno 145 persone in 17 stati sono risultate positive al parassita Cyclospora cayetanensis.
I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) hanno riconosciuto che è probabile che ci siano molti più casi non diagnosticati.
Dall’inizio di maggio, venti persone sono state ricoverate in ospedale a causa dell’epidemia, sebbene non siano stati segnalati decessi. Nuova York è emersa come uno dei principali focolai, con un numero di persone infette dal parassita che varia tra 31 e 80.
Casi di ciclosporiasi sono stati identificati anche in Alaska, Colorado, Connecticut, Florida, Georgia, Illinois, Louisiana, Massachusetts, Carolina del Nord, Ohio, Pennsylvania, Tennessee, Texas, Virginia e Wisconsin.
Sostieni Renovatio 21
La malattia in genere causa diarrea acquosa esplosiva, insieme a una serie di altri sintomi gastrointestinali, tra cui gonfiore, flatulenza, crampi allo stomaco, nausea e vomito. Alcune persone riferiscono anche affaticamento e febbre, mentre altre non sviluppano alcun sintomo.
Secondo il CDC, la ciclosporiasi si contrae solitamente consumando cibo o acqua contaminati da feci, e i sintomi compaiono in genere circa una settimana dopo l’esposizione.
Sebbene la malattia possa essere curata con antibiotici, non viene rilevata dalla maggior parte degli esami di laboratorio di routine, con conseguente numero considerevole di casi non diagnosticati. Se non trattata, l’infezione può durare oltre un mese, e la sua caratteristica principale è rappresentata da episodi ricorrenti di diarrea.
Tale microscopico parassita è endemico nei paesi tropicali e subtropicali, tra cui Guatemala, Perù e Nepal. Non vi sono prove che sia in grado di trasmettersi da uomo a uomo. Poiché la maggior parte delle persone a cui è stata diagnosticata la ciclosporiasi nel corso dell’epidemia in corso non aveva viaggiato di recente al di fuori degli Stati Uniti, le autorità sanitarie sospettano che la fonte sia da ricercarsi in prodotti ortofrutticoli distribuiti a livello nazionale.
Secondo quanto dichiarato dai funzionari, «le autorità sanitarie locali, statali e federali (CDC, FDA) stanno indagando su diversi focolai di casi in più di uno stato. Le indagini per identificare le potenziali fonti sono tuttora in corso».
Precedenti focolai di ciclosporiasi negli Stati Uniti sono stati collegati a coriandolo, lamponi, piselli, lattuga e basilico importati dal Messico.
Il CDC raccomanda di lavare le verdure a foglia verde con acqua corrente fredda per ridurre al minimo il rischio di esposizione.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Armi biologiche
Fauci ha finanziato la ricerca che ha dato origine al COVID: cosa dicono i documenti secretati dalla Gabbard
Today, on my final day as Director of National Intelligence, I’m releasing never-before-seen communications and documents exposing how Dr. Fauci provided millions in US taxpayer dollars to fund dangerous gain-of-function research at the Wuhan lab, worked with politicized elements… pic.twitter.com/ZMdliW4zyS
— DNI Tulsi Gabbard (@DNIGabbard) June 19, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Epidemie
Rapporto OMS avverte: entro settembre rischio di oltre 8.000 casi di Ebola in Congo entro settembre
L’attuale epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo orientale ha registrato il maggior numero di casi confermati nel primo mese rispetto a qualsiasi altra epidemia precedente.
Il ceppo Bundibugyo del virus Ebola ha infettato oltre 1.000 persone e ne ha uccise 267 in Congo, causando inoltre 20 infezioni e 2 decessi nella vicina Uganda. Gli esperti ritengono che il virus si stesse diffondendo da mesi prima di essere individuato e ufficialmente dichiarato un focolaio. A differenza delle precedenti epidemie, localizzate in aree rurali, questa ha colpito zone urbane più densamente popolate.
L’Ufficio Africa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato il 25 giugno un rapporto su The Lancet, avvertendo di un previsto raggiungimento di 8.210 casi confermati e 1.420 decessi entro metà settembre. Il loro modello computerizzato, basato sullo scenario peggiore, prevede 66.000 casi entro settembre. Vi sono indicazioni che gli operatori sanitari siano stati efficaci nel rallentare il tasso di trasmissione laddove hanno potuto operare.
Le comunità isolate, inizialmente restie a collaborare con gli operatori sanitari, ora comprendono la gravità della crisi e chiedono aiuto. Le autorità stanno reclutando 20.000 operatori sanitari della zona per potenziare il tracciamento dei contatti e altre iniziative.
Aiuta Renovatio 21
Tuttavia, una delle principali difficoltà nella lotta contro la malattia è la crisi umanitaria, con un milione di persone fuggite dai combattimenti nel Congo orientale e costrette a vivere in campi profughi sovraffollati. Sono stati accertati casi di Ebola in almeno tre di questi campi, ma gli operatori sanitari non possono accedervi a causa del conflitto. Il dottor Jean Kaseya, direttore generale dei Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha affermato: «Non possiamo fermare questa epidemia senza risolvere il problema umanitario».
Questa settimana inizieranno in Congo le sperimentazioni cliniche su due farmaci contro il virus Ebola Bundibugyo. Uno è il molto controverso remdesivir (la cui inefficacia per il COVID, sei anni fa, era stata affermata proprio dall’OMS…), un antivirale prodotto da Gilead Sciences, e l’altro è l’anticorpo monoclonale MBP-134 di MappBio, che qualcuno spera di utilizzare in futuro come vaccino per prevenire la malattia. Attualmente la sperimentazione con i due farmaci è progettata per verificare l’efficacia di una delle due terapie contro questa forma di Ebola.
Lo sviluppo di questi due farmaci è stato finanziato dal governo degli Stati Uniti, ma i fondi per affrontare l’epidemia sono arrivati con lentezza. Dei 910 milioni di dollari promessi dalla comunità internazionale, solo il 13% è stato erogato. Il presidente Trump ha richiesto 1,4 miliardi di dollari al Congresso, ma la maggior parte di questa somma è destinata ad aiutare gli americani, non la popolazione del Congo orientale.
La sua richiesta include 500 milioni di dollari per impedire la diffusione del virus negli Stati Uniti, altri 90 milioni di dollari per le attività diplomatiche e per l’evacuazione e il trasporto dei cittadini statunitensi esposti al virus, e 800 milioni di dollari per costruire un centro di quarantena in Kenya per gli americani esposti al virus.
Come riportato da Renovatio 21, il Kenya ha già bloccato il progetto statunitense per la struttura di cura dell’Ebola. Dei 800 milioni di dollari che erano stati stanziati, una parte sarebbe destinata alla fornitura di materiali, medicinali e alla costruzione di una rete logistica regionale.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Un mese fa l’OMS aveva segnalato la prima guarigione confermata dall’epidemia del ceppo Bundibugyo. La responsabile tecnica dell’agenzia, Anais Legand, ha dichiarato che un paziente risultato positivo all’Ebola è guarito ed è stato dimesso dall’ospedale il 27 maggio dopo aver ricevuto due risultati negativi al test.
Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa la Francia ha confermato il suo primo caso di Ebola in un medico rientrato di recente da una missione umanitaria nella Repubblica Democratica del Congo. L’India, dove si vociferava vi fossere dei casi, non ha confermato alcun caso di contagio.
Nelle scorse settimane manifestanti avevano dato fuoco a un centro di cura per l’Ebola dopo che era stato loro impedito di portare via il corpo di una presunta vittima per la sepoltura.
Come riportato da Renovatio 21, il produttore di sieri genici mRNA Moderna la scorsa settimana si è aggiudicata un contratto da 50 milioni di dollari per il vaccino Ebola.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di World Bank Photos via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 2.0
-



Pensiero2 settimane faScomunicati anche i fedeli FSSPX. Ecco il genocidio tirannico del Vaticano moderno
-



Spirito2 settimane faIl card. Fernandez decreta la scomunica dei sei vescovi FSSPX. E i preti e i fedeli…
-



Pensiero1 settimana faElogio degli Stati Uniti, vera nazione
-



Spirito1 settimana faMons. Viganò: la Chiesa sostituita da un’entità di matrice massonica asservita all’Anticristo
-



Misteri2 settimane faIl Congresso USA discute del progetto MK Ultra
-



Spirito2 settimane fa«Oggettivamente ingiusta ed invalida». Lettera della FSSPX al papa dopo la scomunica
-



Spirito2 settimane faLa Chiesa modernista è un deserto che uccide: l’omelia di mons. Goldade dopo le consacrazioni FSSPX
-



Droga2 settimane faIl primato umbro dell’eroina













