Nucleare
Mosca dice che la politica nucleare degli Stati Uniti è «profondamente ostile»
Gli Stati Uniti stanno perseguendo una politica nucleare «profondamente ostile» mentre tentano di «fare la predica» a Russia e Cina, ha avvertito giovedì l’ambasciatore di Mosca a Washington, Anatolij Antonov.
I commenti del diplomatico russo sono arrivati dopo che il vicesegretario alla Difesa statunitense per la politica spaziale, Vipin Narang, ha affermato che Washington si trova «in una nuova era nucleare», aggiungendo che deve «prepararsi a un mondo in cui i limiti agli arsenali di armi nucleari scompaiono del tutto».
«Gli sfidanti nucleari revisionisti» hanno costretto gli USA a passare a un «approccio più competitivo», ha affermato Narang in un discorso al Center for Strategic and International Studies giovedì. Ha citato l’armamento nucleare cinese, la cooperazione tra Russia e Corea del Nord e il presunto sviluppo di armi nucleari anti-satellite russe come ragioni del cambiamento.
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Antonov ha condannato il discorso definendolo «insinuazioni sul presunto comportamento irresponsabile della Russia nella sfera nucleare», aggiungendo che questo tipo di retorica contribuisce poco a «migliorare la situazione nella sfera della sicurezza strategica».
Washington sta «ancora una volta cercando di insegnare» a Russia e Cina il «comportamento corretto», ha aggiunto il diplomatico. «Altrimenti, minacciano l’avvento di una nuova “era nucleare” in cui gli Stati Uniti non saranno in grado di frenare la crescita del proprio arsenale nucleare».
Gli Stati Uniti continuano inoltre a «pompare» l’Ucraina con sempre più armi nel contesto del conflitto con la Russia, compresi aerei da combattimento in grado di trasportare armi nucleari, ha affermato Antonov, descrivendo la politica come «profondamente ostile».
Non sarà possibile raggiungere la cooperazione con Mosca mentre si tenta di infliggerle una «sconfitta strategica», ha avvertito il funzionario della diplomazia russa.
L’Antonov ha anche accusato Washington di «mettere a tacere la scomoda verità sui più di due decenni di attacchi degli Stati Uniti contro l’intera architettura del controllo internazionale degli armamenti».
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Gli Stati Uniti si sono ritirati da due trattati di sicurezza, Intermediate-Range Nuclear Forces e Open Skies, sotto l’amministrazione di Donald Trump. Mentre la Casa Bianca sotto il presidente Joe Biden ha esteso lo Strategic Arms Reduction Treaty (New START) fino al 2026, l’anno scorso Mosca ne ha sospeso la partecipazione, citando il ruolo degli Stati Uniti nel conflitto ucraino.
Mosca «continuerà a essere guidata esclusivamente dagli interessi nazionali, senza la considerazione dei quali sarà impossibile costruire un dialogo russo-americano sul controllo degli armamenti», ha sottolineato Antonov.
Come riportato da Renovatio 21, Putin ha più volte dichiarato che l’Occidente flirta con la guerra nucleare e la distruzione della Civiltà. Un mese fa il presidente russo ha detto che è partito il potenziamento dell’arsenale nucleare della Federazione Russa.
Due anni fa Putin aveva detto di star considerando l’adozione della dottrina USA del primo colpo nucleare.
La volontà di abbandonare la moratoria sullo spiegamento delle armi nucleari a raggio intermedio è stata ribadita questa settimana da Putin durante il giorno della Marina Russa a San Pietroburgo.
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Nucleare
Gli USA potrebbero lanciare un attacco nucleare contro l’Iran in caso di stallo
Joe Kent, former National Security Advisor says Trump administration is close to using nuclear weapons on Iran. He says the Trump administration doesn’t want to dedicate US troops to a ground invasion (similar to Japan during WWII) so nuclear weapons are their only remaining… pic.twitter.com/oihWdJdIeL
— Shadow of Ezra (@ShadowofEzra) August 28, 2026
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Nucleare
Varsavia vuole la deterrenza nucleare anche senza bombe
La Polonia ha inviato segnali contraddittori sul possibile dispiegamento di armi nucleari sul proprio territorio, in quello che appare un tentativo di godere dei benefici della deterrenza senza ospitare munizioni straniere.
Negli ultimi mesi una dozzina di membri europei della NATO, tra cui la Polonia, hanno espresso il desiderio di ospitare armi nucleari o di partecipare, in misura variabile, a iniziative di condivisione nucleare. Oltre alla condivisione nucleare già esistente nel blocco, che prevede l’ospitalità di munizioni statunitensi, la Francia ha proposto un programma incentrato sull’UE per mettere a disposizione le proprie armi ai Paesi disposti a partecipare.
La confusione è iniziata giovedì, quando il viceministro della Difesa polacco Pawel Zalewski sembrava aver escluso l’ipotesi di ospitare tali armamenti sul territorio nazionale.
Potrzebujemy realnego odstraszania, a nie chocholego tańca wokół broni jądrowej. Polski rząd właśnie uzyskał możliwość udziału w programie DCA, który jest wstępem do nuclear sharing. Ale to nie oznacza składowania broni nuklearnej w Polsce. To nie jest ani możliwe, ani pożądane https://t.co/BOrXzwxjdy
— Paweł Zalewski (@ZalewskiPawel) August 27, 2026
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«Vorrei dirlo in modo molto chiaro e aperto: la Polonia non vuole avere testate nucleari sul suo territorio», ha dichiarato Zalewski ai giornalisti presso il quartier generale della NATO a Bruxelles. «Vogliamo partecipare alla deterrenza nucleare della NATO, il che non significa avere una testata nucleare sul nostro territorio».
Le parole hanno suscitato scalpore e alcuni le hanno interpretate come un rifiuto di partecipare ai progetti europei o persino a quelli già esistenti della NATO in materia di condivisione nucleare. La confusione ha spinto il ministro della Difesa Wladyslaw Kosiniak-Kamysz a intervenire per rassicurare l’opinione pubblica sul fatto che Varsavia intende ancora partecipare alla condivisione nucleare.
«Per fugare ogni dubbio: la Polonia resta fermamente interessata a partecipare al programma NATO di condivisione nucleare. Stiamo inoltre conducendo colloqui in merito alla proposta di adesione all’ombrello di protezione nucleare europeo. La posizione del nostro governo su questi temi è inequivocabile», ha scritto su X.
Rozwiewając wszelkie wątpliwości: Polska jest niezmiennie zainteresowana udziałem w programie NATO Nuclear Sharing.
Prowadzimy także rozmowy na temat propozycji uczestnictwa w europejskim nuklearnym parasolu ochronnym.
Stanowisko naszego rządu jest w tych kwestiach…
— Władysław Kosiniak-Kamysz (@KosiniakKamysz) August 27, 2026
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Sebbene il ministro non abbia detto esplicitamente se Varsavia fosse disposta a ospitare armi nucleari straniere, lo Zalewski ha ribadito le sue dichiarazioni iniziali nel corso della giornata. La Polonia resta impegnata a partecipare alla «deterrenza nucleare della NATO, [ma] senza stoccare armi nucleari», ha scritto il funzionario su X, rimproverando chi aveva frainteso le sue affermazioni. «La sicurezza richiede competenza e serietà. Affermare che la condivisione nucleare [equivalga a] stoccare armi nucleari in Polonia è ignoranza o manipolazione deliberata».
Come riportato da Renovatio 21, pochi mesi fa il presidente Karol Nawrocki, facendo riferimento a quella che considera una «minaccia russa», aveva dichiarato che la Polonia dovrebbe sviluppare un proprio programma di armi nucleari.
Come riportato da Renovatio 21, nel marzo 2025 il presidente polacco Andrzej Duda aveva reiterato l’invito agli Stati Uniti a schierare armi nucleari nel suo Paese, sulla scia del presidente francese Emmanuel Macron che poco prima dichiarato di essere pronto a estendere l’ombrello nucleare della Francia a tutta Europa
Come riportato da Renovatio 21, la questione delle atomiche in Polonia era già stata discussa precedentemente dal premier Donald Tusk, che è di schieramento politico opposto rispetto a Duda.
Varsavia nel 2024 aveva chiesto una reazione della NATO al programma di Mosca di piazzare le sue atomiche anche in Bielorussia – un programma peraltro nel pieno stile di condivisione internazionale degli armamenti atomici in stile NATO.
Come ricordato da Renovatio 21, c’è da dire che la fornitura di atomiche a Kiev è stata messa sul piatto varie volte da personaggi come l’europarlamentare ucraino, orta tornato al governo come ministro degli Affari Esteri, Radoslav Sikorski, sposato ad la neocon americana ultrarussofoba Anne Applebaum.
Nel settembre 2022 la Polonia aveva iniziato a distribuire pillole di iodio, motivando l’operazione con la paura per le sorti della centrale nucleare di Zaporiggia, contesa tra i russi, che ne hanno il controllo, e gli ucraini, che cercano di impossessarsene con azioni militari di ogni sorta.
Come riportato da Renovatio 21, nell’autunno 2022 l’allora viceministro della Difesa Marcin Ociepa aveva dichiarato che la Polonia sarà in guerra con la Russia in 3 o 10 anni massimo.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Nucleare
La dottrina nucleare USA riscritta a porte chiuse
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