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Mons. Viganò: dichiarazione a proposito delle «benedizioni» di coppie omosessuali celebrate in Belgio

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Renovatio 21 pubblica questa dichiarazione di Monsignor Carlo Maria Viganò. Le opinioni degli scritti pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

DICHIARAZIONE

di S.E. Carlo Maria Viganò

a proposito delle «benedizioni» di coppie omosessuali

celebrate in Belgio

 

 

Con grande scandalo per la salvezza delle anime e per l’onore della Chiesa di Cristo, la Conferenza Episcopale del Belgio ha approvato e pubblicato un rito di «benedizione» delle unioni omosessuali, contravvenendo sfrontatamente all’insegnamento immutabile del Magistero Cattolico, che considera tali unioni «intrinsecamente perverse» e che, come tali, non solo non le può benedire, ma deve anzi condannarle come contrarie alla Morale naturale.

 

La base ideologica di questo rito sacrilego viene indicata nelle parole subdolamente ingannatrici di Amoris Lætitia, secondo cui «ogni persona, a prescindere dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto». 

 

Il processo di dissoluzione dottrinale e morale portato avanti dalla setta bergogliana prosegue inarrestabile, incurante del disorientamento che esso provoca nei fedeli e dei danni incalcolabili che arreca alle anime. 

 

È ormai evidente, oltre ogni dubbio, l’assoluta inconciliabilità tra l’insegnamento del Vangelo e le deviazioni di questi eretici, i quali abusano del proprio potere e dell’autorità di Pastori per lo scopo opposto a quello per cui Cristo ha istituito la Sacra Gerarchia nella Chiesa.

 

Ed è ancor più evidente il perverso gioco delle parti che assegna a chi siede in Roma la formulazione di principi eterodossi in contrasto con la dottrina cattolica e ai suoi complici nelle Diocesi la loro scandalosa applicazione, nell’infernale tentativo di scardinare la Morale per obbedire allo spirito del mondo. 

 

I vergognosi eccessi di alcuni esponenti della Gerarchia trovano la propria origine in un piano deliberato e voluto dall’alto, che grazie al percorso sinodale vuole rendere autonomo l’Episcopato ribelle nel propagandare errori di Fede e di Morale, mentre con autoritarismo impedisce ai Vescovi fedeli di proclamare la Verità di Cristo. 

 

 

+ Carlo Maria Viganò

Arcivescovo

 

21 Settembre 2022

Matthæi Apostoli et Evangelistæ

Feria Quarta Quattuor Temporum Septembris

 

 

 

Renovatio 21 pubblica questo scritto per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

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Testo liturgico per benedire le coppie omosessuali in Belgio

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Il cardinale Josef De Kesel, insieme agli altri vescovi fiamminghi del Belgio, ha pubblicato un testo liturgico destinato alla benedizione delle coppie omosessuali. Un comunicato stampa, diffuso il 20 settembre 2022, ha presentato questa liturgia.

 

 

L’intero episcopato belga non è quindi interessato da questo annuncio, che è limitato alla parte fiamminga. Così, oltre al cardinale De Kesel, arcivescovo di Mechelen-Bruxelles, ha firmato il vescovo di Anversa, mons. Johan Bonny, noto per le sue posizioni progressiste; il vescovo di Gand, mons. Lode van Hecke; quello di Hasselt, mons. Patrick Hoogmartens; e infine quello di Bruges, mons. Lodewijk Aerts.

 

Questa rappresenta ancora la metà delle diocesi del Belgio, anche se contiamo l’Ordinariato militare che fa capo al cardinale De Kesel.

 

 

Un processo guidato da un omosessuale

Il comunicato ha coinciso con l’istituzione di un «punto di contatto» dal titolo «Omosessualità e fede» inserito nel servizio interdiocesano di pastorale familiare.

 

Questo «punto di contatto» è stato posto sotto la responsabilità di Willy Bombeek, portavoce dell’educazione cattolica nelle Fiandre dal 1999 al 2017, che ha coordinato la costituzione di un gruppo di lavoro sull’argomento.

 

Bombeek afferma che «l’esperienza sessuale è un diritto anche per le persone LGBT in quanto si svolge all’interno di una relazione fedele e duratura». Un’affermazione che ha presentato al cardinale De Kesel nel febbraio 2020.

 

Bombeek non si nasconde. Ha definito l’iniziativa «rivoluzionaria». Ha così dichiarato: «Io stesso sono credente e omosessuale. Per questo i vescovi mi hanno chiesto di assumere questa missione. Penso che sia importante che la Chiesa abbia voluto specificamente nominare un credente LGBT a questa posizione».

 

La sua missione principale, ha aggiunto, sarà «ascoltare le domande della comunità LGBT» e mostrare loro chiaramente «che siamo una Chiesa accogliente che non esclude nessuno».

 

 

La «benedizione» liturgica

Il coordinatore commenta il documento dei vescovi:

 

«La Chiesa sentiva che accanto al matrimonio religioso doveva esserci qualcosa per i credenti LGBTI. Spesso ciò era già stato fatto a livello locale, ma non esisteva una forma adeguata. Ora la Chiesa fornisce una struttura che può servire per tale benedizione: un impegno e una fedeltà a lungo termine che possono essere espressi all’interno della Chiesa».

 

Il documento chiarisce che la benedizione non deve essere confusa con un matrimonio. Ma Bombeek spiega:

 

«Nella tradizione della Chiesa la parola “matrimonio” si limita al rapporto tra marito e moglie. La benedizione è del tutto equivalente, ma secondo la tradizione della Chiesa non può chiamarsi matrimonio. Ma è qualcosa di molto innovativo nel fatto che all’interno della Chiesa possiamo avere un servizio di preghiera e una benedizione per le relazioni LGBT».

 

La liturgia offre una lettura tratta dalla Sacra Scrittura, che precede «l’impegno dei due interessati». Per questo impegno si propone un testo che affermi la volontà di «essere presenti l’un per l’altro», di «lavorare per la felicità dell’altro», e che richiede la forza di essere «fedeli l’un l’altro». Conclude: «vogliamo vivere, donati l’uno all’altro per sempre».

 

Segue una preghiera della comunità perché la grazia di Dio agisca in loro per prendersi cura l’uno dell’altro, perché siano fedeli, tolleranti, attenti. Infine, dopo un Pater, viene impartita una benedizione.

 

 

I vescovi fiamminghi si difendono

Dopo delle reazioni che devono aver suscitato clamore, i vescovi fiamminghi si sono sentiti in dovere di fornire dettagli.

 

Le loro spiegazioni rilevano che «i vescovi vogliono accogliere ma non vogliono assolutamente andare oltre Amoris laetitia, nel cui tracciato si iscrivono completamente».

 

Aggiungono che, per questo testo, non si tratta di una «benedizione nuziale», ma di una benedizione che chiude una preghiera.

 

Queste spiegazioni sono tutt’altro che risolutive. In questa «liturgia» si tratta infatti di accogliere nella comunità ecclesiale una coppia omosessuale in quanto tale. Certo, non si tratta di un matrimonio, ma è esattamente ciò che è già stato condannato dalla risposta a un dubium della Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF), datata 15 marzo 2021.

 

Come promemoria, il dubium chiedeva: «La Chiesa ha il potere di benedire le unioni omosessuali?» La risposta è stata: «No».

 

I vescovi possono forse credere alla loro confusa spiegazione, ma non possono impedire che il loro testo sia formalmente contrario alla decisione della CDF e, per inciso, contro la legge divina… Questa pseudo-liturgia è chiaramente un tentativo di introdurre una benedizione di coppia, e di una coppia omosessuale.

 

 

E adesso ?

La domanda è se Roma lascerà fare, come ha lasciato fare con la ribellione nelle diocesi tedesche, il 10 maggio degli anni 2021 e 2022, che ha visto la benedizione di centinaia di queste coppie per protestare contro la risposta romana.

 

Quest’anno nel movimento è stato coinvolto anche un vescovo ausiliare.

 

Queste benedizioni non hanno valore come spiega la CDF nel suo documento, perché vanno contro la volontà di Dio.

 

La Chiesa continuerà a lasciarele diffondersi?

 

In ogni caso, questo non è certo il modo per aiutare le persone coinvolte.

 

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.news

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

Immagine di Philcotof via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

 

 

 

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Pazienti non curati perché transfobici?

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

Ai medici e alle scuole di medicina vengono fornite linee guida dettagliate per soddisfare le esigenze degli studenti di medicina transgender e di genere diverso.

 

Ad esempio, la Perelman School of Medicine dell’Università della Pennsylvania è orgogliosa di essere «una comunità inclusiva, accogliente, rispettosa e di reciproco sostegno». Il personale deve utilizzare i pronomi trans, deve rispettare l’abbigliamento e l’aspetto degli studenti, non deve praticare stereotipi di genere, non deve vendicarsi, ecc.

 

Niente nelle linee guida della Perelman School consiglia ai pazienti come dovrebbero reagire agli studenti transgender.

 

Un recente articolo su The Lancet di uno studente e un membro della facoltà della Harvard Medical School affronta questo problema. La sua mossa di apertura è una situazione vissuta da uno degli autori:

 

«”Indossa un vestito? Gli uomini non dovrebbero indossare vestiti”. È stato il primo commento di un paziente durante i turni mattutini… Quando il paziente ha iniziato a chiedere se lo studente fosse “realmente” un uomo, il medico curante ha parlato per dire che il comportamento del paziente era inappropriato e non sarebbe stato tollerato».

 

«Il medico curante ha quindi condotto il team fuori dalla stanza del paziente. L’aspetto insolito di questo incidente non erano i commenti transfobici del paziente o la cancellazione del TGD, ma piuttosto la risposta del medico curante. Era pronto a intervenire come un alleato reattivo».

 

Gli autori dell’articolo su The Lancet hanno spiegato chiaramente come il personale dovrebbe rispondere alle esigenze degli studenti transgender, una questione sempre più importante, se, come affermano, l’1,2% degli studenti di medicina del primo anno sono transgender.

 

Tuttavia, l’aneddoto di apertura è l’unica volta in cui l’articolo allude alle reazioni dei pazienti. In questo caso, il paziente è stato rimproverato di essere transfobico. I pazienti dovrebbero essere informati sulla loro transfobia? Cosa succede se persistono nel loro pregiudizio? Dovrebbe essere loro negato il trattamento o detto di andare in un altro ospedale?

 

Il problema non è nuovo. Gli operatori sanitari di razza o background etnici diversi devono far fronte al razzismo. All’inizio di quest’anno un ospedale britannico ha lanciato una campagna «cartellino rosso al razzismo». Dopo un avvertimento verbale e un «cartellino giallo», i pazienti vocalmente razzisti ricevono un “cartellino rosso” e il trattamento viene sospeso.

 

L’etico medico Daniel Sokol ha commentato sul BMJ che la tolleranza zero potrebbe non essere sempre la strategia migliore. 

 

«Il dovere del Consiglio medico generale di fare della cura del paziente la prima preoccupazione non è assoluto e dovrebbe essere bilanciato con i diritti morali e occupazionali del medico per essere libero dal razzismo sul posto di lavoro. Tuttavia, il comportamento razzista di un paziente non dovrebbe portare automaticamente a una sanzione o all’abbandono in un momento di necessità medica».

 

 

Michael Cook

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Il cardinale Steiner sostiene la legalizzazione delle unioni civili degli omosessuali

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Il nuovo cardinale, Leonardo Ulrich Steiner, O.F.M., Arcivescovo di Manaus in Brasile, che ha servito come Segretario Generale della Confederazione Nazionale dei Vescovi del Brasile ha rilasciato un’intervista a LifeSiteNews in occasione della sua recente elevazione a Prelato al Collegio Cardinalizio da parte di Papa Francesco .

 

 

Il cardinale ha nuovamente difeso le unioni civili per i gay, dicendo che è semplicemente una questione di sicurezza finanziaria, non di teologia morale, e che i cristiani non possono imporre la loro moralità ai non cristiani, contrariamente alla dottrina cattolica.

 

«Nel 2014 Sua Eminenza ha chiesto il riconoscimento delle unioni civili omosessuali. La domanda allora è questa: dato che l’insegnamento della Chiesa sulla peccaminosità degli atti omosessuali fa parte del deposito della fede, come giustifica il riconoscimento giuridico di tali unioni?» ha chiesto a LifeSiteNews.

 

Invocando il sostegno di papa Francesco sulla questione, il cardinale Steiner ha risposto che si tratta di ottenere sicurezza economica per gli omosessuali. «Molti di loro vivono insieme fino alla fine della loro vita senza sicurezze», ha detto il cardinale. «Ho visto persone andare fino alla fine (della loro vita) senza soldi. Papa Francesco ha parlato più volte di questo tema».

 

Ha continuato dicendo: «Questa non è fondamentalmente una questione morale. Questa è una vita. Questa è una questione che riguarda un figlio di Dio».

 

Al cardinale è stato poi chiesto se accettasse l’insegnamento della Chiesa: «Accetta la peccaminosità degli atti omosessuali?» gli è stato chiesto. Steiner ha risposto che i cristiani non possono dichiarare che gli atti omosessuali sono peccati per coloro che non hanno fede, il che è ancora una volta contrario alla dottrina cattolica, come insegna San Paolo.

 

Infine, quando il cardinale dice di avere l’appoggio di papa Francesco, non ha torto, perché è proprio questa posizione che ha sostenuto nella diocesi di Buenos Aires, e poi come papa.

 

Va quindi notato che questo errore pernicioso si sta diffondendo sempre di più ai livelli più alti della gerarchia e che sta anche peggiorando, dal momento che si è passati dalla giustificazione delle unioni civili omosessuali al negare il peccato stesso che costituisce gli atti omosessuali.

 

Usquequo Domine? «Fino a quando, Signore?»

 

 

 

 

Immagine di Senado Federal via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

 

 

 

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