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Vaccini

MMR, non incolpate chi è critico, RISOLVETE IL PROBLEMA

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Renovatio 21 pubblica questa traduzione su gentile concessione di Children’s Health Defense

 

 

Dorit Reiss, il cui recente op-ed sul San Francisco Chronicle è stato citato nell’articolo sul morbillo di Michael Hiltzik pubblicato su LA Times, ha trascurato di menzionare diversi fatti cruciali che rendono la sua prospettiva sia irrilevante che meschina. Il suo irragionevole appello a punire i cosiddetti «genitori vaccino-esitanti» è incredibilmente privo di consapevolezza dei molteplici problemi che impediscono un’accurata valutazione rischi/benefici degli attuali vaccini contro il morbillo utilizzati negli Stati Uniti.

 

Ci sono almeno sei questioni seriamente problematiche che coinvolgono gli attuali vaccini per il morbillo, MMR e MMRV (che contiene MMR) di Merck.

Dal 2 al 10% delle persone che ricevono il vaccino MMR sono «non-responders» e non riescono a produrre anticorpi. Questo è chiamato «fallimento vaccinale primario».

 

1) Il vaccino MMR presenta gravi problemi di fallimento che rendono impossibile l’immunità di gruppo, anche con tassi di vaccinazione del 100%.

Questo era noto già 7 anni fa, quando i dottori Poland e Jacobson pubblicarono i loro risultati:

  • dal 2 al 10% delle persone che ricevono il vaccino MMR sono «non-responders» e non riescono a produrre anticorpi. Questo è chiamato «fallimento vaccinale primario».
  • Un altro 8-9% che inizialmente sviluppa l’immunità smette di produrre anticorpi entro 10-20 anni. Questo è chiamato “fallimento vaccinale secondario”.

 

Nello stesso anno, i dottori Kontio, Jikinen, Paunio e Davidkin hanno pubblicato i risultati del loro studio, il quale ha mostrato che:

– il 15.5% dei soggetti dello studio vaccinati secondo le attuali raccomandazioni (2 dosi) aveva zero anticorpi entro 20 anni.

– Il 18% aveva anticorpi nel range da basso a zero entro 5 anni dalla seconda dose.

– Anche dopo TRE dosi di vaccino (una in più rispetto alle attuali raccomandazioni), il 10.5% aveva zero anticorpi misurabili entro 20 anni.

 

L’immunità di gruppo può verificarsi solo quando il gruppo ha immunità a vita. La produzione temporanea di anticorpi, problema che i ripetuti richiami non riescono a risolvere, non può portare all’immunità di gruppo.

L’immunità di gruppo può verificarsi solo quando il gruppo ha immunità a vita. La produzione temporanea di anticorpi, problema che i ripetuti richiami non riescono a risolvere, non può portare all’immunità di gruppo.

 

Merck inizialmente garantiva l’immunità a vita con un sola somministrazione e il CDC, evidentemente ignorando le prove, continua a sostenere questa affermazione. La vaccinazione contro il morbillo avrebbe dovuto portare all’eradicazione del morbillo entro il 1967, con una “soglia immunitaria notevolmente inferiore al 100%”. Nonostante gli aumenti periodici dei tassi di vaccinazione da raggiungere, ciò non è mai accaduto ed è chiaro che non può accadere, nemmeno con tassi di vaccinazione del 100% e ripetuti richiami.

 

In una questione correlata, una conseguenza imprevista della vaccinazione MMR è che

 

«I figli di madri vaccinate contro il morbillo e, presumibilmente, la rosolia hanno concentrazioni più basse di anticorpi materni e perdono la protezione data dagli anticorpi materni in età più precoce rispetto ai figli di madri che vivono in comunità che si oppongono alla vaccinazione. Questo aumenta il rischio di trasmissione della malattia in popolazioni altamente vaccinate».

I figli di madri vaccinate contro il morbillo ea hanno concentrazioni più basse di anticorpi materni e perdono la protezione data dagli anticorpi materni in età più precoce rispetto ai figli di madri che vivono in comunità che si oppongono alla vaccinazione

 

Fa molto di più, sposta il rischio di malattia verso una popolazione più vulnerabile, che ERA protetta prima dell’introduzione del vaccino.

 

Il fallimento del vaccino, non minacce di citare in giudizio i genitori esitanti, dovrebbe essere la notizia in prima pagina. I consumatori non hanno il diritto di conoscere questo problema prima di dare il loro consenso al vaccino? I medici non hanno il diritto di saperlo prima di raccomandarlo?

 

Vogliamo davvero ripetere lo stesso schema disfunzionale di negazione che ha dato inizio alla crisi degli oppioidi? Non abbiamo ancora imparato la lezione?

 

2) Merck è in giudizio presso la Corte Federale dal 2010 con l’accusa di frode, accusata dai suoi stessi virologi di aver falsificato i dati di efficacia del vaccino MMR.

 

Questo dovrebbe far parte di qualsiasi discussione sulla politica vaccinale che coinvolga il vaccino MMR. La prova della falsificazione di un qualsiasi componente di MMR avrebbe dovuto indurre l’FDA a ritirare o almeno sospendere la licenza. Il caso è in corso da 9 anni e ovviamente è così solido che Merck non è stata in grado di farlo archiviare. Infatti, l’articolo di Reuters discute l’accusa di ostruzionismo fatta a Merck. Anche questa dovrebbe essere una notizia in prima pagina.

È noto da tempo che il vaccino MMR può causare encefalite e problemi neurologici simili: è elencato nel foglietto illustrativo alla voce effetti collaterali.

 

3) Il sistema di notifica degli eventi avversi associati al vaccino non è solo inadeguato, ma terribilmente inadeguato.

Secondo lo studio di Harvard Pilgrim del 2010 finanziato dal CDC, meno dell’1% delle reazioni ai vaccini sono segnalate.

 

È noto da tempo che il vaccino MMR può causare encefalite e problemi neurologici simili: è elencato nel foglietto illustrativo alla voce «Effetti collaterali». Dal momento che è presente nella Tabella dei danni del Programma di Compensazione dei Danni da Vaccino, l’encefalite indotta da vaccino MMR viene automaticamente riconosciuta e indennizzata.

 

Attualmente presso il Sistema di Segnalazione degli Eventi Avversi da Vaccino [VAERS] ci sono oltre 7.500 segnalazioni di convulsioni, encefalite ed eventi neurologici simili associati a MMR, nonostante il fatto che meno dell’1% di tali reazioni siano segnalate. Una reazione disastrosa di per sé non è affatto rara; segnalare la reazione lo è.

 

Se non si conoscono tutte le possibili reazioni avverse (comprese quelle non riportate nei dati dei produttori precedenti l’autorizzazione all’immissione in commercio), se non si dispone di un sistema accurato per determinare quante se ne siano verificate e se non è noto quali popolazioni siano a maggior rischio di subire tali reazioni, semplicemente non è possibile valutare accuratamente il rapporto rischio/beneficio del vaccino MMR.

I funzionari della sanità stanno sovrastimando i rischi di complicanze da morbillo per vendere un vaccino difettoso?

 

4) Il tasso di mortalità per morbillo negli Stati Uniti nel 1962 era solo di 2 su 100.000.

Il tasso di mortalità del morbillo negli Stati Uniti nel 1962 era solo di 2 su 100.000, secondo i dati del CDC. Questo è stato l’anno precedente l’introduzione del primo vaccino contro il morbillo, ben prima che i ricercatori venissero a conoscenza del fatto che, rimediando alla carenza di vitamina A, si prevengono sia la gravità che le complicazioni del morbillo e prima delle cure mediche avanzate oggi disponibili. Già nel lontano 1922, prima di comodità come la lavatrice, il tasso di mortalità per morbillo era di 4,3 su 100.000.

 

I funzionari della sanità stanno sovrastimando i rischi di complicanze da morbillo per vendere un vaccino difettoso?

 

5) Non incolpate i critici, risolvete il problema.

Consigliare a tutti di farsi iniettare più dosi di un vaccino difettoso (con preoccupanti problemi di sicurezza per alcuni soggetti) non risolverà i problemi. Non fermerà i focolai di morbillo. Si tradurrà in un numero maggiore, non minore, di reazioni avverse.

 

Punire coloro che si rifiutano di conformarsi perché, per qualsiasi motivo, si rendono conto dei problemi, serve solo a erodere ulteriormente la fiducia sia nel governo che nel suo programma vaccinale.

 

Quindi, arrivati a questo punto, come si procede?

Punire coloro che si rifiutano di conformarsi perché, per qualsiasi motivo, si rendono conto dei problemi, serve solo a erodere ulteriormente la fiducia sia nel governo che nel suo programma vaccinale.

  • Investite nella produzione di un vaccino singolo contro il morbillo migliore e più sicuro e rendete il produttore responsabile del fallimento vaccinale e dei danni da vaccino, come accade per ogni altro farmaco presente sul mercato. Un maggior numero di persone opterebbe per un vaccino singolo a basso rischio per il morbillo.
  • Investite nella ricerca per capire quali sono le predisposizioni alle complicazioni del morbillo e quali sono le predisposizioni alle reazioni del vaccino. Gli studi ad oggi non sono impostati per cercare le une o le altre e le predisposizioni note per entrambe le casistiche sono ignorate.
  • Risolvete il problema del sistema di segnalazione dei danni da vaccino. Nessuno può fare una raccomandazione ponderata quando il 99% delle reazioni avverse non viene segnalato: non i funzionari sanitari, non i medici, non il governo e certamente non i giuristi.
  • Proponete l’attuale vaccino a coloro che lo desiderano, a condizione che TUTTI siano informati dei potenziali rischi e benefici, a condizione che capiscano che (al momento) i produttori e i professionisti della salute non hanno alcuna responsabilità per le reazioni avverse o per il fallimento vaccinale e a condizione che capiscano che il vaccino MMR non può portare all’immunità di gruppo. E devono sapere che Merck è sotto processo per frode proprio per questo vaccino.

 

Quando compriamo un’auto, possiamo facilmente cercare dati sulla sicurezza e rapporti sui crash test e possiamo citare in giudizio i produttori per cose come acceleratori bloccati e guasti ai freni perché sono ritenuti responsabili ai sensi delle leggi sulla responsabilità del prodotto.

 

NESSUNO è responsabile per il fallimento e il danno da vaccino. Finché la situazione sarà questa, con Merck sotto processo per frode, è del tutto immorale minacciare i genitori esitanti per aver rifiutato un intervento medico invasivo, per il quale il produttore non è responsabile e che non ha soddisfatto le richieste del governo.

Quando compriamo un’auto, possiamo facilmente cercare dati sulla sicurezza e rapporti sui crash test e possiamo citare in giudizio i produttori per cose come acceleratori bloccati e guasti ai freni perché sono ritenuti responsabili ai sensi delle leggi sulla responsabilità del prodotto.

 

6) Non dobbiamo mai dimenticare la Dichiarazione Universale sulla bioetica e i diritti umani dell’UNESCO del 2005.

 

Articolo 6. Consenso

  1. Qualsiasi intervento medico di prevenzione, diagnostico o terapeutico deve essere compiuto con il consenso libero, preventivo e informato della persona interessata che si basi su adeguate informazioni. Il consenso dovrebbe essere, quando ciò sia possibile, espresso e può essere revocato dalla persona interessata in qualsiasi momento e per qualsiasi ragione senza pregiudizio o danno.
  2. La ricerca scientifica dovrebbe essere condotta con il consenso libero, espresso, preventivo e informato della persona interessata. Le informazioni dovrebbero essere adeguate, fornite in modo comprensibile e devono includere le modalità per la revoca del consenso. Il consenso può essere revocato dalla persona interessata in qualsiasi momento e per qualsiasi ragione senza pregiudizio o danno. Eccezioni a questo principio dovrebbero essere consentite solo in accordo con le norme etiche e giuridiche adottate dagli Stati e in coerenza con i principi stabiliti in questa Dichiarazione, in particolare con l’articolo 27 e con il diritto internazionale relativo ai diritti umani.
  3. In casi particolari di ricerca condotta su un gruppo di persone o una comunità, si potrà richiedere anche un accordo dei rappresentanti legali del gruppo o della comunità interessata. In nessun caso l’accordo concluso da una comunità in termini collettivi o il consenso di un capo di una comunità o di un’altra autorità può sostituire il consenso informato di un individuo.

 

 

Alison Fujito

collaboratrice di Children’s Health Defense

 

 

© 16 marzo 2019, Children’s Health Defense, Inc. Questo lavoro è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD

 

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Vaccini

Bambina di 9 anni senza passaporto vaccinale va al museo, la polizia di New York la arresta

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Una protesta anti-obbligo al Museo di Storia Naturale di Nuova York è finito con l’arresto di una bambina di 9 anni.

 

Un gruppo di manifestanti contro l’obbligo vaccinale e il passaporto vaccinale (attivo a New York, tanto che perfino il presidente brasiliano Bolsonaro è stato costretto a mangiare una pizza al trancio per strada) si era recato, con prenotazione, al rinomato Museo di Storia Naturale a Manhattan, rifiutando di  mostrare i documenti di avvenuta sierizzazione genica.

 


«Dovrei avere il permesso di accedervi, ma non mi è permesso» ha dichiarato un membro del gruppo. Si trattava di una protesta contro l’esclusione dei non vaccinati.

 

La sicurezza ha quindi rifiutato di permettere a una donna del gruppo di manifestanti di usare il bagno per motivi, è riportato, «femminili».. Dopo la discussione, il personale impiegato al museo ha deciso che avrebbe potuto usare il bagno, purché scortata.

 


La polizia quindi è arrivata sul posto è arrestato sei manifestanti, tra cui una bambina di 9 anni di nome Jayla.

 

Nel video, è possibile vedere la bimba scoppiare a piangere mentre la polizia la porta nel furgone della pattuglia.

 

 

 

«State traumatizzando una bambina», hanno detto i manifestanti alla polizia. «Questo è un abuso sui minori!».

 

In seguito Jayla è stata rilasciata. Nel video della sua liberazione, si vede la bambina abbracciare un’attivista in sedia a rotelle di nome Julie che è stata multata dalla polizia all’inizio di questa settimana per aver tentato di cenare in un ristorante della catena Bubba Gump Shrimp.

 

Come riportato da Renovatio 21, non si tratta di una prima volta in cui si registrano interventi brutali della polizia di Nuova York contro bambini non vaccinati o privi della documentazione necessaria. Un video del mese scorso mostrava una festa di compleanno di un bambino interrotta dalla polizia.

 


«Se non ce l’hai, dovrai andartene», aveva detto, riferendosi al passaporto vaccinale, un ufficiale di polizia al bambino smascherato, che iniziava a piangere.

 

Un altro poliziotto annunciava poi  ai bambini e ai genitori attraverso un megafono: «Se ve ne andate volontariamente, non avrete accuse contro di voi. Altrimenti verrete arrestati per violazione di domicilio. Questo sarà il vostro unico avvertimento».

 

Il mondo è divenuto con il COVID un luogo spietato. Le istituzioni, ancora di più.

 

 

 

 

 

 

 

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Vaccini

Intorno al papa c’è il COVID. E tanto vaccino Pfizer

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Due alti papaveri vaticani dell’entourage del papa sono risultati positivi al COVID-19 nonostante entrambi abbiano fatto tre dosi del vaccino.

 

«Il cardinale Pietro Parolin e l’arcivescovo Edgar Peña Parra sono entrambi risultati positivi al COVID-19, hanno confermato fonti vaticane, con il cardinale Parolin che mostra sintomi. Il Segretario di Stato vaticano e il suo vice hanno entrambi fatto due dosi di vaccino e il vaccino di richiamo», cioè sono ambedue trivaccinati. Lo ha scritto ieri su Twitter l’imbattibile vaticanista Edward Pentin sul National Catholic Register.

 

Immediatamente dopo la notizia, i cattolici si sono rivolti ai social media per esprimere «l’ironia» della situazione, in particolare alla luce dei commenti del Bergoglio che sembravano prendere in giro il cardinale Raymond Leo Burke quando ha contratto il virus, e la misura del Vaticano di licenziare coloro che si trovavano all’interno della città-Stato che rifiutano di farsi iniettare.

 

«Il cardinale Pietro Parolin e l’arcivescovo Edgar Peña Parra sono entrambi risultati positivi al COVID-19, hanno confermato fonti vaticane, con il cardinale Parolin che mostra sintomi. Il Segretario di Stato vaticano e il suo vice hanno entrambi fatto due dosi di vaccino e il vaccino di richiamo», cioè sono ambedue trivaccinati

Il caso del Bergoglio che attaccava Burke, un malato in ospedale, fu particolarmente triste, e visto oggi sprigiona tutta l’imprevidenza dell’argentino. «Anche nel collegio cardinalizio ci sono negazionisti e uno di questi è ricoverato con il virus, ironia della vita». Già, bella ironia. A dire il vero, l’umorismo massimo è pensare che dei casi di prelati malati non stanno parlando in pubblico, la notizia è un leak, e questo ci fa pensare quindi che nel caso ad ammalarsi fosse l’uomo vestito di bianco, vaccinato pubblicamente, promotore globale del siero genico, tenterebbero di non far uscire nessuno spiffero.

 

Avremmo, cioè, la situazione in cui il papa vaccinatore si ammala del morbo cinese contro il quale è vaccinato. La farsa vaticana, a quel punto, raggiungerebbe nuove vette di impresentabilità; tuttavia, ribadiamo, è difficile pensare che la notizia scapperà.

 

In settimana è emersa la notizia, di per sé grave assai, degli incontri segreti di Bergoglio con Albert Bourla, il CEO di Pfizer.

 

Quando Renovatio 21 ha intervistato la guardia svizzera costretta a lasciare il Vaticano per il suo rifiuto di sottoporsi alla siringa mRNA, abbiamo appreso che in effetti la Santa Sede faceva appunto iniezioni di Pfizer.

 

La spirale di riserbo sull’incontro tra Bergoglio e il capo di Pfizer potrebbe essere derivata da un accordo segreto. Come ha riportato il Washington Post che «Pfizer ha formalizzato 73 accordi per il suo vaccino contro il coronavirus. Secondo Transparency International, un gruppo di difesa con sede a Londra, solo cinque contratti sono stati formalmente pubblicati dai governi e questi con “censure significative”».

 

«Il contratto stipulato con il Brasile vieta al governo di fare “qualsiasi annuncio pubblico riguardante l’esistenza, l’oggetto o i termini dell'[accordo]” o di commentare il suo rapporto con Pfizer senza il previo consenso scritto della società».

 

Ora, non sappiamo se l’incredibile silenzio sugli incontri sia stato dettato da un accordo (segreto) di segretezza. Tuttavia, i giornali hanno tirato fuori un altro dato piuttosto pazzesco dai contratti segreti Pfizer emersi.

 

Il Washington Post scrive che alcuni Paesi sono «tenuti a rinunciare all’immunità contro il sequestro “precauzionale” dei loro beni».  La testata peruviana Ojo pubblico, citando l’indagine del Bureau of Investigative Journalism, scrive che «Pfizer è stato accusata di aver “bullizzato” i governi latinoamericani nelle negoziazioni per il vaccino COVID e ha chiesto ad alcuni Paesi di mettere asset sovrani, come edifici di ambasciate e basi militari, a garanzia del costo di eventuali future cause legali».

 

Abbiamo capito che non è stato un grande affare: tre dosi e ti ammali ancora. Non esattamente un farmaco miracoloso. Ma del resto, nel Vaticano bergogliano, chi ci crede ancora ai miracoli?

E lo Stato del Vaticano? Quali asset potrebbe aver ipotecato? La Cappella Sistina? L’obelisco? La pietà di Michelangelo? I giardini? I libri della biblioteca? La cripta dove sono sepolti i papi, molti dei quali si stanno rivoltando al punto da poter immaginare una produzione di energia elettrica rinnovabile, tanto cara al pontefice della spazzatura differenziata?

 

Non lo sappiamo.

 

Tuttavia abbiamo capito che non è stato un grande affare: tre dosi e ti ammali ancora.

 

Non esattamente un farmaco miracoloso. Ma del resto, nel Vaticano bergogliano, chi ci crede ancora ai miracoli?

 

 

 

 

 

 

 

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Salute

Vergogna all’Australia che rifiuta la scienza: il più grande tennista al mondo è già immune al COVID

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

 

Revocando il visto di Novak Djokovic per aver rifiutato il vaccino contro il COVID dopo essersi completamente ripreso dal virus solo il mese scorso, l’Australia ha abbandonato la scienza dell’immunologia.

 

 

 

L’Australia ha una storia rinomata e gloriosa nella scienza immunologica. In effetti, direi che se c’è una «città sulla collina» immunologica, quella è l’Australia.

 

Dal leggendario Walter and Eliza Hall Institute al Garvan Institute , a importanti premi Nobel australiani e padri fondatori della scienza immunologica (Sir Macfarlane Burnett, Jacques FP Miller e Peter Doherty) ai leader contemporanei della scienza immunologica ( Jonathan Sprent , Christopher Goodnow e Jason Cyster ), l’Australia è stata conosciuta come la mecca del pensiero immunologico e della scienza.

 

Quindi è semplicemente scioccante vedere il governo della nazione comportarsi in modo così immunologicamente disinformato e autoritario quando si tratta della gestione dell’immunità COVID.

 

La deportazione irrazionale e non etica di Djokovic dall’Australia è una macchia sulla reputazione di molti importanti immunologi australiani e leggendari istituti immunologici in quel Paese

La recente deportazione del tennista più importante del mondo, Novak Djokovic, dall’Australia per aver rifiutato un vaccino obbligatorio di cui non aveva bisogno e da cui poteva essere danneggiato, è stata scioccante per me come immunologo.

 

Come mai? Perché so con assoluta certezza che Djokovic, che si è ripreso da un’infezione da COVID nel dicembre 2021, ha acquisito un’immunità naturale al COVID abbastanza potente e robusta, equivalente, se non più potente di quella ottenuta dalla vaccinazione completa e dai richiami.

 

 


 

Quindi è semplicemente scioccante vedere il governo della nazione comportarsi in modo così immunologicamente disinformato e autoritario quando si tratta della gestione dell’immunità COVID

In altre parole, Djokovic, recentemente guarito dal COVID, rappresentava un rischio quasi zero per se stesso o per chiunque altro in Australia, eppure quel governo occidentale liberale democratico si è degnato di un terribile autoritarismo, escludendo irrazionalmente e non eticamente un campione internazionale da uno degli eventi più prestigiosi del tennis: l’Open d’Australia. Deplorevole!

 

Qualsiasi immunologo degno del suo sale sa che l’aspetto più insolito della campagna globale per il vaccino contro il COVID è che il vaccino viene distribuito su vasta scala nel mezzo di un’epidemia di pandemia, quando molti sono già infetti, di recente o al momento della la loro vaccinazione.

 

Questa campagna indiscriminata di salute pubblica è pericolosa. Non solo espone molti milioni di persone già immuni al rischio di cure mediche non necessarie, ma rappresenta anche un grave rischio di danni alle persone infettate di recente o convalescenti, in cui persistono ancora epitopi antigenici virali e in cui una vaccinazione non necessaria potrebbe indurre una risposta iperinfiammatoria.

 

Che eminenti immunologi – in particolare i pionieri australiani contemporanei dell’immunologia – non siano a conoscenza o tacciano su come la nostra disciplina scientifica dell’immunologia sia stata corrotta e abusata dai governi di tutto il mondo in modo che possano imporre obblighi di massa draconiani a milioni di persone con  l’immunità «acquisita» o «ibrida» è stato francamente deludente e scioccante per me.

 

Ma suppongo che tutti gli eroi abbiano i piedi d’argilla – e anche i pensatori attenti possono pensare con noncuranza a volte.

 

Tuttavia, è scioccante sentire il vuoto dei giganti del mondo dell’immunologia — in particolare quelli dell’Australia, che è davvero il luogo di nascita dell’immunologia moderna -– quando si tratta del tema della vaccinazione obbligatoria di persone già immuni e recentemente infette.

 

Che terribile segno del nostro tempo, quando né la scienza e la ragione né l’etica e la difesa occidentale dell’individualità contano più di fronte alla paura irrazionale e agli editti del governo

Che terribile segno del nostro tempo, quando né la scienza e la ragione né l’etica e la difesa occidentale dell’individualità contano più di fronte alla paura irrazionale e agli editti del governo.

 

La deportazione irrazionale e non etica di Djokovic dall’Australia è una macchia sulla reputazione di molti importanti immunologi australiani e leggendari istituti immunologici in quel Paese.

 

Il governo scavalca i principi della scienza immunologica e dell’etica medica, al fine di raggiungere la conformità a livello di popolazione, mentre gli eroi occidentali della scienza immunologica rimangono in silenzio, incantesimi disastri per l’integrità delle civiltà occidentali e delle democrazie autonome.

Vergogna per il governo australiano per aver deportato irrazionalmente Djokovic. E guai a quegli eminenti esperti australiani e alle istituzioni australiane, che in realtà be sanno di più ma hanno scelto di non parlare per motivi di opportunità politica o di conforto personale

 

Vergogna per il governo australiano per aver deportato irrazionalmente Djokovic. E guai a quegli eminenti esperti australiani e alle istituzioni australiane, che in realtà be sanno di più ma hanno scelto di non parlare per motivi di opportunità politica o di conforto personale.

 

In effetti, è più facile non agitare la barca e non parlare, piuttosto che ostacolare una condotta autoritaria non etica da parte di un potente governo democratico smarrito.

 

Ma quel pendio è scivoloso e ci stiamo scivolando tutti giù. Tutto ciò che serve perché un grande male prenda piede è che alcuni uomini buoni rimangano in silenzio e non dicano la loro verità.

 

 

Hooman Noorchashm

medico Ph.D.

 

 

 

 

© 19 gennaio 2022, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

Immagine di Edwin Martinez via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

 

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