Geopolitica
Missili ipersonici russi attaccano l’Ucraina occidentale: Oreshnik contro Leopoli
Un video non verificato diffuso sui social media mostra quello che viene presentato come un presunto attacco missilistico ipersonico russo con il sistema Oreshnik nell’Ucraina occidentale.
Le immagini, catturate da telecamere di sorveglianza e condivise venerdì dall’agenzia RIA Novosti, ritraggono oggetti luminosi in caduta nella regione di Leopoli, al confine con la Polonia. Le autorità russe non hanno fornito conferme ufficiali sull’impatto.
BREAKING 🔥🇺🇦
Ukraine Lyviv OblastUkraine confirms that the missile that hit the Lviv region flew at a speed of about 13,000 km/h along a ballistic trajectory.
It makes it clear that an Oreshnik IRBM with MIRV technology was used in the attack.
It’s the second time an ICBM or… pic.twitter.com/VoXsd3sXgd
— Frankie™️🦅 (@B7frankH) January 9, 2026
Zelensky hasn’t tweeted since waking up to news of an Oreshnik strik in Lviv.
Their underground gas storage is gone. pic.twitter.com/y9spIiAy9G
— Sentletse 🇿🇦🇷🇺🇵🇸🇱🇧 (@Sentletse) January 9, 2026
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Il sindaco di Leopoli, Andrej Sadovoj, ha dichiarato che è stata colpita «un’infrastruttura critica».
Diversi canali Telegram russi di informazione hanno avanzato l’ipotesi che il missile abbia centrato un impianto di stoccaggio sotterraneo di gas nella città di Striy, situata a circa 60 km da Leopoli. Se l’informazione venisse confermata, si tratterebbe della seconda occasione in cui la Russia impiega in combattimento il suo nuovissimo missile balistico a capacità nucleare sul territorio ucraino.
Nel novembre 2024 Mosca aveva già utilizzato l’Oreshnik contro una fabbrica di armamenti a Dnepr, definendo l’operazione un «test di combattimento» andato a buon fine. Entro la conclusione del 2025, i missili di questo tipo erano stati trasferiti anche alla Bielorussia, alleato strategico di Mosca.
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Geopolitica
Trump: l’Iran è una «piccola guerra» rispetto alla spesa USA per l’Ucraina
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Geopolitica
Trump pubblica video AI che mostrano l’isola di Kharg «ridotta in macerie»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato filmati generati dall’intelligenza artificiale che mostrano un attacco missilistico contro l’isola iraniana di Kharg, importante centro petrolifero, nel contesto di una nuova escalation tra Washington e Teheran.
Le forze statunitensi e iraniane si sono scambiate attacchi per la prima volta dalla fine di luglio. Domenica, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato di aver preso di mira due rampe di lancio iraniane sull’isola di Larak, vicino al punto più stretto dello Stretto di Ormuzzo, che a suo dire si stavano preparando a lanciare razzi con mine marine nello stretto, che rappresenta circa il 20% del commercio mondiale di petrolio greggio.
Secondo Teheran, il bombardamento ha ucciso diversi soldati e civili iraniani.
🚨 ALERT: President Trump makes a post about Iran’s “Kharg Island being blown to smithereens!!!”
But the video is AI slop. So I have no idea what to do with this information.
But as of yet, I have no reason to believe Kharg is actually under fire. pic.twitter.com/bkPXx2omag
— Nick Sortor (@nicksortor) August 31, 2026
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L’Iran ha risposto lunedì mattina: il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (i pasdaran) ha dichiarato che i propri droni e missili avevano provocato «danni significativi» alle basi aeree statunitensi di King Hussein e Al-Azraq in Giordania.
Dopo gli attacchi, i prezzi del petrolio sono saliti nelle prime contrattazioni asiatiche, con i future WTI in rialzo del 2,47% a 85,46 dollari al barile e i future Brent in aumento del 2,71% a 90,49 dollari al barile.
Trump non ha emesso comunicati immediati sull’escalation sulla sua piattaforma Truth Social, limitandosi a pubblicare due brevi video generati dall’intelligenza artificiale che mostrano diversi missili che colpiscono impianti petroliferi su un’isola, generando immense esplosioni.
«L’isola di Kharg viene fatta saltare in aria e ridotta in frantumi!!!» recitava la didascalia di uno dei video.
Situata a circa 25 km dalla costa iraniana del Golfo Persico, l’isola di Kharg gestisce circa il 90% delle esportazioni di petrolio greggio del Paese, costituendo il principale sbocco per le entrate petrolifere. L’arcipelago corallino, spesso definito «isola proibita» a causa delle severe misure di sicurezza, ospita anche un importante deposito di petrolio.
Gli Stati Uniti hanno colpito ripetutamente obiettivi militari sull’isola di Kharg dopo l’inizio del conflitto alla fine di febbraio, ma si sono astenuti dal prendere di mira le infrastrutture energetiche. Trump ha inoltre valutato un’operazione terrestre per impadronirsi del centro petrolifero, sostenendo che avrebbe potuto essere condotta dalle forze statunitensi o da «altre persone». Tuttavia, tali piani non si sono mai concretizzati.
Teheran ha più volte avvertito che incendierà l’intera infrastruttura petrolifera e del gas degli alleati degli Stati Uniti negli Stati del Golfo qualora gli impianti energetici sull’isola di Kharg venissero colpiti o si tentasse di conquistarla.
In rete in molti si chiedono come il candidato presidente della pace, pure assicurata durante il suo primo mandato, sia divenuto quello che minaccia la «distruzione totale di una civiltà», con tanto di videini IA.
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Geopolitica
I servizi israeliani evacuano il figlio di Netanyahu da Miami: «grave minaccia»
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