Pedofilia
Mel Gibson sta facendo veramente una docuserie sul traffico dei bambini?
La notizia era circolata sui social, ma non si comprendeva quanto potesse essere veritiera.
«Mel Gibson sta presumibilmente realizzando una docuserie in 4 parti sul mercato globale del traffico sessuale di minori da 34 miliardi di dollari che coinvolge paesi come l’Ucraina», aveva scritto su Twitter Leading Report.
Il tweet è stato visto oltre 4 milioni di volte con decine di migliaia di persone che hanno apprezzato, commentato e ritwittato la notizia.
BREAKING: Mel Gibson is allegedly making a 4-part docu-series on the $34 billion global child sex trafficking market involving countries like Ukraine.
— Leading Report (@LeadingReport) June 6, 2023
La testata mainstream americana Newsweek si era mossa per dire che le voci erano false. La rivista ha contattato gli agenti di pubbliche relazioni di Gibson, che avrebbero negato.
Tutto era partito quando Tim Ballard un ex agente della CIA ora impegnato in una ONG chiamata OUR – Operation Underground Railroad – che si occupa del traffico di bambini aveva dichiarato in una clip video del gennaio 2023 che il cineasta cattolico tradizionalista stava lavorando al progetto che coinvolgeva anche la sparizione dei bambini ucraini.
Ballard afferma che Gibson avrebbe fatto il montaggio finale per il film Sound of Freedom, di cui è protagonista Jim Caviezel – il protagonista della Passione di Cristo diretta da Gibson, e che tratta proprio dell’esperienza di Ballard nella lotta al traffico dei bambini.
Attraverso questa relazione, Ballard dice che Gibson lo ha chiamato all’inizio della guerra in Ucraina nel 2022 e gli ha chiesto di aiutare a salvare i bambini dal Paese.
«Ho detto a Mel, “Devi aiutarmi. Questo sarà costoso. Non ti chiederò una donazione diretta, ma puoi aiutarmi a filmare questo? Filmiamo cosa sta succedendo così possiamo convincere le persone a capire e loro possono sostenerci”», aveva detto Ballard su un palco nello Utah finito nel video virale.
«Quattro mesi dopo, quello che pensavo sarebbe stato forse un documentario sull’Ucraina, finisce per essere una docuserie in quattro parti, che è quasi finita», ha detto Ballard, che ha proseguito rivelando che gli ucraini gli hanno fornito oltre 10.000 nomi di bambini sfollati a causa della guerra con la Russia.
Wow. Over 10,000 orphan children reported missing in the 4 months following the start of the Ukraine War & believed kidnapped
Mel Gibson & @TimBallard will be releasing a documentary exposing the massive child sex trafficking operation running in Ukraine
pic.twitter.com/s9TcyWM6ba— DC_Draino (@DC_Draino) June 8, 2023
«So che il traffico di esseri umani è un business da 32 miliardi di dollari all’anno. È l’impresa criminale in più rapida crescita al mondo», ha dichiarato Ballard.
Siti di fact checking ora sostengono che sia tutto falso: Gibson non sta lavorando ad un simile progetto – al contempo, Newsweek ci fa sapere che Mel Gibson si è rifiutato di commentare sulla questione.
Ad ogni modo, Ballard ha risposto, mantenendo le sue posizioni in un comunicato.
«Sostengo ogni parola che ho detto nel video che circola sui social media», si legge nelle citazioni attribuite a Ballard. «Mel è un mio eroe personale e mi ha richiamato nel 2022 con preziose informazioni sui bambini che si diceva fossero vulnerabili ai trafficanti di esseri umani in Ucraina».
«Utilizzando quelle informazioni, siamo andati in Ucraina, dove Operation Underground Railroad, Aerial Recovery Group e The Nazarene Fund hanno avuto successo nell’iniziare il processo di smantellamento di un pericoloso giro internazionale di pedofili».
«Mel merita tutto il merito per aver preso l’iniziativa per promuovere il lavoro critico che svolgiamo», dice il comunicato Ballard. «Sono personalmente grato per il suo supporto mentre lavoravamo a questo documentario, tuttavia le cronache per cui questa serie in quattro parti è effettivamente prodotta dal signor Gibson non sono accurate. È prodotto da Nick Nanton di DNA Films e include diversi produttori esecutivi come Kyle Cease, Tony e Sage Robbins e altre persone meravigliose e di talento».
Nella questione è entrata anche l’ex candidata governatore dell’Arizona Kari Lake, che sostiene che realizzare una docuserie sulla prevenzione del traffico sessuale di minori sarebbe qualcosa in linea con le motivazioni di Gibson.
We talked about the tragedy at our border and the horrific child trafficking that’s happening the day this photo was taken.
Mel Gibson’s heart and soul are in the right place.
We are praying for you and rooting for you.
God bless you Mel! https://t.co/GLO8GcOEte pic.twitter.com/jIaYEmur2M— Kari Lake (@KariLake) June 7, 2023
«Abbiamo parlato della tragedia al nostro confine e dell’orribile traffico di bambini che sta accadendo il giorno in cui è stata scattata questa foto», ha scritto Lake, condividendo una sua foto con Gibson mentre rispondeva al post virale di Leading Report.
«Il cuore e l’anima di Mel Gibson sono nel posto giusto. Preghiamo per te e tifiamo per te. Dio ti benedica Mel!»
A Mel Gibson vengono spesso attribuiti in rete frasi e progetti che non rispondono alla realtà.
È vero tuttavia che l’indomito protagonista Braveheart durante la sua carriera ha dato strane interviste in cui parlava della stranezza di Hollywood e di alcune sue figure con cui è entrato in contatto – ad esempio Christopher Walken.
Mel è figlio di Hutton Gibson, figura straordinaria di soldato, ferroviere, vincitore di quiz TV, padre di 11 figli e nonno di una settantina di nipoti nonché coltissimo pensatore cattolico sedevacantista: da lui Mel ha tratto le sue convinzioni profonde, visibili chiaramente in ogni suo film soprattutto, più che in Passion, nel film Apocalypto, uno dei più densi capolavori del nostro tempo.
Alcuni ritengono che quando la stampa ha voluto colpire Gibson con accuse di antisemitismo, razzismo e altre etichette squalificanti in realtà volessero colpire il padre, che rappresenta un pensiero precedente a quello innestato ora nella modernità, antitetico ed irriducibile rispetto a quello inflitto dai padroni del Mondo.
Immagine da Twitter
Pedofilia
Singapore valuta la castrazione chimica per i pedofili
Singapore sta valutando l’introduzione della castrazione chimica per i reati sessuali, di fronte a un aumento delle denunce, soprattutto nei casi che riguardano minori.
Nel 2025 la polizia ha registrato 1.531 casi di molestie, in crescita del 7,3% rispetto ai 1.427 dell’anno precedente.
La questione è emersa in Parlamento questa settimana, con i legislatori che si sono chiesti se convenga inasprire le pene e le tutele per i minori.
Il ministro degli Interni K. Shanmugam ha detto martedì che il governo resta aperto all’uso di farmaci antiandrogeni, noti come castrazione chimica, se emergessero prove chiare della loro capacità di abbassare i tassi di criminalità.
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«Finora, le prove non sono conclusive al riguardo», ha affermato in una risposta scritta al Parlamento.
La castrazione chimica consiste nell’uso di farmaci che sopprimono il testosterone e riducono il desiderio sessuale. A differenza della castrazione chirurgica, non comporta la rimozione degli organi riproduttivi e i suoi effetti sono in genere reversibili una volta interrotto il trattamento.
Singapore prevede già pene severe per i reati sessuali contro i minori. Lo stupro o la violenza sessuale con penetrazione su un minore di 14 anni senza consenso comportano una pena detentiva da otto a vent’anni e almeno dodici frustate.
Un nuovo sistema di condanna, in vigore da luglio, consente di trattenere oltre la pena minima di reclusione, che va dai cinque ai vent’anni, i criminali violenti o sessuali considerati ad alto rischio di recidiva. Possono restare in custodia più a lungo se le autorità ritengono che rappresentino ancora una minaccia per la collettività.
Il dibattito più ampio sulle misure di tutela è nato da un recente caso che ha coinvolto un sedicente mentore religioso, il quale ha commesso reati sessuali contro minori dopo essere stato arrestato in precedenza per presunte molestie su una diciassettenne e rilasciato su cauzione. Il caso ha spinto i legislatori a chiedersi se inasprire le condizioni per la libertà su cauzione e le norme di controllo per chi lavora con i minori.
La castrazione chimica è già prevista per alcuni autori di reati sessuali in diversi Paesi, tra cui Corea del Sud, Indonesia e Kazakistan, mentre alcuni Paesi europei usano farmaci che sopprimono gli ormoni su base volontaria. Anche diversi Stati degli Stati Uniti autorizzano questa misura in qualche forma.
In Russia, la castrazione chimica è stata introdotta nel 2012 come procedura volontaria, che richiede il consenso della persona condannata per abusi sessuali su minori. Anche in Polonia la castrazione chimica è volontaria. La Bielorussia sta pianificando la sua introduzione dal 2023.
Negli USA alla castrazione chimica si associa un’abbondante prescrizione di psicofarmaci che vanno dagli antipsicotici agli antidepressivi SSRI (che sono forse pure peggiori).
La Chiesa cattolica ammetterebbe la castrazione chimica nei casi di reato, purché sia reversibile. Contro di essa, tuttavia, si è espressa nel 2013 l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (risoluzione 1945/2013): «nessuna pratica coercitiva di sterilizzazione o castrazione può essere considerata legittima nel XXI secolo».
In realtà, ci vogliamo soffermare sulla questione della castrazione chimica per un altro motivo: per lo Stato italiano essa esiste già, ma non è assegnata agli stupratori e ai pedofili, ma… ai bambini.
Avete letto bene. La farmacologia di «blocco androgenico totale» è esattamente quella utilizzata per transessualizzare i bambini. Quando il bimbo dice di sentirsi una femmina (che sia o meno il genitore a suggerirglielo) gli si danno i famosi «bloccanti della pubertà», che possono essere farmaci anti-gonadotropinici, anti-androgeni e agonisti dell’ormone di rilascio delle gonadotropine. Cioè sostanze che hanno l’effetto di inibire della produzione di testosterone da parte dei testicoli – cioè distruggere la base biochimica della maschilità.
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In particolare, la Leurprorelina – commercializzata con il nome di Lupron – può essere utilizzata nel processo di cambio di sesso dei maschi, o come farmaco che blocca la pubertà nei bimbi: secondo la cosiddetta «medicina transgender», insieme alla triptorelina e goserelina, il Lupron può essere utilizzato per ritardare la pubertà nei bambini che vogliono cambiare sesso, ritardandone lo sviluppo fino a quando non possono decidere, e magari prendere altri ormoni sintetici.
Il Lupron, che sta nella lista delle medicine essenziali dell’OMS, è la sostanza oggi più comunemente utilizzato nella castrazione chimica. Parimenti, può essere utilizzato per i bambini transgender al fine di rimandare la pubertà e poi metterli, per tutta la vita, sotto «terapia ormonale sostitutiva, che li riempirà di ormoni sintetici e li renderà un recurrent business dell’industria farmaceutica finché non moriranno – con il conto, magari, pagato dal contribuente.
L’immagine dovrebbe spaccare la testa di chiunque: lo stesso farmaco, dato ai pedofili ed ai bambini… anzi, la sostanza che non ancora si può dare agli stupratori, si può iniettare in bimbi piccoli… Sì, è allucinante. Tutte le polemiche di questi giorni su cliniche ed ospedali che transessualizzano i ragazzini non si rendono conto di quanto oramai questo modello è molto più radicato di quanto si creda, esso è una parte integrante di quello che Renovatio 21 ha definito «Stato etico ormonale».
Lo Stato moderno, lungi dall’essere lontano da posizioni etico-religiose, sa cos’è meglio per voi, e non gli basta – lo vuole imporre per via biologica. La siringa, contenga essa vaccini od ormoni, a questo serve: entrare nel cittadino, spogliato di ogni dignità, diritto sovranità, sin sotto la sua pelle, sin dentro le sue cellule. La sottomissione per lo Stato moderno è biologica, o non è – è biologica almeno in partenza, poi sappiamo che mirano ancora più in profondità…
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Pedofilia
L’Algeria verso la pena di morte per rapitori e pedofili
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Internet
Ingegnere Meta delle «esperienze digitali per bambini» arrestato per messaggi espliciti verso un’utente ritenuta minorenne
Un ingegnere newyorkese che sosteneva di occuparsi della creazione di «esperienze digitali per bambini» presso il gigante dei social media Meta è stato arrestato dopo aver confessato di aver cercato di inviare messaggi a sfondo sessuale a una ragazza di tredici anni nel corso di un’operazione sotto copertura. Lo riporta il quotidiano New York Post.
L’uomo, 44 anni, al momento in congedo dall’azienda che controlla Facebook, ha ammesso di aver adescato e scambiato messaggi a sfondo sessuale con qualcuno che riteneva essere una minorenne, nell’ambito di un’operazione condotta sotto copertura dai Predator Poachers Long Island, un collettivo di vigilantes impegnato a smascherare potenziali pedofili.
«Anche se erano già successe cose inappropriate, vorrei quasi essere suo padre», avrebbe dichiarato — sposato e padre di un bambino piccolo — a un membro del gruppo che si fingeva la nonna della presunta vittima, come emerge dal filmato dell’incontro che sarà diffuso lunedì.
L’uomo, che in un profilo LinkedIn ormai rimosso si descriveva come responsabile ingegneristico per lo sviluppo di «esperienze digitali per bambini» presso Meta, aveva contattato a maggio l’account civetta del gruppo, operativo da tredici anni, continuando poi a scambiare messaggi con loro con regolarità, secondo quanto riferito dall’organizzazione.
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L’uomo avrebbe fatto poi affermazioni specifiche, arrivando a tentare di spiegare alla ragazza come masturbarsi, a inviarle diverse foto e video di sé mentre faceva lo stesso, e persino a provare a organizzare incontri dal vivo, ha raccontato al NY Post Mike Villani, uno degli specialisti nella cattura di predatori sessuali che ha coordinato l’operazione.
Mercoledì il gruppo lo ha affrontato di sorpresa fuori dal suo appartamento. L’uomo in un primo momento ha tentato di allontanarsi, ma ha poi accettato di fermarsi a parlare in un luogo nelle vicinanze, poiché sua suocera si trovava in casa e non voleva che lo sentisse mentre tradiva la moglie adescando quella che riteneva fosse una minorenne, come si vede nel video.
Messo davanti alle proprie conversazioni, l’uomo ha ammesso di aver scambiato messaggi con quella che credeva fosse la giovane adolescente — in realtà mai esistita — e ha rivelato che non si trattava del primo episodio del genere, secondo quanto mostrato nel filmato.
«L’ho già fatto una volta con un’altra ragazza minorenne», ha detto, arrivando a paragonare in modo inquietante le adolescenti a «qualsiasi porto sicuro in caso di tempesta».
L’uomo ha poi attribuito in modo bizzarro la responsabilità alla moglie e al loro matrimonio privo di vita sessuale, sostenendo che questo avesse alimentato le sue fantasie morbose, spingendolo verso gli angoli più oscuri di internet.
L’incontro con il gruppo, durato quasi due ore, si è concluso con l’arrivo della polizia poco dopo la fine della sua confessione, e con il suo arresto a pochi isolati dall’appartamento di Manhattan. Egli è accusato di diffusione di materiale osceno a minori e di messa in pericolo del benessere di un minore.
Giovedì, durante l’udienza preliminare, si è dichiarato non colpevole e tornerà in tribunale il 9 settembre.
Un portavoce di Meta ha riferito al giornale neoeboraceno che l’uomo è stato posto in congedo. «Collaboreremo con le forze dell’ordine nelle indagini», ha dichiarato il portavoce.
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Come riportato da Renovatio 21, a marzo Meta, la società che controlla Facebook e Instagram, è stata condannata dal dipartimento di Giustizia dello Stato del Nuovo Messico a pagare 375 milioni di dollari per aver consapevolmente danneggiato la salute mentale dei bambini e per aver occultato prove di sfruttamento sessuale minorile sulle proprie piattaforme di social media. Un altro processo di grande risonanza è a Los Angeles, dove famiglie e istituti scolastici hanno intentato causa contro i principali giganti dei social media – Meta, TikTok e YouTube – nel primo caso di responsabilità da prodotto: le piattaforme sarebbero state progettate consapevolmente per indurre dipendenza nei bambini e compromettere la loro salute mentale
Come riportato da Renovatio 21, negli anni si sono accumulate varie accuse e rivelazioni su Facebook, tra cui accuse di uso della piattaforma da parte del traffico sessuale, fatte sui giornali ma anche nelle audizioni della Camera USA.
Due anni fa durante un’audizione al Senato americano era stato denunciato da senatori e testimoni come i social media ignorano le reti pedofile che operano sulle loro piattaforme.
Secondo il Wall Street Journal, che già in passato aveva trattato l’argomento, Meta avrebbe un problema con i suoi algoritmi che consentono ai molestatori di bambini sulle sue piattaforme. La cosa stupefacente è il fatto che ai pedofili potrebbe essere stato concesso di connettersi sui social, mentre agli utenti conservatori no.
Le accuse sono finite in una storia udienza a Washington di Mark Zuckerberg, che è stato indotto dal senatore USA Josh Holloway a chiedere scusa di persona alle famiglie di bambini danneggiati dal social.
DO NOT trust Mark Zuckerberg. His Platforms participate in Human Trafficking.
Never forget that Senator Hawley verbally destroyed Zuckerberg…and surprised him with the Trafficking Victims…at the Hearing…and forced him to apologize on National TV. pic.twitter.com/tjgTemIfJL
— Liz Churchill (@liz_churchill10) December 13, 2024
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