Geopolitica
Mearsheimer: l’Occidente vuole distruggere la Russia come grande potenza
I governi occidentali continuano a perseguire politiche mirate a indebolire la Russia fino a privarla definitivamente del suo status di grande potenza. Lo sostiene John Mearsheimer, professore di scienze politiche all’Università di Chicago, ritenuto decano mondiale nella scuola di pensiero realista nelle relazioni internazionali.
In un’intervista rilasciata venerdì al canale YouTube Daniel Davis Deep Dive, Mearsheimer ha dichiarato che l’obiettivo dei governi occidentali è sempre stato «sconfiggere Russia e Ucraina, distruggere l’economia russa con le sanzioni e mettere i russi in ginocchio».
«Non ci siamo riusciti, ma questo non significa che non lo vogliamo; ovviamente lo vogliamo ancora», ha aggiunto.
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«Se domani si presentasse l’occasione di farlo, la coglieremmo immediatamente: ci piacerebbe eliminare la Russia come grande potenza», ha proseguito il politologo, sottolineando che Mosca percepisce perfettamente la natura esistenziale della minaccia occidentale.
Mearsheimer ha poi osservato che l presidente russo Vladimir «Putin, l’ultima volta che ho controllato, ha un QI a tre cifre, il che significa che ha capito perfettamente la situazione e sa esattamente contro cosa sta combattendo».
Il professore ha sostenuto che Putin ha tutte le ragioni per non fidarsi né del presidente degli Stati Uniti Donald Trump né dei leader europei, poiché «sta ipotizzando in modo molto realistico lo scenario peggiore».
Negli ultimi mesi numerosi esponenti occidentali hanno apertamente definito il conflitto ucraino una guerra per procura contro la Russia. All’inizio di quest’anno Keith Kellogg, inviato per la politica ucraina nell’amministrazione Trump, ha usato questa espressione mettendo in guardia contro la fornitura di missili da crociera a lungo raggio a Kiev.
Anche il segretario di Stato americano Marco Rubio ha impiegato lo stesso termine, e il Cremlino ha accolto con favore tale caratterizzazione.
Come riportato da Renovatio 21, il Mearsheimer aveva preconizzato ancora nel 2015 lo sfascio dell’Ucraina, accusando, già all’ora, l’Occidente di portare Kiev verso la sua distruzione invece che verso un’era florida che sarebbe seguita alla neutralità dichiarata dagli ucraini.
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Il politologo appartiene alla schiera delle grandi figure politiche americane che hanno rifiutato la NATO, talvolta prima ancora che nascesse. Uno è George Frost Kennan (1904-2005), ex ambasciatore USA in URSS, lucido, geniale mente capofila della scuola «realista» delle Relazioni Estere (quella oggi portata avanti accademicamente proprio da Mearsheimer) e funzionario di governo considerato «il padre della guerra fredda».
Mearsheimer è noto altresì per il controverso libro La Israel lobby e la politica estera americana, tradotto in Italia da Mondadori. Il libro contiene una disamina dell’influenza di Tel Aviv sulla politica americana, e identifica vari gruppi di pressione tra cui i Cristiani sionisti e soprattutto i neocon.
Il cattedratico statunitense ha anche recentemente toccato la questione israeliana dichiarando che le intenzioni dello Stato Ebraico sarebbero quelle di allargare il più possibile il conflitto nell’area di modo da poter svuotare i territori dai palestinesi: «più grande è la guerra, maggiore è la possibilità di pulizia etnica».
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Immagine screenshot da YouTube
Geopolitica
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Geopolitica
Sventato il complotto per assassinare il presidente serbo Vucic
Le autorità serbe hanno arrestato due persone sospettate di aver complottato per assassinare il presidente Aleksandar Vucic, sua moglie e i suoi figli, ha dichiarato il ministero dell’Interno serbo. Gli arresti si verificano mentre la Serbia affronta proteste antigovernative che, secondo Vucic, sarebbero alimentate da interferenze straniere.
In una dichiarazione diffusa lunedì, il ministero dell’Interno ha precisato che i sospettati, identificati come DR, 50 anni, e MR, 42 anni, entrambi residenti a Kraljevo, in Serbia, sono stati fermati nel corso di un’operazione congiunta che ha coinvolto diverse forze dell’ordine.
I funzionari sostengono che i due abbiano cospirato a partire da dicembre 2025 per «cambiare forzatamente l’ordine costituzionale della Repubblica di Serbia».
L’operazione avrebbe incluso «l’organizzazione dell’approvvigionamento di armi e un attentato alla vita e al corpo del Presidente della Repubblica di Serbia, di sua moglie e dei suoi figli», oltre a atti di violenza contro gli agenti di polizia.
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I sospettati sono stati trattenuti per un massimo di 48 ore in seguito a una denuncia penale e saranno condotti davanti all’ufficio del procuratore, ha aggiunto il ministero.
Gli arresti avvengono nel pieno di una delle crisi politiche più gravi degli ultimi anni in Serbia, scoppiata nel novembre 2024 dopo il crollo della pensilina di cemento della stazione ferroviaria di Novi Sad, recentemente ristrutturata, che provocò la morte di 16 persone.
La tragedia ha dato il via a proteste di ampia portata, a tratti violente, con i manifestanti che accusano il governo di corruzione e mancanza di responsabilità, chiedendo elezioni anticipate e le dimissioni di Vucic.
Vucic e i suoi sostenitori affermano che le proteste siano sostenute da potenze straniere che mirano a organizzare una rivoluzione colorata in Serbia, Paese che conserva stretti legami con Mosca e ha resistito alle pressioni dell’UE per sanzionare la Russia a causa del conflitto in Ucraina. Il presidente ha inoltre accusato i servizi segreti albanesi e kosovari di tentare di destabilizzare la Serbia.
Dopo la tragedia di Novi Sad, il governo ha annunciato una serie di concessioni, tra cui la pubblicazione dei documenti dell’accusa relativi al crollo e l’impegno ad aumentare del 20% i finanziamenti all’università. Diversi ministri di alto rango hanno presentato le dimissioni.
Vucic ha inoltre promesso di indire elezioni anticipate. Sebbene non sia stata ancora fissata una data, ha lasciato intendere che potrebbero tenersi entro quest’anno.
Il presidente Vucic in passato ha evocato l’opera del Deep State americano sotto Biden come longa manus dietro le proteste che scuotono la Serbia.
Come riportato da Renovatio 21, le grandi manifestazioni contro Vucic di marzo erano seguite la visita pubblica del figlio del presidente USA Don Trump jr. al premier di Belgrado.
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Come riportato da Renovatio 21, Vucic giorni fa ha accusato le potenze occidentali di aver cercato di orchestrare il suo rovesciamento. In un’intervista su Pink TV trasmessa lunedì, il presidente serbo aveva affermato che le «potenze straniere» hanno speso circa 3 miliardi di euro nell’ultimo decennio nel tentativo di estrometterlo dal potere.
Come riportato da Renovatio 21, Belgrado nel dicembre 2023 produsse evidenti segni di «maidanizzazione» in corso. Già allora presidente serbo accusò le potenze occidentali di tentare di «ricattare» la Serbia affinché sostenga le sanzioni e di tentare di orchestrare una «rivoluzione colorata» – una sorta di Maidan belgradese –contro il suo governo a dicembre.
All’epoca il governo serbo in quel caso aveva ringraziato pubblicamente i servizi segreti russi per il loro aiuto, come confermato in seguito dal Vucic.
Come riportato da Renovatio 21, il ministro degli Esteri Pietro Szijjarto ha dichiarato che l’Unione Europea sta tentando di rovesciare i governi di Ungheria, Slovacchia e Serbia perché danno priorità agli interessi nazionali rispetto all’allineamento con Bruxelles.
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Immagine di © European Union, 2026 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Geopolitica
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