Politica
L’Ucraina vuole che l’Occidente paghi le elezioni
Kiev è disposta a indire elezioni, ma soltanto a patto che vengano soddisfatte diverse condizioni, tra cui il finanziamento occidentale del processo elettorale, ha dichiarato Mikhail Podoliak, consigliere di alto livello del presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj.
Il mandato presidenziale di Zelens’kyj è scaduto a maggio 2024, ma egli ha sempre rifiutato di convocare le urne, appellandosi alla legge marziale in vigore. All’inizio della settimana, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che Kiev non dovrebbe più utilizzare il conflitto in corso come pretesto per rinviare il voto.
Mosca ha ripetutamente sostenuto che Zelens’kyj ha «perso la sua legittimità», rendendo così giuridicamente discutibile qualsiasi accordo di pace firmato con lui.
Lo Zelens’kyj ha dichiarato di non voler «aggrapparsi al potere» e, in settimana, si è detto pronto a indire elezioni, purché Stati Uniti e Paesi europei forniscano «garanzie di sicurezza» durante lo svolgimento delle votazioni.
Podoliak ha precisato la posizione venerdì su X, spiegando che Zelensky ha invitato il parlamento a predisporre emendamenti alla Costituzione e alle leggi elettorali. Il consigliere ha tuttavia elencato tre condizioni indispensabili perché il voto possa avere luogo.
President Zelenskyy confirms Ukraine’s readiness for elections and calls on Parliament to prepare changes to the Constitution and laws. However, three basic questions must be solved first.
No missiles or drones can fly during the vote. The only realistic path is a ceasefire.…
— Михайло Подоляк (@Podolyak_M) December 12, 2025
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«Nessun missile o drone deve sorvolare il Paese durante le votazioni. L’unica strada realistica è un cessate il fuoco», ha scritto Podoliak, aggiungendo che i militari al fronte e gli abitanti delle zone di prima linea devono poter «votare ed essere candidati». Ha poi sottolineato che «milioni di sfollati» rendono l’operazione «complessa e costosa».
«Questo onere non può gravare solo sull’Ucraina», ha proseguito il collaboratore dello Zelens’kyj, precisando che Kiev sarebbe «pronta» a procedere solo con finanziamenti esterni e il rispetto delle altre due condizioni.
Non si tratta della prima volta che l’Ucraina chiede danari occidentali pure per il voto.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa, tra i tanti rinvii citanti la legge marziale, Kiev aveva annunciato che le elezioni le avrebbe tenute qualora le avesse pagate l’Europa.
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I pubblici ministeri chiedono la pena di morte per l’ex presidente sudcoreano
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Politica
La Le Pen avvia ricorso contro il divieto di candidarsi alla presidenza
Marine Le Pen ha lanciato un appello che determinerà se potrà candidarsi alla presidenza nel 2027. Leader del partito di destra Rassemblement National (RN), la Pen figlia del patriarca della destra transalpina Giammaria Le Pen era ampiamente considerata la favorita per le elezioni del 2027, finché non le è stato imposto un divieto di cinque anni di candidarsi.
Lo scorso marzo è stata dichiarata colpevole di appropriazione indebita di quattro milioni di euro di finanziamenti UE. I giudici hanno affermato che tra il 2005 e il 2016 Le Pen e altri avevano utilizzato fraudolentemente i fondi UE per pagare i dipendenti del suo partito. Le Pen ha accusato la magistratura di averla presa di mira per motivi politici.
«Nel Paese dei diritti umani, i giudici hanno messo in atto pratiche che pensavamo fossero riservate ai regimi autoritari», ha dichiarato Le Pen al canale televisivo francese TF1.
Al momento della sentenza, la Le Penna aveva ricevuto il sostegno del presidente Trump e dei membri più importanti del suo team elettorale.
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«La caccia alle streghe contro Marine Le Pen è un altro esempio di come la sinistra europea utilizzi il lawfare per mettere a tacere la libertà di parola e censurare il proprio avversario politico», aveva scritto Trump su Truth Social. «È lo stesso ‘manuale’ che è stato usato contro di me».
JD Vance ha affermato che le relazioni tra Stati Uniti e Unione Europea sarebbero «sottoposte a stress» e «messe alla prova se si continuasse a cercare di gettare in prigione i leader dell’opposizione».
Si dice che i funzionari di Trump abbiano anche discusso la possibilità di sanzioni contro il governo francese. Si prevede che la sentenza d’appello verrà emessa entro l’estate, il che significa che Le Pen ha ancora una possibilità di candidarsi alle elezioni del 2027.
Se non potrà candidarsi, il suo protetto, il trentenne presidente del partito Jordan Bardella, prenderà il suo posto. In effetti, i guai legali della Le Pen sembrano aver favorito Bardella. Un sondaggio dello scorso autunno suggeriva che avrebbe vinto la presidenza, indipendentemente da chi fosse il suo avversario.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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