Geopolitica
«L’Occidente ha staccato la spina ai negoziati»: parla l’ex ambasciatore svizzero che era ai colloqui di pace di Istanbul del 2022
Jean-Daniel Ruch, ex ambasciatore svizzero in Turchia, è stato intervistato il 15 dicembre dal canale YouTube Antithèse.
Il Ruch, in qualità di ambasciatore ad Ankara, aveva partecipato ai colloqui di pace di Istanbul nel marzo 2022 tra Ucraina e Russia e ha raccontato la sua esperienza e le sue risposte alla decisione degli Stati Uniti e della Gran Bretagna di porre fine ai negoziati.
«L’Occidente ha staccato la spina ai negoziati che erano sul punto di portare a un cessate il fuoco», ha affermato Ruch. «Avevamo l’opportunità di fermare una guerra», ha continuato, ed era chiaro in quel momento che se non fosse stata fermata, centinaia di migliaia di persone sarebbero state uccise. Quindi «perché sono morte tutte queste persone?» ha chiesto.
«Ho scoperto che c’era qualcosa di profondamente immorale nelle decisioni prese a Londra, a Washington, a Kiev. Anche a Mosca (…) perché avevamo già un cessate il fuoco a portata di mano, e poi sono stati gli americani con i loro alleati britannici a dire “no” (…) Il Segretario alla Difesa Lloyd Austin, che possiamo citare, ha detto qualche giorno dopo: “No, è troppo presto, dobbiamo prima indebolire la Russia”. Possono aver indebolito la Russia, ma hanno indebolito l’intero Occidente allo stesso tempo!» ha detto Ruch.
L’ambasciatore Ruch ha anche notato che l’allora premier britannico Boris Johnson era volato a Kiev per dire a Zelenskyy di stracciare gli accordi di pace, sebbene attribuisca erroneamente a Johnson di aver agito su ordine degli americani.
Ruch poi tira in ballo il missile ipersonico Oreshnik della Russia. Se la Russia ne ha davvero molti, «l’Occidente non ha davvero molte soluzioni. I sistemi antimissile non funzionano, i droni non funzionano, quindi l’unico modo per contrastare questo è minacciare di usare armi ancora più distruttive (…) armi nucleari (…) Prima eravamo preoccupati che fosse la Russia a usare le armi nucleari, ma ora che hanno il loro nuovo missile ipersonico, apparentemente inarrestabile, che ha un potere distruttivo equivalente a quello di una piccola bomba nucleare… I russi non hanno più bisogno di sollevare la minaccia nucleare, ma ora lo fanno gli occidentali».
E se mettiamo truppe a terra, riferendosi alla proposta del presidente francese Emmanuel Macron? «Siamo davvero pronti per una guerra NATO-Russia?» si chiede il diplomatico elvetico.
A giugno il New York Times aveva pubblicato diversi documenti che sostiene siano bozze di un accordo di pace negoziato a Istanbul da Mosca e Kiev, nei primi mesi del conflitto ucraino.
Il principale negoziatore ucraino a Istanbul, il parlamentare David Arakhamia, ha dichiarato nel novembre 2023 che l’allora primo ministro britannico Boris Johnson si era recato a Kiev appositamente per convincere il presidente ucraino Zelens’kyj a ritirarsi dai colloqui.
Come riportato da Renovatio 21, una bozza degli accordi di pace fu mostrata l’anno scorso da Putin in una riunione con politici africani durante un vertice a San Pietroburgo.
In un’intervista alla stampa dell’ottobre 2023 l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder ha sostenuto che gli USA avevano costretto Kiev a rifiutare la pace con Mosca.
Mesi fa anche il Wall Street Journal aveva pubblicato i dettagli del fallito accordo tra Mosca e il governo Zelens’kyj.
Come riportato da Renovatio 21, a settembre il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che i colloqui di Istanbul per porre fine al conflitto tra Russia e Ucraina nel marzo 2022 non hanno raggiunto il loro obiettivo perché alcuni interessi si sono opposti a un accordo di pace.
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Immagine screenshot da YouTube
Geopolitica
Trump: cessate il fuoco concordato tra Israele e Libano
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Geopolitica
L’Iran dichiara Ormuzzo «completamente aperto» a tutte le navi commerciali
Il passaggio attraverso lo Stretto di Ormuzzo per tutte le navi commerciali è ora completamente aperto, ha dichiarato venerdì il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi. Ha aggiunto che la via navigabile rimarrà aperta per tutta la durata del cessate il fuoco in Libano.
L’annuncio di Araghchi è giunto poco dopo l’entrata in vigore di una tregua di 10 giorni tra le Forze di Difesa Israeliane (IDF) e il gruppo militante Hezbollah in Libano, che ha rappresentato uno dei principali ostacoli a un accordo di pace tra Iran e Stati Uniti.
Scrivendo su X, il ministro iraniano ha dichiarato che «in linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio di tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto ormusino è dichiarato completamente aperto per il restante periodo di cessate il fuoco».
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Ha tuttavia precisato che alle navi sarebbe stato consentito di navigare lungo la «rotta coordinata già annunciata dall’Organizzazione portuale e marittima della Repubblica islamica dell’Iran», lasciando intendere che lo stretto rimarrà sotto il controllo di Teheran.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha risposto all’annuncio di Araghchi sul suo account Truth Social, ringraziando apparentemente Teheran per la completa riapertura dello «Stretto dell’Iran».
Lo Stretto ermisino è chiuso da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato un attacco non provocato contro l’Iran alla fine di febbraio. La chiusura ha fatto impennare i prezzi dell’energia e scosso l’economia globale, interrompendo una delle arterie commerciali più importanti del mondo, che gestisce circa il 20% delle esportazioni globali di petrolio greggio.
Nei minuti successivi all’annuncio di Araghchi, i prezzi del petrolio sono crollati di oltre il 10%, con il greggio che ha toccato poco più di 83 dollari al barile e il Brent che si è attestato intorno agli 88 dollari.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
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Dear Italy, Your PM just defended Pope and lost an ally in Washington — the Commander in Grief, yet the most ‘powerfool’man on earth.
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Why would we hurt Italy? We love Italian people, soccer, and food and we love Rome, Rimini, Pisa, Milan, Venice, Sardegna, Florence, Naples, Genova, Turin Sicily, and everything in between. 🇮🇹
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— Iran Embassy in Tajikistan (@IRANinTJ) April 14, 2026È incontrovertibile: dai video Lego in giù, la guerra di comunicazione sta venendo stravinta dall’Iran con fantasia e tecnologia e, fondamentale, tanto humor – alla faccia dei video della Casa Bianca che trattano la guerra come un vero videogame, facendo indignare non solo i vescovi statunitensi.
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