Geopolitica
Le guardie di frontiera cubane uccidono quattro uomini armati su un motoscafo battente bandiera statunitense
Quattro uomini armati a bordo di un motoscafo immatricolato negli Stati Uniti sono stati uccisi dopo aver aperto il fuoco contro le forze di frontiera cubane nelle acque territoriali dell’isola, secondo quanto riferito da funzionari cubani. L’incidente aggrava ulteriormente i già tesi rapporti tra L’Avana e Washington.
Secondo il ministero degli Interni di Cuba, l’incidente è avvenuto mercoledì nei pressi della costa settentrionale della provincia di Villa Clara, quando le unità della guardia costiera hanno intercettato un motoscafo registrato in Florida che operava a circa un miglio nautico dalla costa.
Secondo quanto riferito, l’imbarcazione è entrata illegalmente nelle acque cubane ed è stata avvicinata per l’identificazione prima che scoppiasse la sparatoria.
Le autorità cubane hanno dichiarato che gli individui a bordo del motoscafo hanno aperto il fuoco per primi, ferendo il comandante di una nave pattuglia cubana. Le guardie di frontiera hanno risposto al fuoco, uccidendo quattro persone e ferendone altre sei, che sono state successivamente evacuate per cure mediche. Funzionari cubani hanno affermato che è in corso un’indagine per determinare lo scopo e i motivi dell’avvicinamento dell’imbarcazione alla costa. L’Avana ha ribadito che la difesa delle acque territoriali rimane un «pilastro fondamentale» della sovranità nazionale dopo l’incidente.
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I funzionari statunitensi non hanno ancora rilasciato dichiarazioni pubbliche dettagliate. Il deputato della Florida Carlos Gimenez, cubano-americano ed ex sindaco di Miami, ha chiesto un’indagine «urgente» su quello che ha definito un «massacro» per determinare se tra le vittime ci fossero cittadini statunitensi. Il procuratore generale della Florida James Uthmeier ha ordinato un’indagine sull’incidente.
Lo scontro avviene in un momento di crescenti tensioni geopolitiche tra Washington e L’Avana, alimentate dall’embargo petrolifero in corso da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha aggravato la crisi economica e umanitaria di Cuba. L’anno passato sull’isola si registraron spaventosi blackouti.
Come riportato da Renovatio 21, Trump nelle ultime settimane ha dichiarato che Cuba crollerà presto e che «rapire il presidente cubano non sarbbe molto difficile». Un mese fa il presidente statunitense aveva lanciato all’Avana un ultimatum.
Secondo la stampa statunitense, l’amministrazione Trump starebbe cercando contatti dentro il governo cubano per pianificare un cambio di regime in stile venezuelano.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
I caschi blu UNIFIL messi in pericolo dall’esercito israeliano
This is a picture taken by a UN peacekeeper at their base in Lebanon, showing IDF soldiers raising an israeli flag, the day after they killed three UN peacekeepers and wounded others Israel cannot continue to be treated as a full member of the UN. This’s what the UN Charter says pic.twitter.com/sYkAFoEcxW
— Mohamad Safa (@mhdksafa) April 2, 2026
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Geopolitica
Ecco perché la Russia non rapirà Zelens’kyj
La Russia perderebbe ogni credibilità sulla scena internazionale se emulasse le azioni militari statunitensi in Venezuela e Iran, tentando di rapire o assassinare il leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj, ha dichiarato Valentina Matvienko, presidente del Consiglio della Federazione russa.
In un’intervista a Russia 1 andata in onda venerdì, Matvienko ha escluso la possibilità di catturare Zelens’kyj con le stesse modalità con cui gli Stati Uniti hanno arrestato il presidente venezuelano Nicolas Maduro durante un raid delle forze speciali a Caracas tre mesi fa.
«Non è nel nostro stile. Siamo un Paese che si rispetta e che gode del rispetto altrui. Perderemmo questo rispetto se ricorressimo a metodi simili», ha affermato Matviyenko, aggiungendo che, sebbene gli Stati Uniti «non abbiano ottenuto nulla» uccidendo la guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, «la macchia sulla loro reputazione rimarrà per sempre nella storia».
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La Matvienko ha aggiunto, tuttavia, che lo Zelens’kyj, da lei ritenuto responsabile del conflitto in Ucraina, dovrebbe «essere processato… e punito per le sue azioni».
Funzionari ucraini affermano di aver sventato diversi attentati alla vita dello Zelens’kyj nel 2022, senza però fornire dettagli. Il Cremlino ha respinto tali affermazioni definendole «completamente false».
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa la presidente del Consiglio della Federazione dichiarò che la Russia possedeva «superarmi» , per rispondere in modo appropriato a qualsiasi atto di aggressione contro il Paese.
La Matvienko, già governatrice di San Pietroburgo e vicepremier nonché ambasciatrice a Malta e in Grecia, è ricordata anche per le sue dichiarazioni in merito al fatto che l’aborto non sarà reso illegale in Russia.
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Immagine di Council.gov.ru via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Geopolitica
Israele bombarda il negoziatore iraniano prima che potesse incontrare JD Vance
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