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Gli Stati Uniti pianificano un cambio di regime a Cuba
Gli Stati Uniti stanno attivamente cercando contatti all’interno del governo cubano per favorire un cambio di regime all’Avana entro la fine dell’anno. Lo riporta il Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi anonimi a conoscenza dei fatti.
Il quotidiano ha riportato che l’amministrazione del presidente Donald Trump si sente «incoraggiata» dal successo dell’operazione che ha portato alla cacciata del presidente venezuelano Nicolas Maduro e considera quell’esperienza come modello per un intervento simile a Cuba.
Secondo le fonti, i funzionari americani ritengono che l’economia dell’isola sia «sull’orlo del collasso» e che il regime non sia mai stato così debole, soprattutto dopo aver perso il principale sostegno esterno rappresentato da Maduro. Sebbene non esista ancora un piano operativo dettagliato, sono già in corso incontri con esuli cubani e organizzazioni della società civile a Miami e Washington, con l’obiettivo di individuare un alto funzionario del governo cubano disposto a «negoziare un accordo».
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L’articolo arriva nel contesto di una serie di minacce sempre più esplicite da parte di Washingtone. All’inizio del mese Trump ha rivolto un ultimatum diretto a Cuba, invitandola a «raggiungere un accordo prima che sia troppo tardi».
Ha descritto l’isola – privata ormai del petrolio venezuelano a condizioni agevolate – come «pronta a crollare» e ha risposto con un ironico «Mi sembra una buona idea!» a una proposta circolata sui social media secondo cui il segretario di Stato Marco Rubio potrebbe assumere un ruolo di guida a Cuba.
Il presunto progetto per un cambio di regime a L’Avana giunge poche settimane dopo l’operazione militare statunitense in Venezuela che ha portato al rapimento del presidente Maduro e di sua moglie, oltre alla morte di diecine di membri delle forze di sicurezza venezuelane e cubane.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Famiglia utilizza l’AI per poter rilasciare una dichiarazione d’impatto del fratello morto nel processo contro l’assassino
In Arizona, i familiari di una vittima hanno usato l’IA per riportare virtualmente in vita il proprio caro durante il processo; il risultato è un video tanto realistico quanto disturbante.
Come riportato da ABC15 di Phoenix, un’inquietante riproduzione del defunto Christopher Pelkey, morto per una ferita da arma da fuoco nel 2021, è stata proiettata in un’aula di tribunale al termine del processo contro il suo assassino, ora condannato.
«In un’altra vita, probabilmente saremmo potuti essere amici», ha detto la versione IA di Pelkey, che aveva 37 anni quando è morto, al suo assassino Gabriel Paul Horcasitas. «Credo nel perdono».
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Dopo aver visionato il video realizzato dalla sorella della vittima, Stacey Wales, utilizzando una foto di Pelkey scattata quando era ancora in vita e con un aspetto invecchiato, il giudice che presiedeva il caso ha condannato l’uomo a dieci anni e mezzo di reclusione per omicidio colposo, un anno in più rispetto alla pena richiesta dalla procura.
Nella didascalia del suo video, Wales ha spiegato che lei, suo marito Tim e il loro amico Scott Yenzer hanno creato la «somiglianza digitale tramite intelligenza artificiale» di suo fratello utilizzando una sceneggiatura da lei scritta, insieme a immagini e file audio di una sua «intervista preregistrata» risalente a mesi prima della sua morte.
«Questi elementi digitali e la sceneggiatura sono stati inseriti in diversi strumenti di intelligenza artificiale per contribuire a creare una versione digitale di Chris», ha scritto Wales, «rifinita da ore di meticoloso lavoro di editing e perfezionamento manuale».
Nella sua intervista con ABC15, la sorella di Pelkey ha insistito sul fatto che tutti coloro che conoscevano il fratello defunto «concordavano sul fatto che questa cattura rappresentasse fedelmente lo spirito e l’anima di come Chris avrebbe pensato alla propria condanna in quanto vittima di omicidio», aggiungendo che la creazione del clone digitale ha aiutato lei e la sua famiglia a superare il dolore per la sua perdita e le ha donato un senso di pace.
«Non riesco a esprimere a parole quanto trovi inquietante tutto questo», ha twittato lo scrittore Eoin Higgins a proposito del clone di Pelkey. «L’idea di sentire la voce di mio fratello attraverso questa tecnologia è grottesca. Usarla in un’aula di tribunale è ancora peggio».
La «resurrezione di persone morte» tramite AI sembra stia sfuggendo di mano e come riportato da Renovatio 21, un utente si è rivolto alla piattaforma di Intelligenza Artificiale Character.AI per creare quasi due decenni dopo la sua tragica morte una versione chatbot di un’adolescente assassinata.
I risvolti macabri di questa nuova tecnologia sono molteplici. In Cina, nella metropoli di Chongqing, in un’installazione realizzata in un parco ad alcuni parenti è stato possibile «incontrare virtualmente» i propri defunti, grazie a un sistema tecnologicamente avanzato che ne ricrea l’aspetto e la voce. L’iniziativa era stata promossa dal comitato locale che gestisce le donazioni di organi. Integrando tra loro big data e le informazioni rilevanti del defunto in base ai desideri e ai ricordi di parenti e amici, è possibile oggi creare una replica digitale del defunto, disponibile solo per i membri della famiglia.
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Come riportato da Renovatio 21, due podcaster hanno usato l’AI per realizzare un falso speciale del comico americano George Carlin, ma si sono visti costretti a cancellare il video mesi dopo essere stati citati in giudizio dagli eredi del defunto comico.
Un altro utilizzo dell’IA da parte dell’artista «generativo» Alper Yesiltas, è stato quello di creare fotografie di personaggi famosi morti anzitempo immaginandosi come sarebbero ora se fossero sopravvissute. In pratica, l’artista-informatico turco ha fatto invecchiare i famosi morti.
La Necrocultura espressa dall’Intelligenza Artificiale non si ferma solo nel «dare vita» a grandi star prematuramente scomparse, ma nel corso di una recente conferenza, abbiamo appreso dal vicepresidente senior di Amazon e scienziato capo di Alexa, Rohit Prasad, della riproduzione della voce di una nonna defunta che legge una favola della buonanotte a un bambino.
Tre anni fa emerse che un’app stava rubando foto di morti per addestrare l’IA. Nel 2022 era emerso che il colosso mondiale Amazon ha in programma di consentire alla «sua voce intelligente» Alexa di imitare le voci dei nostri cari defunti.
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