Militaria
Le armi degli USA mandate in Ucraina «rafforzano il fallimento»: ex colonnello americano
Il colonnello dell’esercito americano in pensione Douglas Macgregor, in un articolo del 23 agosto sulla testata American Conservative intitolato «Reinforcing Failure in Ukraine» ha affermato che continuare a inondare l’Ucraina di armi rafforza solo il fallimento.
Macgregor stava rispondendo a una lettera aperta intitolata «Gli USA armino l’Ucraina ora, prima che sia troppo tardi» pubblicata su The Hill il 17 agosto, firmato da circa 19 ufficiali militari in pensione, diplomatici ed ex funzionari della difesa che chiedono che l’amministrazione Biden aumenti rapidamente il flusso di armi al regime di Kiev.
Il colonnello Macgregor risponde che «la dura verità è che l’introduzione di nuovi sistemi d’arma non cambierà il risultato strategico in Ucraina. Anche se i membri europei della NATO, insieme a Washington, hanno fornito alle truppe ucraine una nuova valanga di armi che sono arrivate al fronte invece di scomparire nel buco nero della corruzione ucraina, l’addestramento e la leadership tattica necessari per condurre complesse operazioni offensive non esiste all’interno tra i 700 mila uomini dell’esercito ucraino».
«Inoltre – continua il MacGregor – c’è un grave fallimento nel riconoscere che Mosca avrebbe reagito a un tale sviluppo intensificando il conflitto. A differenza dell’Ucraina, la Russia non è attualmente mobilitata per una guerra più ampia, ma potrebbe farlo rapidamente».
Ciò implica un’analisi sul fallimento da parte degli americani di comprendere la situazione.
«I leader militari e civili americani ignorano regolarmente la documentazione storica e le sue lezioni. Soprattutto, hanno ignorato la criticità del capitale umano in divisa che spesso costituisce il margine di vittoria in guerra».
Secondo il colonnello in pensione è tempo di porre fine alla guerra in Ucraina, ma invece i firmatari della lettera cercano di rafforzarne il fallimento.
«Chiedono una strategia profondamente imperfetta per l’Ucraina che porterà nel migliore dei casi alla riduzione dell’Ucraina ad uno stato rimpicciolito e senza sbocco sul mare tra il fiume Dnepr e il confine polacco», afferma.
«Questi sono i risultati di politiche sbagliate originate negli anni ’90 sotto l’amministrazione Clinton, che hanno portato la Russia all’isolamento politico dall’Europa e forgiato l’alleanza di Mosca con Pechino».
«Espandere la NATO ai confini della Russia non è mai stato necessario ed è diventato disastroso per l’Europa», conclude il Macgregor.
«Più durerà la guerra con la Russia, più è probabile che il danno alla società ucraina e al suo esercito sarà irreparabile. La neutralità sul modello austriaco per l’Ucraina è ancora possibile. Se Washington insiste nel perpetuare la guerra dell’Ucraina con la Russia, l’opzione della neutralità svanirà, la fragile “coalizione dei volenterosi” della NATO crollerà e l’Ucraina diventerà il nuovo “malato d’Europa” e rimarrà un catalizzatore per il conflitto futuro».
Da diversi mesi il colonnello MacGregor usa dire che la Russia ha già vinto la guerra.
Con estrema onestà, il colonnello ad inizio conflitto si era chiesto pubblicamente se gli USA accetteranno mai una pace-russo ucraina. Gli sviluppi gli stanno dando ragione su tutta la linea.
Douglas MacGregor, 79 anni, durante la prima guerra del Golfo ha guidato un contingente di 49 veicoli da combattimento in quella che p considerabile come «l’ultima grande battaglia di carri armati del 20 ° secolo» senza avere alcuna vittima.
Immagine da Telegram
Militaria
II 70% dei tedeschi non crede che l’esercito possa proteggere il Paese
Secondo un recente sondaggio YouGov, la maggioranza dei tedeschi non ritiene che le proprie forze armate siano in grado di difendere il Paese.
L’International Flagship Survey, pubblicato venerdì, indica che il 70% degli intervistati in Germania ha dichiarato di non avere fiducia nella capacità delle proprie forze armate di respingere un attacco. Il sondaggio, realizzato da YouGov su 2.079 adulti in tutta la Germania tra il 17 giugno e il 1° luglio, ha coinvolto 2.079 persone.
Sebbene il 40% degli intervistati ritenga che la Germania destini risorse insufficienti alla difesa, il 77% si oppone a un aumento delle tasse per finanziare la spesa militare, il 62% rifiuta tagli ai servizi pubblici e il 59% si dichiara contrario a un incremento dell’indebitamento pubblico.
La Germania ha fatto registrare il livello di fiducia più basso tra i sette Paesi inclusi nel sondaggio. Circa il 57% degli intervistati in Polonia, il 53% sia in Gran Bretagna che in Australia e il 48% in Canada hanno espresso dubbi sulla capacità delle proprie forze armate di proteggere il Paese. Per confronto, il 52% degli intervistati francesi e il 77% degli americani hanno mostrato fiducia nei propri eserciti.
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Il sondaggio arriva mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rinnovato le minacce di ritiro dalla NATO, dopo che gli Stati membri si sono rifiutati di partecipare all’operazione militare israelo-americana contro l’Iran. Trump ha più volte accusato i membri europei dell’Alleanza di non spendere a sufficienza per la difesa e ha definito il blocco «una tigre di carta».
La Germania ha messo a punto un piano per incrementare la spesa per la difesa, ampliare le forze armate in servizio attivo da circa 183.000 a 260.000 unità e portare la riserva a 200.000 uomini, motivando la decisione con il conflitto tra Russia e Ucraina. A gennaio il governo ha reintrodotto un sistema di registrazione e monitoraggio militare, suscitando dibattiti e proteste. L’emittente Deutsche Welle ha inoltre segnalato un netto aumento del numero di giovani che scelgono di non prestare servizio militare per obiezione di coscienza.
L’economia tedesca sta risentendo della crisi del costo della vita e degli elevati prezzi dell’energia, aggravati dalla progressiva interruzione delle forniture energetiche russe e dalla guerra in corso in Medio Oriente.
Come riportato da Renovatio 21, tre anni fa un sondaggio aveva rivelato che solo il 17% dei tedeschi è pronto a difendere il proprio Paese. Secondo il sondaggio commissionato dal quotidiano Stern, il 40% degli intervistati ha dichiarato che non prenderebbe mai le armi, nemmeno nelle circostanze di un attacco. Nel complesso, il 61% dei tedeschi aveva dichiarato di essere «probabilmente» o «totalmente» riluttante a imbracciare le armi contro un potenziale aggressore.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Militaria
L’Iran accusa gli Stati Uniti di aver attaccato le imbarcazioni di soccorso
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Militaria
Gli USA bombardano varie città iraniane
Venerdì si sono registrate intense esplosioni nella città di Ahvaz, nel sud-ovest dell’Iran, a seguito dei raid aerei statunitensi che hanno proseguito per la tredicesima notte consecutiva.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha dichiarato che le forze statunitensi hanno preso di mira centri di comando, siti di droni, torri di telecomunicazione, siti di sorveglianza costiera e risorse navali per «ridurre ulteriormente la minaccia che l’Iran rappresenta per i naviganti civili e le navi commerciali che transitano nello Stretto di Ormuzzo».
U.S. forces started another night of strikes against Iranian military targets at 6:45 p.m. ET today. This is the 13th consecutive night of strikes aimed to hold Iran accountable and diminish threats from the Islamic Revolutionary Guard Corps to commercial shipping.
— U.S. Central Command (@CENTCOM) July 23, 2026
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I media iraniani hanno riportato attacchi nelle regioni centrali e meridionali del Paese, tra cui la città di Khorramabad, vicino al confine con l’Iraq, e la città portuale di Jask, sulla costa meridionale.
The U.S. is HITTING IRAN HARD Tonight
They have opened FIRE on WESTERN Iran’s Khorramabad now.
2 injuries reported so far in Southern Iran’s Bandar Abbas. Footage is from Bandar Abbas https://t.co/RcCuGwKgxh pic.twitter.com/MHXtutvRjs
— Ryan Rozbiani (@RyanRozbiani) July 23, 2026
I video pubblicati sui social media mostrano esplosioni e vasti incendi ad Ahvaz.
WATCH : New footage captured by observers shows the immediate aftermath of recent air strikes conducted by American forces targeting locations near Ahvaz in Khuzestan Province. https://t.co/PCIOWRalZA pic.twitter.com/ioTkrlyDKF
— Inside the conflict (@InsidConflict) July 23, 2026
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Quattro persone sono morte e cinque sono rimaste ferite ad Ahvaz, secondo quanto riportato da Press TV, che cita funzionari della provincia del Khuzestan.
Il CENTCOM ha diffuso filmati di attacchi contro veicoli militari, infrastrutture portuali e piccole imbarcazioni.
Negli ultimi giorni gli Stati Uniti hanno intensificato gli attacchi, prendendo di mira le torri di sorveglianza marittima nei porti e nei ponti della provincia meridionale di Hormozgan.
Nel fine settimana, gli attacchi di rappresaglia dell’Iran hanno ucciso quattro militari americani, segnando le prime vittime in combattimento degli Stati Uniti dopo diversi mesi.
Le ostilità continuano tra le notizie di un ulteriore dispiegamento di forze statunitensi nella regione, tra cui bombardieri e unità di commando, mentre il presidente Donald Trump sta valutando un’estensione del conflitto.
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