Gender
L’autrice di Harry Potter: preferisco andare in prigione che negare la realtà del sesso biologico
L’autrice di Harry Potter JK Rowling ha annunciato, il 17 ottobre, che sarebbe «felice» di finire in prigione per «misgendering» – ossia, sbagliare i pronomi di un transessuale – se il governo britannico lo rendesse un crimine d’odio. La Rowling è da diversi anni ormai una delle critiche più accese, e sicuramente di più alto profilo, del movimento transgender, e parla spesso su Twitter sull’argomento.
In risposta alla foto di una lettera proiettata fuori dal ministero della Giustizia del Regno Unito in cui si affermava «Ripeti dopo di noi: le donne trans sono donne», la Rowling ha risposto semplicemente: «No».
Un utente di Twitter ha subito fatto notare che, se il Partito Laburista venisse eletto, la sua dichiarazione potrebbe costarle due anni di prigione.
«Mi farei volentieri due anni se l’alternativa fosse il discorso forzato e la negazione forzata della realtà e dell’importanza del sesso», ha risposto la Rowling. «Portiamo avanti il caso in tribunale, dico. Sarà più divertente di quanto non lo sia mai stato un red carpet».
I'll happily do two years if the alternative is compelled speech and forced denial of the reality and importance of sex. Bring on the court case, I say. It'll be more fun than I've ever had on a red carpet.
— J.K. Rowling (@jk_rowling) October 17, 2023
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Sotto un governo laburista – che potrebbe presto essere realtà, considerando la crescente frustrazione degli elettori verso i conservatori in stato confusionale – potrebbero venire ampliate le già esistenti leggi sui crimini d’odio contro il «misgendering», che stabiliscono che è illegale farlo se motivati da «ostilità».
Secondo un articolo del Daily Mail Anneliese Dodds, segretaria-ombra del partito laburista per le Donne e le Pari Opportunità, ha dichiarato: «i conservatori non riescono a proteggere le persone LGBT+ a causa della loro incapacità di gestire i crimini d’odio, compresi quelli violenti. Il partito laburista rafforzerà la legge per garantire che gli autori dell’odio anti-LGBT+ non possano più evitare condanne più lunghe».
Secondo la definizione del Labour, il «misgendering» costituirebbe un «attacco» all’«identità» della presunta vittima.
«Ciò non dovrebbe sorprendere: il movimento transgender sostiene da tempo che le parole sono violenza. E per la maggior parte delle persone, la minaccia del carcere è più che sufficiente per restare in riga» scrive Jonathon Van Maren su Lifesitenews. «Queste leggi hanno lo scopo di costringere tutti ad affermare l’ideologia transgender, anche se i sondaggi indicano che la maggior parte delle persone è ancora scettica riguardo alle sue premesse».
«Pertanto, quando qualcuno che è “troppo grosso per essere cancellato” – e sicuramente troppo famoso per essere messo a tacere e messo a tacere – il movimento transgender è costretto a difendere le sue affermazioni e l’assurdità dei codici di discorso che stanno implementando in tutto il mondo occidentale. Questo è esattamente il motivo per cui odiano così tanto JK Rowling».
«Spero nella biblioteca, ovviamente, ma penso che potrei andare bene nelle cucine», ha scritto la Rowling su Twitter. «La lavanderia potrebbe essere un problema. Ho la tendenza a restringere le cose/a farle diventare rosa accidentalmente. Tuttavia, supporre che non sarà un grosso problema se si tratta principalmente di camici e lenzuola. Sono brava a stirare. Il problema è che non si controlla che ci sia un calzino rosso a caso tra le lenzuola».
Come riportato da Renovatio 21, i libri di Harry Potter sono ora oggetto di falò rituali da parte della comunità transgender, che detesta la loro autrice definendola una «TERF», cioè trans-exclusionary radical feminists ossia femministe radicalo trans-escludenti.
A fireside reflection on fanning the flames of hate.
????????#JKRowling #TransRights#LGBTQIA #lovewins
????️⚧️❤️????️????✌️
© Tess Hall 2023 – All Rights Reserved pic.twitter.com/IsZu2HwieV
— Tess Hall (@tesshall) March 26, 2023
Le TERF sono quelle femministe, come la Rowling, che non accettano il dogma transessualista.
Il tema delle TERF e della follia transessualista è stato toccato da un comico americano Dave Chapelle, in uno special trasmesso da Netflix. Chapelle ha subito durissime critiche, con manifestazioni di protesta da parte di vasti gruppi di lavoratori del servizio di streaming. Mesi fa, un uomo è salito sul palco durante uno show di Chapelle e lo ha aggredito perché irritato dalle sue battute sul transgenderismo.
Negli USA frange del movimento trans stanno mostrando, tra stragi e proclami di «giorno della vendetta trans», attitudini violente se non sovversive, che hanno portato a moti simil-insurrezionali nei campidogli degli Stati americani, dove i transgenderri protestano contro le leggi a prevenzione della chirurgia gender sui minori.
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Immagine di Tracy Lee Carroll via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
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Gesuita suggerisce che i santi siano «spesso» gay
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Transessuale neonazista accusato di aver pianificato una strage in un tempio indù
Un diciannovenne, descritto dai media come un neonazista transgender, riceverà iniezioni di ormoni in carcere dopo essere stato accusato di aver pianificato una sparatoria di massa in un tempio indù ad Aurora, un sobborgo di Chicago, nell’Illinois. Lo ripora LifeSite.
Mercoledì un giudice della contea di Cook ha ordinato che Alexandros Paporakis rimanga in carcere senza possibilità di cauzione. È accusato di minacce terroristiche e possesso illegale di arma da fuoco.
Il giudice ha inoltre disposto per Paporakis un trattamento sanitario che includesse la cura di ADHD, depressione e ansia, nonché la somministrazione di iniezioni di farmaci per la transizione di genere. Giovedì i membri del dipartimento di polizia di Palatine hanno tenuto una conferenza stampa in merito all’incidente.
19-year-old Alexandros Paporakis arrested in Illinois for plotting a mass shooting at a Hindu temple in Aurora, He targeted Indians, had an AR-style rifle, 300 rounds, body armor and a neo-Nazi manifesto, The attack failed when his gun jammed; a co-worker tipped off police.
When… pic.twitter.com/U3WSqhGjXa
— Red Vanguard (@RedDeFacto) October 15, 2026
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«Domenica 11 ottobre, il dipartimento di polizia di Palatine è stato informato dal dipartimento di polizia di Mount Prospect di informazioni riguardanti una potenziale sparatoria di massa. Le informazioni provenivano da un individuo che aveva ricevuto comunicazioni elettroniche preoccupanti da un residente di Palatine di 19 anni identificato come Alexandros Paparakis. Riconoscendo la gravità della minaccia segnalata, gli agenti di entrambi i dipartimenti hanno immediatamente coordinato la loro risposta, che ha portato all’arresto del responsabile quella stessa sera», ha dichiarato un agente di polizia durante la conferenza stampa.
«Le successive indagini, che hanno incluso l’esecuzione di un mandato di perquisizione presso la residenza del responsabile, hanno portato al ritrovamento di un fucile, caricatori per fucile pieni, centinaia e centinaia di proiettili per fucile, giubbotti antiproiettile e altro equipaggiamento tattico».
La persona che per prima ha contattato la polizia era un collega di Paporakis, che lavorava come cassiere in un ristorante Taco Bell. L’agente ha descritto il presunto piano per una sparatoria di massa di cui Paporakis è accusato.
«Nel corso delle indagini, i detective hanno individuato informazioni che suggerivano che il colpevole potesse aver pianificato un attacco per l’11 ottobre, potenzialmente mirato a un luogo di culto indù nella zona di Aurora. Nell’ambito delle indagini in corso e in coordinamento con il dipartimento di polizia di Aurora, ieri sera e stamattina gli investigatori sono riusciti a identificare con certezza l’Acura RDX rossa intestata al colpevole mentre entrava nel parcheggio di un noto tempio indù nella comunità di Aurora. È entrato nel parcheggio intorno alle 12:25 ed è uscito intorno alle 12:38. Il veicolo del colpevole è stato poi ripreso mentre tornava a Palatine, poco prima delle 14:00, lungo Rand Road, vicino alla residenza del colpevole. In quel momento, sembrava che il colpevole fosse alla guida del veicolo e che fosse solo a bordo», ha dichiarato l’agente.
Da notare come vari rappresentati, commentatori ed organi di stampa avessero inizialmente attribuito l’attentato al «suprematismo bianco».
Il Paporakis è solo l’ultimo di una lunga serie di ragazzi transessuali che pianificano, o realizzano, una strage massiva, al punto che alcuni parlano di «trans-terrorismo», fenomeno in ascesa incontrovertibile.
A febbraio 2025 Trinity Shockley, una diciottenne trans che ha scelto di farsi chiamare «Jamie» è stata accusata di cospirazione per commettere omicidio e due reati di terrorismo per aver pianificato una strage massiva alla Mooresville High School, nello Stato americano dell’Indiana.
Era probabilmente legato al transessualismo Colt Gray, il quattordicenne che ha ucciso due insegnanti e due compagni di scuola nella sua scuola superiore in Georgia la scorsa estate. Anche lui aveva utilizzato la piattaforma Discord per esprimere il suo desiderio di commettere una sparatoria a scuola, citando le problematiche delle persone transgender.
Qualche commentatore americano, ai tempi della strage di Nashville ad opera della transessuale Audrey Hale (che ha ucciso in una scuola elementari due bambini piccoli e due adulti), aveva lanciato, confortato da qualche numero, la provocazione sui social media: c’è un nuovo gruppo demografico da identificare come ceto in rapida crescita di tiratori di massa pro capite: la comunità transgender. «La demografia pro capite di sparatori di massa in più rapida crescita nella storia umana è la comunità trans» aveva scritto un utente su Twitter.
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La Hale aveva fatto precedere l’orrenda strage da una raffica di mitra contro la vetrata che rappresentava Adamo nella chiesa della scuola presbiteriana. Nel suo diario di 90 pagine – a lungo tenuto nascosto dall’autorità – aveva scritto: «Desidero la morte per il puro odio verso il mio genere femminile […] Perché il mio cervello non funziona correttamente? Perché sono nata sbagliata!!! Niente al mondo può salvarmi. Dolore senza fine. La religione non salverà».
Robert «Robin» Westman, l’uomo che nell’agosto 2025 sparò ad almeno 20 persone alla Annunciation Catholic School per poi suicidarsi, aveva espresso nel suo manifesto online numerose lamentele ideologiche di estrema sinistra e nel 2020 aveva cambiato legalmente nome per identificarsi al femminile.
La diciottenne «Felix» Winter, ragazza scozzese che si identificava come uomo, scriveva di sparare alla testa ad altri studenti e di aver pianificato un attentato alla propria scuola. È stata condannata a sei anni di carcere dopo aver ammesso due capi d’accusa: disturbo della quiete pubblica e reato ai sensi del Terrorism Act.
Gli squilibri psichici che possono portare l’uso di ormoni transessualizzanti e magari di psicofarmaci SSRI o simili sono noti, ma qualcuno suggerisce anche di possibili ramificazioni psicotraumatiche della chirurgia.
Non deve stupire che, nonostante possa esservi una correlazione tra la violenza e la somministrazione di ormoni, le autorità dispongano delle loro ulteriore iniezione al ragazzo in prigione: è quello che abbiamo definito lo «Stato Etico Ormonale», per cui la transessualizzazione va continuata, a spese del contribuente, in ogni luogo e in ogni momento (gli stessi ormoni usati per gli uomini che vogliono sembrare più maschili, cagionano invece processi penali e galera).
Come riportato da Renovatio 21, poco dopo la sparatoria di Nashville, era stato indetto negli USA un Trans Day of Vengeance, un «giorno della vendetta trans», poi annullato. La comunità trans è percorsa di appelli degli attivisti ad armarsi.
Nel 2023 si è registrato un periodo di crescente tensione con numerose occupazioni di campidogli degli Stati USA per protestare le leggi che proibiscono le mutilazioni sessuali pediatriche della chirurgia gender.
Da allora abbiamo assistito ad una crescita di episodi di violenza transgender con risse, botte pubbliche e pure omicidi efferati.
Alla programmazione delle trans-stragi pare stiano collaborando fattivamente anche i chatbot: il Canada ha convocato i vertici di ChatGPT dopo la strage perpetrata da Jesse Van Rutselaar. Il Van Rutselaar, che aveva una storia di problemi di salute mentale, avrebbe anche utilizzato la piattaforma online Roblox per creare un centro commerciale virtuale rifornito di armi dove gli utenti potevano simulare sparatorie prima dell’attacco.
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Transessuale afferma di aver ucciso una donna per trans-gelosia
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