Geopolitica
L’Arabia Saudita rifiuta lo spazio aereo a Trump
L’Arabia Saudita si sarebbe rifiutata di consentire all’esercito statunitense di utilizzare il proprio spazio aereo e una base aerea chiave per il «Progetto Libertà» del presidente Donald Trump nello Stretto di Hormuz, costringendo così alla sospensione dell’operazione. Lo riporta NBC News, che cita funzionari statunitensi.
Si dice che il regno abbia ritirato il proprio sostegno dopo che Trump ha annunciato l’operazione domenica, affermando che le navi battenti bandiera occidentale sarebbero state scortate da militari statunitensi attraverso lo stretto. Tuttavia, secondo alcune fonti, né l’Arabia Saudita né altri stati del Golfo erano stati informati del piano in anticipo.
In risposta, l’Arabia Saudita ha informato Washington che agli aerei statunitensi non sarebbe stato permesso di operare dalla base aerea Prince Sultan a sud-est di Riyadh né di sorvolare lo spazio aereo saudita a supporto della missione.
Secondo due funzionari statunitensi che hanno parlato con la NBC, una telefonata tra Trump e il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman non è riuscita a risolvere la questione, costringendo il presidente a sospendere il «Freedom Project» appena due giorni dopo il suo annuncio, al fine di ripristinare l’accesso militare statunitense, fondamentale per lo spazio aereo della regione.
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Trump ha descritto il Progetto Freedom come un’iniziativa umanitaria volta a rompere il blocco iraniano della strategica via navigabile, che trasporta circa un quinto del petrolio mondiale. Martedì, tuttavia, il presidente statunitense ha improvvisamente ordinato la sospensione dell’operazione, citando i «grandi progressi» nei colloqui di pace con Teheran mediati dal Pakistan.
La mossa sembra aver colto di sorpresa persino i funzionari dell’amministrazione Trump. Il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva dichiarato poche ore prima dell’annuncio che l’operazione «Epic Fury», l’operazione originaria, era terminata e che ora l’obiettivo principale era il Progetto Freedom. Anche il Segretario alla Guerra Pete Hegseth aveva promosso l’iniziativa, affermando che centinaia di navi si stavano mettendo in fila per attraversare lo stretto.
Il principale negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha deriso Trump online, affermando: «L’operazione “Trust Me Bro” è fallita» e che gli Stati Uniti sono tornati a diffondere falsità sui colloqui in corso.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Netanyahu vuole portare Erdogan alla Corte Penale Internazionale
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Geopolitica
La Russia colpisce data center e siti logistici in Ucraina. Bombardata anche Vodafone
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che l’esercito russo ha preso di mira i data center degli operatori di telefonia mobile, oltre a numerosi magazzini e infrastrutture critiche in tutta l’Ucraina.
Domenica il ministero ha aggiornato l’ultima serie di attacchi a lungo raggio, elencando gli obiettivi. Nella regione di Kiev è stato colpito un grande magazzino del gruppo Zammler, usato per stoccare e distribuire gli aiuti militari occidentali destinati all’Ucraina.
Filmati online mostrano una colonna di fumo nero dal centro logistico nel villaggio di Krasilovka. Il magazzino avrebbe subito danni consistenti e gli impatti avrebbero innescato un incendio durato diverse ore.
Местни медии разпространяват кадри от удар по Киев през изминалата нощ.
Според кмета Кличко е ударен склад, което е предизвикало пожар.
Руското министерство на отбраната съобщава,
че руските сили са нанесли удар по център за данни на Vodafone в Киев – един от големите… pic.twitter.com/qzRYtJwZTW— Стамен Тошков (@StamenToskov) September 27, 2026
🇷🇺🇺🇦⚡️ — Le conseguenze di un attacco contro un centro logistico appartenente alla società di trasporti Zammler Group nell’oblast di Kiev. pic.twitter.com/yTlMOcrjjJ
— Erny110393 🇮🇹🇷🇺 (@erny110393) September 28, 2026
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Gli attacchi hanno colpito anche un data center a Kiev di Vodafone Ucraina. Il ministero ha descritto il principale fornitore come una delle «maggiori aziende che forniscono servizi di comunicazione mobile e internet ad alta velocità» all’esercito ucraino. Più tardi, nello stesso giorno, sono stati colpiti anche i data center del provider Omega Telecom e dell’operatore Kievstar.
Di recente Mosca ha concentrato l’attenzione sui data center ucraini: diversi fornitori di internet e telefonia hanno segnalato danni e problemi di connettività.
Les forces armées russes 🇷🇺 ont frappé un centre de traitement de données de l’entreprise britannique 🇬🇧 Vodafone.
Elle fournit des services de téléphonie mobile et d’internet aux forces armées 🇺🇦
Vodafone est l’un des plus grands opérateurs de téléphonie mobile au monde. pic.twitter.com/ER2MSN7Bs8
— Benoit Martin (@benoitm_mtl) September 27, 2026
Russia continues to strike Ukrainian internet providers. And really, what do Ukrainian Nazis need the internet for? 😂
In Kiev, a strike hit the office of the mobile operator Vodafone in the Lukyanivka district. pic.twitter.com/UnErf050cY
— Victor vicktop55 commentary (@vick55top) September 27, 2026
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Secondo il ministero, due magazzini usati per lo stoccaggio di droni d’attacco sono stati colpiti nell’oblast’di Nikolaev, e un altro deposito per droni intercettori a Odessa. In precedenza il produttore ucraino Pegasus Arms aveva sospeso le attività, sostenendo che lo stabilimento era stato gravemente danneggiato dai raid russi all’inizio di questa settimana. L’azienda aveva già interrotto le operazioni a fine anno scorso per gli attacchi, per poi riprenderle dopo il trasferimento della produzione.
La città portuale di Kiliya, sul Danubio, è stata colpita duramente nell’ultima ondata. Secondo il ministero sono stati presi di mira siti infrastrutturali portuali, una base navale, un posto di guardia di frontiera e quattro magazzini di equipaggiamento militare. Inoltre l’esercito ha colpito due navi da carico al largo di Odessa, ritenute usate per il trasporto di materiale militare e merci a duplice uso per le forze ucraine.
Nelle ultime settimane sia Kiev sia Mosca hanno intensificato gli attacchi a lungo raggio dopo che l’Ucraina ha lanciato la sua «campagna di pressione» durante l’estate. La Russia ha risposto ampliando in modo marcato il raggio d’azione dei raid in tutto il Paese, paralizzando di fatto il traffico marittimo ucraino nei porti del Mar Nero e causando gravi interruzioni alla logistica in altre zone.
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Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
USA e Cina istituiscono una linea diretta per le segnalazioni di «incidenti legati all’IA»
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