Droni
La Russia rivela i suoi mezzi anti-drone
L’esercito russo sta utilizzando piccoli droni con visuale in prima persona (FPV) per intercettare aerei da ricognizione ucraini di grandi dimensioni. Lo rivela un video diffuso dall’esercito di Mosca.
La guerra con i droni è diventata un elemento caratterizzante del conflitto in Ucraina, con entrambe le parti che si stanno adattando rapidamente all’uso diffuso di veicoli aerei senza pilota (UAV) sui campi di battaglia.
Il filmato pubblicato lunedì mostra le operazioni di Rubicon, un’unità russa per la guerra con droni incaricata di testare e implementare nuove tattiche. Il video mostra molteplici intercettazioni di droni da ricognizione ad ala fissa, tra cui un modello FlyEye di fabbricazione polacca dipinto con la livrea ucraina «Esercito dei Droni».
🚨⚡️ FPV drone crews of the Rubicon Center continue to destroy unmanned aerial vehicles of the Ukrainian Armed Forces in the area of the special military operation. pic.twitter.com/g4XnOJ6FH2
— RussiaNews 🇷🇺 (@mog_russEN) May 12, 2025
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I droni FPV, spesso utilizzati come armi guidate usa e getta, hanno gittata, quota e autonomia di volo limitate. Al contrario, i droni da sorveglianza sono in genere più grandi, riutilizzabili e più potenti, ma sono anche significativamente più costosi.
La scorsa settimana Rubicon aveva pubblicato un altro video che, secondo il ministero, mostrava un drone FPV che prendeva di mira con successo un lanciarazzi multiplo HIMARS progettato negli Stati Uniti, del valore di circa 20 milioni di dollari.
🚨⚡️FPV drone crews from the Rubicon Center hit manpower, armored vehicles, UAVs, and firing positions of the Ukrainian Armed Forces in the special military operation zone. pic.twitter.com/Z8mcHixsAF
— RussiaNews 🇷🇺 (@mog_russEN) May 13, 2025
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Come riportato da Renovatio 21, i droni sono rapidamente divenuti i protagonisti della guerra russo-ucraina, con probabilità ridefinendo modi, tempi e dimensioni della guerra moderna.
Sia la Russia che l’Ucraina hanno incrementato la produzione militare durante il conflitto, con i droni diventati un elemento chiave delle rispettive strategie difensive.
Mentre la Russia mantiene un’industria bellica ampiamente autosufficiente, l’Ucraina dipende fortemente dagli aiuti occidentali per sostenere la propria economia e le proprie forze armate.
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Droni
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Droni
La «gamification» ucraina dell’uccisione di russi è «macabra»: parla il più alto militare britannico
La pratica ucraina di assegnare punti agli operatori di droni per l’uccisione di soldati russi è stata definita «macabra» e inquietante dal maresciallo dell’aeronautica SIr Richard Knighton, il più alto ufficiale militare britannico.
Il Knighton, capo di Stato maggiore della difesa del Regno Unito, ha espresso queste valutazioni in un saggio apparso martedì su Heywood Quarterly, a seguito di una visita a un’unità di droni ucraina attiva nei pressi della città di Krasnoarmeysk (nota in Ucraina come Pokrovsk), riconquistata dalla Russia nel dicembre 2025.
Il capo di Stato maggiore britannico definito «vertiginosa» l’evoluzione della guerra moderna, sottolineando come l’esercito ucraino utilizzi filmati ripresi dai droni, analizzati su schermi e trasformati in punteggi di uccisione.
«Sospetto che, come me, molti troveranno questa gamificazione dell’uccisione scomoda, persino macabra», ha scritto Knighton, osservando che le uccisioni vengono classificate in base alla tipologia del bersaglio – dai pezzi di artiglieria ai soldati nemici – e che a ciascuna di esse corrisponde un valore in punti, spendibile dagli operatori per ottenere nuovi droni tramite un marketplace che «ha l’aspetto e la sensazione di un qualsiasi altro negozio online».
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Il programma, denominato Bonus Esercito dei Droni, è stato avviato nella primavera del 2025 da Mikhail Fedorov, allora ministro della trasformazione digitale. Secondo le regole del sistema, le unità di droni devono documentare l’uccisione di soldati russi o la distruzione di equipaggiamenti. In cambio ricevono punti che fungono da valuta militare, utilizzabili dai comandanti per acquistare materiali su una piattaforma di e-commerce statale riservata chiamata Brave1 Market, definita da Fedorov «l’Amazon della guerra».
Nel 2025 Fedorov dichiarò che un drone FPV leggero costava inizialmente due punti, mentre un modello Vampire più pesante ne richiedeva 43. Il sistema attribuisce alla vita di un soldato russo un valore di soli 12 punti, rispetto ai quattro precedenti. Gran parte dei punti viene assegnata sulla base di filmati ripresi dai droni che ritraggono gli ultimi istanti di vita dei soldati russi.
Il meccanismo prevede anche una classifica dei migliori abbattimenti, sebbene tenga conto delle unità di droni e non dei singoli operatori. A gennaio Fedorov ha premiato i migliori in una cerimonia che richiamava un torneo di e-sport.
L’ex procuratore ucraino Gynduz Mamedov ha messo in guardia dal rischio che il nuovo sistema possa disumanizzare gli operatori dei droni. «Vogliamo che la nostra gente torni dalla guerra come esseri umani, non come macchine per uccidere», ha dichiarato, secondo quanto riportato da TIME.
Funzionari russi hanno accusato Kiev di disumanizzare soldati e civili russi, facendo riferimento a episodi di tortura e abusi. Anche alti funzionari ucraini hanno rilasciato dichiarazioni in cui invocavano l’uccisione dei russi.
Come riportato da Renovatio 21, il Knightone a dicembre aveva dichiarato in una conferenza che le possibilità di uno scontro diretto con le forze russe sul suolo britannico non sono «zero» ipotizzando una mobilitazione traumatica per i cittadini britannici.
«È essenziale che più persone siano pronte a combattere per il proprio Paese», ha affermato Knighton, aggiungendo che la risposta alle minacce moderne «deve andare oltre il semplice rafforzamento delle nostre forze armate» e coinvolgere ogni parte della società britannica. «Figli e figlie. Colleghi. Veterani… tutti avranno un ruolo da svolgere. Per costruire. Per servire. E, se necessario, per combattere. E sempre più famiglie capiranno cosa significa il sacrificio per la nostra nazione».
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Immagine di Andrew Wheeler via Wikimedia pubblicata su licenza Open Government Licence v3.0
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