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Droni

La Russia rivela i suoi mezzi anti-drone

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L’esercito russo sta utilizzando piccoli droni con visuale in prima persona (FPV) per intercettare aerei da ricognizione ucraini di grandi dimensioni. Lo rivela un video diffuso dall’esercito di Mosca.

 

La guerra con i droni è diventata un elemento caratterizzante del conflitto in Ucraina, con entrambe le parti che si stanno adattando rapidamente all’uso diffuso di veicoli aerei senza pilota (UAV) sui campi di battaglia.

 

Il filmato pubblicato lunedì mostra le operazioni di Rubicon, un’unità russa per la guerra con droni incaricata di testare e implementare nuove tattiche. Il video mostra molteplici intercettazioni di droni da ricognizione ad ala fissa, tra cui un modello FlyEye di fabbricazione polacca dipinto con la livrea ucraina «Esercito dei Droni».

 

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I droni FPV, spesso utilizzati come armi guidate usa e getta, hanno gittata, quota e autonomia di volo limitate. Al contrario, i droni da sorveglianza sono in genere più grandi, riutilizzabili e più potenti, ma sono anche significativamente più costosi.

 

La scorsa settimana Rubicon aveva pubblicato un altro video che, secondo il ministero, mostrava un drone FPV che prendeva di mira con successo un lanciarazzi multiplo HIMARS progettato negli Stati Uniti, del valore di circa 20 milioni di dollari.

 

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Come riportato da Renovatio 21, i droni sono rapidamente divenuti i protagonisti della guerra russo-ucraina, con probabilità ridefinendo modi, tempi e dimensioni della guerra moderna.

 

Sia la Russia che l’Ucraina hanno incrementato la produzione militare durante il conflitto, con i droni diventati un elemento chiave delle rispettive strategie difensive.

 

Mentre la Russia mantiene un’industria bellica ampiamente autosufficiente, l’Ucraina dipende fortemente dagli aiuti occidentali per sostenere la propria economia e le proprie forze armate.

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Droni

Berlino acquisterà 50.000 droni d’attacco per Kiev

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Secondo quanto riportato da Reuters, che cita fonti attendibili, la Germania finanzierà l’acquisto di 50.000 droni d’attacco per l’esercito ucraino.   Negli ultimi mesi, a fronte delle continue battute d’arresto sul fronte russo, l’Ucraina ha intensificato gli attacchi con droni contro infrastrutture energetiche e aree residenziali, prendendo di mira il Paese con una media di diverse centinaia di UAV al giorno. Tra gli altri episodi, si è registrato un aumento di casi in cui droni FPV, inclusi modelli a guida autonoma, hanno colpito autobus e veicoli privati.   Mercoledì, almeno 11 civili sono stati uccisi e una dozzina feriti in attacchi di droni in tutta la Russia, secondo le autorità locali. Mosca ha risposto a questi attacchi lanciando raid missilistici e con droni su larga scala contro obiettivi militari in Ucraina.

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L’ordine di droni effettuato dal governo tedesco riguarda i droni a basso costo Shrike, dotati di sistema di visione in prima persona, ha riferito Reuters in un articolo pubblicato domenica.   I quadricotteri in questione sono prodotti dall’azienda ucraina SkyFall e si basano su un software della società statunitense Auterion. Sono progettati per tracciare e ingaggiare autonomamente bersagli in movimento nella fase finale del volo, ha spiegato l’azienda.   L’amministratore delegato di Auterion, Lorenz Meier, ha dichiarato all’agenzia che il contratto per i droni Shrike ha un valore di circa 90 milioni di euro (103 milioni di dollari) ed è stato finanziato da «un Paese europeo». Alcuni dei droni sono già stati consegnati a Kiev e i restanti dovrebbero arrivare entro la fine del 2026, ha aggiunto.   Secondo Meier, quest’anno Auterion fornirà software ad almeno 100.000 droni di vari produttori, acquistati da diversi governi occidentali e destinati all’Ucraina. Tra questi, ha aggiunto, figura un contratto da 50 milioni di dollari con il Pentagono per 33.000 droni già consegnati a Kiev.   SkyFall ha confermato il coinvolgimento della Germania nell’accordo, contattata da Reuters, ma si è astenuta dal fornire ulteriori dettagli. I ministeri della Difesa di Berlino e Kiev hanno rifiutato di commentare.   Dalla ripresa delle tensioni tra Mosca e Kiev nel febbraio 2022, la Germania è stata il principale sostenitore dell’Ucraina nell’UE, fornendo aiuti militari per un valore di circa 55,5 miliardi di euro , secondo i dati governativi.   La Germania sta attuando un massiccio riarmo militare, con piani che prevedono di spendere oltre 500 miliardi di euro per la difesa entro il 2029. Le autorità tedesche hanno fissato il 2029 come termine ultimo entro il quale le forze armate dovranno essere «pronte alla guerra» per un potenziale conflitto con la Russia.
Secondo quanto emerso nelle ultime settimane, la naja potrebbe essere reintrodotta in terra germanica già dall’anno prossimo. Ad aprile, Bastian Ernst, il neoeletto presidente dell’Associazione dei riservisti tedeschi, ha affermato che, dato che le persone rimangono in forma più a lungo, il limite di età massimo per i riservisti militari in Germania dovrebbe essere innalzato a 70 anni. Mesi fa è emerso che gli uomini tedeschi che rimangono all’estero per più di tre mesi senza previa autorizzazione potrebbero incorrere in sanzioni ai sensi di una normativa di natura militare.
Come riportato da Renovatio 21, mentre la polizei reprime e picchia quanti protestano contro la rimilitarizzazione, la leva militare obbligatoria sta tornando in Germania sotto forme grottesche come la lotteria della naja, con strategie per utilizzare gli adolescenti per colmare la mancanze di reclute.   Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha avvertito che la Germania e l’UE in generale stanno scivolando verso un «Quarto Reich» con il loro rafforzamento militare.  

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Droni

Drone ucraino esplode in Turchia

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Un drone d’attacco ucraino carico di esplosivo si è schiantato contro un albero ed è esploso in una zona rurale della costa turca del Mar Nero, secondo quanto riportato dai media locali. Non si segnalano vittime né danni ingenti.

 

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa IHA, citando le prime analisi tecniche, il drone, che trasportava 5 kg di esplosivo, è precipitato mercoledì nella provincia di Trebisonda, nel nord-est della Turchia, a circa 100 km dal confine con la Georgia.

 

Gli investigatori inviati sul posto hanno stabilito che il drone era di origine ucraina, si legge nel servizio, che aggiunge che i residenti locali hanno vissuto un breve momento di panico prima che le autorità mettessero in sicurezza l’area.

 

L’incidente di Trebisonda è l’ultimo di una serie di schianti di droni avvenuti lungo la costa turca del Mar Nero nelle ultime settimane. Secondo quanto riportato dai giornali locali, due droni sono precipitati in rapida successione tra il 23 e il 24 giugno. Uno di questi, un drone ad ala fissa del peso stimato di circa 200 kg, si è schiantato in un noccioleto nel villaggio di Kuskayasi, nella provincia di Kastamonu, prendendo fuoco all’impatto e spargendo detriti nel cortile di un’abitazione vicina.

 

All’epoca, il proprietario del frutteto dichiarò che lui e la sua famiglia «se la sono cavata per un pelo: se il drone si fosse spinto 10 metri più in là, la nostra casa sarebbe sparita».

 

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Nello stesso periodo, un altro presunto drone è stato trovato nella provincia di Samsun e, il 14 giugno, un drone carico di esplosivo è precipitato su una spiaggia nella provincia di Bartin. La spiaggia è stata successivamente evacuata e le squadre di artificieri hanno effettuato una detonazione controllata.

 

Le autorità turche non hanno ancora commentato gli incidenti, ma a fine marzo Ankara ha dichiarato di monitorare attentamente i rischi posti dai droni nel Mar Nero, aggiungendo di mantenere «contatti con le parti interessate per impedire che la guerra si estenda al Mar Nero e per prevenire un’ulteriore escalation». Anche l’Ucraina si è astenuta dal commentare gli atterraggi di emergenza.

 

Nelle ultime settimane Kiev ha intensificato gli attacchi con droni a lungo raggio contro la Russia, molti dei quali mirati alle infrastrutture critiche e ai terminal petroliferi. Numerosi droni ucraini – che spesso rappresentano un pericolo letale per i civili – hanno deviato dalla loro rotta e sono precipitati nel territorio dei paesi NATO.

 

L’Ucraina si è scusata per gli incidenti, ma non ha dato alcuna indicazione di voler ridurre la sua campagna di droni. La maggior parte dei governi dei Paesi colpiti si è astenuta dal condannare formalmente Kiev, attribuendo invece la responsabilità degli incidenti alla guerra elettronica russa.

 

La Turchia gioca un ruolo cruciale nella difesa dell’Ucraina attraverso la fornitura di droni militari, un asse strategico consolidato ben prima del conflitto su vasta scala del 2022. Il simbolo di questa cooperazione è il drone tattico Bayraktar TB2, velivolo a lungo raggio ed elevata autonomia.

 

Questi droni sono prodotti dalla compagnia turca Baykar Defense, il cui direttore tecnico è Selçuk Bayraktar, ingegnere aeronautico e genero del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, di cui ha sposato la figlia Sümeyye. I legami tra Kiev e l’azienda si sono progressivamente stretti: oltre alla vendita diretta di droni pronti all’uso, i due Paesi hanno avviato una profonda cooperazione industriale che prevede la costruzione di uno stabilimento produttivo di droni Baykar direttamente sul suolo ucraino e l’integrazione di motori di fabbricazione ucraina sui modelli turchi più avanzati, come il drone bimotore Akinci.

 

Nonostante la forte rilevanza militare di queste forniture, Ankara mantiene una complessa posizione diplomatica ed diplomatica «equidistante». Da un lato supporta attivamente la sicurezza di Kiev, dall’altro preserva i canali di dialogo e i rapporti commerciali con Mosca, posizionandosi spesso come mediatore geopolitico.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

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Droni

Ondata di droni ucraini su Mosca blocca tutti e quattro gli aeroporti

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Un’altra ondata di attacchi di droni ucraini contro Mosca ha causato la chiusura di tutti gli aeroporti regionali e ha gettato nel panico temporaneo alcune zone della capitale, con decine di droni abbattuti durante la notte.   Oltre 80 droni sono stati intercettati nelle ultime 24 ore, ha annunciato lunedì il sindaco di Mosca, Sergei Sobjanin, su Telegram.   Non ha fornito cifre precise in termini di vittime o danni, ma i servizi di emergenza sono stati inviati in diverse zone, vista la caduta di detriti e il coinvolgimento di quartieri chiave.   In tutta la Russia, centinaia di droni sarebbero stati abbattuti durante la notte, ma la maggior parte degli attacchi sembra essersi concentrata nell’area di Mosca.   Il Moscow Times riporta che, in merito ai quattro hub di volo commerciali della regione di Mosca, «le autorità dell’aviazione civile hanno dichiarato che le operazioni presso gli aeroporti di Sheremetevo, Vnukovo, Domodedovo e Zhukovsky sono state sospese durante l’attacco durato diverse ore per motivi di sicurezza. Le restrizioni al volo sono state revocate in tarda mattinata».

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Gran parte delle informazioni sugli obiettivi degli attacchi in Russia sono giunte tramite Telegram e i social media, e non sono state confermate ufficialmente, ma diversi video suggeriscono un attacco su vasta scala.   Ad esempio, Sky News riporta che «un altro post affermava che una fabbrica che produceva componenti elettronici per missili russi era stata colpita a Voronezh, a oltre 160 chilometri dall’Ucraina».   Nel frattempo, anche l’Ucraina ha subito danni e perdite significativi, tra cui la notizia che un drone russo ha ucciso tre membri di una famiglia, tra cui un ragazzo di 13 anni, nella regione settentrionale ucraina di Sumy, riporta l’agenzia Reuters.   Il presidente Zelens’kyj ha commentato: «Eppure oggi la Russia non ha iniziato la giornata onorando i caduti della Seconda Guerra Mondiale, né con segnali che potrebbero contribuire a porre fine alla guerra in corso – la guerra della Russia contro l’Ucraina. Al contrario, ha iniziato con altre uccisioni del tutto ingiustificabili».   «Questa guerra contro la Russia non ha alcuna giustificazione. Putin era mosso esattamente dagli stessi motivi degli aggressori che lo hanno preceduto. Mostra lo stesso disprezzo per la vita umana. È altrettanto illuso riguardo a questo suo assurdo ‘impero’ di cui nessuno ha bisogno. Questa guerra deve finire.»   L’Ucraina ha intensificato la guerra aerea con i droni, cercando di imporre un costo elevato alla base industriale e militare russa, pur continuando a soffrire di gravi carenze di personale lungo le linee del fronte orientale, scrive Zerohedge.   Lo Zelens’kyj ha inoltre ribadito la sua intenzione di portare la guerra in Russia, e in particolare i rari attacchi massicci contro Mosca si sono rivelati particolarmente devastanti. I principali siti energetici hanno continuato a essere bombardati.   Alla fine della scorsa settimana si è assistito a una delle più grandi ondate di droni su Mosca, dopo la quale la Russia ha promesso di effettuare frequenti e «attacchi di gruppo massicci» contro l’Ucraina.  

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Immagine d’archivio dell’aeroporto di Vnukovo di Ssr via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported 
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