Spirito
La preghiera contro lo stato d’assedio del mondo moderno
Perché non preghiamo di più?
Leggi mortali, scontri armati in tutto il mondo, difficoltà economiche e sociali, la crisi persistente nella Chiesa… Tutto ciò si aggiunge alle nostre difficoltà più direttamente personali, siano esse spirituali o temporali, e dovrebbe spingerci ad assediare il Cielo con le nostre preghiere.
Il nostro rosario dovrebbe consumarsi in fretta; le messe infrasettimanali dovrebbero essere molto affollate; le pagine del nostro libro blu dovrebbero essere piegate; i libri di meditazione dell’ufficio del procuratore dovrebbero essere vuoti; i ritiri di Sant’Ignazio dovrebbero essere prenotati con largo anticipo; la pelle delle nostre ginocchia dovrebbe diventare ruvida per aver implorato il Signore di venire in nostro aiuto.
Dopotutto, Nostro Signore non ha forse sottolineato l’efficacia della preghiera? «Tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede che lo otterrete e vi sarà accordato» (Mc 11,24). Perché allora non preghiamo di più?
Forse perché pensiamo di avere buone ragioni per credere che pregare per una benedizione da Dio sia inutile. Lui conosce tutto, soprattutto il passato, il presente e il futuro. Nulla può sorprenderLo. «Dio non cambia», ci dice la Scrittura: non c’è nulla che accada che Egli non abbia voluto o permesso fin dall’eternità. Cosa potremmo chiedergli senza che Lui sappia già che ne abbiamo bisogno? Senza che Lui abbia già deciso se concedercelo o meno? Le nostre preghiere sembrano allora del tutto inutili, o almeno di valore solo psicologico, come un rimedio di autosuggestione per fare del bene a chi prega.
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La risposta a questa obiezione è semplice e dovrebbe convincerci a pregare di più, soprattutto durante la Quaresima. Dio, nella Sua Provvidenza, non ha solo previsto che qualcosa accadrà, ma anche la causa che lo determinerà. Ora, l’attività umana – e la preghiera è una di queste attività – è una causa che può essere incorporata nel piano della Provvidenza.
Dunque, Dio ha previsto fin dall’eternità che avrebbe concesso all’uomo una tale benedizione; sì, ma ha anche determinato la causa di questa benedizione: ad esempio, che avrebbe concesso un buon raccolto come frutto del lavoro dell’agricoltore e anche della preghiera delle Rogazioni.
Pertanto, non preghiamo per cambiare l’ordine stabilito da Dio, ma per ottenere ciò che Dio ha deciso di realizzare attraverso le nostre preghiere. Così, «con le loro petizioni, gli uomini meritano di ricevere ciò che Dio Onnipotente, prima di tutti i secoli, ha deciso di dare loro», dice Papa San Gregorio.
Perché Dio ha voluto che le nostre preghiere fossero causa delle benedizioni che ci concede? «La creatura intellettuale è la sola che può rendersi conto che può vivere naturalmente e soprannaturalmente solo per dono di Dio. Dobbiamo quindi sorprenderci che la divina Provvidenza abbia voluto che l’uomo, poiché può comprendere che vive solo di elemosina, chiedesse l’elemosina?» (P. Garrigou-Lagrange).
Prepariamoci dunque, soprattutto durante la Quaresima, a cingere d’assedio il Buon Dio.
In questo ambito, i nostri sforzi possono prendere tre direzioni.
In primo luogo, assicuriamo la regolarità impeccabile delle nostre preghiere quotidiane: la preghiera del mattino con l’offerta del giorno; la preghiera della sera con l’esame di coscienza.
Poi, la recita quotidiana del rosario, possibilmente in famiglia, per metterci alla scuola della Madonna.
Infine, partecipare a una o più Messe feriali, affinché possiamo avere «lo stesso sentimento che è stato in Cristo Gesù» (Filippesi 2:5).
Abbé B. Espinasse
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine di Lawrence OP via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
Spirito
Documentario sulle consacrazioni episcopali FSSPX 2026
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Spirito
Sacerdote ucciso dalla caduta di un crocifisso durante la messa. Se fosse stato ad orientem si sarebbe salvato?
In Ecuador, un sacerdote cattolico è morto dopo che un grande crocifisso di legno, caduto dal muro di una chiesa, lo ha colpito alla testa durante la messa.
La tragedia si è verificata sabato nella chiesa di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso nella città meridionale di Guayaquil. La funzione religiosa è stata trasmessa in diretta streaming sui social media, secondo quanto riportato dai media locali.
Il filmato mostra il parroco cinquantatreenne, padre Patricio Alfredo Sanchez Molinari, classe 1973, in piedi vicino all’altare quando il crocifisso appeso alla parete dietro di lui si inclina improvvisamente in avanti e gli cade addosso. L’incidente è avvenuto circa 30 minuti dopo l’inizio della funzione, lasciando i fedeli attoniti e addolorati.
Catholic priest Patricio Alfredo Sánchez Molinari was killed when a crucifix fell on him during a service in Ecuador. Congregants tried to help, but he died from his injuries. pic.twitter.com/u2b4DaZPok
— Breaking911 (@Breaking911) October 18, 2026
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L’Arcidiocesi di Guayaquil ha successivamente confermato la morte del sacerdote in un comunicato ufficiale, affermando che il Cardinale Luis Cabrera si è unito «nella preghiera per l’eterno riposo della sua anima ed esprime la sua solidarietà, il suo affetto e il suo amore alla famiglia dei Redentoristi, ai suoi familiari e amici». Anche i parrocchiani di San Lorenzo a Vinces, dove padre Patricio aveva prestato servizio in precedenza, hanno reso omaggio al sacerdote, ricordando la sua «dedizione e il suo amore pastorale» per la loro comunità.
Le autorità ecuadoriane non hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche sull’accaduto e le cause della caduta del crocifisso restano ignote.
Da quanto si comprende, il terrificante incidente si è avuto dopo l’omelia, dove il sacerdote aveva predicato sulla mortalità e sul giusto utilizzo del tempo limitato che gli esseri umani hanno in questa vita per servire il Signore.
Ispirandosi al passo evangelico che parla di dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio, ha detto alla congregazione: «Cari fratelli e sorelle, un giorno anche noi che siamo qui moriremo». «A volte il tempo che dedichiamo alle cose materiali non ha lo stesso significato del tempo che dedichiamo a Dio: quel tempo di qualità che doniamo a Dio, ai nostri fratelli e sorelle, a nostro marito, a nostra moglie, ai nostri figli, alla famiglia. Quel tempo è speso meglio», ha continuato.
Il presbitero aveva anche chiesto: «quanto tempo dedichiamo a Dio? Come impieghiamo il nostro tempo?» e aveva osservato che spesso le persone trascorrono ore al cellulare e con altre distrazioni, dedicando solo brevi momenti alla preghiera. «Ciò che conta è sempre il Signore. Lui deve essere al primo posto», ha detto, prima di guidare la recita del Credo.
Durante le preghiere dei fedeli che sono seguite , il grande e pesante crocifisso di legno si è staccato dal muro dietro l’altare e cadde, colpendo padre Sánchez alla testa. I parrocchiani si precipitarono subito ad aiutarlo; Nella registrazione si sente la voce di una donna che grida: «padre, padre… chiama un’ambulanza!»
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Si tratta di una tragedia tremenda, perché un sacerdote ucciso durante il rito è raro (epperò non troppo: sono cinque i casi del solo 2026) e spaventoso.
Il fedele della Messa tradizionale può chiedersi tecnicamente se, tuttavia, se con il rito antico il sacerdote avrebbe potuto vedere il crocifisso cadere e magare ripararsi. Il sacerdote girato verso Dio, cioè ad orientem, come prescritto dalla Santa Messa di sempre, dà le spalle al popolo per concentrarsi sull’altare di Dio. La messa novus ordo, che è ad populum, prevede che il sacerdote dia le spalle a Dio per favorire il popolo.
Aggiungiamo pure che le intercessioni del popolo (la cantilena «ascoltaci o Signore…») nella Messa antica non vi sono.
L’idea contemplata da alcuni, quindi, è che con la Messa antica il sacerdote potrebbe forse essersi salvato – tuttavia non ci permettiamo in alcun modo di poter analizzare il disegno di Dio, anche e soprattutto quando esso è così drammatico e carico di significato.
Purtuttavia, possiamo dire che Renovatio 21 ha registrato, negli ultimi tre anni, altri casi infausti di sacerdoti colpiti a Messa: quelli dei «malori», puntualmente annotati nell’apposita rubrica settimanale di Renovatio 21, che hanno angosciosamente interessato tanti sacerdoti, e pure tanti fedeli. Casi meno spettacolari, ma ugualmente letali – le cui cause, pure, potrebbero essere più facilmente spiegabili.
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Immagine screenshot da Twitter
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Vescovo vieta la preghiera a San Michele al termine delle messe
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