Spirito
Mons. Schneider afferma che la scomunica della FSSPX sarebbe invalida
Il vescovo Athanasius Schneider ha dichiarato che qualsiasi scomunica eventualmente imposta alla Fraternità San Pio X in relazione alle sue programmate consacrazioni episcopali non sarebbe valida secondo il diritto canonico. Lo riporta LifeSite.
Monsignor Schneider, vescovo ausiliare di Astana, in Kazakistan, ed ex visitatore apostolico della Santa Sede presso la Fraternità San Pio X, ha affermato lunedì che un’eventuale scomunica della Fraternità a seguito delle consacrazioni episcopali previste per il 1° luglio risulterebbe invalida, poiché la dirigenza della FSSPX non ha intenzione di compiere un atto scismatico.
«Penso che, se la scomunica venisse applicata, sarebbe in qualche modo non valida perché non c’è alcuna intenzione di compiere un atto scismatico da parte della Fraternità San Pio X, e non si può essere puniti quando non si ha l’intenzione di farlo, secondo il diritto canonico», ha detto Schneider.
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Le osservazioni di Schneider sono state espresse durante un recente incontro privato della Confraternita di Nostra Signora di Fatima. I commenti sono stati in seguito pubblicati dal vaticanista Michael Haynes con il permesso del vescovo.
Secondo il prelato kazako, l’elemento decisivo per valutare la situazione canonica delle consacrazioni previste riguarda l’intenzione dei vescovi coinvolti. «Non c’è alcuna intenzione da parte dei vertici della FSSPX di separarsi da Roma», ha affermato Schneider.
A suo parere, un’approvazione papale potrebbe favorire una maggiore collaborazione tra la Società e il resto della Chiesa e facilitare le discussioni teologiche sulle questioni dottrinali emerse negli ultimi decenni.
Schneider ha anche commentato la partecipazione dei fedeli alle liturgie della FSSPX. Ha rilevato che le Messe della Fraternità includono preghiere per il Papa e per il vescovo ordinario locale, presentandolo come prova del fatto che la Fraternità continua a riconoscere l’autorità della Santa Sede.
«Durante la Messa pregano per il papa», ha detto Schneider. «Se non pregassero per il Papa, allora non dovrebbero partecipare, ma pregano sempre per il Papa, e persino per il vescovo locale dove si celebra la Messa».
Nei commenti scritti inviati via e-mail a Haynes, Schneider ha inoltre sostenuto che alcuni alti prelati si oppongono con forza all’integrazione della Società nella vita più ampia della Chiesa.
«Non è un segreto che ai nostri giorni ci siano membri del clero di alto rango molto influenti, che semplicemente odiano tutto ciò che è autentica tradizione cattolica nella dottrina e nella liturgia», ha scritto, e queste persone «sarebbero felici se la FSSPX potesse essere semplicemente scomunicata, mentre allo stesso tempo mostrano la massima tolleranza possibile verso tutto ciò che è ambiguo ed eretico nella dottrina e nella liturgia, come nel caso del cosiddetto Cammino sinodale tedesco».
Monsignor Schneider ha sottolineato che per i cardinali e i vescovi neo-modernisti attualmente al potere – che, a suo avviso, sostengono «sacrilegi ed eresie» – anche una «minima integrazione ecclesiale della FSSPX sarebbe inaccettabile», poiché sono «codardi collaboratori dell’agenda delle élite ideologiche mondiali». Qualsiasi accordo con la Fraternità, ha sostenuto, «smaschererebbe il loro tradimento di Cristo e alimenterebbe una riconquista della vera cattolicità nella vita della Chiesa ai nostri giorni».
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La FSSPX ha giustificato le consacrazioni previste invocando l’attuale stato di emergenza nella Chiesa. Padre Gerald Murray ha di recente contestato tale argomentazione, sostenendo che l’esistenza di altre comunità sacerdotali che celebrano la Messa tradizionale latina implica che tale stato di emergenza non sussista più.
Monsignor Schneider ha respinto tale valutazione. «Siamo ancora in una situazione di emergenza e di crisi straordinaria nella Chiesa», ha affermato, «dove purtroppo anche a Roma – Roma promuove ancora in qualche modo questa tendenza al modernismo, al relativismo e alla mancanza di chiarezza, e questa è la situazione».
Monsignor Schneider ha avuto un coinvolgimento diretto con la Società in passato, avendo ricoperto il ruolo di Visitatore Apostolico ufficiale della Santa Sede presso i due seminari della FSSPX a Ecône (Svizzera) e Zaitzkofen (Germania) durante il pontificato di Papa Francesco nel 2015. La sua esperienza in tale ruolo lo ha reso uno dei vescovi più competenti riguardo alla vita interna della Fraternità.
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Immagine screenshot da YouTube
Spirito
Mons. Hanappier consacra una chiesa FSSPX in Texas
Una chiesa consacrata a Dio
Per quasi quattro ore si sono svolti i solenni riti di consacrazione. Con le preghiere del Ponteficale romano, il vescovo, in un certo senso, ha sottratto l’edificio al suo uso secolare per consacrarlo definitivamente a Dio. L’altare stesso è stato consacrato e ha ricevuto le reliquie dei martiri, richiamando l’antica tradizione della Chiesa di celebrare il Santo Sacrificio presso le loro tombe. Anche le dodici croci di consacrazione poste sulle pareti della chiesa sono state unte con il santo crisma. Rimarranno i segni visibili di questa consacrazione e saranno illuminate ogni anno nel suo anniversario.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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Cinquant’anni di vita parrocchiale
La consacrazione ha coinciso con il 50° anniversario della parrocchia Queen of Angels. Mezzo secolo di vita cattolica ha così trovato il suo culmine nella solenne consacrazione della chiesa. Questi giorni si sono conclusi domenica 2 agosto con l’amministrazione del sacramento della Confermazione da parte di mons. Hanappier, seguita da una solenne Messa pontificale. Ad Majorem Dei Gloriam, per la maggior gloria di Dio! Articolo previamente apparso su FSSPX.NewsIscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Spirito
Eventi ludici «escape box» all’interno di una storica basilica
I cattolici di San Quintinon nel dipartimento dell’Aisne nella regione dell’Alta Francia, hanno inviato una lettera chiedendo la cancellazione di diversi «escape room» in programma all’interno della Basilica di Saint-Quentin, risalente al XII secolo e che custodisce le reliquie dell’omonimo martire del III secolo. Lo riporta LifeSite.
La lettera, indirizzata a padre Matthieu Saur, parroco della basilica di Saint-Quentin, esortava il sacerdote a non permettere che questa «profanazione» avesse luogo all’interno della basilica gotica. La missiva è stata inoltre inviata a padre Bernard Proffit, amministratore diocesano della diocesi di Soissons, Laon e Saint-Quentin, e al quotidiano francese Tribune Chrétienne.
Un gioco «escape room» è un’esperienza ludica d’avventura in cui un gruppo di giocatori viene chiuso in una stanza a tema. L’obiettivo principale è riuscire a uscire dalla stanza o completare una specifica missione entro un limite di tempo prestabilito, che di solito è di sessanta minuti.
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L’escape room di San Quintino, pensata per ragazzi dai 12 anni in su, offre ai partecipanti un’ora di tempo per risolvere enigmi e aprire una misteriosa scatola situata nella Cappella di Saint-Fursy, al fine di «svelare il segreto della Basilica». Diverse sessioni si sono già svolte nella basilica a luglio, e altre, già esaurite, sono in programma per il 19, 21, 28 e 29 agosto.
«Facciamo fatica a credere che le nostre autorità ecclesiastiche responsabili del luogo abbiano autorizzato questo “spettacolo”», hanno scritto i fedeli nella lettera.
La lettera denuncia il fatto che l’evento porterà a «un’esplorazione indiscreta dei luoghi sacri, vagabondaggi disordinati, forti sfoghi verbali, risate e grida».
«Durante questi quattro giorni, il carattere sacro del luogo sarà seriamente compromesso, il che è la definizione stessa della parola “profanazione”», hanno proseguito i fedeli preoccupati.
La Chiesa cattolica ha sempre insegnato che le sue chiese, in quanto luoghi sacri di culto divino, non devono essere utilizzate per scopi profani.
Nella loro lettera, i fedeli citano la lettera del 1987 della Congregazione per il Culto Divino, Concerti nelle chiese, che afferma esplicitamente che le chiese «servono innanzitutto come luoghi di aggregazione per il Popolo di Dio e per la celebrazione dei sacramenti e degli altri atti liturgici» e «non sono luoghi pubblici».
I fedeli hanno inoltre citato il canone 1210 del Codice di Diritto Canonico, che recita: «In un luogo sacro sono ammesse soltanto quelle cose che servono a esercitare o promuovere il culto, la pietà e la religione. Tutto ciò che è in contrasto con la santità del luogo è proibito».
I firmatari hanno inoltre invocato l’articolo 13 della legge francese del 1905 sulla separazione tra Chiesa e Stato, sostenendo che un luogo di culto come la basilica non può essere deviato dalla sua funzione religiosa originaria.
In Europa è ormai comune che le chiese cattoliche vengano utilizzate per scopi puramente laici. A giugno, la chiesa di Sant’Antonio a Madrid ha ospitato una festa per la visione dei Mondiali di calcio davanti al Santissimo Sacramento.
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Vi sono poi numerosi casi, documentati da Renovatio 21, di spazi sacri usati per eventi sacrileghi, omotransessualisti o persino pagani.
Una serie di eventi legati alla Nuit Blanche di Parigi che si svolgevano in chiesa sotto la direzione dell’attivista LGBT Barbara Butch, hanno suscitato indignazione tra i cattolici, che si erano radunati fuori dalla chiesa di San Lorenzo per pregare e protestare pacificamente prima di essere dispersi con la forza dalla polizia, tra cui donne di tutte le età.
In un’intervista rilasciata il 16 maggio 2025 all’emittente radiofonica lionenese M Radio, la cantante francese Julie Zenatti ha affermato di essersi esibita per diversi mesi in chiese e cattedrali in tutta la Francia, descrivendo questi edifici come luoghi dall’atmosfera particolare. La Zenatti ha ammesso nell’intervista di non essere una cristiana praticante e che il suo album sulla spiritualità che verrà presentato in tournée nelle chiese francesi, esprime una forma di «spiritualità pagana».
Pochi giorni fa centinaia di giovani cattolici australiani si sono inginocchiati e hanno recitato il Rosario fuori da un’ex chiesa cattolica a Sydney, provocando l’immediata interruzione dello spettacolo blasfemo a tema LGBT che si stava svolgendo all’interno.
Non vi è solo la Francia nel cahier dello scempio blasfemo.
Ricordiamo il caso della diocesi di Carpi, dove un quadro definito da alcuni fedeli come osceno e sacrilego era stato esposto ella chiesa di Sant’Ignazio, chiesa del museo diocesano di Carpi, per poi essere attaccato da uno sconosciuto che avrebbe ferito anche l’artista lì presente. Anche in quel caso, la mostra era stata verosimilmente approvata dalla gerarchia.
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Immagine di Txllxt TxllxT via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Spirito
Mons. Schneider: «Dobbiamo essere cattolici al 100%, non al 50% o all’80%»
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