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Protesta

La polizia olandese arresta e porta via gli allevatori in protesta

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Escalation della repressione della polizia neerlandese contro gli agricoltori che protestavano contro il piano di riduzione dell’azoto del governo, che di fatto chiuderebbe una parte significativa delle fattorie.

 

Un video scioccante da Amsterdam mostra quelle che presumibilmente sono  forze dell’ordine in borghese che trascinano alcuni manifestanti dentro a furgoni, che poi vanno via.

 

Un altro video mostra manifestanti furiosi che cacciano queste squadre di «rapitori» conosciute localmente come «Romeos».

 

Altri filmati ancora mostrano disordini nella popola piazza Dam di Amsterdam.

 

 

 

 

Il governo olandese ha imposto una riduzione del 50% delle emissioni di azoto entro il 2030, sostenendo che il bestiame rappresenta il 40% delle emissioni di azoto nel Paese. Il governo ha perfino un ministero dedicato alla sostanza chimica, il «ministero della Natura e dell’Azoto».

 

I diktat di politica agroalimentare del governo chiuderebbero fino a un terzo degli allevamenti, provocando un crollo dell’agricoltura e della produzione alimentare nell’area a causa della carenza di cibo ed energia causata dalle sanzioni UE-NATO contro la Russia. L’Olanda è, dopo gli USA, il secondo esportatore mondiale di cibo.

 

Queste politiche di riduzione dei fertilizzanti adottate dai Paesi Bassi e dallo Sri Lanka, ora al collasso, derivano dagli obiettivi di sviluppo sostenibile «Agenda 2030» delle Nazioni Unite promosse a piene mani dal World Economic Forum di Klaus Schwab, di cui è membro il nuovo presidente cingalese Ranil Weckremesinghe.

 

Gli agricoltori hanno iniziato a protestare pacificamente contro la politica del loro governo all’inizio di quest’estate, mobilitando i loro trattori e le loro attrezzature agricole.

 

La polizia olandese ha risposto con arresti di massa e ha persino sparato sui manifestanti pacifici. Aveva già sparato sui manifestanti anti-restrizioni pandemiche ad a Rotterdam a inizio anno, quando si videro scene di violenza inaudita, con i cani poliziotto a sbranare i dimostranti.

 

Come riportato da Renovatio 21, le proteste si sono estese in Europa, soprattutto in Germania, dove minacciano di gonfiarsi nei prossimi mesi.

 

Il ministro dell’agricoltura olandese Henk Staghouwer si è improvvisamente dimesso martedì a causa delle proteste diffuse.

 

Le immagini di agenti in borghese che acciuffano i manifestanti le abbiamo viste anche in Italia, a Milano per esempio, negli ultimi sabati della protesta anti-green pass.

 

 

 

 

 

 

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Protesta

Enorme manifestazione a Mosca a favore dei referendum in Donbass: le immagini

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In Occidente hanno mostrato le immagini delle proteste contro la mobilitazione militare russa – più lo stuolo di fake news del caso.

 

Più difficilmente, vi hanno fatto vedere queste immagini: colossale manifestazione a Mosca per sostenere i referendum in Donbass.

 

«Noi non abbandoniamo i nostri» canta fieramente la folla trovatasi in Manezhnaja ploshad, piazza del maneggio.

 

 

 

Niente di tutto questo è visibile sui canali occidentali, dove circolano invece le fake news dell’interminabile coda di auto russe al confine con la Finlandia.

 

Siamo messi così.
 

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Protesta

Migliaia protestano a Bruxelles contro le bollette e il costo della vita impazziti

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Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza a Bruxelles lo scorso 21 settembre chiedendo un’azione del governo per abbassare i prezzi impossibili di carburante ed elettricità. Lo riporta Euronews.

 

Si stima che due terzi dei belgi non siano in grado di pagare le bollette energetiche. Il governo sta debolmente considerando di cercare un tetto massimo a livello dell’UE sui prezzi del gas.

 

«L’aumento dei prezzi dei generi alimentari, l’incredibile bolletta energetica e la frustrazione nei confronti di politici e datori di lavoro hanno portato 10.000 persone nelle strade di Bruxelles » scrive Euronews. «Vestiti di verde, blu e rosso, i colori dei tre sindacati principali – la rabbia era palpabile mentre si radunavano nel centro della città».

 

 

Uno sciopero generale è previsto per l’8 novembre in Belgio.

 

Da notare come la chiamata alla mobilizatsija di Vladimir Putin dell’altro giorno sembri aver mobilitato anche un anziano locale, che si è unito alla protesta.

 


Dopo la Babushka Z, ecco il Dedushka Z, il Nonno Z, fare capolino in uno dei quartier generali degli avversari di Mosca.

 

Bene così.

 

 

 

Immagine screenshot da Twitter

 

 

 

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Protesta

32 mila persone alla manifestazione anti-inflazione di Vienna

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Oceanica manifestazione in Austria contro la situazione economica che sta rendendo impossibile sopravvivere.

 

«Wir wollen keine Millionen, wir wollen essen, heizen, wohnen», era una delle scritte visibili durante la protesta:  «Non vogliamo milioni, vogliamo mangiare, riscaldarci, vivere»,

 

La manifestazione si è tenuta nella capitale il 17 settembre, così come le manifestazioni in altre nove grandi città, è state organizzata da una coalizione di numerose organizzazioni, guidate dalla Federazione austriaca dei sindacati (ÖGB).

 

 

 

Secondo l’ÖGB, un totale di 32.600 persone hanno preso parte alle marce di protesta, che si sono svolte in tutte le province, nonostante il clima inospitale.

 

Di gran lunga la più grande manifestazione è stata a Vienna, che ha attirato circa 20.000 persone.

 

La manifestazione di Vienna è stata sostenuta dalla leadership dei socialdemocratici dell’opposizione, nonché dal presidente austriaco Alexander van der Bellen, membro del Partito dei Verdi.

 

Come riportato da Renovatio 21, anche nella vicina Praga poche settimana fa c’è stata un’immensa manifestazione contro l’aumento dei prezzi, le sanzioni antirusse e la politica di governo. La Repubblica Ceca ha annunciato mesi fa di aver esaurito i depositi di armi per dare tutto all’Ucraina.

 

Vienna era già stata teatro di manifestazioni in quanto era stata, nel cuore del biennio pandemico, epicentro della battaglia per gli obblighi vaccinali, con un apartheid biotico indetto dal governo contro i non-vaccinati, votando una legge che li avrebbe perfino messi in prigioni speciali. Quest’anno il governo di Vienna ha inoltre detto che multerà fino a 50 mila euro i media che violeranno le regole di censura imposte dalla UE.

 

Due mesi fa il capo dell’agenzia di sicurezza e intelligence austriaca (DSN) Omar Haijawi-Pirchner ha dichiarato di non escludere la possibilità di rivolte nel Paese durante la probabile crisi energetica di questo autunno.

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

 

 

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