La nuova ordinanza del Ministro Speranza: prove di museruola sanitaria totale

 

 

 

 

Chiusura di discoteche e sale da ballo all’aperto o al chiuso e obbligo di indossare la mascherina all’aperto dalle 18.00 alle 06.00 del mattino: è ciò che prevede l’ultima ordinanza firmata il 16 agosto dal ministro alla Salute, Roberto Speranza, al termine di un confronto con i governatori delle Regioni.

 

Le nuove regole entrano in vigore da lunedì 17 agosto, «per dare un segnale forte al Paese facendo capire che bisogna tenere alta l’attenzione», commenta con fierezza Speranza. 

 

«Per dare un segnale forte al Paese facendo capire che bisogna tenere alta l’attenzione», commenta con fierezza Speranza

Subito dopo l’annuncio ufficiale, è scoppiata la rivolta fra i gestori dei locali, che attraverso Silb (sindacato italiano locali da ballo) fanno sapere che col nuovo stop «sono a rischio 4 miliardi di euro», di fatturato, senza contare il danno già avuto nei precedenti mesi di lockdown. 

 

«La conferenza Stato-Regioni decreta la chiusura delle attività di intrattenimento. Prendiamo atto del provvedimento, basato su un aumento dei contagi. Non ci sentiamo responsabili» — ha commentato Maurizio Pasca, Presidente di Silb Fipe-Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da ballo e di spettacolo, chiedendo al governo immediati aiuti per queste attività messe nuovamente in ginocchio.

 

«Le nostre attività — prosegue Pasca in una nota a margine dell’annuncio dell’ordinanza del ministro Speranza — hanno lavorato al pari di altri settori della società: la gente vive a contatto e spesso si assembra in ogni dove da due mesi a questa parte. In spiaggia, al bar, per strada, ovunque. Nonostante ciò tutte le attività restano aperte. La discoteca è un grandioso capro espiatorio»

 

 Il ragionamento del sindacato per le sale da ballo non fa una piega. 

 

D’altronde la stessa nuova ordinanza, come detto, prevede l’obbligo di utilizzo della mascherina anche all’aperto, «negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie, lungomari) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale», come si legge nel testo. 

 

Mascherina, in pratica ovunque: tranne — forse — nel giardino della propria abitazione.

In pratica ovunque: tranne — forse — nel giardino della propria abitazione.

 

È indubbio poi che il virus dorma dalle 6.00 del mattino fino alle 18.00, per poi svegliarsi durante le ore di movida notturna seminando fior fior di contagi. Dal tardo pomeriggio fino all’alba il COVID circola; durante le ore diurne, forse a causa del caldo, se ne sta al fresco a riposare indisturbato.

 

Basta guardare i numeri (quelli italiani sono fra l’altro i più bassi in Europa, come ammette pure Speranza) per comprendere che ci troviamo dinanzi ad una nuova dittatura sanitaria nella quale la museruola, alias mascherina, deve diventare un incontrovertibile status quo: nell’ultimo bollettino si legge di 629 nuovi casi di soggetti positivi a Sars-Cov-2; nelle ultime ventiquattro ore, a fronte di questo numero di «contagi», i morti sono 4, i pazienti ricoverati con sintomi sono 764 (-7, -0,9%; al 16 agosto; -15 al 15 agosto) di cui 55 in terapia intensiva (-1, -1,8% al 16 agosto; +1 al 15 agosto). 

È indubbio poi che il virus dorma dalle 6.00 del mattino fino alle 18.00, per poi svegliarsi durante le ore di movida notturna seminando fior fior di contagi

 

Stiamo parlando di numeri inesistenti, di decessi sostanzialmente e proporzionalmente inesistenti, di complicanze della malattia non solo inesistenti, ma anche in negativo, con ricoveri in diminuzione sia nei reparti infettivi che in quelli di terapia intensiva. 

 

55 persone ricoverate in terapia intensiva su un totale di 14.733 casi attualmente attivi (che sono quelli tamponati) è il 3,7% circa. 

 

Stiamo parlando di numeri inesistenti, di decessi sostanzialmente e proporzionalmente inesistenti, di complicanze della malattia non solo inesistenti, ma anche in negativo, con ricoveri in diminuzione sia nei reparti infettivi che in quelli di terapia intensiva

L’emergenza è finita da un pezzo, lo dicono più che mai i numeri e il fatto che i ricoveri siano in costante calo perché i soggetti positivi vengono tranquillamente curati presso il proprio domicilio, cosa che nei mesi scorsi non accadeva così frequentemente — e questo spiega altresì l’intasamento di tutti i reparti ospedalieri.

 

Tuttavia, l’intento è quello di ricreare il panico non solo fra la comune popolazione, ma anche nel mondo del lavoro e di alcune attività, che si trovano costrette a fermarsi nuovamente. Come già abbiamo spiegato, è bastato creare il neologismo: da «portatori sani» — e quindi persone sane, in ottima salute — siamo diventati tutti «asintomatici», ovvero, per il nuovo linguaggio del dogmatismo sanitario, soggetti potenzialmente malati e infetti, quindi poco sani e abbastanza malati, portatori di malattie, per non far mancare nulla e creando un sanissimo presupposto di emarginazione sociale dove il potenziale malato ed il potenziale infetto sono quelli da tenere lontani: perché no, reclusi in casa 40 giorni per essersi permessi di fare uno starnuto all’aria aperta.

 

Basterà l’obbligo di indossare una mascherina all’aria aperta per tappare la bocca obbedendo tutti a testa bassa alle normative del Nuovo Ordine Psico-Sanitario?

L’impatto di tali scelte sanitarie, oltre ad alimentare il panico sociale, creerà sempre più diffidenza a livello di turismo, minando così l’economia già devastata a 360º. Tranne per una parte di popolazione: quella statale, assistita, garantita, che non ne esce danneggiata economicamente ma anzi ne esce rinvigorita, riposata, foraggiata. 

 

Qualcuno, questa volta, avrà la forza ed il coraggio per reagire con virilità d’animo? O basterà l’obbligo di indossare una mascherina all’aria aperta in tutta Italia — dalle 18.00 alle 06.00, quando il virus si desta dalla pennichella diurna — per tappare la bocca obbedendo tutti a testa bassa alle normative del Nuovo Ordine Psico-Sanitario?

 

Cristiano Lugli