Spazio
La Cina vuole riportare campioni dalla superficie di Marte entro il 2028
Mentre Elon Musk annuncia una missione umana su Marte entro quattro anni, anche la Repubblica Popolare Cinese fa proclami riguardo la conquista del pianeta rosso.
La Cina infatti intende effettuare due lanci su Marte per prelevare campioni dalla superficie del pianeta e riportarli sulla Terra intorno al 2028.
Questo obiettivo specifico per l’imminente missione cinese Tianwen-3 è stato segnalato il 5 settembre da Liu Jizhong, capo progettista della missione. A meno che un’altra agenzia spaziale non cambi i suoi piani, questa sarà la prima missione di ritorno del campione su Marte.
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La massima priorità scientifica della missione è cercare tracce di vita sul pianeta rosso e si farà attenzione a prevenire l’introduzione di microbi dalla Terra. La Cina è aperta alla cooperazione internazionale sulla condivisione di campioni e dati, sulla progettazione del carico utile e sulle missioni future.
«Attualmente, guardando i progressi di vari paesi in tutto il mondo, si prevede che la Cina diventerà il primo paese a restituire campioni da Marte», ha osservato Wu Weiren, capo progettista del progetto cinese di esplorazione lunare, durante il «Giorno dello spazio cinese» di quest’anno, il 24 aprile.
Guardando al futuro, la missione Tianwen-4, ancora nelle prime fasi di pianificazione, mira a esplorare Giove e le sue lune, per poi viaggiare verso Urano.
Tianwen («Domande al cielo») è il nome di un famoso poema classico cinese attribuito a Qu Yan (340 a. C circa – 278 a. C. circa) contenuto nella raccolta Chi ci, scritta nel III secolo a.C. durante il cosiddetto periodo dei regni combattenti (453 a.C.–221 a.C.). Il Tianwen è lo scritto che contiene grande quanti di miti cinesi.
La missione Tianwen-1 è atterrata su Marte nel 2021, mentre il lancio di Tianwen-2, una missione di ritorno di campioni di asteroidi come OSIRIS-REx della NASA o Hayabusa2 dell’agenzia spaziale giapponese JAXA, è previsto per il prossimo anno.
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Come riportato da Renovatio 21, la nuova corsa internazionale verso la Luna si sta intensificando in grande stile e la Cina si pone tra i paesi più avvantaggiati nella sfida cosmonautica che poche potenze al mondo sono in grado di portare avanti. Essa non ha dubbi riguardo l’idea di sfruttare le risorse minerarie della Luna.
Due mesi fa, dopo una lunga preparazione, la sonda lunare cinese Chang’e-6 è tornata dal lato oscuro della Luna con campioni minerari. Due anni fa gli scienziati cinesi avevano dichiarato di aver scoperto un nuovo minerale sulla Luna.
L’elemento più promettente è sicuramente l’elio-3, che sul satellite vi sarebbe in abbondanza. L’elio-3 è considerato da alcuni il combustibile del futuro quando sarà avanzata la tecnologia di fusione nucleare.
Due settimane fa è emerso che scienziati cinesi hanno lavorato alla possibilità di estrarre acqua dal suolo lunare.
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Immagine di China News Service via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported
Spazio
Il Comando Spaziale degli Stati Uniti progetta armi nello spazio
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Geopolitica
Elon Musk impedisce all’Ucraina di utilizzare Starlink per attacchi in profondità in Russia
Elon Musk ha negato all’Ucraina l’autorizzazione a impiegare il proprio servizio satellitare Starlink per pilotare attacchi di droni in profondità nel territorio russo. Lo riporta The Atlantic, che fa riferimento a due strette fonti vicine all’ex ministro della Difesa ucraino Mikhail Fedorov, licenziato il mese scorso tra polemiche e sospetti.
La testata statunitense, di proprietà della vedova di Steve Jobs, riferisce che Fedorov, esperto di tecnologie e sostenitore della guerra basata sui droni, destituito dal suo incarico il mese scorso, starebbe tentando attraverso canali non ufficiali di persuadere Musk, senza però ottenere finora alcun via libera.
«Al momento non è stata presa alcuna decisione positiva», ha dichiarato un alleato di Fedorov. «Elon continua a ripetere che è ora di raggiungere un accordo», ha aggiunto la fonte.
In precedenza The Atlantic aveva già scritto che, durante la sua visita negli Stati Uniti il mese scorso, il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj aveva chiesto a Donald Trump di intervenire presso il suo stretto alleato Musk, ma Trump aveva evitato di impegnarsi.
Poco dopo l’inizio del conflitto con la Russia nel febbraio 2022, Musk aveva donato decine di migliaia di terminali Starlink all’Ucraina. Ben presto, però, era entrato in contrasto con le autorità di Kiev, invitandole a concentrarsi su un accordo di pace tra Mosca e l’Ucraina e mettendo ripetutamente in guardia sul rischio che lo scontro potesse degenerare nella «Terza Guerra Mondiale».
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Nel 2023 l’imprenditore aveva confermato le voci secondo cui aveva rifiutato la richiesta ucraina di utilizzare Starlink per colpire la Flotta russa del Mar Nero e le basi navali in Crimea. «Se avessi accettato la loro richiesta, SpaceX sarebbe stata esplicitamente complice di un grave atto di guerra e di escalation del conflitto», aveva dichiarato all’epoca.
La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha affermato il mese scorso che Musk dovrebbe spegnere completamente Starlink in Ucraina se davvero intendesse «smettere di far morire la gente».
Secondo quanto riportato, la posizione di Musk costituisce un secondo serio contraccolpo per la diplomazia ucraina, dopo che Trump ha ritirato la precedente promessa di concedere a Kiev una licenza per produrre missili di difesa aerea Patriot e ha respinto la richiesta di ulteriori intercettori. Zelens’kyj e le forze armate ucraine hanno dichiarato questa settimana che il Paese fatica a contrastare gli attacchi russi su Kiev e altre città.
La decisione improvvisa di Zelens’kyj di destituire Fedorov ha provocato proteste di piazza in tutta l’Ucraina, con manifestanti e diversi attivisti di rilievo che ne chiedevano il reintegro. Zelens’kyj ha risposto all’indignazione pubblica licenziando il comandante in capo, il generale Aleksandr Syrsky, con il quale Fedorov avrebbe avuto divergenze su priorità e scelte tattiche.
Il sistema satellitare Starlink è stato protagonista della guerra ucraina sin dal principio.
Durante il conflitto Musk «spense» l’accesso a Starlink delle forze ucraine in vista di un attacco alla marina russa in Crimea che potrebbe aver scatenato, a suo dire, la Terza Guerra Mondiale. Kiev di contro lo apostrofò come «malvagio».
A marzo 2025 Musk ha dichiarato che l’esercito ucraino dipende completamente da Starlink e disattivarlo significherebbe il collasso di «tutta la linea del fronte», ha affermato Elon Musk, CEO di Tesla e SpaceX.
«Tutta la loro prima linea crollerebbe se la spegnessi», ha scritto, sostenendo che il conflitto tra Russia e Ucraina è diventato una situazione di stallo e che la pace deve essere raggiunta ora. «Quello che mi disgusta sono anni di massacri in una situazione di stallo che l’Ucraina perderà inevitabilmente. Chiunque ci tenga davvero, pensi davvero e capisca davvero vuole che il tritacarne si fermi».
Come riportato da Renovatio 21, sempre ad inizio 2025 la nuova amministrazione Trump appena insediata aveva minacciato Kiev di chiudere l’accesso a Starlink.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Spazio
Razzo SpaceX si schianta sulla Luna
#BREAKING: 🇺🇸 SpaceX Falcon 9 stage smashed into the Moon near Einstein Crater at over 5000 mph!
[Video is AI simulation not real footage] #SpaceX #MoonImpact #Falcon9 https://t.co/v0P56RC2lO pic.twitter.com/KSs5tgpYOR — Twilight (@TwilightDewy) August 6, 2026
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