Geopolitica
Israele si ritira parzialmente da Gaza dopo aver «ascoltato» gli USA
Il ritiro delle truppe da Gaza indica che Israele sta «ascoltando» Washington, che da tempo sollecita lo Stato Ebraico a passare ad operazioni militari a bassa intensità. Lo riporta un articolo del sito Politico.
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno annunciato lo scorso fine settimana che avrebbero ritirato cinque brigate dal combattimento a Gaza, comprendenti migliaia di soldati.
La decisione dell’IDF di ridurre la presenza delle sue truppe nell’enclave palestinese è vista come «un segnale che Israele sta finalmente cominciando ad abbandonare i bombardamenti su larga scala e ad attaccare più mirati e chirurgici contro gli alti dirigenti di Hamas», come Washington ha ripetutamente sollecitato. nel mezzo di un crescente bilancio delle vittime civili tra gli abitanti di Gaza, ha riferito Politico, citando funzionari statunitensi anonimi.
«Quello a cui stiamo assistendo è l’inizio di una transizione», ha detto un funzionario, mentre un altro ha aggiunto che Washington era «contenta di vedere il cambiamento» ma avrebbe voluto che fosse accaduto molto prima, secondo il quotidiano.
Sostieni Renovatio 21
L’uccisione del vice leader di Hamas Saleh al-Arouri da parte di un attacco di droni in un sobborgo di Beirut, martedì, potrebbe essere «un altro segno che Israele è pronto a passare a ulteriori operazioni chirurgiche», ha detto la fonte di Politico.
Il primo ministro libanese Najib Mikati ha definito l’uccisione di Arouri «un nuovo crimine israeliano volto a trascinare inevitabilmente il Libano in una nuova fase di confronto».
In risposta, un portavoce del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, Mark Regev, ha affermato che «chiunque abbia effettuato questo attacco è stato molto chirurgico e ha puntato ad un obiettivo di Hamas perché Israele è in guerra», senza confermare o negare il coinvolgimento dell’IDF.
A metà dicembre, il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Jake Sullivan aveva ricordato che Washington ha ripetutamente esortato Israele a spostare la sua operazione militare ad alto ritmo a Gaza in una «campagna a bassa intensità, chirurgica, mirata e mirata», aggiungendo che una volta attivata questa fase, non ci sarà più alcun rifugio per i leader di Hamas, poiché Israele ha il diritto di perseguire coloro che hanno pianificato ed eseguito gli attacchi del 7 ottobre.
Come riportato da Renovatio 21, alla fine di novembre, il premier israeliano Netanyahu aveva dichiarato in una conferenza stampa televisiva che Israele avrebbe «operato contro i leader di Hamas ovunque si trovino». Il Wall Street Journal aveva scritto che era in partenza una campagna di assassinii internazionale ordita dal Mossad.
Come riportato da Renovatio 21, due settimane fa i leader di Hamas avevano iniziato a fuggire dal Qatar che li ospitava dopo che Israele ha dichiarato che saranno braccati.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Israel Defense Forces via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial 2.0 Generic
Geopolitica
Coloni israeliani incendiano due moschee in Cisgiordania
Incendie criminel d’ une mosquée dans la ville de Qusra, au sud-est de Naplouse. https://t.co/UqURDjPzN4 pic.twitter.com/bhih7yQc8m
— CAPJPO – EuroPalestine (@Europalestine1) July 28, 2026
CONTRAIREMENT À LA FRANCE, LES INCENDIES EN CISJORDANIE, SONT CRIMINELS
Ci-dessous un exemple des multiples incendies criminels provoqués par les colons : celui du village d’Urif, au sud de Naplouse, ce dimanche. Ce qui ne pose aucun problème au régime israélien, au contraire.… pic.twitter.com/vemwFMKixy — CAPJPO – EuroPalestine (@Europalestine1) July 28, 2026
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Il Ciad si ritira dalla Corte Penale Internazionale dell’Aia
Il Ciad ha notificato alle Nazioni Unite il suo ritiro dalla Corte Penale Internazionale (CPI), accusando il tribunale con sede all’Aia di parzialità politica e di prendere di mira in modo sproporzionato i paesi africani.
Il ministero degli Esteri ciadiano ha annunciato lunedì la «decisione sovrana» a seguito di quella che ha definito una revisione approfondita dell’operato della Corte sin dalla sua entrata in funzione nel 2002. In base allo Statuto di Roma, il ritiro avrà effetto un anno dopo la notifica.
N’Djamena ha affermato che l’efficacia della CPI è rimasta «limitata e discontinua», sostenendo che nove delle tredici indagini conteggiate riguardavano paesi africani.
Secondo quanto affermato dal ministero, l’operato della Corte ha creato la diffusa percezione che il suo lavoro sia costantemente concentrato sul Sud del mondo, in particolare sull’Africa, rendendo il continente una «vittima consenziente di una forma di strumentalizzazione politica della CPI».
Sostieni Renovatio 21
Il Ciad ha aderito allo Statuto di Roma nel 2006. Il suo ritiro fa seguito alla richiesta, avanzata la scorsa settimana dagli Stati Uniti, a N’Djamena di riconsiderare la sua adesione alla Corte penale internazionale. Il ministro degli Esteri Abdoulaye Sabre Fadoul ha tuttavia negato che il ritiro del Ciad sia avvenuto su richiesta di Washington. La decisione giunge inoltre in un contesto di accuse secondo cui il Ciad avrebbe agevolato il transito di armi attraverso il suo territorio verso le Forze di supporto rapido paramilitari sudanesi. N’Djamena ha ripetutamente negato qualsiasi coinvolgimento nella guerra civile sudanese.
Con questa decisione, il Ciad diventa il quinto Paese a iniziare il processo di ritiro dalla CPI, dopo il Venezuela, e dopo Burkina Faso, Mali e Niger, anch’essi Paesi del Sahel. La CPI ha confermato all’inizio di questo mese di aver ricevuto a giugno le notifiche formali di ritiro da Niger, Mali e Burkina Faso. I tre membri dell’Alleanza degli Stati del Sahel (AES) avevano annunciato l’intenzione di abbandonare la Corte nel 2025, definendola uno «strumento di repressione neocoloniale».
Il Burundi è stato il primo Paese a ritirarsi dallo Statuto di Roma nel 2017, accusando la Corte di prendere di mira deliberatamente gli africani per i procedimenti giudiziari. Le Filippine hanno seguito l’esempio nel 2018, definendo la CPI uno «strumento politico». Il Venezuela ha annunciato il suo ritiro venerdì, denunciando una «discriminazione geografica» nei confronti dell’Africa, dell’America Latina e, più in generale, del Sud del mondo.
In una dichiarazione del 1° luglio, la presidenza della CPI ha affermato che la Corte «si trova al centro del sistema internazionale di responsabilità». Ha avvertito che le decisioni degli Stati membri «di disimpegnarsi dallo Statuto di Roma rischiano di compromettere la ricerca collettiva della giustizia e di indebolire gli sforzi globali per porre fine all’impunità».
Come riportato da Renovatio 21, la CPI due anni fa aveva ordinato alla Mongolia di arrestare Putin. L’Argentina aveva invece chiesto l’arresto da parte della CPI dell’ex presidente venezuelano Nicolas Maduro.
Un caso interessante è quello dell’ex presidente filippino Rodrigo Duterte, il quale è stato estradato ed imprigionato all’Aia anche se il suo Paese non è membro della CPI. Dal carcere nella capitale olandese, il Duterte è riuscito comunque a vincere le elezioni a sindaco nella sua città natale.
Il mandato di arresto nei confronti del premier israeliano Beniamino Netanyahu non pare invece essere preso sul serio da nessuno, nemmeno dal sindaco islamo-socialista di Nuova York Mamdani, che ha minacciato di eseguire l’arresto ma poi, pur definendolo un «criminale di guerra che appartiene alla galera», ha dichiarato di non avere il potere per il fermo.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Tony Webster via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Geopolitica
Trump afferma che Stati Uniti e Iran stanno avendo colloqui «amichevoli»
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Pensiero2 settimane faEcône e il vero ordine mondiale
-



Bioetica1 settimana faLa bambina risucchiata dal bocchettone della piscina e la morte cerebrale
-



Sport e Marzialistica1 settimana faIl disonore nella sconfitta: il comportamento indegno ed infantile dell’Argentina dopo la finale persa
-



Salute2 settimane faI malori della 29° settimana 2026
-



Salute2 settimane faMorto in Thailandia l’influencer bodybuilder Connor Murphy
-



Spirito2 settimane faIl cardinale Sarah dichiara all’UE che l’ideologia di genere e il fondamentalismo islamico sono «bestie apocalittiche»
-



Geopolitica1 settimana faPerché Israele tifa Argentina?
-



Predazione degli organi2 settimane faI medici cominciano a sostenere la tesi a favore della «morte tramite donazione di organi»












