Politica
Israele approva la pena di morte per i palestinesi, ma non per gli israeliani ebrei che commettono crimini identici
Israele ha approvato la pena di morte per i palestinesi, ma non per gli israeliani che commettono lo stesso crimine.
La controversa legge, approvata lunedì, prevede la pena di morte come condanna predefinita per i palestinesi condannati dai tribunali militari per attentati terroristici mortali. 62 parlamentari, tra cui il primo ministro Benjamino Netanyahu, hanno votato a favore, mentre 48 si sono opposti al controverso disegno di legge, che è stato condannato dalla Gran Bretagna. C’è stata un’astensione e gli altri parlamentari non erano presenti.
Domenica, Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia hanno espresso «profonda preoccupazione» per il disegno di legge, affermando che rischia di «minare gli impegni di Israele in materia di principi democratici».
Nei giorni precedenti al voto, il ministro della sicurezza nazionale, il sionista Itamar Ben Gvir, aveva indossato una spilla a forma di cappio, a simboleggiare il suo sostegno alla legge. «Abbiamo fatto la storia!!! Lo avevamo promesso. E abbiamo mantenuto la promessa», ha scritto il Ben Gvir su X dopo il voto.
Today, the State of Israel has taken a historic and necessary step in the global fight against terrorism.
The passage of the law allowing for the death penalty for terrorists who commit premeditated, nationalistically motivated acts of murder sends a clear message: those who… pic.twitter.com/5al3vgDU6j
— איתמר בן גביר (@itamarbengvir) March 31, 2026
Video del Ben Gvirro che festeggia felice stanno circolando in rete. «Presto li conteremo uno per uno» dice versando alcolici ad un gruppo di amici con la kippah.
VIDEO | Israeli National Security Minister Ben Gvir, outside the Knesset chamber, celebrates the passing of the death penalty law for Palestinian detainees, describing it as historic and saying, “Soon we will count them one by one.” pic.twitter.com/yc4Aan0dLf
— The Cradle (@TheCradleMedia) March 30, 2026
Israel’s NS Minister Ben Gvir pops champagne to celebrate Knesset’s passage of a death penalty law for Palestinian detainees. He and his party members wore golden noose-shaped pins.
“Soon we will get them one by one.”
Netanyahu, who almost never votes, also came in to say… pic.twitter.com/VLXRd1nwcz
— Chay Bowes (@BowesChay) March 31, 2026
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Il disegno di legge renderà la pena di morte la sanzione predefinita per i palestinesi nella Cisgiordania occupata da Israele riconosciuti colpevoli di aver intenzionalmente compiuto attacchi mortali considerati «atti di terrorismo» da un tribunale militare israeliano. Si afferma che la pena può essere ridotta all’ergastolo in «circostanze particolari».
Un gruppo di esperti delle Nazioni Unite ha affermato che il disegno di legge includeva definizioni vaghe di «terrorista», il che significa che la pena di morte potrebbe essere inflitta per «condotte che non sono di natura genuinamente terroristica». I palestinesi in Cisgiordania vengono automaticamente processati dai tribunali militari israeliani.
Il disegno di legge stabilisce che la condanna a morte debba essere eseguita tramite impiccagione, aggiungendo che l’esecuzione deve avvenire entro 90 giorni dalla sentenza, con un possibile rinvio fino a 180 giorni.
Il disegno di legge sembra essere in conflitto con le Leggi fondamentali di Israele, che vietano la discriminazione arbitraria. Poco dopo la sua approvazione, un’importante organizzazione per i diritti umani ha annunciato di aver presentato ricorso alla Corte Suprema chiedendo l’annullamento della legge.
«La legge crea due percorsi paralleli, entrambi pensati per essere applicati ai palestinesi», ha dichiarato l’Associazione per i diritti civili in Israele in un comunicato.
«Nei tribunali militari, che hanno giurisdizione sui palestinesi della Cisgiordania, si tratta di una condanna a morte pressoché obbligatoria», ha affermato l’organizzazione per i diritti umani.
Nei tribunali civili, la disposizione di legge secondo cui gli imputati devono aver agito «con l’obiettivo di negare l’esistenza» di Israele «esclude strutturalmente i responsabili ebrei», ha aggiunto il gruppo.
L’associazione ha sostenuto che la legge dovesse essere annullata sia per motivi giurisdizionali che costituzionali. Durante il dibattito in parlamento, Ram Ben Barak, parlamentare dell’opposizione ed ex vicedirettore del Mossad, ha espresso indignazione per la legge. «Capite cosa significa che esiste una legge per gli arabi in Giudea e Samaria e una legge diversa per il resto della popolazione, di cui è responsabile lo Stato di Israele?», ha chiesto ai colleghi parlamentari, usando il nome israeliano per la Cisgiordania. «Dice che Hamas ci ha sconfitti. Ci ha sconfitti perché abbiamo perso tutti i nostri valori».
La proposta di legge è stata presentata da Limor Son Har-Melech, una parlamentare del partito di Ben Gvir che anni fa è sopravvissuta a un attentato perpetrato da militanti palestinesi in cui suo marito è stato ucciso.
«Per anni abbiamo sopportato un crudele ciclo di terrore, prigionia, rilascio in seguito ad accordi sconsiderati e il ritorno di questi mostri umani per assassinare nuovamente gli ebrei», ha affermato. «E oggi, amici miei, questo ciclo si è chiuso».
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L’ Autorità Palestinese ha condannato l’adozione della legge, affermando che «Israele non ha sovranità sui territori palestinesi». «Questa legge rivela ancora una volta la natura del sistema coloniale israeliano, che cerca di legittimare le uccisioni extragiudiziali sotto copertura legislativa», ha aggiunto.
A febbraio Amnesty International aveva esortato i legislatori israeliani a respingere la legge, citandone l’«applicazione discriminatoria nei confronti dei palestinesi».
Non è privo di significato il fatto che il Ben Gvir – noto come estremista discepolo del rabbino ultrasionista e suprematista Meir Kahane – come ministro della sicurezza controlli di fatto la polizia dello Stato Giudaico, e abbia avuto nel tempo contrasti persino con il capo dei servizi interni Shin Bet, Ronen Bar, che lo ha accusato di essere, con i coloni che sostiene, un pericolo per Israele.
Israele ha abolito la pena di morte per omicidio nel 1954. L’unica persona mai giustiziata in Israele dopo un processo civile è l’ufficiale nazista Adolfo Eichmann (1906-1962), ritenuto uno degli artefici dello sterminio degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1962.
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Politica
Parlamentare israeliano distrugge un monumento palestinese sotto scorta delle Forze di Difesa Israeliane
Martedì, un parlamentare israeliano di estrema destra ha distrutto un monumento commemorativo dedicato ai palestinesi uccisi nel conflitto con Israele nella Cisgiordania occupata. L’azione è stata compiuta sotto scorta delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) e ha suscitato la condanna dell’esercito e di esponenti politici israeliani.
Zvi Sukkot, membro di HaTzionut HaDatit, il partito ultrasionista religioso del ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, ha dichiarato di essersi recato nel villaggio di Madama, in Cisgiordania, per rimuovere un monumento che «glorificava gli assassini di ebrei».
Un video dell’incidente, diffuso online, mostra Sukkot e un altro uomo che distruggono il monumento a colpi di mazza, mentre un soldato israeliano con un fucile d’assalto osserva la scena da vicino.
🔴 ‘MK Zvi Sukkot is not the sovereign in the territories,’ FM Sa’ar tacitly condemns far-right MK over Palestinian memorial demolition https://t.co/S6ne6FYq7Z pic.twitter.com/DWvaNeSXb0
— i24NEWS English (@i24NEWS_EN) August 25, 2026
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Le immagini riprese da un corrispondente di RT mostrano il monumento deturpato, con le piastrelle attorno alla base in pietra parzialmente frantumate.
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno affermato che il Sukkot aveva ricevuto il permesso di condurre un «tour dei monumenti» in Cisgiordania con scorta militare, ma ha «agito in modo ingannevole» e senza autorizzazione danneggiando il monumento.
L’ufficio del primo ministro dello Stato Giudaico Benjamin Netanyahu ha sottolineato che «farsi giustizia da soli, soprattutto da parte di personaggi pubblici, è inaccettabile». La dichiarazione non menzionava esplicitamente il Sukkot.
Gadi Eisenkot, principale rivale politico di Netanyahu, ha definito la bravata del parlamentare «una vergogna». «Ha mentito e ingannato le Forze di Difesa Israeliane e i loro comandanti, ha compromesso la sicurezza e ha infangato lo Stato di Israele nel suo complesso», ha dichiarato l’ex capo militare su X.
Il partito sionista religioso ultranazionalista di Sukkot è stato in prima linea nella recente spinta di Israele per un maggior numero di insediamenti nella Cisgiordania occupata, considerati illegali dal diritto internazionale dalle Nazioni Unite e dalla maggior parte della comunità internazionale.
La scorsa settimana, lo Stato degli ebrei ha aperto le gare d’appalto per la costruzione di oltre 1.200 nuove abitazioni nell’area, nell’ambito del progetto di espansione degli insediamenti presentato a luglio. I critici sottolineano che, se realizzato, il progetto rischia di dividere di fatto la Cisgiordania in due.
Anche la violenza da parte dei coloni è aumentata sensibilmente. Secondo quanto riportato dalle Nazioni Unite il mese scorso, nei primi quattro mesi di quest’anno si sono verificati circa 190 attacchi contro i palestinesi.
La spinta verso gli insediamenti è stata condannata a livello internazionale, con i leader di oltre una dozzina di Paesi europei che l’hanno definita «inaccettabile» in una dichiarazione congiunta di giovedì.
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In settimana coloni israeliani hanno sparato e ucciso un adolescente palestinese vicino a Hebron, nella Cisgiordania occupata.
A fine luglio due moschee erano state attaccate, con una data alle fiamme. Negli stessi giorni, un gruppo di coloni armati ha fatto irruzione in case e terreni agricoli alla periferia di Tel, a sud-ovest di Nablus, nelle prime ore del mattino. Gli abitanti si sono radunati per respingere l’aggressione, ma lo scontro è degenerato in una colluttazione tra palestinesi disarmati da una parte e coloni armati di fucili e soldati israeliani dall’altra. Le truppe israeliane e le guardie degli insediamenti hanno quindi aperto il fuoco contro un gruppo di palestinesi, uccidendo quattro persone.
Come riportato da Renovatio 21, coloni israeliani e soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno ucciso quattro palestinesi durante un attacco a un villaggio nella Cisgiordania occupata.
Poche settimane fa i coloni hanno di fatto sequestrato un deputato USA, il congressman della California Ro Kanna.
Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa l’esercito israeliano ha designato Taybeh, l’unico villaggio rimasto in Cisgiordania interamente abitato da cristiani, come «zona militare chiusa». La decisione è stata adottata nel contesto di un’escalation e di continui attacchi terroristici ebraici perpetrati dai «coloni» israeliani contro queste comunità.
Due mesi fa avevano hanno incendiato Taybeh. Continui attacchi dei coloni giudei terrorizzano la Cisgiordania anche queste ultime comunità cristiane, i cui sacerdoti chiesero aiuto durante l’assedio di mesi fa. Il vescovo ausiliare del Patriarcato latino di Gerusalemme William Shomali a marzo aveva denunciato l’escalation degli attacchi terroristici dei coloni israeliani contro i cristiani.
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A giugno era emerso che il governo israeliano avrebbe delineato un piano per erogare finanziamenti statali ai membri del gruppo estremista di coloni Hilltop Youth, stanziando circa 5,5 milioni di shekel (1,65 milioni di euro) per sussidi mensili ai suoi membri.
L’annessione della Cisgiordania, considerata come il vero premio per Israele dell’attuale crisi, è nei progetti dello Stato Ebraico da tempo. Incursioni militari si sono viste a inizio anno a seguito dell’esplosione di alcuni autobus, e poco prima erano stati effettuati raid aerei con relativa strage a Tulkarem. Due anni fa si ebbe l’episodio dei commando israeliani che entrarono in un ospedale cisgiordano travestiti da donna.
A febbraio 2024 ministri del gabinetto Netanyahu si trovarono ad un convegno che celebrava la colonizzazione celebrato con balli sfrenati su musica tunza-tunza.
In una strana umiliazione inflitta agli USA, due mesi fa il Parlamento israeliano (la Knesset) aveva votato per la «sovranità» sionista sulla Cisgiordania proprio mentre era in visita il vicepresidente americano JD Vance, che disse di sentirsi «insultato» dalla «stupida trovata». Trump ha dichiarato quindi che toglierà i fondi ad Israele qualora annettesse la Cisgiordania. Il presidente americano, contrariamente a quanto auspicato da ministri sionisti all’epoca della sua elezione, non sembra, almeno al momento, voler concedere allo Stato Giudaico l’anschluss di quella che gli israeliano chiamano «Giudea e Samaria».
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AfD vuole uscire da Schengen
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