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Intervista all’Avv. Enrico Manicardi di “Vivere liberi”

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Un importante corteo si è tenuto nella città di Modena lo scorso 19 luglio. Qualcuno ne ha fatto sapere qualcosa? Ovviamente no.

Così come in tante altre città, anche qui tanti cittadini, semplici padri e madri di famiglia sono scesi in piazza  sotto il silenzio dei media  in piazza per dire “NO” ad un decreto che vuole imporre le vaccinazioni – vero e proprio trattamento sanitario – a tutti i bambini senza indiscrezione, bypassando persino la volontà di tanti genitori non certi della sicurezza di questi farmaci preventivi inoculati fin dai primi mesi di vita in dosi fortemente massicce.

Per spiegare il senso della manifestazione e il punto in cui ci troviamo, abbiamo intervistato l’Avv. Enrico Manicardi, membro e portavoce del Comitato “Vivere liberi”,  che si è detto lieto di poter rilasciare un’intervista a Radio Spada.

CL: Avvocato Manicardi, lei è membro del neocostituito Comitato “Vivere Liberi” di Modena, organizzatore della manifestazione di mercoledì 19 Luglio scorso. Potrebbe raccontarci brevemente com’è andata e quante persone ha raccolto?

 

EM: La manifestazione mi pare sia andata benissimo: 400 persone consapevoli che, dalle ore 19:00 di un mercoledì di piena estate, hanno marciato in corteo per oltre un’ora lungo le vie della città, cantando slogan anche contro il governo e la svolta autoritaria che esso impone a tutti, gridando continuamente “Libertà!” e facendo sentire la loro voce di protesta; e poi partecipando per altre due ore al comizio che si è tenuto in una delle piazze principali di Modena, con tanti applausi per i relatori (che hanno cercatodi mettere in luce gli aspetti politici, tecnici e medicali della vicenda), intonando cori di libertà a sostegno delle loro parole e partecipando in maniera emozionata ed immedesimante alle testimonianze che hanno chiuso la serata: una giovane donna affetta da immunodepressione che ha lucidamente dichiarato di non voler essere strumentalizzata dal governo per la sua condizione di salute; una madre con un figlio che ha riportato danni alla salute di tipo irreversibile a causa della vaccinazione (e cioè l’autismo).

 

CL: Modena è abituata a questo tipo di manifestazioni? Cos’ha differenziato quella di ieri da una qualsiasi altra manifestazione?

 

EM: No, Modena è abituata alla quiete sociale, all’apatia, al silenzio rassegnato. Il decreto legge n.73/2017 (cosiddetto decreto Lorenzin) ha contribuito a smuovere le coscienze di tutti, e se un mese fa (il 18 Giugno) 400 persone hanno marciato per le vie del centro della città in una fiaccolata di protesta (fatto assolutamente ragguardevole per Modena), mercoledì scorso (19 Luglio) altrettante sono di nuovo scese per le strade del centro e della prima periferia per far sentire di nuovo il proprio “no!” alla deriva autoritaria che questo provvedimento sta imponendo. Erano anni che Modena non veniva scossa da una estate così animata da spirito di denuncia e di ribellione politica.

 

CL: I giornali locali il giorno dopo ne hanno parlato?

 

EM: C’erano diversi giornalisti alla partenza del corteo, e sono state fatte diverse interviste a noi membri del Comitato organizzatore. Alcune di queste interviste sono state poi mandate in onda dai telegiornali locali e altre hanno costituito la base per qualche articolo scritto. E’ vero che un quotidiano locale, nel dare la notizia, ha parlato di 200 persone in corteo quando invece erano 400 (ne siamo sicuri perché ci siamo contati), ed è vero anche che in qualche “resoconto” giornalistico del giorno dopo si è scritto che i manifestanti erano perlopiù favorevoli alle pratiche vaccinali ma non all’obbligo (quando invece tutti sappiamo che la maggior parte di chi protesta è contraria all’obbligo vaccinale ma anche alla pratica vaccinale in sé), tuttavia, in tempi di tirannia mediatica, con tutti i giornali nazionali imbavagliati e diventati protagonisti negativi di questa svolta autoritaria portata dalla sinistra al governo, non è poco.

 

CL: Il cosiddetto Decreto Lorenzin pare aver suscitato l’attenzione di tante persone, determinate fino in fondo a difendere il loro essere padri e madri, e quindi vantando altresì la libertà di scelta sui vaccini, che di fatto corrispondono ad un trattamento sanitario… Si è svegliato il can che dormiva?

 

EM: Mi pare proprio di sì! Ma quel che occorre comprendere è che il cosiddetto decreto Lorenzin non riguarda solo genitori e figli. Questo è ciò che il governo vuole farci credere per spezzare il fronte della resistenza. Quel che il governo sta attaccando è la Libertà, e la Libertà è di tutti (non solo di genitori e figli). Oggi il governo impone una sorta di TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) a tutti i bambini d’Italia, ma se non protesteremo tutti insieme (come si sta cercando di fare), se non faremo sentire uniti la nostra voce (come si sta cercando di fare), se non scenderemo nelle piazze per opporci decisamente a questa obbligatorietà (come si sta cercando di fare), domani i vaccini diventeranno obbligatori anche per tutti i maggiorenni (già si parla d’imporli adoperatori sanitari e della scuola); e se poi continueremo a stare zitti pensando che questo provvedimento liberticida riguardi solo genitori e figli, presto stabiliranno di mettere a tutti un bel braccialetto elettronico, di impiantare a tutti un bel microschips sottocutaneo e magari anche di obbligare ogni soggetto a farsi un bel tatuaggio d’identificazione anagrafica dietro all’orecchio, come già subiscono i cani.

Tutti i governi del mondo fanno sempre così: sia che sianodi destra o di sinistra, quando debbono attaccare la libertà degli individui lo fanno prima aggredendola in categorie particolari: prima leggi speciali per i poveri, in modo che siano solo loro a protestare, e quando tutto si quieta, le norme vengono estese a tutti gli altri. Prima leggi speciali per gli extracomunitari e poi per tutti; prima leggi speciali per gli operatori della scuola, o per i bambini, o per i cani, e poi per tutti.

Ci hanno attaccato sulla libertà e la difesa della libertà (proprio perché e di tutti) è sempre una questione politica: non dobbiamo avere paura delle parole. Dobbiamo riprenderci in mano anche la politica invece di delegarla sempre e soltanto a qualcun altro.

La protesta di mercoledì scorso (19 Luglio 2017), e quelle che di questi tempi si sono moltiplicate in tantissime piazze d’Italia, sono proteste politiche. Non partitiche, ma politiche: e cioè proteste di persone che vogliono mantenere nelle loro mani la libertà, la dignità e che rivendicano l’inviolabilità della persona.

Più saremo in grado di non limitarci all’incazzatura di pancia e di cuore, e la faremo diventare anche di testa (riflettendo su quel che questo provvedimento significa, sul suo senso e sulla portata anche storica di quel che sta accadendo), più la nostra resistenza sarà dura da smantellare; e non si fermerà con la conversione in legge del decreto.

 

CL: Sappiamo che nel comizio di mercoledì è intervenuto sotto vostro invito il dott. Stefano Montanari, insieme alla moglie una delle massime autorità sul tema vaccini. Cos’ha detto in proposito?

 

EM: Il dott. Montanari ha voluto essere presente a tutti i costi a questa manifestazione che si svolgeva nella “sua” città, e siccome si trovava materialmente in Francia, siamo riusciti a creare un collegamento telefonico con lui proprio per consentirgli di intervenire direttamente nella serata.

Il dott. Montanari ha parlato di questioni tecniche, di quel che si trova dentro i vaccini: a cominciare dal mercurio che – ha spiegato – è un componente necessario del vaccinostesso. Noi che facciamo tanto per mangiare cibo senza conservanti, adiuvanti e altri veleni, perché sappiamo bene quanto facciano male alla salute, come possiamo pensare di fare del bene dei nostri figli inoculando nel loro sistema immunitario del mercurio, dell’alluminio, della formaldeide?

E comunque, quel che si è detto negli interventi del comizio, anche aldilà dei preziosissimi spunti offertici dal dott.Montanari che ci ha onorato della sua partecipazionetelefonica, è un fatto importantissimo: e cioè che se è verissimo che i vaccini non sono né innocui né sicuri perché stracolmi di elementi tossici, è anche vero che essi fanno male a prescindere, e che la resistenza alla pratica vaccinale non si deve fermare solo alla tossicità degli elementi inoculati, ma estendersi alla filosofia che la sostiene.

Quel che spesso non sappiamo, infatti, è che la pratica vaccinale non è una verità calata dall’alto, ma si basa su di una idea, una ideologia: quella elaborata da Pasteur nell’Ottocento il quale – scambiando i sintomi del processo morboso con la causa – teorizzò che la malattia fosse la conseguenza dell’azione di germi patogeni che aggredirebbero e ucciderebbero gli umani e gli altri esseri viventi. Vivremmo cioè in un mondo naturalmente folle, e cioè nelle mani di una Natura maligna che vuole costantemente la nostra morte e di ogni essere vivente, condannandoci non solo alla paura perenne, ma – guarda caso – anche alla dipendenza perenne dai veleni prodotti dall’industria farmaceutica (farmaco deriva dal greco Pharmacon, e cioè veleno). Una teoria molto discutibile, mi pare. Del resto, come ogni altra teoria essa può essere errata, sbagliata, falsa. E soprattutto può essere criticata. Infatti, in tanti hanno criticato l’ideologia che muove le vaccinazioni, a cominciare dal dott. Claude Barnard, dal dott. Antoine Béchamp e da tutto il movimento dell’Igienismo Naturale (Isaac Jennings, Sylvester Graham, Arnold Ehret, Herbert Shelton). Questi studiosi, perlopiù medici, e comunque non invischiati con l’Industria delle Malattie, ci hanno spiegato che non è il batterio in sé il problema, ma il terreno biochimico ove esso si trova: se il terreno è forte, sano, ben curato (e cioè noi siamo in salute), il batterio fa solo il suo “lavoro” (che in genere è quello di tener pulito il sistema stesso); quando invece il terreno è indebolito, snervato, debilitato (da una vita stressante, da un’alimentazione inadatta, dalla mancanza di sole, aria pura, sorrisi, o dall’assunzione di farmaci in precedenza), ecco che il sistema stesso perde il suo equilibrio e compare la malattia. Dunque i germi patogeni non sono mai la causa della patologia ma, semmai, il risultato della stessa.

Occorre dunque cominciare anche a guardare a questi aspetti della vicenda, e a mettere in discussione tutto l’apparato culturale e ideologico che sta alla base di questi trattamenti sanitari che ci ammalano.

 

CL: Pensa che questa ondata di persone capaci ormai di riempire piazze in tutta Italia, nonostante l’insabbiamento creato ad hoc dai media, possa essere in grado di ottenere qualche cambiamento?
Qualcosa di molto importante è già stato ottenuto, su diversi fronti.

Intanto un numero sempre più consistente di persone si sta interrogando sulla questione, e sta dunque sviluppando una certa consapevolezza su di una materia che fino a ieri non era così in primo piano. D’altronde, il fatto che tante persone stiano scendendo in piazza per reclamare Libertà non è poco, se si considera che viviamo nell’era della televisione (una volta si sarebbe detto: del Grande Fratello) che spinge tutti a svagarsi e a distrarsi col suo divertimento preconfezionato (dalle ballerine alle partite di calcio).

Secondariamente, ci si sta cominciando a interrogare anche oltre la questione vaccinale e della libertà. Si sta cioè cominciando a mettere in discussione quello che fino a ieri sembrava per lo più un dogma: e cioè che i governi facciano sempre e soltanto il bene della gente. Un numero ogni giorno maggiore di persone si sta rendendo conto che non è così, e che i governi (di ogni colore) fanno soprattutto i lorointeressi, che sono economi e politici; e se ne fregano del bene della gente. Anzi la gente viene spesso usata, strumentalizzata e imbonita dai governi. Se vogliamoriprenderci in mano la nostra libertà dobbiamo cominciare a smettere di delegarla a politicanti, imbonitori e altri recuperatori sociali. Solo l’autogestione, l’autodeterminazione, l’autonomia personale può restituirci quella libertà che i governi ci tolgono coi loro diktat.

In terzo luogo, quel che si è ottenuto con questa battaglia sembra essere un piccolo ma importante passo indietro da parte dello Stato. Aspetteremo a vedere il testo della legge che uscirà dalla conversione del decreto, ma è certo che nessuno di quelli seduti sugli scranni che contano s’immaginava questa reazione popolare, e tutti ne sono rimasti in un qualche modo spaventati (politicamente parlando). Dunque non è certo un caso che le sanzioni siano state molto ridimensionate nell’ammontare e che la segnalazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni (per i provvedimenti sulla responsabilità genitoriale) sia stata stranciata. Da questo fatto possiamo solo trarre ulteriore entusiasmo, perché vuol dire che se le persone fanno sentire la loro voce possono ancora incidere sulla politica.

Naturalmente, siamo tutti consapevoli del fatto che questi ridimensionamenti legislativi sono perlopiù dei contentini utili a far cessare la protesta e farci accettare l’obbligatorietà. Non dobbiamo farci irretire. La battaglia è appunto sulla obbligatorietà, che deve essere tolta. E per fare questo dobbiamo tutti renderci conto che il decreto legge Lorenzin,e la balla dell’immunità di gregge che l’accompagna, hanno imposto un gravissimo cambio di paradigma: hanno cioè stabilito (o vorrebbero farlo) una nuova idea di “salute” stravolgendo quella che da sempre conosciamo. La salute cioè, non sarebbe più una condizione psico-fisica di benessere del soggetto, e dunque di esclusiva competenza del soggetto, ma una prerogativa dello Stato che la gestirebbe anche contro la volontà del soggetto (attraverso l’obbligo di cura). Questo è inaccettabile!

La salute ci appartiene, non è un bene comune, non è di proprietà dello Stato. Solo i sistemi totalitari stalinisti, fascisti e nazisti hanno concepito la salute dei cittadini come una prerogativa dello Stato. Se tollereremo che la salute non sia più nostra ma delle istituzioni che ci governano si aprirà una nuova fase veramente autoritaria nella nostra vita, perchéoggi lo Stato c’impone la vaccinazione, ma domani potrebbe imporci di prendere gli antibiotici quando lo vorrà e chissà, di questo passo, domani l’altro saranno imposti psicofarmaci a tutti coloro che scenderanno in piazza per protestare contro i provvedimenti del governo!

Come si vede la questione è molto delicata, e coinvolge tutti. Occorre dunque che tutti si continui a resistere, a lottare su ogni fronte, a difendere la salute, la dignitàumana, la libertà!

 

CL: Grazie, avvocato, per la sua gentile disponibilità e per il tempo dedicatoci.

 

EM: Grazie a voi per lo spazio che ci avete concesso con questa intervista, e per l’attività giornalistica di controinformazioneche state facendo su questi temi cruciali.

 

Chiunque fosse interessato a prendere contatto con il comitato Vivere Liberi, a trovarsi con noi per riflettere sulle questioni in campo e a proseguire nelle attività di resistenza, può scrivere alla nostra mail: comitatovivereliberi@libero.it

 

Cristiano Lugli

 

 

Articolo apparso in precedenza qui.

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Medico dell’esercito USA ammette: 28 soldati morti per i vaccini COVID

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Un medico dell’esercito statunitense avrebbe testimoniato di essere a conoscenza di 28 decessi occorsi tra militari americani e riconducibili ai vaccini contro il COVID-19. Lo riporta Politico, citando una deposizione resa in sede giudiziaria. La stessa funzionaria ha inoltre dichiarato che il governo statunitense sta attualmente indagando su 2.544 decessi segnalati successivamente alla somministrazione dei vaccini.

 

Secondo quanto riportato, a rendere questa testimonianza sarebbe stata Theresa Long, che ricopre anche il ruolo di consulente del segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr., nel corso di una deposizione datata 14 agosto, resa nell’ambito di un procedimento davanti a un tribunale federale della Virginia. Fino a questo momento non erano stati resi pubblici né i contenuti della sua testimonianza né il suo incarico presso il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS).

 

Sempre secondo quanto riferito, la Long avrebbe precisato che i 2.544 decessi non ancora verificati sarebbero stati segnalati al sistema di segnalazione degli eventi avversi da vaccino (VAERS) del dipartimento.

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L’ex presidente degli Stati Uniti Joe Biden aveva disposto l’obbligo vaccinale per l’intero personale militare statunitense, prevedendo il congedo per chi non si fosse adeguato: una misura che portò a oltre 9.000 congedi. Una volta tornato alla Casa Bianca, il presidente Donald Trump ha invece incaricato il Pentagono di offrire il reintegro a quanti erano stati congedati per essersi rifiutati di vaccinarsi.

 

I vaccini anti-COVID-19 realizzati su larga scala tramite la tecnologia a mRNA sono stati immessi sul mercato in tempi estremamente rapidi tramite una controversa manovra voluta da Trump chiamata Operation Warp Speed. In precedenza nessun siero mRNA era stato approvato, anche per vari test che avevano ucciso le cavie animali. La stessa farmaceutica Moderna (il cui nome significata di fatto «Modo RNA») non aveva mai venduto un singolo prodotto in tutti gli anni della sua esistenza.

 

Pfizer e Moderna, che da questi prodotti hanno tratto profitti miliardari, hanno successivamente riconosciuto che, in casi rari, i rispettivi vaccini potevano essere associati a un aumento del rischio di infiammazione del muscolo cardiaco.

 

Aumenti di casi di miocardite sono stati registrati su persone particolarmente sane – come gli atleti professionisti – i giovani, e pure nei bambini. Vari studi emersi in questi anni hanno dimostrato una correlazione tra danni al cuore e vaccini COVID, ma al contempo è saltato fuori che gli enti di controllo avrebbero nascosto i dati sulla miocardite.

 

La Long ha reso la propria testimonianza a sostegno della difesa in una causa attualmente all’esame del giudice distrettuale Michael Nachmanoff, riguardante il licenziamento di Terry Adirim dall’incarico di direttrice del Centro per i servizi sanitari globali della CIA. Adirim sostiene di essere stata allontanata dall’agenzia di Intelligence per ragioni di natura politica, riconducibili in particolare al proprio sostegno alla campagna vaccinale contro il COVID -19.

 

Durante il periodo della pandemia, Adirim aveva ricoperto l’incarico di assistente segretario ad interim per gli affari sanitari presso il dipartimento della Difesa. Il suo licenziamento da parte della CIA, avvenuto nell’aprile 2025, fu all’epoca rilanciato da diversi commentatori politici di area conservatrice, tra cui Ivan Raiklin, oggi imputato nella causa in questione. La decisione arrivò circa un mese prima che Adirim maturasse il diritto alla pensione federale piena.

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Nel maggio 2025 il giudice Nachmanoff aveva già manifestato dubbi sulle reali possibilità di successo dell’azione legale intentata da Adirim, negando la richiesta di un’ingiunzione volta ad annullare il licenziamento. Da parte sua, la CIA ha sempre sostenuto che si tratti di una comune controversia di natura contrattuale.

 

Kennedy, dal canto suo, ha più volte affermato che alcuni vaccini non sarebbero stati sottoposti a studi sufficientemente approfonditi e potrebbero comportare effetti collaterali di rilievo. Posizioni che gli sono valse le critiche di chi lo accusa di alimentare tesi antivacciniste, ritenendolo per questo inadeguato a ricoprire la carica di ministro della Salute.

 

Come riportato da Renovatio 21, appena tornato alla Casa Bianca Trump aveva reintegrato nei ranghi dell’esercito tutti i militari espulsi da Biden per aver rifiutato la puntura genica sperimentale.

 

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

 

 

 

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Vaccinazioni dei bambini Amish, i dati dello studio sull’autismo nel 2010 non sono mai stati resi pubblici

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.   Uno studio presentato da alcuni ricercatori nel 2010 ha rilevato un tasso di autismo tra i bambini Amish pari a circa 1 su 271, molto inferiore alla media nazionale. I ricercatori hanno raccolto i dati sulle vaccinazioni dei bambini studiati, ma non li hanno resi pubblici, rendendo impossibile sapere se i bambini Amish che hanno sviluppato l’autismo fossero vaccinati o meno. Gli esperti suggeriscono che sarebbe utile rendere pubblici questi dati.   È scoppiata una polemica attorno a uno studio del 2010 sui tassi di autismo tra gli Amish, dopo che lunedì il presidente Donald Trump ha pubblicato un grafico che citava tale studio.   Nel suo post su Truth Social, Trump affermava: «nessun caso pubblicato ha documentato esplicitamente un bambino Amish non vaccinato affetto da autismo».   Il post sui social media citava uno studio condotto nel 2008 e nel 2009 da ricercatori che avevano sottoposto a screening 1.899 bambini Amish in Indiana e Ohio per l’autismo. I ricercatori avevano confermato sette casi di autismo tra i bambini.

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Lo studio ha concluso che tra i bambini Amish esaminati, il tasso di autismo era di circa 1 su 271, un dato di gran lunga inferiore al tasso nazionale, che all’epoca era stimato dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) a 1 su 91.   Secondo quanto riportato nel post di Trump, gli autori dello studio hanno raccolto le storie vaccinali dei bambini, ma «non hanno segnalato alcun caso confermato» di autismo in soggetti «completamente non vaccinati».   Secondo la giornalista specializzata in salute Sayer Ji, il post ha suscitato reazioni contrastanti, tra apprezzamenti verifiche dei fatti.   Ji ha definito il post di Trump «fattualmente imperfetto» ma «genuinamente importante».   Il post conteneva inesattezze fattuali: ad esempio, affermava che gli Amish esistono da 330 anni. Tuttavia, sebbene gli Amish si siano separati dai Mennoniti 333 anni fa, nel 1693, gli insediamenti Amish negli Stati Uniti non iniziarono prima del 1720.   Il post di Trump ha inoltre richiamato l’attenzione sul fatto verificabile che gli Amish tendono ad avere tassi di vaccinazione e di autismo più bassi rispetto alla popolazione generale.   Ji ha elogiato il presidente per aver messo in evidenza lo studio del 2010. «Qualunque cosa si pensi di quest’uomo, lui [Trump] ha indicato quello studio», ha scritto Ji.   Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD), ha dichiarato a The Defender di essere lieta che Trump abbia sottolineato la relativa assenza di autismo tra gli Amish, che in genere presentano tassi di vaccinazione inferiori rispetto alle comunità non afroamericane.   «È ora di iniziare a fare i conti con la realtà: l’attuale programma di vaccinazione causa danni cerebrali noti come autismo. Cerchiamo di essere abbastanza umili da imparare dagli Amish», ha affermato Holland.

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Cosa ha rivelato lo studio sull’autismo condotto nella comunità Amish nel 2010?

Secondo un abstract di una conferenza relativa allo studio, il post di Trump cita uno studio del 2010 condotto da ricercatori di genomica umana dell’Università di Miami e della Vanderbilt University.   Tuttavia, contrariamente a quanto affermato nel post di Trump, lo studio non è mai stato pubblicato su una rivista scientifica con revisione paritaria.   L’abstract dello studio, datato 22 maggio 2010, è apparso sul sito web dell’International Meeting for Autism Research, un convegno di ricerca organizzato dalla International Society of Autism Research.   Sembra che gli autori dello studio abbiano presentato la ricerca al convegno di maggio 2010. Non esiste alcuna versione completa dello studio disponibile online.   Nella sezione relativa ai metodi dell’abstract si afferma che i ricercatori hanno raccolto i dati sulle vaccinazioni dei bambini. Tuttavia, la sezione dei risultati non specifica se i sette bambini Amish inclusi nello studio, a cui è stato diagnosticato l’autismo, fossero vaccinati o meno.   Il riassunto afferma: «i dati preliminari hanno evidenziato la presenza di disturbi dello spettro autistico (ASD) nella comunità Amish con una frequenza di circa 1 bambino su 271, utilizzando strumenti standard di screening e diagnosi per l’ASD, sebbene alcune modifiche possano essere opportune».   Gli autori hanno scritto che «sono in corso ulteriori studi» per affrontare le norme e le consuetudini culturali che possono influenzare il modo in cui i genitori parlano del comportamento dei loro figli quando vengono intervistati dai ricercatori.   Non è chiaro se gli autori dello studio abbiano verificato se i sette bambini con autismo fossero stati vaccinati.   L’autore principale dello studio, identificato come JL Robinson, non ha risposto alla richiesta del quotidiano The Defender di chiarire se i ricercatori avessero mai condotto un’analisi stratificata per vaccinazione sui sette casi confermati di autismo e perché non avessero mai pubblicato lo studio.   Il giornale The Defender ha posto le stesse domande a Margaret Pericak-Vance, Ph.D., direttrice del John P. Hussman Institute for Human Genomics presso l’Università di Miami e una delle autrici dello studio. Tuttavia, la richiesta è stata indirizzata al responsabile delle pubbliche relazioni dell’università, che non ha risposto entro la scadenza.   Ji ha effettuato una ricerca online nei registri pubblici per verificare se gli autori dello studio avessero mai parlato nuovamente pubblicamente della ricerca o l’avessero sottoposta a pubblicazione su una rivista scientifica con revisione paritaria, ma non ha trovato nulla.   «È un fatto significativo», ha dichiarato Ji a The Defender. «Ho cercato, senza successo, alcuna dichiarazione pubblica da parte di nessuno dei sei autori, in sedici anni, sul perché l’articolo non sia mai stato pubblicato o che fine abbiano fatto i dati. Questa assenza è la vera scoperta».   Ji ha affermato di non accusare gli autori dello studio di aver intenzionalmente occultato i dati relativi alla storia vaccinale dei bambini Amish. «Non sto sostenendo che nessuno dei sei abbia distrutto dati o agito in malafede: non ho prove di ciò».   Ma i loro dati furono di fatto «sepolti», nel senso che non vennero mai pubblicati e non comparvero in alcuno studio successivo.   Ji ha riconosciuto che, anche se lo studio avesse esplicitamente collegato tutti e sette i casi di autismo alla mancata vaccinazione, non avrebbe comunque dimostrato che i bambini non vaccinati non sviluppano l’autismo, perché sette è un numero troppo piccolo per poter stilare un modello statistico significativo.   Ma i dati sarebbero comunque utili perché «colmerebbero una lacuna nella documentazione e ci direbbero se l’infrastruttura di screening può essere ricostruita su larga scala», ha affermato. «Uno statistico potrebbe farlo in poche settimane se i file esistessero».   Gli autori dello studio non hanno risposto quando The Defender ha chiesto se fossero ancora in possesso dei file di ricerca originali dello studio.   Visto che, stando all’abstract, lo studio sembrava aver utilizzato fondi di ricerca federali, il pubblico ha il diritto di sapere che fine hanno fatto i documenti, ha affermato Ji.

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Trump si è concentrato sulla scoperta di un legame tra autismo e vaccino

Il post di Trump che fa riferimento allo studio del 2010 arriva nel bel mezzo di un acceso dibattito sui vaccini e l’autismo. A maggio, Trump aveva sollecitato il segretario alla Salute statunitense Robert F. Kennedy Jr. a fare di più per indagare su un possibile legame tra vaccini e autismo, secondo un articolo del Wall Street Journal del 27 luglio.   Il mese scorso, Trump ha firmato un ordine esecutivo che prevede cambiamenti radicali alla politica vaccinale statunitense, tra cui la riduzione da 18 a 11 del numero di malattie per le quali i bambini ricevono i vaccini di routine.     Durante una conferenza stampa del 22 settembre 2025 , Trump ha dichiarato: «Ci sono certi gruppi di persone che non si vaccinano e non assumono pillole e che non sono autistiche. … Gli Amish, ad esempio, non sono praticamente affetti da autismo».   Secondo Ji, lo studio sugli Amish del 2010 non dimostra che i vaccini causino l’autismo.   Tuttavia, la vicenda dello studio del 2010 rivela che, quando vengono raccolti dati che potrebbero potenzialmente contribuire a rispondere alla domanda se i vaccini causino l’autismo, tali dati «non vengono resi disponibili», ha affermato Ji.   Secondo Ji, gli studi sui tassi di autismo tra gli Amish dovrebbero esaminare molti fattori, tra cui lo stato vaccinale, l’esposizione al glifosato, al paracetamolo, agli ultrasuoni, la dieta, l’endogamia e l’accesso all’assistenza sanitaria.   I risultati completi dovrebbero essere resi pubblici, a prescindere da ciò che emerge dagli studi. «Questo non è essere contro i vaccini. È scienza».   Il legame tra i bassi tassi di vaccinazione e l’autismo tra gli Amish è stato un argomento che il giornalista investigativo Dan Olmsted ha documentato per anni.   Olmsted, fondatore di Age of Autism, è stato autore nel 2011 di Age of Autism: Mercury, Medicine, and a Man-Made Epidemic («L’era dell’autismo: mercurio, medicina e un’epidemia causata dall’uomo.») e nel 2017 Denial: How Refusing to Face the Facts about Our Autism Epidemic Hurts Children, Families, and Our Future («Negazione: come il rifiuto di affrontare la realtà dell’epidemia di autismo danneggia i bambini, le famiglie e il nostro futuro») prima della sua scomparsa all’inizio del 2017.

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Da dove ha preso Trump l’immagine che ha pubblicato?

Gli Amish continuano a essere al centro del dibattito nazionale sui vaccini. A New York, gli Amish minacciano di lasciare lo stato a causa dell’obbligo vaccinale scolastico imposto dallo stato, secondo un articolo del New York Post del 26 agosto.   La Pennsylvania, che ospita la più grande comunità Amish degli Stati Uniti, è balzata agli onori della cronaca per l’attuale epidemia di morbillo e per le indagini in corso sui decessi correlati alla malattia.   Steve Kirsch ha creato la grafica che Trump ha pubblicato sui social media. Il 14 agosto, Kirsch ha pubblicato la grafica su X con la seguente didascalia: «Sconcertante, vero? L’autismo si riscontra solo nei bambini Amish vaccinati. Chissà perché?».   Kirsch ha dichiarato a The Defender di aver creato la grafica utilizzando ChatGPT. Ha incaricato ChatGPT di creare un grafico basato sullo studio del 2010 e sulla sua convinzione che non vi siano prove che a un bambino Amish non vaccinato sia mai stato diagnosticato l’autismo.   «Nessuno ha mai sentito parlare di un bambino Amish non vaccinato affetto da autismo», ha dichiarato Kirsch a The Defender.   Kirsch ha affermato di aver definito lo studio «pubblicato» nella grafica perché la Società Internazionale per la Ricerca sull’Autismo aveva pubblicato online l’abstract della conferenza. Ha ammesso, tuttavia, che lo studio in sé non è mai stato pubblicato.   La Casa Bianca non ha risposto alla nostra richiesta di commento entro la scadenza. Suzanne Burdick Ph.D.   © 2 settembre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.  

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Immagine di Gadjoboy via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic  
 
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Vaccini

Scienziati chiedono la ritrattazione dello studio danese che afferma che l’alluminio nei vaccini è «sicuro»

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

Il controverso studio danese del 2025 sosteneva di non aver trovato alcun legame tra l’alluminio presente nei vaccini infantili e 50 esiti negativi per la salute, tra cui autismo, asma e malattie autoimmuni. Tuttavia, un nuovo articolo sottoposto a revisione paritaria da scienziati di Children’s Health Defense illustra come i dati dello stesso studio danese contraddicano le conclusioni degli autori.

 

Secondo un nuovo articolo sottoposto a revisione paritaria e scritto da Brian Hooker, responsabile scientifico di Children’s Health Defense (CHD), e da Karl Jablonowski, ricercatore senior, il controverso studio danese del 2025 sull’alluminio nei vaccini dovrebbe essere immediatamente ritirato, poiché i dati dello studio stesso contraddicono le conclusioni degli autori.

 

L’articolo di Hooker e Jablonowski è stato pubblicato questa settimana sulla rivista Integrative Medicine: A Clinician’s Journal.

 

Jablonowski ha dichiarato a The Defender che lo studio danese, pubblicato il 15 luglio 2025 negli Annals of Internal Medicine, è «un buon esempio di come la cattiva scienza possa diffondersi».

 

Lo studio sosteneva di non aver trovato alcun legame tra l’alluminio presente nei vaccini infantili e 50 esiti negativi per la salute, tra cui autismo, asma e malattie autoimmuni.

 

Da allora, lo studio danese è stato citato 36 volte in pubblicazioni scientifiche come prova della sicurezza degli adiuvanti a base di alluminio nei vaccini, ha affermato Jablonowski.

 

Lo studio ha ricevuto così tanta attenzione da parte dei media e del mondo accademico da classificarsi nel 5% delle migliori pubblicazioni scientifiche, secondo Altmetric, una società specializzata nell’analisi dell’influenza dei dati.

 

Ma questa attenzione non significa che le conclusioni degli autori danesi fossero corrette, ha affermato Jablonowski. Nella loro critica, lui e Hooker hanno presentato un’analisi dettagliata che mostrava una discrepanza tra i dati dello studio danese e le conclusioni degli autori.

 

«Lo studio che ha convinto il mondo che l’alluminio nei vaccini non causa l’autismo era una facciataÐ, ha affermato Jablonowski. Quella facciata è crollata sotto esame, ha aggiunto.

 

«Ci siamo ritrovati con una montagna di domande senza risposta e prove che l’alluminio nei vaccini è positivamente correlato ai disturbi dello sviluppo neurologico».

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Gli autori danesi affermano che i risultati dimostrano che l’alluminio nei vaccini è sicuro

Gli autori dello studio danese, ampiamente riportato dai principali media, hanno affermato di non aver trovato alcun legame tra l’ alluminio contenuto nei vaccini e l’autismo.

 

Anders Hviid, professore e capo del dipartimento di epidemiologia presso lo Statens Serum Institut e uno degli autori dello studio, ha dichiarato a MedPage Today che i risultati «forniscono solide prove a sostegno della sicurezza dei vaccini infantili».

 

«Questa è la prova che genitori, medici e funzionari della sanità pubblica devono fare le scelte migliori per la salute dei nostri figli», ha affermato Hviid.

 

In un comunicato stampa, Hviid ha definito i risultati «rassicuranti» e ha affermato che studi di grandi dimensioni come il suo sono importanti in «un’epoca caratterizzata da una diffusa disinformazione sui vaccini».

 

Tuttavia, secondo Hooker e Jablonowski, che hanno esaminato lo studio e i dati corretti, i dati corretti aggiunti dopo la data di pubblicazione originale dello studio dimostrano che gli autori si sbagliavano.

 

Hanno concluso che i dati dello studio condotto su 1,2 milioni di bambini indicano chiaramente un legame tra l’alluminio presente nei vaccini e l’autismo.

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Dati corretti mostrano un legame tra vaccini e autismo

Il 17 luglio 2025, gli Annals of Internal Medicine hanno aggiunto una nota di esclusione di responsabilità allo studio danese, affermando che «al momento della pubblicazione iniziale, includeva una versione errata del materiale supplementare».

 

Il materiale aggiornato è disponibile al link dello studio «Correction: Aluminum-Adsorbed Vaccines and Chronic Diseases in Childhood» [«Correzione : Vaccini adsorbiti su alluminio e malattie croniche nell’infanzia»].

 

In una precedente intervista, Jablonowski aveva affermato: «secondo i dati corretti, quasi 10 (9,7) bambini su 10.000 vaccinati con una dose più elevata di alluminio (rispetto a una dose moderata) hanno sviluppato un disturbo dello sviluppo neurologico, principalmente autismo, tra i 2 e i 5 anni di età».

 

Il giorno prima della pubblicazione dello studio e tre giorni prima che la rivista emettesse una rettifica, Hviid ha dichiarato a numerosi media che lo studio dimostrava che l’alluminio nei vaccini non causa l’autismo.

 

Hooker ha ipotizzato che gli autori danesi potrebbero essere stati più propensi a produrre risultati favorevoli alla vaccinazione, dato che lavorano presso lo Statens Serum Institut, un istituto di ricerca con una lunga esperienza nella produzione di vaccini.

 

Ad esempio, Hooker ha affermato: «l’analisi dello studio non prevedeva un gruppo di controllo con “esposizione zero”. Al contrario, come la maggior parte degli studi ‘comprati’ dall’industria, ha confrontato l’esposizione a ‘una certa’ quantità di sali di alluminio con l’esposizione a una quantità ‘un po’ maggiore’ di sali di alluminio».

 

Hviid ha dichiarato di aver ricevuto finanziamenti dalla Fondazione Novo Nordisk, legata al colosso farmaceutico Novo Nordisk.

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RFK Jr: I ricercatori danesi hanno minimizzato “qualsiasi segnale di danno”

L’analisi di Jablonowski e Hooker è l’ultima di una lunga serie di critiche feroci al controverso studio sull’alluminio.

 

Il 1° agosto 2025, il Segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr. ha pubblicato un editoriale su TrialSite News in cui ha elencato una miriade di difetti dello studio danese. Ha scritto:

 

«I media mainstream, servili e finanziati dalle case farmaceutiche, sempre pronti a difendere le ortodossie del settore, hanno salutato trionfalmente questo studio come prova della sicurezza dell’alluminio, senza nemmeno un esame superficiale delle sue fatali lacune o dei conflitti di interesse finanziari dei suoi autori».

 

Lo studio ha escluso i bambini ad alto rischio, ha affermato Kennedy. I ricercatori danesi hanno inoltre escluso un gruppo di controllo non esposto al rischio.

 

«Invece di valutare separatamente questo gruppo di bambini non vaccinati e di trattarli come gruppo di controllo, li hanno raggruppati nella coorte meno esposta, diluendo qualsiasi segnale di danno», ha scritto.

 

Kennedy ha concluso che, per quanto riguarda la ricerca sull’alluminio nei vaccini, «ciò che serve non è un maggior numero di modelli statistici volti a nascondere i segnali di danno, bensì una ricerca indipendente fondata sulla piena trasparenza, sull’integrità metodologica e sul coraggio di affrontare verità scomode».

 

Hooker e Jablonowski erano d’accordo. Erano coautori di un rapporto sottoposto a revisione paritaria che spiegava come e perché lo studio danese non fosse riuscito a stabilire la sicurezza dell’alluminio nei vaccini.

 

Nel dicembre 2025, il Journal of Trace Elements in Medicine and Biology ha pubblicato il rapporto. Oltre a Hooker e Jablonowski, tra gli autori figuravano 10 scienziati e opinion leader di spicco nel campo della tossicologia dell’alluminio e dei danni da vaccino.

 

Hooker ha affermato che la sua nuova pubblicazione, realizzata insieme a Jablonowski, fornisce «un’analisi più dettagliata dei difetti fatali» dello studio danese.

 

Suzanne Burdick

Ph.D.

 

© 26 agosto 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

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