Vaccini
Intervista all’Avv. Enrico Manicardi di “Vivere liberi”
Un importante corteo si è tenuto nella città di Modena lo scorso 19 luglio. Qualcuno ne ha fatto sapere qualcosa? Ovviamente no.
Così come in tante altre città, anche qui tanti cittadini, semplici padri e madri di famiglia sono scesi in piazza sotto il silenzio dei media in piazza per dire “NO” ad un decreto che vuole imporre le vaccinazioni – vero e proprio trattamento sanitario – a tutti i bambini senza indiscrezione, bypassando persino la volontà di tanti genitori non certi della sicurezza di questi farmaci preventivi inoculati fin dai primi mesi di vita in dosi fortemente massicce.
Per spiegare il senso della manifestazione e il punto in cui ci troviamo, abbiamo intervistato l’Avv. Enrico Manicardi, membro e portavoce del Comitato “Vivere liberi”, che si è detto lieto di poter rilasciare un’intervista a Radio Spada.
CL: Avvocato Manicardi, lei è membro del neocostituito Comitato “Vivere Liberi” di Modena, organizzatore della manifestazione di mercoledì 19 Luglio scorso. Potrebbe raccontarci brevemente com’è andata e quante persone ha raccolto?
EM: La manifestazione mi pare sia andata benissimo: 400 persone consapevoli che, dalle ore 19:00 di un mercoledì di piena estate, hanno marciato in corteo per oltre un’ora lungo le vie della città, cantando slogan anche contro il governo e la svolta autoritaria che esso impone a tutti, gridando continuamente “Libertà!” e facendo sentire la loro voce di protesta; e poi partecipando per altre due ore al comizio che si è tenuto in una delle piazze principali di Modena, con tanti applausi per i relatori (che hanno cercatodi mettere in luce gli aspetti politici, tecnici e medicali della vicenda), intonando cori di libertà a sostegno delle loro parole e partecipando in maniera emozionata ed immedesimante alle testimonianze che hanno chiuso la serata: una giovane donna affetta da immunodepressione che ha lucidamente dichiarato di non voler essere strumentalizzata dal governo per la sua condizione di salute; una madre con un figlio che ha riportato danni alla salute di tipo irreversibile a causa della vaccinazione (e cioè l’autismo).
CL: Modena è abituata a questo tipo di manifestazioni? Cos’ha differenziato quella di ieri da una qualsiasi altra manifestazione?
EM: No, Modena è abituata alla quiete sociale, all’apatia, al silenzio rassegnato. Il decreto legge n.73/2017 (cosiddetto decreto Lorenzin) ha contribuito a smuovere le coscienze di tutti, e se un mese fa (il 18 Giugno) 400 persone hanno marciato per le vie del centro della città in una fiaccolata di protesta (fatto assolutamente ragguardevole per Modena), mercoledì scorso (19 Luglio) altrettante sono di nuovo scese per le strade del centro e della prima periferia per far sentire di nuovo il proprio “no!” alla deriva autoritaria che questo provvedimento sta imponendo. Erano anni che Modena non veniva scossa da una estate così animata da spirito di denuncia e di ribellione politica.
CL: I giornali locali il giorno dopo ne hanno parlato?
EM: C’erano diversi giornalisti alla partenza del corteo, e sono state fatte diverse interviste a noi membri del Comitato organizzatore. Alcune di queste interviste sono state poi mandate in onda dai telegiornali locali e altre hanno costituito la base per qualche articolo scritto. E’ vero che un quotidiano locale, nel dare la notizia, ha parlato di 200 persone in corteo quando invece erano 400 (ne siamo sicuri perché ci siamo contati), ed è vero anche che in qualche “resoconto” giornalistico del giorno dopo si è scritto che i manifestanti erano perlopiù favorevoli alle pratiche vaccinali ma non all’obbligo (quando invece tutti sappiamo che la maggior parte di chi protesta è contraria all’obbligo vaccinale ma anche alla pratica vaccinale in sé), tuttavia, in tempi di tirannia mediatica, con tutti i giornali nazionali imbavagliati e diventati protagonisti negativi di questa svolta autoritaria portata dalla sinistra al governo, non è poco.
CL: Il cosiddetto Decreto Lorenzin pare aver suscitato l’attenzione di tante persone, determinate fino in fondo a difendere il loro essere padri e madri, e quindi vantando altresì la libertà di scelta sui vaccini, che di fatto corrispondono ad un trattamento sanitario… Si è svegliato il can che dormiva?
EM: Mi pare proprio di sì! Ma quel che occorre comprendere è che il cosiddetto decreto Lorenzin non riguarda solo genitori e figli. Questo è ciò che il governo vuole farci credere per spezzare il fronte della resistenza. Quel che il governo sta attaccando è la Libertà, e la Libertà è di tutti (non solo di genitori e figli). Oggi il governo impone una sorta di TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) a tutti i bambini d’Italia, ma se non protesteremo tutti insieme (come si sta cercando di fare), se non faremo sentire uniti la nostra voce (come si sta cercando di fare), se non scenderemo nelle piazze per opporci decisamente a questa obbligatorietà (come si sta cercando di fare), domani i vaccini diventeranno obbligatori anche per tutti i maggiorenni (già si parla d’imporli adoperatori sanitari e della scuola); e se poi continueremo a stare zitti pensando che questo provvedimento liberticida riguardi solo genitori e figli, presto stabiliranno di mettere a tutti un bel braccialetto elettronico, di impiantare a tutti un bel microschips sottocutaneo e magari anche di obbligare ogni soggetto a farsi un bel tatuaggio d’identificazione anagrafica dietro all’orecchio, come già subiscono i cani.
Tutti i governi del mondo fanno sempre così: sia che sianodi destra o di sinistra, quando debbono attaccare la libertà degli individui lo fanno prima aggredendola in categorie particolari: prima leggi speciali per i poveri, in modo che siano solo loro a protestare, e quando tutto si quieta, le norme vengono estese a tutti gli altri. Prima leggi speciali per gli extracomunitari e poi per tutti; prima leggi speciali per gli operatori della scuola, o per i bambini, o per i cani, e poi per tutti.
Ci hanno attaccato sulla libertà e la difesa della libertà (proprio perché e di tutti) è sempre una questione politica: non dobbiamo avere paura delle parole. Dobbiamo riprenderci in mano anche la politica invece di delegarla sempre e soltanto a qualcun altro.
La protesta di mercoledì scorso (19 Luglio 2017), e quelle che di questi tempi si sono moltiplicate in tantissime piazze d’Italia, sono proteste politiche. Non partitiche, ma politiche: e cioè proteste di persone che vogliono mantenere nelle loro mani la libertà, la dignità e che rivendicano l’inviolabilità della persona.
Più saremo in grado di non limitarci all’incazzatura di pancia e di cuore, e la faremo diventare anche di testa (riflettendo su quel che questo provvedimento significa, sul suo senso e sulla portata anche storica di quel che sta accadendo), più la nostra resistenza sarà dura da smantellare; e non si fermerà con la conversione in legge del decreto.
CL: Sappiamo che nel comizio di mercoledì è intervenuto sotto vostro invito il dott. Stefano Montanari, insieme alla moglie una delle massime autorità sul tema vaccini. Cos’ha detto in proposito?
EM: Il dott. Montanari ha voluto essere presente a tutti i costi a questa manifestazione che si svolgeva nella “sua” città, e siccome si trovava materialmente in Francia, siamo riusciti a creare un collegamento telefonico con lui proprio per consentirgli di intervenire direttamente nella serata.
Il dott. Montanari ha parlato di questioni tecniche, di quel che si trova dentro i vaccini: a cominciare dal mercurio che – ha spiegato – è un componente necessario del vaccinostesso. Noi che facciamo tanto per mangiare cibo senza conservanti, adiuvanti e altri veleni, perché sappiamo bene quanto facciano male alla salute, come possiamo pensare di fare del bene dei nostri figli inoculando nel loro sistema immunitario del mercurio, dell’alluminio, della formaldeide?
E comunque, quel che si è detto negli interventi del comizio, anche aldilà dei preziosissimi spunti offertici dal dott.Montanari che ci ha onorato della sua partecipazionetelefonica, è un fatto importantissimo: e cioè che se è verissimo che i vaccini non sono né innocui né sicuri perché stracolmi di elementi tossici, è anche vero che essi fanno male a prescindere, e che la resistenza alla pratica vaccinale non si deve fermare solo alla tossicità degli elementi inoculati, ma estendersi alla filosofia che la sostiene.
Quel che spesso non sappiamo, infatti, è che la pratica vaccinale non è una verità calata dall’alto, ma si basa su di una idea, una ideologia: quella elaborata da Pasteur nell’Ottocento il quale – scambiando i sintomi del processo morboso con la causa – teorizzò che la malattia fosse la conseguenza dell’azione di germi patogeni che aggredirebbero e ucciderebbero gli umani e gli altri esseri viventi. Vivremmo cioè in un mondo naturalmente folle, e cioè nelle mani di una Natura maligna che vuole costantemente la nostra morte e di ogni essere vivente, condannandoci non solo alla paura perenne, ma – guarda caso – anche alla dipendenza perenne dai veleni prodotti dall’industria farmaceutica (farmaco deriva dal greco Pharmacon, e cioè veleno). Una teoria molto discutibile, mi pare. Del resto, come ogni altra teoria essa può essere errata, sbagliata, falsa. E soprattutto può essere criticata. Infatti, in tanti hanno criticato l’ideologia che muove le vaccinazioni, a cominciare dal dott. Claude Barnard, dal dott. Antoine Béchamp e da tutto il movimento dell’Igienismo Naturale (Isaac Jennings, Sylvester Graham, Arnold Ehret, Herbert Shelton). Questi studiosi, perlopiù medici, e comunque non invischiati con l’Industria delle Malattie, ci hanno spiegato che non è il batterio in sé il problema, ma il terreno biochimico ove esso si trova: se il terreno è forte, sano, ben curato (e cioè noi siamo in salute), il batterio fa solo il suo “lavoro” (che in genere è quello di tener pulito il sistema stesso); quando invece il terreno è indebolito, snervato, debilitato (da una vita stressante, da un’alimentazione inadatta, dalla mancanza di sole, aria pura, sorrisi, o dall’assunzione di farmaci in precedenza), ecco che il sistema stesso perde il suo equilibrio e compare la malattia. Dunque i germi patogeni non sono mai la causa della patologia ma, semmai, il risultato della stessa.
Occorre dunque cominciare anche a guardare a questi aspetti della vicenda, e a mettere in discussione tutto l’apparato culturale e ideologico che sta alla base di questi trattamenti sanitari che ci ammalano.
CL: Pensa che questa ondata di persone capaci ormai di riempire piazze in tutta Italia, nonostante l’insabbiamento creato ad hoc dai media, possa essere in grado di ottenere qualche cambiamento?
Qualcosa di molto importante è già stato ottenuto, su diversi fronti.
Intanto un numero sempre più consistente di persone si sta interrogando sulla questione, e sta dunque sviluppando una certa consapevolezza su di una materia che fino a ieri non era così in primo piano. D’altronde, il fatto che tante persone stiano scendendo in piazza per reclamare Libertà non è poco, se si considera che viviamo nell’era della televisione (una volta si sarebbe detto: del Grande Fratello) che spinge tutti a svagarsi e a distrarsi col suo divertimento preconfezionato (dalle ballerine alle partite di calcio).
Secondariamente, ci si sta cominciando a interrogare anche oltre la questione vaccinale e della libertà. Si sta cioè cominciando a mettere in discussione quello che fino a ieri sembrava per lo più un dogma: e cioè che i governi facciano sempre e soltanto il bene della gente. Un numero ogni giorno maggiore di persone si sta rendendo conto che non è così, e che i governi (di ogni colore) fanno soprattutto i lorointeressi, che sono economi e politici; e se ne fregano del bene della gente. Anzi la gente viene spesso usata, strumentalizzata e imbonita dai governi. Se vogliamoriprenderci in mano la nostra libertà dobbiamo cominciare a smettere di delegarla a politicanti, imbonitori e altri recuperatori sociali. Solo l’autogestione, l’autodeterminazione, l’autonomia personale può restituirci quella libertà che i governi ci tolgono coi loro diktat.
In terzo luogo, quel che si è ottenuto con questa battaglia sembra essere un piccolo ma importante passo indietro da parte dello Stato. Aspetteremo a vedere il testo della legge che uscirà dalla conversione del decreto, ma è certo che nessuno di quelli seduti sugli scranni che contano s’immaginava questa reazione popolare, e tutti ne sono rimasti in un qualche modo spaventati (politicamente parlando). Dunque non è certo un caso che le sanzioni siano state molto ridimensionate nell’ammontare e che la segnalazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni (per i provvedimenti sulla responsabilità genitoriale) sia stata stranciata. Da questo fatto possiamo solo trarre ulteriore entusiasmo, perché vuol dire che se le persone fanno sentire la loro voce possono ancora incidere sulla politica.
Naturalmente, siamo tutti consapevoli del fatto che questi ridimensionamenti legislativi sono perlopiù dei contentini utili a far cessare la protesta e farci accettare l’obbligatorietà. Non dobbiamo farci irretire. La battaglia è appunto sulla obbligatorietà, che deve essere tolta. E per fare questo dobbiamo tutti renderci conto che il decreto legge Lorenzin,e la balla dell’immunità di gregge che l’accompagna, hanno imposto un gravissimo cambio di paradigma: hanno cioè stabilito (o vorrebbero farlo) una nuova idea di “salute” stravolgendo quella che da sempre conosciamo. La salute cioè, non sarebbe più una condizione psico-fisica di benessere del soggetto, e dunque di esclusiva competenza del soggetto, ma una prerogativa dello Stato che la gestirebbe anche contro la volontà del soggetto (attraverso l’obbligo di cura). Questo è inaccettabile!
La salute ci appartiene, non è un bene comune, non è di proprietà dello Stato. Solo i sistemi totalitari stalinisti, fascisti e nazisti hanno concepito la salute dei cittadini come una prerogativa dello Stato. Se tollereremo che la salute non sia più nostra ma delle istituzioni che ci governano si aprirà una nuova fase veramente autoritaria nella nostra vita, perchéoggi lo Stato c’impone la vaccinazione, ma domani potrebbe imporci di prendere gli antibiotici quando lo vorrà e chissà, di questo passo, domani l’altro saranno imposti psicofarmaci a tutti coloro che scenderanno in piazza per protestare contro i provvedimenti del governo!
Come si vede la questione è molto delicata, e coinvolge tutti. Occorre dunque che tutti si continui a resistere, a lottare su ogni fronte, a difendere la salute, la dignitàumana, la libertà!
CL: Grazie, avvocato, per la sua gentile disponibilità e per il tempo dedicatoci.
EM: Grazie a voi per lo spazio che ci avete concesso con questa intervista, e per l’attività giornalistica di controinformazioneche state facendo su questi temi cruciali.
Chiunque fosse interessato a prendere contatto con il comitato Vivere Liberi, a trovarsi con noi per riflettere sulle questioni in campo e a proseguire nelle attività di resistenza, può scrivere alla nostra mail: comitatovivereliberi@libero.it
Cristiano Lugli
Articolo apparso in precedenza qui.
Vaccini
Vaccini, ecco il videogame per «immunizzare» i bambini
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Un videogioco pubblicizzato come un «vaccino« contro la disinformazione sta suscitando critiche da parte di chi lo definisce «poco convincente» e «non etico« perché addestra i bambini ad accettare una narrazione anziché sviluppare capacità di pensiero critico. «Confezionare informazioni potenzialmente dannose in un formato di «gioco» può facilmente essere utilizzato come forma di manipolazione subliminale e censura», ha affermato Alex Pattakos, collaboratore di Psychology Today.
Un videogioco pubblicizzato come un «vaccino» contro la disinformazione sta suscitando critiche per le strategie di «inoculazione» che impiega e perché i suoi sviluppatori hanno legami con enti governativi e militari, grandi aziende tecnologiche e la Fondazione Gates.
«Bad Vaxx», lanciato lo scorso anno, promette di aiutare i bambini a «sviluppare una maggiore resilienza contro la disinformazione sui vaccini».
Gli utenti possono giocare nei panni di un «eroe» favorevole ai vaccini o di un «cattivo» contrario ai vaccini.
Gli scienziati che hanno creato il gioco hanno affermato che i giocatori hanno dimostrato una maggiore capacità di «individuare tecniche di manipolazione nei post sui social media» e una minore propensione a condividere «contenuti manipolativi» sui social media.
Lo scorso anno gli sviluppatori del gioco hanno pubblicato i risultati della loro ricerca sulla rivista Scientific Reports. Lo studio ha concluso che il gioco è riuscito ad aumentare la «resistenza dei giocatori alla disinformazione sui vaccini».
I critici hanno accusato il gioco di rafforzare intenzionalmente le narrazioni consolidate sui vaccini, anziché aiutare i giocatori a sviluppare capacità di pensiero critico.
«Insegnare alle persone, soprattutto ai giovani, cosa pensare anziché come pensare è problematico e ovviamente sospetto», ha affermato Alex Pattakos, Ph.D., collaboratore di Psychology Today.
«Confezionare informazioni potenzialmente dannose in un formato di ‘gioco’ può essere facilmente utilizzato come forma di manipolazione subliminale e censura», ha affermato Pattakos.
Ginger Taylor, ex direttrice esecutiva del Maine Center for Vaccine Choice, ha affermato che «Bad Vaxx» è un altro tentativo da parte delle istituzioni sanitarie pubbliche di incrementare l’adesione alle vaccinazioni in un momento in cui un numero crescente di persone mette in dubbio la sicurezza dei vaccini o rifiuta di vaccinare se stessa o i propri figli.
«Il programma vaccinale sta morendo perché non lo riformano», ha detto Taylor. «Questo videogioco ripropone le stesse bugie che ci vengono propinate a forza dagli anni Settanta».
Alcuni critici hanno suggerito che l’utilizzo di un videogioco per promuovere obiettivi di salute pubblica sia di per sé discutibile, a causa dei potenziali rischi che esso comporta per lo sviluppo infantile. Zen Honeycutt, direttore esecutivo fondatore di Moms Across America e del Moms Across America Movement, ha affermato:
«Una delle cose più importanti che possiamo fare per i nostri figli è tenere i cellulari e i dispositivi elettronici lontani dalle loro mani il più a lungo possibile, perché quando li hanno, le grandi aziende farmaceutiche hanno accesso diretto e incontrollato ai nostri figli, alle loro menti e ai loro cuori».
«Bad Vaxx tenta di fare il lavaggio del cervello ai nostri figli, di privarli del pensiero critico e, in definitiva, di contaminarli con potenziali agenti contaminanti dannosi presenti nei vaccini. Avere oggi un confronto deciso sulle regole previene una tragica discussione in futuro».
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«Questo non sta portando i risultati nella direzione desiderata»
«Bad Vaxx» è diviso in diversi «capitoli», ognuno dei quali «rappresenta una tecnica o un metodo spesso utilizzato nella disinformazione o nella diffusione di informazioni fuorvianti». I metodi sono collegati a una serie di personaggi che il giocatore può scegliere di impersonare. Essi includono:
- Ann McDotal, che «rappresenta l’uso di prove aneddotiche e linguaggio emotivo» che «possono essere usati per influenzare le opinioni nonostante la mancanza di prove scientifiche».
- Il dottor Forge, che «incarna l’abuso della legittimità medica» per «diffondere informazioni false o fuorvianti».
- Ali Natural, che «simboleggia l’erronea convinzione che i rimedi naturali siano intrinsecamente migliori» dei «vaccini sviluppati scientificamente».
- Mystic Mac, un «professionista delle teorie del complotto» che semina «sfiducia nelle informazioni legittime».
Il gioco incorpora diverse tecniche psicologiche, tra cui la «teoria dell’inoculazione». Sviluppata per la prima volta dallo psicologo sociale William J. McGuire e dal ricercatore Demetrios Papageorgis negli anni Sessanta, la teoria mirava a promuovere tecniche per «sviluppare l’immunità alla persuasione».
Negli anni 2010, Sander van der Linden, Ph.D., professore di psicologia sociale all’Università di Cambridge nel Regno Unito, ha ripreso la teoria dell’inoculazione, estendendola al campo della lotta alla disinformazione online e alle «teorie del complotto».
Van der Linden, uno dei ricercatori coinvolti nello sviluppo di «Bad Vaxx», ha collegato la teoria dell’inoculazione al concetto di pre-smentita, o smentita preventiva.
Le aziende tecnologiche e le organizzazioni sanitarie pubbliche hanno sfruttato il fenomeno del pre-bunking durante la pandemia di COVID-19 per promuovere narrazioni a favore dei vaccini.
I documenti resi pubblici nel 2023 nell’ambito dei «Twitter Files» hanno dimostrato che, durante la pandemia, il Virality Project, fondato presso l’Università di Stanford, ha collaborato con piattaforme come Twitter per sviluppare strategie di prevenzione della disinformazione relativa al COVID-19.
Secondo il Virality Project, «recenti ricerche sulla disinformazione relative alla “teoria dell’inoculazione”» dimostrano che «smentire preventivamente le narrazioni fuorvianti prima che raggiungano un vasto pubblico rappresenta potenzialmente uno strumento importante per chi si occupa di comunicazione nel campo della salute pubblica».
Taylor ha affermato che trovate pubblicitarie come «Bad Vaxx», che prendono di mira i bambini con contenuti a favore dei vaccini, sono poco convincenti e non etiche. Ha dichiarato:
Bad Vaxx «è un videogioco davvero scadente. È solo l’ennesima versione dei siti web stupidi che hanno cercato di creare per i bambini nel corso degli anni con questo scopo». «Ho provato a giocarci, e non solo è un gioco pessimo, ma insegna ai bambini a mentire. È uno spreco di soldi da parte loro, nessuno ci giocherà. Dovremmo prenderlo in giro. Non importa quanti modi trovino per riproporre le vecchie bugie, questo non porterà i risultati sperati».
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Gli sviluppatori di «Bad Vaxx» sono collegati a Gates e alle grandi aziende tecnologiche.
Secondo quanto riportato sul sito web del gioco, Bad Vaxx è stato sviluppato con finanziamenti provenienti dal Cabinet Office del governo britannico, dall’Unione Europea (UE) e dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie.
Il Social Decision-Making Lab di Cambridge, che ha contribuito allo sviluppo di «Bad Vaxx», è collegato ad agenzie militari, grandi aziende tecnologiche e alla Fondazione Gates.
Il sito web del laboratorio afferma che esso «esplora i processi psicologici sociali e cognitivi di base che sono alla base del giudizio sociale, della comunicazione e del processo decisionale umano».
Ciò include un’attenzione particolare al «processo di persuasione e influenza, soprattutto su come ‘immunizzare’ le persone contro la disinformazione e la manipolazione online».
Alcuni dei ricercatori che hanno svolto la loro ricerca post-laurea presso il laboratorio hanno ricevuto borse di studio dal Gates Cambridge Scholarship Program. Parte del Gates Cambridge Trust, il programma è stato istituito nel 2000 con una dotazione di 210 milioni di dollari da parte della Gates Foundation, per finanziare borse di studio post-laurea.
Diversi dottorandi e ricercatori, sia attuali che ex, affiliati al Social Decision-Making Lab, hanno ricevuto queste borse di studio, tra cui studenti coinvolti in studi sull’immunizzazione psicologica contro le «fake news», la «disinformazione» e argomenti correlati alla disinformazione.
Nel 2022, la Fondazione Gates ha contribuito a finanziare uno studio sottoposto a revisione paritaria e pubblicato sulla rivista Science Advances, incentrato su come l’immunizzazione psicologica «migliori la resilienza contro la disinformazione sui social media». Nel 2020, ha finanziato un articolo simile pubblicato sul Journal of Cognition. Entrambi gli articoli sono stati scritti in collaborazione con van der Linden.
L’articolo del 2022 è stato parzialmente finanziato anche da Google Jigsaw, l’unità di Google che si occupa di temi legati alla disinformazione e alla manipolazione. Nel 2022, Google Jigsaw ha finanziato una posizione di ricerca post-laurea presso il Cambridge Social Decision-Making Lab per un lavoro sullo «sviluppo di interventi efficaci per contrastare la disinformazione».
Nel 2018, WhatsApp, di proprietà di Meta, la società madre di Facebook, ha concesso 1 milione di dollari in sovvenzioni per la ricerca a van der Linden e ad altri ricercatori di Cambridge, per un lavoro su «Interventi basati sui giochi contro la diffusione della disinformazione».
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Gli sviluppatori del gioco sono legati al complesso militare-industriale
Il Social Decision-Making Lab di Cambridge ha ricevuto finanziamenti anche dalla DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) per studi sull’«accuratezza basata sul nudge». La DARPA è stata coinvolta nella ricerca sull’mRNA e nella ricerca sulla sorveglianza legata alla pandemia in collaborazione con la Fondazione Gates.
Nel 2022, la Fondazione Rockefeller, la National Science Foundation e altre organizzazioni no-profit hanno sviluppato tecniche di «spinta gentile» (nudging) psicologica nell’ambito del Mercury Project. L’obiettivo del progetto era «aumentare l’adesione alle vaccinazioni contro il COVID-19 e ad altre misure di salute pubblica raccomandate, contrastando la disinformazione e le notizie false».
«Bad Vaxx» è inoltre collegato al complesso militare-industriale tramite Tilt, un’azienda che mira a «rafforzare la resistenza delle persone alla manipolazione online». Tilt ha contribuito allo sviluppo di «Bad Vaxx».
Tilt lavora «a fianco di università, ONG [organizzazioni non governative] e governi al fine di massimizzare l’impatto». Tra i partner figurano il Global Engagement Center del Dipartimento di Stato americano, la NATO, il Cabinet Office del Regno Unito e la Commissione europea, l’organo esecutivo dell’UE.
Il Global Engagement Center ha collaborato con Stanford e altre organizzazioni per censurare i discorsi prima delle elezioni del 2020. Secondo i «Twitter Files», il centro ha anche lavorato con l’Atlantic Council per stilare liste di utenti da censurare su Twitter.
L’amministrazione Trump ha chiuso il centro l’anno scorso. Stanford è oggetto di un’indagine del Congresso per aver presumibilmente aiutato i governi a censurare i cittadini americani.
La direttrice di Tilt, Gwenda Nielen, è una sociologa e ricercatrice comportamentale, nonché ex tenente colonnello delle Forze Armate olandesi. Nella sua biografia si legge che possiede «esperienza in materia di disinformazione, manipolazione online e offline e conflitti ibridi», argomenti sui quali ha tenuto presentazioni in occasione di eventi sponsorizzati dall’UE.
Nielen è una responsabile senior dello sviluppo commerciale presso TNO, un gruppo di ricerca olandese che si concentra sulla scienza applicata nei settori della difesa, della sicurezza, dell’efficacia umana e organizzativa e della resilienza sociale. Nielen contribuisce a TNO con ricerche sulla manipolazione online.
L’anno scorso, Sasha Latypova, ex dirigente nel settore della ricerca e sviluppo farmaceutico, e Debbie Lerman, scrittrice scientifica in pensione, hanno pubblicato il «Dossier COVID», presentando prove del «coordinamento militare/di Intelligence della risposta di biodifesa al COVID negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Australia, in Canada, nei Paesi Bassi, in Germania e in Italia».
Latypova ha dichiarato a The Defender che «Bad Vaxx» è «una tecnica di lavaggio del cervello probabilmente adattata dai protocolli di addestramento militare».
«Attraverso la gamificazione e rivolgendosi a un pubblico più giovane, questi metodi cercano di eliminare il pensiero critico e di sostituirlo con risposte automatiche e predefinite, creando inoltre una barriera psicologica che impedisce di apprendere qualsiasi informazione che possa mettere in discussione la narrazione imposta», ha affermato Latypova.
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Lo sviluppatore di «Bad Vaxx’ era già stato coinvolto in una controversia in passato.
Van der Linden, autore di Foolproof: Why We Fall for Misinformation and How to Build Immunity» e The Psychology of Misinformation, ha scritto un articolo per The Conversation lo scorso anno in cui affermava che «la disinformazione più influente proviene dall’alto», compresi politici come il Segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr.
Questi dati «diffondono affermazioni ampiamente smentite, come il mito secondo cui il vaccino MMR [morbillo-parotite-rosolia] causerebbe l’autismo».
Ma secondo il giornalista investigativo Paul D. Thacker, è van der Linden quello che «si specializza nella diffusione di disinformazione», usando «false competenze per mettere a tacere il dibattito e orientare le discussioni in direzioni che favoriscono le sue posizioni politiche personali».
«Una volta ha promosso un articolo smentito che sosteneva fosse “razzista” mettere in dubbio che la pandemia di COVID-19 fosse iniziata in laboratorio, cosa che in realtà la maggior parte degli americani crede e per la quale le prove sono più evidenti».
Michael Nevradakis
Ph.D.
© 16 aprile 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Vaccini
Elon Musk ha subito danni dal vaccino COVID. Ex dirigente Pfizer ammette: il siero potrebbe aver ucciso migliaia di persone
Secondo Sterz, il Paul Ehrlich Institute, l’istituto tedesco di ricerca e regolamentazione per i vaccini e i farmaci biomedici, ha ricevuto 2.133 segnalazioni di decessi in seguito alla somministrazione del vaccino anti-COVID-19 della Pfizer. Ha affermato: «È probabile che queste segnalazioni spontanee includano un numero elevato di casi non denunciati a causa della sottostima dei contagi. Il numero reale è quindi molto più alto». «Negli Stati Uniti si presume che vi sia un fattore di sottostima pari a 30, per il quale i casi registrati dovrebbero essere moltiplicati. Per la Germania, ciò corrisponderebbe a 60.000 decessi dovuti al vaccino», ha affermato Sterz. Sterz ha riferito ai commissari tedeschi che il rapporto post-marketing della Pfizer menzionava 1.200 decessi sospetti entro soli due mesi dall’approvazione del vaccino. «A quel punto, Comirnaty avrebbe dovuto essere ritirata dal mercato», ha affermato Sterz.The vaccine dosage was obviously too high and done too many times.
I had the original Wuhan virus before there was any vaccine and it was much like any other cold/flu. Bad, but not terrible. But my second vaccine shot almost sent me to the hospital. Felt like I was dying. https://t.co/rFuUpzBkKH — Elon Musk (@elonmusk) April 12, 2026
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Pfizer ha saltato importanti studi sulla sicurezza a causa di «vincoli di tempo»
Sterz ha inoltre testimoniato che, «a causa di vincoli di tempo», Pfizer non ha effettuato controlli di sicurezza fondamentali sul suo vaccino contro il COVID-19 prima di distribuirlo al pubblico. Ad esempio, l’azienda produttrice del vaccino ha omesso gli studi di cancerogenicità che avrebbero esaminato se le iniezioni avessero proprietà cancerogene. La Pfizer non ha inoltre effettuato studi sull’impatto del vaccino sulla gravidanza. Sterz ha chiesto una nuova revisione scientifica indipendente sugli effetti a lungo termine dei vaccini contro il COVID-19. «Abbiamo bisogno di studi di sicurezza indipendenti e approfonditi per capire cosa sia realmente successo. Senza piena trasparenza, le persone non si fideranno delle conclusioni», ha affermato, secondo quanto riportato da GB News. Ha affermato che l’elevato numero di effetti collaterali negativi associati ai vaccini giustifica la sospensione della loro somministrazione, così come di quella di altri vaccini che utilizzano una tecnologia simile, fino a quando studi indipendenti non ne dimostreranno la sicurezza.Definirlo profondamente inquietante è riduttivo
Molti tedeschi che hanno subito danni a causa del vaccino contro il COVID-19 hanno difficoltà a ottenere un risarcimento per il dolore e la sofferenza subiti in tribunale, perché i tribunali sostengono che il vaccino Pfizer contro il COVID-19 abbia un rapporto rischio-beneficio positivo, secondo quanto affermato da un commissario che ha posto delle domande durante l’inchiesta. Il commissario ha chiesto a Sterz se i benefici del vaccino anti-COVID-19 della Pfizer sembrino superare i rischi. Sterz ha detto di no. Secondo Sterz, il matematico Robert Rockenfeller, Ph.D., dell’Università di Coblenza, stima che esistano 25 gravi effetti collaterali del vaccino anti-COVID-19 della Pfizer per un singolo caso grave di infezione da COVID-19 che il vaccino avrebbe presumibilmente prevenuto. Commentando la testimonianza di Sterz, il dottor Aseem Malhotra, un eminente cardiologo britannico e attivista per la salute pubblica, ha scritto su X: «definirla profondamente inquietante è riduttivo». Il dottor Ryan Cole, responsabile degli affari medici e scientifici dell’Independent Medical Alliance, una coalizione nazionale che rappresenta oltre 12.000 medici e clinici indipendenti, si è chiesto perché i vaccini contro il COVID-19 siano ancora in commercio.Peter Imanuelsen , giornalista e commentatore politico svedese, ha scritto su X che le dichiarazioni di Sterz dovrebbero essere in prima pagina ovunque. Tra i commenti di Musk diventati virali c’era anche una ripubblicazione del post di Imanuelsen.Pfizer’s own Chief toxicologist. No the shots were not checked for cancer potential, reproductive harms or toxicity. Why are they still on the market? Many lost our careers for telling the truth, but too many have and will lose their lives. We will keep telling the truth and… https://t.co/bmbcSzcyXj
— Ryan Cole MD (@DoctorCole) March 23, 2026
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Oltre 39.000 decessi a seguito della vaccinazione anti-COVID sono stati segnalati al VAERS
Secondo OpenVAERS, al 27 febbraio erano stati segnalati al VAERS (Vaccine Adverse Event Reporting System) 39.050 decessi successivi alla vaccinazione contro il COVID-19. Di questi, 24.586 decessi erano correlati al vaccino anti-COVID-19 di Pfizer. Il numero reale di decessi successivi alla vaccinazione contro il COVID-19 è probabilmente molto più elevato, dato che un rapporto di Harvard del 2011 ha rilevato che meno dell’1% di tutti gli eventi avversi è stato segnalato al VAERS. Secondo documenti interni ottenuti il mese scorso dal senatore Ron Johnson (repubblicano del Wisconsin) e analizzati dagli scienziati di Children’s Health Defense, i funzionari sanitari federali sapevano che lo strumento statistico su cui facevano affidamento per individuare segnali di sicurezza relativi alla vaccinazione contro il COVID -19 nel database VAERS era «per lo più inutile». L’11 marzo, la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha lanciato un nuovo sistema di tracciamento degli effetti collaterali dei vaccini che, secondo l’agenzia, aumenterà l’efficienza e la trasparenza. Il sistema di monitoraggio degli eventi avversi (Adverse Event Monitoring System , ASM), che unifica i sistemi di segnalazione degli eventi avversi precedentemente separati della FDA per farmaci, vaccini e altri prodotti, mira a fornire per la prima volta al pubblico dati in tempo reale. Tuttavia, alcuni critici hanno dichiarato a The Defender che il nuovo database fa ben poco per risolvere i problemi di lunga data relativi al follow-up e alla verifica delle segnalazioni di eventi avversi da parte del governo federale. Suzanne Burdick Ph.D. © 13 aprile 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Vaccini
Esperti pro-vaccino: «stiamo perdendo la battaglia delle pubbliche relazioni e della comunicazione»
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Secondo i partecipanti a un webinar moderato da Chelsea Clinton e organizzato da Unity Consortium, un gruppo di aziende farmaceutiche e organizzazioni pro-vaccinazione, l’industria medica sta perdendo il controllo della narrativa sui vaccini. I relatori hanno puntato il dito contro Children’s Health Defense per il suo ruolo nel far sì che un numero crescente di genitori metta in discussione la narrativa dell’establishment medico secondo cui i vaccini sono «sicuri ed efficaci».
Secondo i partecipanti a un webinar moderato da Chelsea Clinton e organizzato da Unity Consortium, un gruppo composto da aziende farmaceutiche e organizzazioni pro-vaccinazione, l’industria medica sta perdendo il controllo della narrativa sui vaccini.
Le case produttrici di vaccini GSK, Merck e Sanofi, insieme alle piattaforme tecnologiche Reddit e Snapchat e al colosso dei media in lingua spagnola Televisa Univision, hanno sponsorizzato l’evento di mercoledì dal titolo: «Chi influenza le scelte sanitarie dei giovani? Le nuove conversazioni sui vaccini».
Unity Consortium annovera tra i suoi membri Pfizer, Merck, GSK e Sanofi. Il dottor Paul Offit, inventore del vaccino , è membro del suo consiglio di amministrazione.
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Durante la conversazione, durata un’ora, Clinton e i relatori hanno criticato il crescente numero di genitori e adolescenti che iniziano a mettere in discussione la sicurezza dei vaccini. Hanno attribuito questa tendenza al maggiore accesso a quella che hanno definito «disinformazione» online e a organizzazioni come Children’s Health Defense (CHD).
«La differenza oggi… è che le persone hanno accesso a molte più informazioni», ha affermato la dottoressa Margot Savoy , responsabile medico dell’American Academy of Family Physicians. «Ciò che mi preoccupa è che, sempre più spesso, ci stiamo addentrando in questa strana situazione in cui le persone si sentono un po’ più polarizzate».
Jessica Steier, fondatrice e CEO di Unbiased Science e autrice di «The Playbook Used to “Prove” Vaccines Cause Autism» («Il manuale usato per “dimostrare“che i vaccini causano l’autismo»), ha affermato che le voci a favore dei vaccini stanno «perdendo la battaglia delle pubbliche relazioni e della comunicazione».
Elisabeth Marnik, Ph.D., direttrice esecutiva di The Evidence Collective e autrice di «Sono cresciuta senza vaccinarmi. Ora sono un’immunologa», ha affermato che la diffusione e l’accesso pubblico a tali informazioni rappresentano «uno degli aspetti più difficili dei social media☼.
«Più una persona vede circolare queste false affermazioni, più è probabile che inizi a mettere in discussione la propria comprensione. E questo è uno dei pericoli dei social media», ha affermato Marnik. Ha aggiunto che le decisioni dei genitori di non vaccinare i propri figli sono «il prodotto di questo ecosistema informativo».
Clinton ha suggerito che l’ecosistema agisce come un ostacolo al mantenimento della fiducia nella professione medica e nella salute pubblica. «Gli algoritmi sono parte della sfida sia… dell’erosione della fiducia sia… degli ostacoli al ripristino e al mantenimento di tale fiducia», ha affermato Clinton.
Secondo Marnik, le istituzioni sanitarie pubbliche stanno perdendo la fiducia del pubblico perché «la sanità pubblica e la scienza non sono sempre brave a raccontare storie». Il «fronte antivaccinista» è «molto abile nel diffondere storie avvincenti e spaventose che possono motivare le persone in modi dannosi».
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Attaccare l’«ecosistema informativo» è un «attacco al consenso informato».
Medici e sostenitori della libertà medica hanno respinto le affermazioni dei relatori. La dottoressa Michelle Perro, pediatra, ha dichiarato a The Defender che un attacco all’«ecosistema dell’informazione” è “un attacco al consenso informato».
«Avere più informazioni non indebolisce la medicina. La obbliga ad essere responsabile. I genitori non sono destinatari passivi delle cure, ma sono coloro che prendono decisioni. E il processo decisionale richiede l’accesso a più di un singolo punto di vista pre-approvato o a una narrazione avallata dal governo» ha affermato.
«Quando i leader ammettono di stare “perdendo la battaglia delle pubbliche relazioni”, riconoscono qualcosa di più profondo: non si è mai trattato di pubbliche relazioni. … Se la fiducia si sta erodendo, non è perché i critici siano “bravi narratori”, ma perché le esperienze vissute divergono dalla linea ufficiale del partito».
Il dottor Clayton J. Baker, medico internista , ha affermato che le preoccupazioni dei relatori in merito alle pubbliche relazioni e alla comunicazione vanno a scapito della «vera salute pubblica».
«Erano pressoché del tutto indifferenti sia alla libertà individuale che a qualsiasi forma di dibattito aperto», ha affermato Baker. «La loro attenzione è quasi interamente rivolta a stabilire, mantenere e proteggere una narrativa dominante sulla vaccinologia, che si riduce più o meno al mantra “sicuro ed efficace”».
«Nel momento in cui l’hanno definita una “battaglia di pubbliche relazioni”, hanno ammesso di aver lasciato indietro la scienza, ancora una volta. Definire la ricerca indipendente “disinformazione” è un modo per evitare di confrontarsi con essa. È uno degli ultimi retaggi del paternalismo nella società», ha affermato il ricercatore e autore James Lyons-Weiler, Ph.D.
Leslie Manookian, presidente e fondatrice dell’Health Freedom Defense Fund , ha accolto con favore il riconoscimento del crescente interesse dei genitori per la sicurezza dei vaccini.
«Dopo decenni di inganni da parte delle autorità sanitarie federali, gli americani si rivolgono giustamente alle persone di fiducia per ottenere informazioni accurate sui vaccini, perché sempre più madri e padri hanno letto gli studi scientifici presentati come prova di sicurezza ed efficacia dei vaccini, studi che in realtà non utilizzano placebo inerti, gruppi di controllo adeguati o si limitano a brevi periodi di tempo».
Secondo Manookian, «l’epidemia di malattie croniche che affligge i bambini americani» e la pandemia di COVID-19 hanno contribuito al «crollo dei tassi di vaccinazione e al crollo della fiducia nelle agenzie sanitarie federali e nelle grandi aziende farmaceutiche».
Nel 2023, Clinton ha collaborato con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la Fondazione Gates all’iniziativa «The Big Catch-up», descritta come uno «sforzo globale mirato per incrementare le vaccinazioni infantili a seguito del calo registrato a causa della pandemia di COVID-19». La campagna è stata presentata come «il più grande sforzo di immunizzazione infantile di sempre».
La dottoressa Meryl Nass ha affermato che, nonostante il coinvolgimento di Clinton nelle iniziative sui vaccini, la sua preparazione scientifica è limitata. «Clinton ha pubblicato un solo articolo accademico», di cui è stata una dei 19 coautori, ovvero i membri della Commissione Lancet sul rifiuto, l’accettazione e la domanda di vaccini negli Stati Uniti.
«Di cosa tratta la sua unica pubblicazione? Di come costringere le persone a vaccinarsi di più contro il COVID-19 . E a quali conclusioni sono giunti? Distribuire denaro o regali, oppure organizzare lotterie.»
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La commissione critica CHD per aver diffuso presunte informazioni errate sui vaccini
Il webinar di mercoledì ha incluso anche un attacco contro CHD, citata come una delle organizzazioni che diffondono «disinformazione» sui vaccini al pubblico.
Steier ha citato un articolo di STAT del novembre 2025 sulla conferenza annuale di CHD, tenutasi all’inizio di quel mese. Peter Hildebrand , il padre di Daisy Hildebrand , una bambina non vaccinata del Texas occidentale morta l’anno scorso dopo aver contratto la polmonite in seguito a un caso di morbillo, ha partecipato alla conferenza. Il padre ha elogiato CHD per il suo sostegno.
Steier ha detto alla commissione che «c‘era il padre di uno dei bambini che è tragicamente morto di morbillo l’anno scorso, e [STAT] si aspettava che il padre sarebbe stato molto arrabbiato con le persone di questa organizzazione che erano state in parte responsabili della sua scelta di non vaccinare il figlio, ma invece non ha avuto parole sufficienti per esprimere il suo disappunto nei loro confronti».
«Dobbiamo ricordare che se non creiamo spazio per queste persone, andranno altrove, e queste altre fonti non offrono necessariamente informazioni di qualità».
Secondo Karl Jablonowski, ricercatore senior del CHD, Steier ha “travisato” sia la morte avvenuta nel Texas occidentale sia la notizia riportata da STAT.
«La prima dose del vaccino contro il morbillo è raccomandata all’età di un anno. Per Daisy Hildebrand, ciò sarebbe avvenuto nel 2017. CHD è stata lanciata ufficialmente il 12 settembre 2018. È giusto affermare che CHD non ha potuto in alcun modo influenzare le decisioni prese prima della sua esistenza», ha dichiarato Jablonowski.
Jablonowski ha affermato che la morte di Hildebrand, e quella di un altro bambino texano avvenuta l’anno scorso e attribuita a un’epidemia di morbillo nello stato, sono state dovute ad altre cause: nel caso di Hildebrand, una polmonite contratta in ospedale
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«La scienza non è statica» — ma la scienza dei vaccini è ormai consolidata?
Secondo Jablonowski, i due bambini «sono morti per negligenza medica». Ha affermato che l’ultimo decesso pediatrico per morbillo negli Stati Uniti risaliva al gennaio 2003. Ha accusato Steier di «perpetuare una falsità per influenzare il comportamento in materia di vaccinazioni».
I relatori hanno anche accusato l’amministrazione Trump, e in particolare il Segretario alla Salute statunitense Robert F. Kennedy Jr., di diffondere «disinformazione» sui vaccini. «L’amministrazione continua a diffondere e amplificare disinformazione sui vaccini e anche in merito alla politica federale in materia di vaccini », ha affermato Clinton.
Steier ha affermato: «La scienza non è statica, è in continua evoluzione», ma poi ha suggerito che la scienza in materia di vaccinazione sia ormai consolidata.
«Credo che, quando si parla di vaccini, il pubblico debba capire che, nel 2026, questo è l’ intervento medico più studiato nella storia del mondo. … Non è che cambieremo completamente idea sulla sicurezza o sull’efficacia dei vaccini in questo momento», ha affermato Steier.
«La scienza si evolve», ha affermato Perro. «È proprio per questo che le affermazioni sulla sicurezza dei vaccini dovrebbero essere fatte con umiltà, non con certezza. I vaccini possono essere oggetto di numerosi studi, ma ciò non li rende inattaccabili, soprattutto con l’allungarsi dei tempi di vaccinazione e con il persistere di effetti a lungo termine, cumulativi o tossici non documentati e sottostimati».
Secondo la dottoressa Jane Orient, direttrice esecutiva dell’Associazione dei medici e chirurghi americani, i rischi di danni derivanti dai vaccini «sono bassi», ma chiunque si vaccini «corre un rischio».
Orient ha affermato che la maggior parte dei pazienti che visita nel suo studio si rivolgono a lei per patologie non prevenibili con i vaccini, ma che «potrebbero essere causate dagli stessi». Tra queste figurano dolori muscoloscheletrici, cancro, diabete e malattie cardiache.
Orient ha aggiunto che la maggior parte dei medici «non è una fonte affidabile» di informazioni relative ai vaccini perché «potrebbero avere un enorme incentivo finanziario a far vaccinare completamente i propri pazienti” e “rischiano di essere minacciati dai datori di lavoro e dagli ordini dei medici se non seguono le indicazioni».
«La dottoressa Steier non è una pediatra, quindi non è coinvolta nel giro dei bonus di incentivazione», ha affermato Jablonowski.
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Clinton ha affermato: «Stiamo ancora combattendo vecchi miti sull’autismo e su come il vaccino causi la malattia». Steier ha accusato Kennedy di aver rilasciato dichiarazioni «completamente false» su come il vaccino contro l’HPV aumenti il rischio di cancro.
Ma secondo Orient, «non ci sono prove concrete» che il vaccino contro l’HPV prevenga il cancro.
Durante il webinar, Steier ha anche rivelato che l’ American Academy of Pediatrics (AAP), la più grande associazione di categoria pediatrica negli Stati Uniti con 67.000 membri , distribuirà presto ai medici un opuscolo di due pagine contenente informazioni su come affrontare le domande sulla sicurezza dei vaccini prima di porsi tali dubbi e consigli su come rispondere.
Perro ha affermato che il «pre-bunking» è «nient’altro che addestrare i medici a orientare le conversazioni prima ancora che le domande si formino completamente, cosa che dovrebbe preoccupare chiunque tenga alla medicina etica».
«La smentita preventiva non è scienza. È controllo della narrazione prima ancora di prendere in considerazione le prove», ha affermato Lyons-Weiler.
Michael Nevradakis
Ph.D.
© 9 aprile 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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