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I punti di vista e le opinioni espressi in questo articolo sono quelli degli autori e non riflettono necessariamente le opinioni di Children’s Health Defense.
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Il Dottor Stefano Montanari è uno scienziato e divulgatore di fama internazionale, da sempre impegnato nella ricerca medica.
Insieme alla moglie, la Dottoressa Antonietta M. Gatti, ha ricevuto l’incarico dalla Comunità Europea di svolgere diversi progetti di ricerca. Fra le altre cose, Montanari è Direttore del laboratorio Nanodiagnostics.
Siamo riusciti a contattarlo per un’intervista, che il dottore ha gentilmente rilasciato a Cristiano Lugli.
1)Dottor Montanari, da quanto tempo lei si occupa di vaccini? E soprattutto, in che modo se ne occupa?
Di vaccini in modo specifico da 15 anni, e lo faccio analizzandoli con la metodica di microscopia elettronica messa a punto da mia moglie, la dott.ssa Antonietta Gatti, quando ideò e diresse due progetti di ricerca europei.
2) Non pochi in questi anni si sono presi la briga di dire che lei è uno “contro” i vaccini. Eppure pensiamo che se mai questa definizione fosse vera, è perché fondata su ciò che ha visto in laboratorio, non è così?
Io mi limito a dire che cosa trovo nei vaccini e mi limito a fare domande ovvie alle quali non ottengo reazioni diverse dal silenzio o dagli insulti che, ovviamente, risposte non sono.
3)Durante la sua carriera ha potuto conoscere genitori con figli danneggiati dai vaccini? Perché su questo cala sempre un enorme silenzio?
Ahimè, di genitori di bambini danneggiati dai vaccini ne incrocio quotidianamente da anni. Il silenzio è semplicemente dovuto al fatto che, se esistesse una consapevolezza diffusa del problema, nessuno vaccinerebbe più i propri figli e, allora, addio business.
4)Lei, insieme a sua moglie, ha potuto vedere la presenza di metalli pesanti all’interno di alcuni vaccini. Precisamente potrebbe dirci quali e per quale motivo questi metalli possono essere estesamente pericolosi?
Il solito malinteso: non si tratta di “metalli pesanti” come, chissà perché, tutti credono di capire, ma di particelle solide, cioè frammenti di materia che sono costituiti da una grande varietà di elementi chimici soli o in combinazione tra loro. Gli elementi più comuni sono ferro, cromo e nichel che insieme sono una delle basi dell’acciaio inossidabile. Poi tungsteno, titanio, piombo, silicio, bario, alluminio (in quantità enormi), zinco, bismuto… Le particelle sono corpi estranei che danno reazioni infiammatorie all’origine di parecchie malattie. Se, sfortunatamente, arrivano al cervello, allora sono guai serissimi.
5)Sempre insieme a sua moglie ha pubblicato diversi studi, molto criticati. Eppure ci risulta che nessuno li abbia mai voluti confutare di persona…
Nessuna sorpresa. I nostri risultati sono assolutamente inconfutabili. Quando invitiamo i nostri critici ad affiancarci al microscopio elettronico nel corso delle analisi, tutti scappano. La scienza ha poche regole e sono tutte chiare: se ci sono obiezioni verso un risultato, si rifà l’analisi e si presentano i risultati. Il resto è chiacchiera da bar e chiacchiere da bar sono tutte le obiezioni nei nostri confronti, almeno fino a prova scientifica contraria. Poi non si vede che interesse avremmo noi a fare analisi fasulle: i quattrini stanno dall’altra parte.
6)Pare che il suo operato dia molto fastidio perché si fonda su dati oggettivi. Nel corso degli anni le sono mai stati messi i bastoni fra le ruote?
Ogni giorno ci si mettono i “bastoni tra le ruote”. Cominciò Beppe Grillo una decina d’anni fa facendoci sottrarre il microscopio e ora, tralasciando diffamazioni, calunnie e intrusioni nei siti Internet, siamo arrivati al grottesco: si tenta d’impedirci di continuare le ricerche sulle leucemie perché analizziamo i vaccini. Che c’entrino le leucemie con i vaccini resta misterioso, così come non si vede perché noi non dovremmo analizzare i vaccini, ma questi sono i fatti.
7)”Vaccini: sì o no?” È anche il titolo di un suo libro. Cosa direbbe a riguardo?
Che ognuno può fare ciò che più gli aggrada. Sarebbe meglio, però, essere informati e non disinformati. E sarebbe meglio essere obiettivi e non tifosi. Sarebbe meglio avere cura dei propri figli in modo consapevole.
8)Il terrore più grande sembra situarsi sulla cosiddetta “Herd Immunity” (immunità di gregge), senza la quale il pericolo di epidemia sembra bussare alla porta. È reale questo criterio di “immunità”? Esiste realmente?
È la bufala di maggior successo delle industrie farmaceutiche. Si parla sempre di un 95% della popolazione che deve essere vaccinata (contro quale/i malattia/e non è dato sapere, essendo le malattie infettive molte centinaia) ma quel numero è frutto di pura invenzione. Chiunque ne cerchi l’origine è destinato al fallimento semplicemente perché non ne esiste la minima prova. Anzi, le prove sono contrarie: prendendo due popolazioni vicine, l’Austria vaccina molto sotto quella soglia e gli austriaci si ammalano percentualmente molto meno dei tedeschi che la soglia la superano. Poi si deve chiarire qualche punto tra i tanti: quando si somministra un vaccino, le possibilità che l’effetto sia immunizzante sono tutt’altro che totali. I vaccini sono farmaci e a volte funzionano altre no. Poi nessun vaccino, anche funzionando, immunizza per più di pochi anni. E allora che faremo?
9)Ci sono diversi studi che confermano la presenza di linee cellulari risalenti a feti abortiti presenti nei vaccini. Se questo fosse vero risulterebbe essere un grave impedimento morale per i cattolici. Cosa può dirci a riguardo?
Io non sono un esperto di filosofia morale. Dal punto di vista biologico trovo la cosa di dubbia sicurezza e da quello umano la trovo rivoltante.
10)Lei ha avuto purtroppo a che fare con Beppe Grillo, e perciò ci chiediamo come consideri questo tentativo “no-vax” dei pentastellati. È sincero o dettato da arzigogoli politici?
I grillini sostengono tutto e il contrario di tutto nel giro di una giornata. Molto goffamente cercano consenso e, in un popolo come il nostro, riescono addirittura a trovarlo.
11) Il nuovo decreto sulle vaccinazioni è qualcosa di mai visto prima: una sorta di “nazivaccismo”, come certuni lo hanno simpaticamente chiamato. Si aspettava una tale accelerazione?
No, non me l’aspettavo così veloce. Al di là della palese follia della cosa, la trovo molto ingenua. Se avessero agito a piccoli passi, forse avrebbero avuto più successo. Così, triplicando il numero dei vaccini obbligatori e con le sanzioni previste, hanno tirato troppo una corda che rischia pericolosamente per loro di spezzarsi facendoli finire a terra. Il tutto, poi, infrangendo decine di articoli di legge italiani e internazionali.
12) Come può comportarsi, oggi, alla luce di questa terribile legge, un genitore che abbia a cuore la salute del proprio figlio e che soprattutto voglia avere la possibilità di fare obiezione attiva? I ricatti, anche da un punto di vista economico, mettono drasticamente con le spalle al muro.
L’11 giugno io ho pubblicato una sorta di stringato vademecum su www.stefanomontanari.net.
13) Le radiazioni di alcuni medici fatte poco prima di questo decreto, pensa volessero esporre la testa mozzata prima del grande risultato?
Le radiazioni sono solo la dimostrazione di un’immensa debolezza unita ad una violenza. Quando non ci sono argomenti, c’è la ghigliottina. Va specificato che l’Ordine dei Medici è un ente privato e non pubblico e non so quanto legittimo sia impedire di esercitare la professione a chi ha conseguito una laurea di stato e un’abilitazione pure di stato. Il mio parere è che quell’ente vada chiuso immediatamente e che qualche magistrato dovrebbe dare un’occhiata al suo interno. Nessuna condanna preventiva: solo il diritto di saperne di più.
14)Come uscirne ma sopratutto come affrontare questa nuova situazione?
Semplicemente riappropriandoci di casa nostra. Nonostante tutto, la Costituzione è ancora in vigore ed è chiarissima. Gli articoli 56 e 58 dicono senza possibilità di malinteso che il nostro parlamento, su fino al presidente della repubblica che dal parlamento è eletto, non hanno alcun diritto di sedere dove siedono e sono solo semplici cittadini. Insomma, abbiamo un governo totalmente abusivo e questo governo legifera in maniera scriteriata. Dobbiamo solo licenziare quei personaggi e ripristinare i propri diritti.
15)Da cattolici ci sentiamo di dire che forse non bastano più i sacrifici umani fatti con aborto ed eutanasia, serviva qualcos’altro… Stiamo esagerando?
Un mio limite è quello di parlare solo di argomenti che conosco di prima mano e a fondo.
16)L’ignoranza è il grande mezzo con cui Lorenzin & Co. si sono fatti campo fra gli italiani. Come ricorrere ad una buona formazione sul tema vaccini? Potrebbe consigliare qualche suo testo o qualche studio in grado di far prendere coscienza sulla realtà delle cose inerenti al campo della prevenzione vaccinale?
È terribilmente difficile fare informazione obiettiva in questo momento storico. La quasi totalità dei mezzi di cosiddetta informazione è nelle mani di un regime volto solo a fare quattrini come mai in passato. Basta vedere a come viene impedita la proiezione del film Vaxxed che non è affatto “contro i vaccini” ma mostra solo come la burocrazia statunitense ha distrutto le prove del rapporto tra autismo e vaccini. Io stesso sono di regola imbavagliato, tanto che la signora Lorenzin e Tajani, presidente del parlamento europeo, hanno impedito a me e al premio Nobel Luc Montagnier insieme di riferire sui vaccini a Bruxelles. A fatica io ho pubblicato http://medcraveonline.com/IJVV/IJVV-04-00072.pdf e un paio di libri divulgativi, facilissimi da leggere, intitolati rispettivamente “Il Pianeta Impolverato” e “Vaccini: Sì o No?” Chi vorrà leggerli mi eviterà di perdere tempo a rispondere alle loro domande. Ora ho tre libri in pubblicazione in Francia di cui uno dedicato per intero ai vaccini. Ma da qui ad essere capillari ce ne corre.
17)In conclusione: come poter aiutare la ricerca che lei e sua moglie cercate di portare avanti con grandi difficoltà economiche e con i più svariati ostracismi?
La cosa è assolutamente volgare: ci servono solo quattrini. Molto ingenuamente noi abbiamo speso tutto quanto avevamo per continuare a ricercare, arrivando alla follia di vendere casa nostra. Ogni giorno io ricevo almeno 700 mail di cui molte con cui si pretendono risposte ad personam. Nessuno, però, pare rendersi conto che le risposte prevedono l’esistenza di un laboratorio e un laboratorio costa anche se mia moglie ed io lavoriamo gratis e, anzi, a nostre spese. Se non ci arriveranno donazioni entro pochissime settimane, ma davvero pochissime, noi chiuderemo tutto e la gente farà da sola. Noi abbiamo due figli: 36 e 34 anni rispettivamente. Uno abita in Spagna e uno in Australia. Dunque, il problema dei vaccini è problema che tocca milioni di famiglie che non sono la nostra. Le donazioni, per chi vorrà farle, dovranno pervenire al conto corrente postale (BancoPosta) dedicato n. 7231168 (da usare per i versamenti postali)
IBAN: IT34D0760112900000007231168 (da usare per i bonifici bancari)
Per le donazioni via PostePay, il numero di carta è
4023600926424674
Per donazioni dall’estero si usa il BIC (o codice Swift): BPPIITRRXXX
L’intestatario in ogni caso è Stefano Montanari e la causale dovrà essere DONAZIONE.
Grazie, Dottor Montanari, per il suo tempo e la sua professionalità.
Cristiano Lugli
Articolo apparso precedentemente qui.
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Un documento della CIA del 23 aprile 1952, recentemente scoperto, intitolato «Ricerca speciale per Artichoke», descrive una serie di idee su come sviluppare sostanze chimiche progettate per alterare il comportamento e il pensiero umano. Le proposte contenute nel documento facevano parte del Progetto Artichoke, un progetto top secret della CIA che durò dal 1951 al 1956, secondo il Daily Mail.
Negli anni ’50, la CIA studiò metodi per esercitare segretamente il controllo mentale sugli esseri umani, tra cui l’occultamento di farmaci nei vaccini e in prodotti alimentari di largo consumo, come rivelato da un documento della CIA recentemente scoperto. Il Daily Mail ne ha dato notizia per primo lunedì.
Il documento di sette pagine, «Ricerca speciale per Artichoke», è datato 23 aprile 1952. Descrive una serie di idee su come sviluppare sostanze chimiche progettate per alterare il comportamento e il pensiero umano.
Secondo il Daily Mail, le proposte contenute nel documento facevano parte del Progetto Artichoke, un progetto top secret della CIA che durò dal 1951 al 1956.
Il documento, declassificato nel 1983, è circolato di recente sui social media. Tuttavia, è stato pubblicato nella sala di lettura online della CIA solo l’anno scorso.
«Alcune delle proposte sono controverse», si legge nel documento. Tra queste, la somministrazione segreta di farmaci come parte di un «approccio a lungo termine ai soggetti».
Secondo il documento:
«Questo studio dovrebbe includere sostanze chimiche o farmaci che possono essere efficacemente nascosti in oggetti di uso comune come cibo, acqua, coca cola, birra, liquori, sigarette, etc. Questo tipo di farmaco dovrebbe poter essere utilizzato anche nei trattamenti medici standard, come vaccinazioni, iniezioni, etc.»
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Il documento includeva anche un campo speciale di ricerca per «batteri, colture vegetali, funghi, veleni di vario tipo, etc.» che sono «in grado di produrre malattie che a loro volta causerebbero febbre alta, delirio, etc.»
Tra queste rientravano «specie di funghi» che «producono un certo tipo di intossicazione e squilibrio mentale».
Tra le proposte c’era anche quella di effettuare ricerche sulla «dieta» o sulle «carenze alimentari» dei prigionieri e delle persone sottoposte a interrogatorio, incluso l’uso di «cibi in scatola appositamente preparati da cui sono stati rimossi alcuni elementi».
Il documento includeva proposte per l’uso umano sia a breve che a lungo termine. I farmaci ritenuti più adatti all’uso a lungo termine sarebbero stati progettati per produrre un «effetto agitante (che produce ansia, nervosismo, tensione, etc.) o un effetto deprimente (che crea una sensazione di sconforto, disperazione, letargia, etc.)».
Secondo il Daily Mail, la CIA ha condotto esperimenti sugli esseri umani nell’ambito del Progetto Artichoke. Gli esperimenti hanno spesso coinvolto «soggetti vulnerabili, tra cui prigionieri, personale militare e pazienti psichiatrici». Gli esperimenti sono stati solitamente condotti «senza consenso informato».
Secondo Ben Tapper, un chiropratico del Nebraska che è stato incluso nella lista «Disinformation Dozen» nel 2021 per aver messo in dubbio la sicurezza dei vaccini, il documento espone «una realtà inquietante: le agenzie governative hanno storicamente esplorato modi per manipolare il comportamento umano attraverso mezzi chimici e biologici, compresi concetti che coinvolgono cibo e interventi medici».
«Non si tratta di speculazioni o di cospirazioni, e dovrebbe preoccupare profondamente ogni americano che apprezza l’autonomia corporea e il consenso informato», ha affermato Tapper.
Il Daily Mail ha citato documenti della CIA che suggerivano che le agenzie di intelligence statunitensi temevano che le nazioni nemiche avessero sviluppato proprie tecniche di controllo mentale e comportamentale. Ciò ha portato l’agenzia a dare priorità allo sviluppo di metodi propri.
Il progetto Artichoke «servì da precursore» al programma MK-Ultra, lanciato dalla CIA nel 1953. Quel programma «ampliò gli esperimenti di alterazione della mente su una scala più ampia», ha riportato il Daily Mail.
Molti documenti relativi a questo tipo di sperimentazione furono distrutti nel 1973, «lasciando ignota la reale portata della ricerca e i suoi progressi».
Naomi Wolf, Ph.D., CEO di Daily Clout e autrice di The Pfizer Papers: Pfizer’s Crimes Against Humanity, ha dichiarato a The Defender che i documenti confermano ulteriormente una lunga storia di ricerche delle agenzie di intelligence mirate al pensiero e al comportamento umano.
«Purtroppo, è da tempo accertato che le nostre agenzie di intelligence, e quelle dei nostri nemici, hanno cercato di alterare la coscienza e il comportamento umano, spesso senza il consenso dei soggetti. L’esistenza di MK-Ultra, il progetto clandestino in cui si è evoluto il Progetto Artichoke, è ben documentata», ha affermato Wolf.
John Leake, vicepresidente della McCullough Foundation e autore del libro di prossima uscita Mind Viruses: America’s Irrational Obsessions, ha affermato: «I ricercatori sospettano da tempo che la rivelazione da parte del Comitato Church dei famigerati esperimenti di controllo mentale MK-Ultra della CIA, per lo più basati sull’uso dell’LSD, abbia avuto l’effetto di oscurare il ben più ampio Progetto Artichoke dell’agenzia».
Leake ha citato prove che suggeriscono che un avvelenamento di massa avvenuto nel 1951 a Pont-Saint-Esprit, in Francia, in cui 250 residenti hanno avuto gravi allucinazioni e sette persone sono morte, fosse un esperimento del Progetto Artichoke. L’epidemia è stata ufficialmente attribuita al pane contaminato di un panificio locale.
Leake ha affermato che il documento del 1952 è «coerente con il sospetto che la CIA stesse cercando di scoprire metodi di controllo mentale anche per popolazioni molto ampie».
Nel 2024, un’indagine della Reuters rivelò che la CIA aveva condotto una campagna di propaganda segreta sui vaccini nelle Filippine. La campagna attaccava quella che l’agenzia percepiva come la «crescente influenza» della Cina nel Paese, prendendo di mira il vaccino cinese Sinovac contro il COVID-19 attraverso l’uso di falsi account online che diffondevano messaggi «anti-vax».
Michael Rectenwald, Ph.D., autore di The Great Reset and the Struggle for Liberty: Unraveling the Global Agenda, ha affermato che le rivelazioni del Progetto Artichoke «chiariscono che la CIA ha rappresentato un’enorme minaccia per i cittadini statunitensi, oltre agli orrori che scatena sui governi e sulle popolazioni non statunitensi».
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Il documento del Progetto Artichoke del 1952 includeva anche una raccomandazione di coinvolgere l’US Army Chemical Warfare Service negli sforzi del progetto, citando la sua esperienza con «studi esaustivi in questa direzione».
Questa proposta è simile alle recenti ipotesi secondo cui il COVID-19 e la risposta alla pandemia sarebbero stati coordinati ai massimi livelli del governo, dell’esercito e delle agenzie di Intelligence.
L’anno scorso, l’ex dirigente della ricerca e sviluppo farmaceutica Sasha Latypova e la scrittrice scientifica in pensione Debbie Lerman hanno pubblicato il «Dossier COVID», presentando prove del «coordinamento militare/di intelligence della risposta di biodifesa al Covid negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Australia, Canada, nei Paesi Bassi, in Germania e in Italia».
Secondo Latypova e Lerman, «il COVID non è stato un evento di sanità pubblica», ma «un’operazione globale, coordinata attraverso alleanze militari e di intelligence pubblico-private e invocando leggi concepite per attacchi con armi CBRN (chimiche, biologiche, radiologiche, nucleari)».
Leake ha affermato che «è tutt’altro che chiaro» che le udienze del Comitato Church del 1975 «abbiano posto fine ai programmi segreti della CIA». Ha citato come esempio il possibile sviluppo in laboratorio del virus SARS-CoV-2.
«La creazione in laboratorio del SARS-CoV-2 con tecniche di guadagno di funzione sviluppate presso l’ Università della Carolina del Nord a Chapel Hill e il coinvolgimento dell’esercito statunitense nello sviluppo e nella distribuzione dei vaccini mRNA contro il COVID-19 dovrebbero… essere considerati possibili sviluppi o addirittura continuazioni del Progetto Artichoke», ha affermato Leake.
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In un post su Substack, l’epidemiologo Nicolas Hulscher ha tracciato un potenziale collegamento tra il Progetto Artichoke e lo sviluppo dei vaccini contro il COVID-19. Hulscher ha citato recenti studi sottoposti a revisione paritaria che hanno identificato l’impatto negativo dei vaccini sulla salute neurologica e «l’aumento dei tassi di declino cognitivo».
Hulscher ha scritto:
«È inquietante che, dal 2021, oltre il 70% dell’umanità abbia ricevuto un agente neurotossico mascherato da ‘vaccino’. Gli stessi obiettivi delineati nel documento della CIA (vaccini/farmaci in grado di indurre segretamente ansia, depressione e letargia) vengono ora osservati nelle popolazioni vaccinate contro il COVID-19».
«Se negli anni ’50 la CIA discuteva segretamente di metodi segreti per alterare il comportamento umano, non ci sarebbe da sorprendersi se nei decenni successivi emergessero progetti classificati simili».
Uno studio del 2024 pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry ha indagato gli eventi avversi psichiatrici in oltre 2 milioni di persone in Corea del Sud. Lo studio ha rilevato che «la vaccinazione contro il COVID-19 ha aumentato il rischio di depressione, ansia, disturbi dissociativi, disturbi da stress e somatoformi, nonché disturbi del sonno, riducendo al contempo il rischio di schizofrenia e disturbo bipolare».
Uno studio del 2025 pubblicato sull’International Journal of Innovative Research in Medical Science ha rilevato «segnali di sicurezza allarmanti per quanto riguarda le condizioni neuropsichiatriche a seguito della vaccinazione contro il COVID-19, rispetto alle vaccinazioni antinfluenzali e a tutte le altre vaccinazioni combinate».
Tra questi si segnalano aumenti di schizofrenia, depressione, declino cognitivo, deliri, comportamenti violenti, pensieri suicidi e ideazioni omicide.
«Il fatto che i vaccini a mRNA siano stati progettati per attraversare la barriera emato-encefalica e infiammare il cervello, o almeno, era noto che lo facessero durante la loro produzione e distribuzione, dovrebbe farci riflettere alla luce di questa notizia», ha affermato Wolf.
Wolf ha affermato che le ultime rivelazioni, «pur essendo scioccanti, forniscono un motivo in più per essere critici nei confronti di programmi di vaccinazione opachi, coercitivi o non testati, di additivi negli alimenti e nell’acqua e di programmi di geoingegneria tossici o opachi».
Tapper ha affermato che le rivelazioni rafforzano «l’urgente necessità di proteggere la libertà individuale, la libertà medica e i confini etici nella scienza e nella salute pubblica».
«La lezione da trarre è semplice: è necessaria la vigilanza quando i governi rivendicano l’autorità sul corpo e sulla mente umana», ha affermato Tapper.
Michael Nevradakis
Ph.D.
© 1824 febbraio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Email appena pubblicate mostrano che Jeffrey Epstein era coinvolto nelle discussioni sul finanziamento della sanità globale e sulla preparazione alle pandemie anni prima del COVID-19. I documenti non dimostrano che abbia influenzato le politiche, ma confermano che ha avuto accesso alle discussioni sul rischio pandemico come strategia finanziaria.
E se la parte più inquietante dei fascicoli su Epstein non fosse ciò che dimostrano, ma ciò che rivelano sulla prossimità?
Per anni, Jeffrey Epstein è stato descritto come un finanziere, un predatore, un manipolatore di reti d’élite. Ma sepolto in migliaia di pagine di corrispondenza appena pubblicata, grazie alla legge approvata dal Congresso, c’è qualcosa di meno sensazionale e probabilmente più inquietante: Epstein si è posizionato al crocevia tra filantropia sanitaria globale, ingegneria finanziaria e preparazione alla pandemia anni prima del COVID-19.
Si stava semplicemente inserendo in conversazioni importanti? O stava orbitando attorno a qualcosa di molto più ampio: una trasformazione strutturale nel modo in cui le crisi di sanità pubblica sarebbero state finanziate, assicurate e gestite?
I documenti non ci forniscono la prova schiacciante. Ma ci forniscono una mappa.
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Uno degli allegati più diffusi è un’e-mail del 24 maggio 2017 di Boris Nikolic, consulente scientifico legato a Bill Gates, indirizzata sia a Epstein che a Gates. In essa, Nikolic scrive che una strategia di finanziamento basata sulla consulenza dei donatori «potrebbe rappresentare un’ottima strada da percorrere per alcune aree chiave come l’energia, la pandemia, etc.»
Quella singola parola, pandemia, ha scatenato speculazioni.
L’email conferma qualcosa di limitato ma reale: Epstein è stato coinvolto in conversazioni riguardanti la filantropia legata a Gates, in cui il rischio pandemico è stato esplicitamente discusso come ambito di finanziamento.
Non descrive la pianificazione della malattia. Non delinea una risposta operativa. Sembra una strategia di portafoglio filantropica. Ma dimostra che Epstein non era solo un conoscente: era presente nelle conversazioni in cui le priorità sanitarie globali venivano strutturate finanziariamente.
Questa vicinanza da sola solleva interrogativi.
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Ancora più rivelatrice è la bozza di proposta della JPMorgan del 2011 intitolata «Progetto Molecola».
Il documento delinea una proposta di piattaforma di donazioni benefiche Gates-JPMorgan: una struttura di fondi consigliata dai donatori, progettata per aggregare capitali globali, offrire l’anonimato ai donatori e creare quello che il documento definisce un «ponte istituzionale» per un impiego filantropico su larga scala.
Nella presentazione sono inclusi esempi di salute globale: acquisto di vaccini, infrastrutture di sorveglianza delle malattie e iniziative sanitarie transfrontaliere.
La struttura comprendeva:
Per i critici, questo sembra un esempio di finanziarizzazione della sanità pubblica: un mondo in cui filantropia, mercati dei capitali e risposta alle malattie sono intrecciati in quadri istituzionali.
E naturalmente, TrialSite News ha riferito durante la pandemia che Gates a un certo punto stava ottenendo un ritorno pari a 10 volte sul suo investimento in BioNTech (l’azienda tedesca che ha collaborato con Pfizer per sviluppare uno dei vaccini a mRNA contro il COVID-19).
Per i suoi sostenitori, si tratta di un’iniziativa filantropica su larga scala.
In ogni caso, l’architettura è chiara: le infrastrutture finanziarie d’élite erano state progettate per convogliare ingenti capitali nella sanità globale ben prima dell’emergere del COVID-19.
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Poi c’è la catena di email del marzo 2015 che fa riferimento a un incontro sulla «preparazione alle pandemie».
Il messaggio parla del coinvolgimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e del Comitato Internazionale della Croce Rossa per il «co-branding» e si conclude con: «spero che riusciremo a farcela!»
Il linguaggio è ambiguo. Suggerisce coordinamento, posizionamento e allineamento istituzionale. Non descrive l’ingegneria patogena o la pianificazione di un’epidemia.
Ma conferma che la preparazione alla pandemia circolava nella rete di Epstein già anni prima del COVID-19.
Per essere chiari: la preparazione alle pandemie era già all’epoca oggetto di dibattito politico. I quadri normativi globali, comprese le iniziative di preparazione legate all’OMS e alla Banca Mondiale, erano attivi ben prima del 2020.
Nel 2018 è stato convocato il Global Preparedness Monitoring Board. Nel 2019, il suo rapporto «Un mondo a rischio» ha messo in guardia dalla catastrofica vulnerabilità pandemica.
Le discussioni sulla preparazione non erano segrete.
Ma la comparsa di Epstein in quelle catene di e-mail aggiunge un ulteriore strato di disagio a una figura già di per sé controversa.
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Un thread separato di iMessage del 2017 fa riferimento all’esperienza in materia di «simulazione pandemica» e discute la progettazione di prodotti legati alla pandemia con Swiss Re utilizzando «trigger parametrici».
I trigger parametrici sono comuni nelle obbligazioni catastrofali e nelle riassicurazioni: pagamenti legati a eventi misurabili, come la magnitudo di un terremoto o la velocità del vento di un uragano.
In altre parole, il rischio pandemico veniva trattato come una variabile finanziaria quantificabile.
Questo è forse il tema più provocatorio del materiale pubblicato: il rischio pandemico non era solo una questione umanitaria. Era sempre più qualcosa che poteva essere modellato, assicurato e strutturato in prodotti finanziari.
Ciò non implica un’orchestrazione. Ma dimostra che a metà degli anni 2010, gli eventi pandemici erano già parte integrante delle discussioni sull’innovazione finanziaria.
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È qui che le speculazioni si intensificano e le prove si assottigliano.
Non vi è alcun documento nei materiali di Epstein esaminati che:
I registri pubblici mostrano che il lavoro di Arcturus sull’H5N1 e i programmi sostenuti dal BARDA stanno avanzando attraverso i canali normativi e di finanziamento convenzionali, in gran parte dopo il COVID-19.
Il collegamento documentario tra Epstein e l’ingegneria del vaccino contro il COVID-19 semplicemente non esiste, almeno non in questa ricerca iniziale.
Ma l’assenza di prove non equivale all’assenza di influenza, e proprio in questo spazio grigio prospera il sospetto.
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Togliendo i titoli virali, restano tre conclusioni:
Questa convergenza – finanza, filantropia, governance e malattie – è reale.
Ciò che non è supportato dai documenti è una cospirazione coordinata per «fare lucro durante una pandemia».
L’architettura esiste. L’orchestrazione no.
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Forse la domanda più scomoda non è se Epstein abbia progettato il COVID-19.
La questione è se la moderna risposta alla sanità pubblica sia diventata inseparabile dall’architettura finanziaria (fondi gestiti da donatori, veicoli di aggregazione di capitale, meccanismi di riassicurazione e quadri di governance globale) e se Epstein si sia semplicemente posizionato vicino a quel centralino.
Dai documenti emerge che lui voleva essere lì.
Non dimostrano che ne avesse il controllo.
Ma rivelano qualcosa che non può essere ignorato: prima che il COVID-19 rimodellasse il mondo, il rischio pandemico era già stato strutturato, modellato, marchiato e finanziato ai massimi livelli di potere.
Epstein era nella stanza.
Ciò che lui aveva veramente capito, o che intendeva, resta senza risposta.
© 19 febbraio 2025, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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