Immigrazione
Il sacco di Milano della barbarie anarco-tirannica. Invochiamo il flagello di Ambrogio
E così l’orda ha conquistato anche Milano. Perché il segnale, il sintomo, il comando, riguarda non la singola città, non il Paese, ma l’Europa e l’Occidente, la Civiltà tutta. L’anarco-tirannia ha rivendicato la capitale morale d’Italia, e non solo – usando lo schema medesimo della Francia, dove il progetto calergista è in stato più avanzato.
È il «sacco di Milano», andato in onda in mondovisione.
Lasciate perdere la manifestazione di facciata sul caro-vita, e pure le bandiere palestinesi, pardon, «pro-pal». Non facciamoci intortare dalla retorica profusa dallo Stato moderno (i suoi vertici, la sua stampa asservita) quella degli «infiltrati». C’era stato quel segmento televisivo involontariamente tragico e umoristico, ai tempi delle rivolte BLM, in cui l’inviato della TV americana parlava di «manifestazioni per lo più pacifiche» con alle spalle la città incendiata.
Ieri Macron ha parlato della legittimità degli obiettivi della protesta e dei casseurs infiltrati. Chiediamo di guardare le immagini: ma quali infiltrati? Ma quali obiettivi? Ma quale protesta?
È ovvio che non è una protesta, ma una devastazione programmata, il caos manifestato da chi sente il bisogno, o ha l’ordine, di farlo. Guardate questi giovinastri con la pelle scura, ben vestiti, ben nutriti, divertiti come neanche a Gardaland (anzi, nella vicina Peschiera…): quali obiettivi possono avere? Possiamo dire che sono «infiltrati», se poi per due giorni prendono possesso della città più importante d’Italia?
Total chaos in Italy: Milan. pic.twitter.com/3NDaVPpwuV
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 18, 2026
🇮🇹 NOW MILAN IS ERUPTING TOO
The wave of unrest across Europe is spreading.
More than 5,000 protesters took to the streets of Milan over soaring fuel prices and low wages.
And things turned violent.
Rocks, firecrackers and fireworks were hurled at police. Bus shelters and…
— Mario Nawfal (@MarioNawfal) October 17, 2026
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Capite che per chi conosce Milano, e la ama, la portata simbolica di quanto è accaduto è enorme. Guardate voi stessi: piazza Duomo, luogo centrale della cristianità mondiale, assediata, sconvolta dalla teppa terzomondiale. L’invasore islamico, o islamo-nichilista, o semplicemente barbaro, espugna il luogo che i milanesi considerano con orgoglio il cuore assoluto della città.
Rimirate le immagini del Duomo, questo edifizio gotico meraviglioso, con dinanzi le fiamme. I milanesi ci hanno messo 578 anni per costruirlo, dalla posa della prima pietra di Gian Galeazzo Visconti nel 1386 al completamento principale con l’ultimo portone nel 1965. L’autore di questo miracolo architettonico, diceva Paolo VI, non c’è, o meglio – è l’intero popolo milanese.
Nel giro di poche ore, abbiamo compreso, il lavoro di mezzo millennio del popolo milanese può essere cancellato dai barbari, che pure non vengono dalla steppa, ma ora vivono a Milano, magari sovvenzionati dalle tasse dei milanesi. Se l’opera principale del popolo milanese può essere oltraggiata e financo distrutta, senza essere protetta, significa che il popolo milanese non esiste più.
Protesters clash with police in Milan, Italy, near the historic cathedral, against the high cost of living. pic.twitter.com/FvCu2JLqe3
— Globe Eye News (@GlobeEyeNews) October 18, 2026
Total chaos outside the symbol of Christianity in Milan, the Cathedral. Paper bombs, firecrackers, cars destroyed, attacks on police, insults and shouting right in front of the Duomo. No Italian, not even the worst, would dare to light fires and shoot fireworks against the Duomo.… https://t.co/lh80b1iC5O pic.twitter.com/Oh3XYvqVhY
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 17, 2026
BREAKING:
Massive riots have now also broken out in Milan, Italy.
An alliance of migrant gangs and Antifa extremists is attacking police officers and setting fires in front of the Milan Cathedral (Duomo) pic.twitter.com/yh8sbPWmsS
— Visegrád 24 (@visegrad24) October 17, 2026
Italy like France. Outside Milan Cathedral. A symbol of Christianity under siege. Fires, clashes, and devastation beneath its spires. This is no celebration — it is a collapse. They are burning the heart of Milan while everyone watches and records it. This is a war on our… pic.twitter.com/fcGWSDF8z0
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 17, 2026
Many shouts in this video are in Arabic. This is Milan’s Duomo, the symbol of Christianity in Italy and Europe. Yesterday’s clashes were not random – they have a clear motive. pic.twitter.com/gpsMckkVcw
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 18, 2026
🔥🇮🇹 Construction on the Duomo di Milano began in 1386, and it wasn’t finished until 1965.
Now it’s under threat of destruction by citizens complaining about the “cost of living”?!
Naw fam… Something, or someone bigger, is instigating this!
Writer: Jamie… https://t.co/WRE6WSp4d8
— Mario Nawfal (@MarioNawfal) October 17, 2026
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È così. sappiamo cosa è accaduto. La città che fu capitale dell’Impero romano, che fu la culla di santi incredibili, nel giro di un secolo si è venduta a famiglie di vampiri industriali, a politici inetti e corrotti, agli invertiti della moda, a catto-sette di ladri eunuchi, a caste di manager goscisti-elitisti. Nessuno di costoro aveva neanche lontanamente in mente di difendere Milano, ma di spolparla, di sfruttarla, di svenderla.
Siamo solo arrivati al momento in cui ciò è divenuto simbolicamente evidente.
🚨Milan is a battlefield & tourists are hiding.
Smoke bombs are being thrown at rooftop bars. Shops are locked down.
A cost of living protest just became a riot in the heart of the city.
Police are firing tear gas.
Dozens have already been arrested.
British tourists say… pic.twitter.com/7QKXTYgP22— Gauci Reports (@GauciReports) October 17, 2026
Milan, Italy pic.twitter.com/KYsc9X7f4V
— Russian Market (@runews) October 17, 2026
Certamente non si tratta solo dei luoghi storici, le grandi piazze, le gallerie (dove sono rimasti, a permettersele, solo le multinazionali), i palazzi millenari. È la vita stessa dei milanesi che ora è minacciata. Guardate via Torino: un tempo luogo di baretti e negozietti, dove passeggiava, e comprava, la gente comune: c’era il negozio di scarpe, l’ottico bravo, la ricevitoria del lotto, la videoteca fornita, il pronto-moda a portata, la pizza al trancio, etc.
Ora dopo essere stata gentrificata – i negozi sono praticamente solo di grandi catene internazionali – via Torino viene razziata. Ecco che arrivano le immagini del looting di articoli sportivi, a quanto sembra amati dai baluba fino al punto di sfidare la legge per portarseli via aggratis.
Non che sia un fenomeno nuovo. Ricordiamo di averlo visto durante la rivolta di Los Angeles per il pestaggio di Rodney King nel 1992. Distintamente ricordiamo anche Londra nel 2011, quando vi furono disordini pre-olimpici nei quartieri immigrati che si riversarono poi ovunque vi fosse un negozio di scarpe da ginnastica da razziare. Per la Francia di questi anni, gli episodi non si contano.
Anche a Milano ora abbiamo la barbarie firmata, pronta a tutto pur di avere la felpa col loghetto figo. È un segnale chiarissimo: questa gente è disposta a tutto, per niente. Gli lancia una maglietta, e questi sono pronti a fare qualsiasi cosa. È il programma del conte Calergi: il meticcio, teorizzato in Praktischer Idealismus, è più «sentimentale», quindi più manovrabile, quindi ideale per la costruzione della «nuova Europa».
La «nuova Europa» sta nascendo tramite le razzie dei Footlocker. È la conclusione che dobbiamo trarne.
Milan like Paris. Many of them are not Italian and must be kicked out now, put on a raft and sent back to North Africa. pic.twitter.com/bgLJ0Ex2YI
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 18, 2026
Notiamo anche: i negozi di libri possono essere distrutti senza portare via niente, come visibile alla Feltrinelli di Torino. I razziatori sono selettivi, lo sappiamo: lo scrittore William Gibson notava che nei saccheggi losangelini del 1992 venivano spaccati e depredati i negozi di TV Color, mentre quelli con in vetrina computer Apple da migliaia di dollari venivano lasciati intonsi (ora non è più così: ma abbiamo reso l’idea).
A colpire è soprattutto l’idea che l’incursione sia fatta in una libreria Feltrinelli, tempio della cultura goscista, cioè immigrazionista e permissivista, che ha consentito alla società di degenerare fino al punto di far vivere sul suo territorio individui simili. Il cane morde il padrone: o forse, il padrone non è mai stato padrone, era uno che dava da mangiare senza nemmeno sapere quello che faceva, ma credendosi, per questo, buono. La sinistra, e tutta la sua filiera economica, altro non è che una patologia narcisoide di una società che ha perduto la morale naturale.
Scontri tra manifestanti e polizia con il lancio di sassi e bottiglie durante la protesta contro il carovita in corso a Torino. Un folto gruppo di giovani incappucciati ha fatto irruzione nella libreria Feltrinelli in Porta Nuova.
L’articolo di Federico Gottardo su Repubblica… pic.twitter.com/0C06w85pkg
— Repubblica (@repubblica) October 17, 2026
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Milano non è stata l’unica città. Anche a Bologna, altra città invasa dagli immigrati, si sono avuti scontri. Tuttavia sono stati vicino alla stazione, lontani da San Petronio – che ha peraltro altre criticità: la macchina della polizia nei paraggi sta a significare la «protezione» dell’affresco dipinto da Giovanni da Modena tra il 1410 e il 1420 che raffigura il Giudizio Universale e l’Inferno con Maometto (indicato come «Machomet») nel girone dei seminatori di discordie e scismi come da Canto XXVIII dell’Inferno di Dante Alighieri.
Siamo certi che, prima o poi, gli «studenti» e la loro «protesta» arriveranno anche lì.
Riots in Bologna and Milan were equal to what was seen in France.
These are not just exclusively migrant riots either or the ‘far-left’.
Many others participated due to the cost of living and overall despair at the current situation across Europe. pic.twitter.com/Takzg9HPjv
— UNN (@UnityNewsNet) October 18, 2026
Torniamo a Milano. L’assalto alla città, con la polizia praticamente inerme – fa il giro dei siti di informazione il dirigente di polizia in borghese con il sangue in testa perché colpito da un sanpietrino – segna non solo una vittoria per i rivoltosi, ma una direzione precisa delle forze dell’ordine: esse non sono in grado, o non vogliono, risolvere una cosa del genere.
Eppure noi di piazza Duomo avevamo altri, tristi, ricordi. Rammentate le proteste pandemiche? Noi sì. Milano era diventata, ogni sabato, teatro delle più massicce marce contro lockdown, vaccini greenpass. Roba che neanche Melbourne. Per quanto ci è possibile testimoniare, possiamo dire si trattava di manifestazioni completamente organiche, e quelli che volevano metterci il cappello (tra cui qualche vecchio arnese confuso) duravano poco.
La repressione fu pazzesca. Manifestanti bloccati in periferia dalla polizia, che chiudeva vie ed accessi, di fatto mettendoli in trappola. In piazza Duomo, che oggi viene lasciata tranquillamente bruciare, cominciarono ad arrestare chiunque, dalla signora di mezza età al pensionato con la bici colorata, a quelli che sembravano passanti che semplicemente reagivano agli agenti in borghese che affiancavano e prendevano gli sparuti personaggi che protestavano, pensate un po’, con la loro presenza. Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese aveva emanato il 10 novembre 2021 una direttiva per «limitare», cioè cancellare, le proteste contro le misure sanitarie COVID. Alla facciazza di qualche articolo della «Costituzione più bella del mondo».
Ricordo la malinconia totale che mi procuravano quelle immagini. Non solo perché vedevo quella stupenda protesta ridotta ad un cumulo di rauchi tizzoni che venivano spenti senza pietà. Ma perché quella era piazza del Duomo, il luogo più bello, più importante, più spirituale. San Carlo Borromeo è custodito proprio lì, nello Scurolo di San Carlo, ed è il santo che non aveva paura di andare dagli ammalati durante la peste, chiamata proprio Peste di San Carlo.
Milano aveva tradito se stessa. Lo Stato moderno aveva vinto contro il suo spirito antico.
Ora rivediamo in trasparenza lo stesso fenomeno, o meglio, ne vediamo la faccia ulteriore. L’anarco-tirannia vuole da una parte tiranneggiare il cittadino, schiacciargli la faccia sotto lo stivale dell’autorità (come visto col COVID), ma al contempo desidera lasciar libero l’elemento barbaro immigrato, così da creare quel caos sociale che permette alle élite di prosperare libere dalla responsabilità di nutrire e proteggere il popolo, divenuto troppo impegnato a proteggersi e nutrirsi da sé.
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Ecco spiegata l’impotenza, pubblicamente esposta, delle forze dell’ordine. Possono avere davvero l’ordine di reprimere gli immigrati le questure dove gli uffici per i loro documenti sono dozzine mentre l’ufficio per fare una denuncia è uno, con ore di attesa per dire alle autorità cosa ti è accaduto?
Curtis Yarvin, il teorico del Dark Illumnism fautore del ritorno ad una forma di governo puramente monarchica, ha scritto su X: «La racaille [in francese, la «teppa», con riferimento ai disordini di questi giorni, ndr], un piccolo problema, è sintomo di un problema ben più profondo: uno Stato restio a risolverlo. Una tale perversità non si era quasi mai vista nella storia dell’umanità».
È più difficile di così: lo Stato, in profondità, non vuole risolvere il problema perché non lo ritiene un problema, ma un obiettivo. POSIWID (The Purpose of a System is What it Does): lo scopo di un sistema è ciò che fa.
E quindi, quello che è programmato per noi e per i nostri figli è un futuro di imbarbarimento a cui nessuno sembra volersi opporre. Milano è, come sempre, la prima città ad anticiparlo chiaramente, come fu per l’industrialismo, il fascismo, il futurismo, il craxismo, etc.
È a questo punto che bisogna invocare il suo Santo – il nostro Santo. Ambrogio. Lo sapete che il flagello, lo scudiscio, è un attributo iconografico tipico del vescovo e patrono di Milano.

Immagine di Vassia Atanassova via Wikimedia CC BY-SA 4.0
Nell’arte cristiana a partire dal Medioevo (fine dell’XI secolo), il flagello viene messo in mano ad Ambrogio per simboleggiare la sua energica difesa della fede cattolica contro le eresie, in particolare l’arianesimo sulla Trinità e sulla natura di Cristo. Ambrogio applicava la tolleranza zero: non dovevano esserci, a Milano, aree in cui gli eretici ariani potessero stare tranquillamente: tradotto in termini attuali, Ambrogio combatteva le no-go zone. L’integrità di Milano, e della fede, era la priorità del Santo.
Nell’iconografia, quindi, il flagello di Ambrogio rappresenta la forza della sua parola e il suo ruolo di pastore deciso nel proteggere il popolo a lui affidato.
Eccoci: sconfiggere l’elemento tossico, proteggere il popolo. È esattamente quello che serve oggi a Milano, all’Italia, all’Europa, al mondo. Alla Civiltà – che altro non è se non la Civiltà cristiana.
Per questo, preghiamo Ambrogio. Ed agiamo, il prima possibile. Perché nulla potrebbe sopravvivere alla barbarie. Né Milano, né la nostra civiltà, né i nostri figli.
Roberto Dal Bosco
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Immagine screenshot da Twitter
Immigrazione
Città francesi messe a ferro e fuoco. Trump sui disordini immigrati: «la Francia brucia!»
Riots across France today.
Looting, fires, vandalism and attacks against policemen and firefighters reported from cities across the country. pic.twitter.com/ZpVnuXTvC3 — Visegrád 24 (@visegrad24) October 17, 2026
🇫🇷 Footage from central Paris today amid intense rioting across France. pic.twitter.com/Q8YnbJmh2a
— Europa.com (@europa) October 17, 2026
Des véhicules de police sont prises pour cible par la foule dans le secteur République à Paris.#Paris #17octobre pic.twitter.com/yMReav1Tie
— Luc Auffret (@LucAuffret) October 17, 2026
The looting continues in Paris pic.twitter.com/usieB9ZHhf
— Visegrád 24 (@visegrad24) October 17, 2026
Apocalypse in Paris now. This is multicultural France. https://t.co/OEp5KATTIW pic.twitter.com/HNSw5E3yGx
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 17, 2026
🇫🇷 Paris is burning today
Apocalyptic scenes pic.twitter.com/8Uy9I2Ld8s — Megatron (@Megatron_ron) October 17, 2026
🚨🇫🇷 ALERTE INFO | Voici l’ampleur des dégâts dans les rues de Paris, au lendemain de la mobilisation du 17 octobre. (Brut) pic.twitter.com/UZ26SibTtf
— Impact (@ImpactMediaFR) October 18, 2026
Paris, Place de la Republique, right now. pic.twitter.com/teBQgN0Vtv
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 17, 2026
“Student protest” they said pic.twitter.com/ZMITgWcsI3
— Open Source Intel (@Osint613) October 18, 2026
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Come riportato da Renovatio 21, il medesimo momento neroniano si era avuto durante la rivolta etnica delle banlieues del 2023, quando il presidente era invece a divertirsi al concerto del cantante omosessuale Elton John.Anger is growing in France after President Emmanuel Macron and his wife, Brigitte, were spotted at a Céline Dion concert in Paris on Friday night, amid widespread unrest across the country. Macron is scheduled to address the nation at 8 p.m. today, according to the Élysée…
— Open Source Intel (@Osint613) October 18, 2026
France is burning and Macron chose to relax at the Elton John concert in Paris. pic.twitter.com/iZx0b7UPzp
— Citizen Free Press (@CitizenFreePres) June 29, 2023
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Hard to argue with that
Writer: Ian https://t.co/iGUE12tp30 — Mario Nawfal (@MarioNawfal) October 18, 2026
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Immigrazione
Zelens’kyj minaccia: 20 milioni di ucraini si riverserebbero nell’UE se la Russia vincesse
Il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha detto venerdì ai leader dell’UE che, se il suo Paese dovesse perdere la guerra contro la Russia, fino a 20 milioni di ucraini potrebbero essere costretti a rifugiarsi in Europa.
Molti hanno notato che con numeri di questa portata, la crisi migratoria europea del 2015 apparirebbe relativamente modesta.
«La Russia ci sta uccidendo», ha dichiarato Zelens’kyj intervenendo a un vertice dei leader dell’Unione Europea. «Loro [la Russia] non vogliono fermarsi» e gli ucraini vengono cacciati dalla loro patria, ha aggiunto. «Cosa succederà se cadiamo? Non lo so, 20 milioni di ucraini verranno in Europa», ha affermato lo Zelens’kyj.
All’inizio di questa settimana lo Zelens’kyj ha dichiarato di sentirsi «tradito» dal presidente Trump, mentre i rapporti con Washington peggiorano, in particolare a causa dell’accordo sul diesel con Putin e delle pressioni della Casa Bianca sull’Ucraina affinché cessi di colpire le raffinerie di petrolio russe.
Trump in un’intervista a Newsmax rilasciata alla fine di questa settimana, ha sostenuto che l’Ucraina dovrebbe tenere nuove elezioni nazionali, aggiungendo in tono provocatorio che persino Putin è più facile da trattare di Zelens’kyj.
Gli indicatori interni all’Ucraina mostrano che il sostegno alla politica bellica di Zelens’kyj sta diminuendo.
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Zelensky sta chiaramente cercando di mantenere una posizione di forza nei confronti dei suoi sostenitori in Europa, chiedendo loro di resistere all’opposizione di Trump e ricorrendo, tra le altre cose, all’ipotesi di un afflusso di 20 milioni di ucraini in Europa, che rappresenterebbe ovviamente una catastrofe per il continente sul piano economico, dei servizi pubblici e politico.
Non è la prima volta che lo Zelens’kyj minaccia di sommergere l’Europa di immigrati.
Tre anni in un’intervista a The Economist aveva mandato una minaccia neanche tanto velata ai Paesi europei (che lo finanziano e lo armano) osservando che «milioni di rifugiati ucraini nei paesi europei» sono in grado di destabilizzare l’Occidente.
«Ridurre gli aiuti all’Ucraina non farà altro che prolungare la guerra, sostiene Zelens’kyj. E creerebbe rischi per l’Occidente nel proprio cortile. Non c’è modo di prevedere come reagirebbero i milioni di rifugiati ucraini nei paesi europei all’abbandono del loro Paese» scriveva l’Economist.
«Gli ucraini in generale si sono “comportati bene” e sono “molto grati” a coloro che li hanno accolti. Non dimenticheranno quella generosità. Ma non sarebbe una “bella storia” per l’Europa se dovesse “mettere queste persone all’angolo”».
Nel frattempo la popolazione ucraina, tra emigrazione e soprattutto guerra, sta crollando, facendo ritenere a molti che gli ucraini verranno sostituiti, nel grande Paese svuotato dei suoi uomini, da immigrati del Terzo Mondo, in particolare dal Sud Asia.
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Immagine © European Union, 2026 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Immigrazione
Ancora scontri in Francia
La tension ne retombe pas place Vauban. Les forces de l’ordre multiplient les charges et l’emploi de grenades pour repousser les manifestants en marge de la manifestation des lycéens et étudiants. pic.twitter.com/Ac8YyhJ2Cz
— CLPRESS / Agence de presse (@CLPRESSFR) October 13, 2026
🔴 La police complètement submergée par les jets de pavés, place Vauban
Une voiture en flammes et des équipements des forces de l’ordre abandonnés 📸 @AdrienAdcaZz @LibreQg#13Octobre #blocus #lycées #BlocusUniversités pic.twitter.com/kkcbfVIjCy — QG le média libre (@LibreQg) October 13, 2026
Regain de tensions dans le cortège parisien de la mobilisation des lycéens et étudiants, les forces de l’ordre sont visées par des tirs de mortiers d’artifice et des projectiles pic.twitter.com/0UL198v5VV
— CLPRESS / Agence de presse (@CLPRESSFR) October 13, 2026
Une voiture a été incendiée en marge de la manifestation des lycéens et étudiants. Intervention des forces de l’ordre et des pompiers. pic.twitter.com/lQ04gw7Bn1
— CLPRESS / Agence de presse (@CLPRESSFR) October 13, 2026
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