Razzismo
Il poliziotto condannato per la morte di George Floyd ottiene l’accesso ai campioni biologici per ribaltare il caso
Un giudice dello stato americano del Minnesota ha concesso al team legale dell’ex poliziotto Derek Chauvin l’accesso ai campioni di tessuto cardiaco e di liquido amniotico di George Floyd, nel tentativo di ribaltare il caso del 2020.
Chauvin sta scontando contemporaneamente una condanna federale di 21 anni per violazioni dei diritti civili e una condanna statale di oltre 22 anni per l’omicidio di secondo grado di George Floyd, un uomo di colore morto sotto la sua custodia nel 2020. La condotta della polizia in un video dell’incidente in cui Chauvin si è inginocchiato sul collo di Floyd è stata ampiamente criticata dai media e ha portato a rivolte diffuse sia negli Stati Uniti che nel mondo.
Nel novembre 2023, il team legale dell’ex poliziotto ha presentato una mozione per contestare la sua condanna federale. Chauvin ha sostenuto che il suo avvocato difensore originale non lo aveva informato delle teorie del patologo del Kansas, il dottor William Schaetzel, che suggerivano che le azioni dell’ex agente non avevano causato la morte di Floyd.
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Lunedì, il giudice del Minnesota Paul Magnuson ha stabilito che alla difesa deve essere consentito l’accesso a campioni o vetrini del tessuto cardiaco di Floyd, nonché ai suoi fluidi corporei. Schaetzel ritiene che Floyd possa essere morto a causa di un alto livello di catecolamine, un neuroormone importante nella risposta allo stress; o della miocardite di Takotsubo, una condizione cardiaca acuta indotta dallo stress.
Vi sono inoltre i video che mostrano che il Floyd dicesse «I can’t breath» («non posso respirare», frase divenuta poi slogan delle rivolte di Black Lives Matter nel 2020) ancora prima di essere arrestato e messo al suolo.
Secondo l’autopsia iniziale effettuata nell’ufficio del medico legale della contea di Hennepin, Floyd soffriva di una grave cardiopatia arteriosclerotica, nonché di una storia clinica di ipertensione. La morte è stata dichiarata omicidio, con la seguente causa: «arresto cardiopolmonare complicato da sottomissione, costrizione e compressione del collo da parte delle forze dell’ordine». Altri fattori includevano fentanyl e metanfetamina, tra le altre droghe, trovate nel sangue di Floyd.
Lo Chauvin e altri tre agenti di polizia che hanno collaborato all’arresto sono stati condannati per aver causato la morte dell’uomo.
L’anno scorso, Chauvin è stato accoltellato 22 volte da un altro detenuto con un coltello improvvisato, mentre scontava la pena nel Federal Correctional Institution di Tucson, in Arizona. Il detenuto ha detto agli ufficiali di aver scelto il Black Friday per tentare di uccidere l’ex poliziotto per un collegamento simbolico con il movimento Black Lives Matter. Chauvin è stato dimesso dall’ospedale pochi giorni dopo il tentativo ed è stato trasferito in un’altra prigione nei mesi successivi.
Chauvin è divenuto una sorta di esempio massimo di razzismo in America, nonostante il fatto fosse sposato con una donna cambogiana, che lo ha lasciato.
Ad ottobre 2023 il giornalista Tucker Carlson aveva sollevato il caso dei nuovi documenti che provavano l’innocenza dello Chauvin.
Chauvin «ha davvero ucciso George Floyd? E la risposta è, beh, no, non ha ucciso George Floyd» ha dichiarato Carlson in trasmissione. «Non stiamo facendo supposizioni. Lo sappiamo in modo definitivo grazie a un nuovo caso giudiziario in corso nella contea di Hennepin, Minnesota». Il riferimento è ad una causa intentata da Amy Sweasy Tamburino, procuratrice della contea di Hennepin, dove è stato processato il caso Chauvin.
La Sweasy sta facendo causa alla contea per un accordo legale raggiunto con essa nel 2022. Inizialmente aveva presentato accuse di discriminazione contro la contea. Tra gli atti del caso è inclusa una deposizione di Sweasy in cui ha menzionato una conversazione con il medico legale della contea, il dottor Andrew Baker, dopo che aveva eseguito l’autopsia di Floyd.
Nella trasmissione di Carlson le parole attribuite a Sweasy dicono: «Ho chiamato il dottor Baker quella mattina presto per raccontargli del caso e per chiedergli se avrebbe eseguito l’autopsia sul signor Floyd. Mi ha chiamato più tardi quel martedì e mi ha detto che non c’erano esami medici che mostrassero lesioni alle strutture vitali del collo del signor Floyd. Non c’erano indicazioni mediche di asfissia o strangolamento».
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Carlson ha poi affermato con convinzione che «in altre parole, George Floyd, secondo l’autopsia ufficiale, non è stato assassinato». Ha aggiunto che Floyd è morto per «cause naturali, che nel suo caso includerebbero decenni di uso di droghe, nonché la concentrazione fatale di fentanyl che era nel suo organismo il suo ultimo giorno».
In breve, «l’intera storia di George Floyd era una menzogna». Che copre, peraltro, il vero problema degli USA in questo momento, che non è il razzismo, ma la diffusione degli oppioidi assassini, causata dai narcotrafficanti cino-messicani e da Big Pharma.
Il Floyd aveva una storia criminale violentissima, tra cui l’intrusione in una casa nella quale ha minacciato una donna incinta puntandole la pistola sul grembo.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa il Texas aveva rifiutato di graziare Floyd. Nel 2021 un fulmine distrusse un murale di George Floyd a Toledo, in Ohio.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Razzismo
Ben-Gvir come i nazisti: «ci sono persone che non meritano di vivere»
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Razzismo
E l’avvocato israeliano disse: la vita di un ebreo vale 10 milioni di palestinesi
Un avvocato israeliano legato a coloni della Cisgiordania, Yehuda Shimon, ha rilasciato dichiarazioni controverse in un’intervista alla BBC all’inizio di agosto 2026, dopo una sparatoria mortale vicino all’avamposto di Havat Gilad che ha ucciso due israeliani, incluso un ufficiale delle Forze di Difesa israeliane.
Le sue parole stanno facendo il giro della rete, scatenando indignazione e prese di coscienza. Dopo l’uccisione di un israeliano, lo Shimon ha dichiarato che «dobbiamo uccidere tutte le persone di Tal, Sarra, anche Jit e Farata», cioè villaggi palestinesi vicini.
«Una vita ebraica vale 10 milioni» di vite palestinesi» ha detto l’avvocato dei coloni.
Alla domanda se suonasse razzista, ha risposto: «Sì, lo so. Ma questa è la verità, perché Dio ci ha scelti. Per questo siete gelosi».
Israeli lawyer Yehuda Shimon has sparked a viral debate after calling for the complete genocide of the survivors in Gaza because he says one Jewish life is equivalent to 10 million Palestinians.
“That just sounds racist.”
“Yes, I know.” https://t.co/0IiliidFg5 pic.twitter.com/lZpPNgBWhk
— Alex Jones (@RealAlexJones) August 2, 2026
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Le affermazioni nazi-giudaiche dell’avvocato sono state riportate dal Jerusalem Post, dalla BBC e da altri organi di stampa e hanno suscitato forti reazioni. Lo Shimon rappresenta legalmente israeliani accusati di violenza contro palestinesi e parla da posizioni estreme di coloni religiosi.
Riguardo alla questione della legge, ha dichiarato esplicitamente che, nonostante sia avvocato, l’unica legge che conta per lui è la Bibbia – e quindi non quella israeliana né il diritto internazionale.
Nella stessa intervista, ha criticato l’esercito israeliano perché, secondo lui, «non uccide i palestinesi, li separa solo» quando ci sono scontri con i coloni. Sui palestinesi della Cisgiordania ha indicato tre opzioni: 1) Accettare il dominio israeliano e vivere quietamente sotto di esso; 2) Emigrare volontariamente in altri paesi arabi/musulmani; 2) Se non accettano né se ne vanno: «Se non volete fare la pace con noi e non volete andarne, non ho scelta: devo uccidervi, e vi uccido tutti».
Queste dichiarazioni sono state fatte all’interno dell’avamposto di Havat Gilad, a pochi giorni dalla sparatoria del 24 luglio 2026 che aveva causato morti da entrambe le parti. Shimon rappresenta legalmente israeliani accusati di violenza contro palestinesi.
Il suprematismo ebraico ha basi religiose che affondano nel concetto biblico di «popolo eletto» (am segulah), presente nel libro del Deuteronomio (7,6 e 14,2). Secondo questi passi Dio sceglie Israele come popolo particolare. Alcune correnti, soprattutto all’interno del sionismo religioso radicale e di gruppi come quello ispirato a Meir Kahane 0 il maestro del ministro israeliano Itamar Ben Gvir, il cui partito sionista secolarista Otzma Yehudit («Potere Ebraico» è la continuazione del movimento kanahista – leggono questa elezione in senso gerarchico: una vita ebraica avrebbe valore superiore e il popolo ebraico avrebbe diritti esclusivi sulla Terra di Israele, vista con confini che spaziano per tutto il Medio Oriente (la teoria del «Grande Israele»).
Sul piano ideologico, tali visioni si combinano con rivendicazioni territoriali assolute e con l’idea che la legge divina (Torah) prevalga su quella internazionale o statale. Espressioni di questo tipo emergono periodicamente in ambienti di coloni – e non solo – dove si sostiene che una vita ebraica valga molteplici vite non-ebraiche e che la resistenza palestinese debba essere repressa fino all’eliminazione.
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Immagine screenshot da Twitter
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Funzionario dei Mondiali indagato per un gesto con la mano considerato come il segno del «White Power»
🚨 FIFA have launched an investigation into assistant VAR Shaun Evans after he appeared to make a hand gesture that has been linked to far-right extremist groups… 😅🥲 pic.twitter.com/HlO8JSoZyJ
— 𝐂𝐚𝐬𝐮𝐚𝐥 𝐔𝐥𝐭𝐫𝐚 𝐎𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥 (@thecasualultra) June 15, 2026
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