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Grande Reset

Mons. Viganò: Rosario per la fine dell’emergenza pandemica

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Renovatio 21 pubblica il messaggio di Monsignor Viganò per coloro che oggi aderiranno all’iniziativa della recita del Rosario contro il Great Reset

 

 

 

 

QUATTROCENTOCINQUANT’ANNI FA, il 7 Ottobre 1571, la flotta cristiana guidata da don Giovanni d’Austria riportò a Lepanto – nel Golfo di Patrasso – una schiacciante vittoria sul Turco.

 

Quella vittoria, conseguita miracolosamente dalla Lega Santa che pure era in netta inferiorità numerica e militare rispetto alla flotta dell’Impero Ottomano, venne attribuita all’intervento della Madonna, che da quel giorno viene venerata sotto il titolo di Regina delle Vittorie e Aiuto dei Cristiani: l’invocazione Auxilium Christianorum che recitiamo nelle Litanie Lauretane fu inserita proprio a seguito di quella miracolosa vittoria.

 

Da allora celebriamo la Madonna anche come Regina del Sacratissimo Rosario.

 

Il vessillo della Lega Santa, sul quale campeggiava il Crocifisso affiancato dagli Apostoli San Pietro e San Paolo con il motto IN HOC SIGNO VINCES, era stato benedetto l’anno prima nella Basilica di San Pietro da San Pio V – il Papa del Concilio di Trento, del Rosario e della Messa tradizionale – e consegnato a Marcantonio Colonna.

 

Chi dovrebbe difenderci è proprio colui che favorisce l’invasione e che cancella sistematicamente dalla società la nostra identità, la nostra Fede, la nostra cultura e le nostre tradizioni

Il 16 Settembre 1571 dal porto di Messina salpava la flotta della Lega Santa e il 4 Ottobre si riuniva nel porto di Cefalonia per muovere contro i Turchi.

 

Presero parte alla Lega il regno di Spagna, la repubblica di Venezia, lo Stato della Chiesa, le repubbliche di Genova e di Lucca, i Cavalieri di Malta, i Farnese di Parma, i Gonzaga di Mantova, gli Estensi di Ferrara, i Della Rovere di Urbino, il duca di Savoia, il granduca di Toscana. Tutti uniti per fronteggiare il comune nemico che minacciava ancora una volta, dopo essere stato respinto e sconfitto a Poitier e Vienna, l’Europa cristiana.

 

Oggi il nostro nemico è più subdolo e infido: non ci troviamo davanti un avversario che ci dichiara guerra e che combatte con onore e con coraggio, ma proprio quanti dovrebbero essere i nostri alleati, coloro che ci dovrebbero aiutare e proteggere dinanzi alla minaccia – non meno temibile di allora – di un’invasione dell’Europa.

 

Per questo la crisi che stiamo attraversando è così grave: essa parte da una crisi dell’autorità, da una mancanza di principi e valori morali che animi e orienti chi comanda ancor prima di chi obbedisce

«L’azione del governo non può seguire il calendario elettorale, dobbiamo seguire il calendario negoziato con la Commissione UE per il Pnrr e per le raccomandazioni date dalla Commissione UE all’Italia», ha confessato Draghi alcuni giorni fa, compendiando alto tradimento e attentato alla Costituzione senza che ciò abbia destato la minima protesta.

 

Chi dovrebbe difenderci è proprio colui che favorisce l’invasione e che cancella sistematicamente dalla società la nostra identità, la nostra Fede, la nostra cultura e le nostre tradizioni. In nome della cancel culture è riuscito a farci vergognare della Vittoria di Lepanto, senza la quale per quattro secoli l’Islam non è riuscito a sottomettere alla Mezzaluna i nostri Paesi. Anche in questo – lo riconoscerete – Bergoglio e Letta la pensano allo stesso modo.

 

Ma se ciò a cui assistiamo oggi fosse accaduto nel 1570, il prodigio di quella Vittoria con ogni probabilità sarebbe stato impossibile.

 

Se San Pio V avesse promosso il dialogo con l’Islam, invece di convocare la Lega Santa; se don Giovanni d’Austria avesse congiurato con il Sultano per interessi personali e la Repubblica di Venezia avesse taciuto su quelle che oggi chiameremmo «violazioni dei diritti umani» inflitte dagli Ottomani ai Veneziani di Cipro; se il Re di Spagna o i Duchi e Granduchi in Italia avessero invocato la laicità dello Stato, ai popoli dell’Europa cattolica non sarebbe mai stato possibile combattere e vincere.

Chi oggi comanda veramente non fa parte delle Istituzioni, ma se ne avvale corrompendone i funzionari, ricattando coloro che ha messo lì per poterli manovrare a proprio piacimento estromettendo gli onesti, controllando l’opposizione.

 

Perché i movimenti popolari – anche quelli motivati dalle migliori intenzioni – hanno bisogno di capi, di guide carismatiche, di un’autorità che li guidi e che ne coordini l’azione.

 

Per questo la crisi che stiamo attraversando è così grave: essa parte da una crisi dell’autorità, da una mancanza di principi e valori morali che animi e orienti chi comanda ancor prima di chi obbedisce, dal considerare il proprio ruolo come un’occasione per curare i propri interessi che non per fare il bene della comunità.

 

Chi oggi comanda veramente non fa parte delle Istituzioni, ma se ne avvale corrompendone i funzionari, ricattando coloro che ha messo lì per poterli manovrare a proprio piacimento estromettendo gli onesti, controllando l’opposizione.

 

Se i nostri governanti avessero davvero a cuore il bonum commune e non dovessero obbedire ai loro mandanti, avrebbero curato il virus senza sottostare agli ordini dell’industria farmaceutica da un lato e dell’élite globalista dall’altro.

 

Quando un’autorità che è finalizzata al il bene dei cittadini viene usata per corromperli, impoverirli, schiavizzarli e addirittura debilitarli o eliminarli fisicamente, quell’autorità viene meno, perché se ne abusa

Lo stesso accade anche nella Chiesa: pensate solo all’appiattimento dei Vescovi alla narrazione sul COVID, a come hanno prontamente chiuso le chiese, a come hanno raccomandato ai fedeli di vaccinarsi, usando l’autorità e il prestigio del Papato per sponsorizzare prima il siero genico e oggi la transizione ecologica, altro chiodo fisso del Great Reset teorizzato da Klaus Schwab Rothschild.

 

Politici, parlamentari, magistrati, medici, giornalisti, chierici: sono tutti asserviti alla narrazione psicopandemica, ed altrettanto pronti ad accettare acriticamente le teorie assurde e scientificamente confutate del riscaldamento globale, solo perché i loro padroni hanno deciso di speculare prima sull’emergenza pandemica e ora sul green, usando un’altra emergenza come pretesto per imporre il green pass – che non a caso si chiama green – e con esso ulteriori privazioni delle libertà naturali dei cittadini.

 

Avrete compreso che tutto ciò che ci viene presentato come giustificazione alle loro azioni è sempre e solo un pretesto che non ha nulla a che vedere con le loro intenzioni criminali. D’altra parte, se ci dicessero chiaramente – e non solo anticipandolo nelle pubblicazioni dei loro convegni per addetti ai lavori – che vogliono ridurre in schiavitù la popolazione, non riuscirebbero a ingannarci tutti.

 

Ma come possiamo considerare normale che i medici non curino i malati e si vendano alle case farmaceutiche?

In tutte le parti del mondo in cui vige la psicopandemia, il popolo scende nelle piazze e manifesta il proprio dissenso. I media di regime – in pratica tutti –  tacciono sistematicamente quello che però possiamo vedere su internet, nonostante la censura dei social: decine di migliaia di persone, centinaia di migliaia di persone in Francia, in Germania, in Olanda, in Grecia, nei Paesi dell’ex Jugoslavia, in America, in Australia, in Canada… in Italia.

 

Ci siamo svegliati un po’ tardi, è vero, ma stiamo cominciando a capire che ci hanno ingannato per quasi due anni, raccontandoci cose che non corrispondevano alla realtà, dicendo che non c’erano cure, che si moriva di COVID mentre uccidevano deliberatamente i contagiati per farci accettare mascherine, lockdown e coprifuoco. Oggi ci dicono che ci sono cure, solo perché le case farmaceutiche hanno brevettato a costi esorbitanti (e con effetti collaterali gravi) quei farmaci disponibili da anni (senza reazioni avverse) a prezzi bassissimi. E nessun magistrato ha nulla da dire.

 

Come possiamo tacere dinanzi ai conflitti di interessi di membri del CTS, dell’AIFA, dell’EMA e dell’OMS?

Comprendete bene, cari fratelli, che quando un’autorità che è finalizzata al il bene dei cittadini viene usata per corromperli, impoverirli, schiavizzarli e addirittura debilitarli o eliminarli fisicamente, quell’autorità viene meno, perché se ne abusa.

 

L’obbedienza che ci viene chiesta a leggi tiranniche diventa complicità, perché con un ricatto ci impone azioni irrazionali e potenzialmente dannose, che in normali condizioni rifiuteremo di compiere.

 

Ma come possiamo considerare normale che i medici non curino i malati e si vendano alle case farmaceutiche?

 

Come possiamo tacere dinanzi ai conflitti di interessi di membri del CTS, dell’AIFA, dell’EMA e dell’OMS?

 

Come possiamo accettare in silenzio le ammissioni sui protocolli, sul piano pandemico, sul divieto delle cure?

Come possiamo accettare in silenzio le ammissioni sui protocolli, sul piano pandemico, sul divieto delle cure?

 

Come possiamo continuare a dar credito a un potere che fino ad oggi ci ha solo inferto confinamenti, sofferenze, miseria, licenziamenti, fallimenti, privazioni, dolori, morti? Pensate davvero che quando vi dicono che lo fanno per il vostro bene, ci credano loro per primi?

 

Per questo ci sono tante manifestazioni e tante proteste, e per questo è auspicabile un coordinamento che le renda sempre più efficaci e sempre più partecipate. Per questo dobbiamo sperare che il Signore susciti anche delle persone oneste e animate da sani principi, da nobili ideali, da vero senso del dovere che possano creare un’alternativa concreta e condivisibile – senza infiltrazioni massoniche e senza gatekeeper – al desolante panorama politico, sociale e religioso odierno.

 

Ma se state organizzandovi per fronteggiare la minaccia che incombe su di voi da parte di una classe politica, medica e dell’informazione che ha tradito tutti gli ideali e la deontologia che dovrebbe animarne l’azione; dall’altra parte è indispensabile dare un’anima cristiana a questa civile protesta, perché si mantenga moralmente nobile e perché possa sperare di aver successo e di essere benedetta da Dio.

 

Come possiamo continuare a dar credito a un potere che fino ad oggi ci ha solo inferto confinamenti, sofferenze, miseria, licenziamenti, fallimenti, privazioni, dolori, morti? Pensate davvero che quando vi dicono che lo fanno per il vostro bene, ci credano loro per primi?

Tra poco reciterete insieme il Rosario per implorare alla Vergine Santissima la Sua intercessione presso il Trono di Dio, affinché intervenga oggi nelle vicende umane, come molte volte ha fatto nel corso della Storia. Lo farete con la Fede e l’umile confidenza di figli che corrono dalla Madre celeste, sapendo che nonostante le loro colpe possono ricorrere a Lei, invocarLa ancora una volta, promettendoLe di convertirsi e di fare quanto possibile per riportare la Patria ad essere una terra cristiana, fiera dei propri valori, orgogliosa di innalzare la Croce di Cristo in pubblico, a testimoniare nelle leggi, nelle istituzioni, nel lavoro e nelle arti quella Fede che ha fatto grande l’Italia, che le ha dato tanti Santi, che ne ha reso feconda la cultura e prospera l’impresa.

 

Il Senato della Repubblica Serenissima – con un gesto di devozione che oggi scandalizzerebbe le benpensanti che indossano lo chador in omaggio all’Islam e i fautori della laicità dello Stato – dichiarò solennemente: «Non virtus, non arma, non duces, sed Maria Rosarii victores nos fecit», «Non abbiamo vinto grazie alla strategia militare, alle potenza delle armi, al valore dei nostri condottieri, ma grazie alla Madonna del Rosario». Nelle monete celebrative, San Pio V fece incidere questo motto: DEXTERA DOMINI FECIT VIRTUTES, la destra del Signore ha fatto meraviglie, tratta dal Salmo 118.

 

Quattrocentocinquant’anni fa, la Madonna ha ascoltato la preghiera fervente dell’intera Cattolicità, e ha concesso una miracolosa vittoria alla flotta cristiana. Anche oggi – se sapremo pregare e far penitenza come Ella chi ha chiesto a Fatima e in tante altre apparizioni – la recita del Santo Rosario può impetrare al Cielo un altro miracolo: liberare la nostra amata Patria dai corrotti e dai traditori che ne infestano le istituzioni; muovere i buoni a denunciare con coraggio chi si è macchiato di crimini gravi; illuminare i magistrati e le forze dell’ordine a compiere il loro dovere, smettendola di assecondare i deliri tirannici dei sedicenti filantropi e di chi li serve; ispirare i politici perché si facciano interpreti delle legittime richieste di un popolo esasperato, e non cinici esecutori dell’ideologia di morte dell’élite.

 

Rendiamoci degni di quanto chiediamo alla Vergine Maria, con l’essere coerenti testimoni della Fede che professiamo, con l’avere una vita onesta e santa, alimentata dalla preghiera e dai Sacramenti.

 

La nostra Madre e Regina aspetta solo un segno concreto da parte nostra, da parte vostra.

 

Nos cum prole pia benedicat Virgo Maria.

 

 

Mons. Carlo Maria Viganò

Arcivescovo

 

 

 

 

Renovatio 21 ripubblica questo articolo per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Il quotidiano Il Foglio invoca il governo mondiale

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Il quotidiano Il Foglio, fondato da Giuliano Ferrara, già organo degli spaghetti neocons e arma di distrazione di massa per le «vedove ratzingeriane», sostiene, come del resto quasi tutta la stampa mainstream, le attuali misure della dittatura biotica, dal super green pass alla campagna vaccinale militarizzata del generale Figliuolo.

 

Con un articolo del 1 dicembre 2021, il quotidiano proclama l’urgenza di un governo mondiale  in un editoriale firmato dal biologo Enrico Bucci da vari anni «cacciatore» di «cattivi scienziati», come da titolo di un suo libro.

 

Questo paladino della lotta alle frodi scientifiche dichiara che «il cambiamento formidabile che qui si richiede è appunto questo: il sorgere di un’autorità mondiale in tema di patogeni, clima e altri problemi globali, la quale preservi le istituzioni democratiche».

 

«Il cambiamento formidabile che qui si richiede è appunto questo: il sorgere di un’autorità mondiale in tema di patogeni, clima e altri problemi globali, la quale preservi le istituzioni democratiche»

I giornali mainstream, che nei mesi estivi avevano ventilato la presa del potere dei militari per una campagna vaccinale ancor più “muscolosa” e capillare, ora invocano il governo mondiale.

 

Come se questo governo mondiale non fosse già in essere più o meno dappertutto, con pass sanitari, obblighi vaccinali sempre più certi, agende ed iniziative per contrastare il cambiamento climatico dai contorni sempre più mortiferi.

 

Insomma, come c’era chi voleva «più Europa», ora qualcuno vuole «più governo mondiale».

 

E sembrerebbe che ci sia chi è disposto ad accontentarlo in un crescendo che Monsignor Viganò non ha esitato a definire come «il piano di Satana per l’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale, che dovrebbe condurre al regno dell’Anticristo»

 

Come c’era chi voleva «più Europa», ora qualcuno vuole «più governo mondiale»

Ma nonostante la situazione sembri ormai disperata confidiamo nel risveglio dei popoli, ma ancor di più nelle promesse di Colui che ci ha detto che «portae inferi non praevalebunt» (Mt 16,17-19).

 

«Le porte dell’inferno non prevarranno».

 

«Beati gli affamati  ed assetati di giustizia , perché saranno saziati» (Mt 5,3-12)

 

 

Nicolò Volpe

 

Immagine di batjorge via Deviantart pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-NC-SA 3.0)

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2030, l’eccitante sogno di Klaus Schwab

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Un video satirico dà la possibilità di dare una sbirciata al futuro del Grande Reset.

 

Il video prende le mosse da una famosa e inquietantissima campagna del WEF di Davos, l’élite economico-politica mondiale guidata da Klaus Schawb, il proponente ufficiale del Grande Reset globale che cambierà per sempre vite e modi di produzione dell’intera civiltà umana.

 

Nella campagna, riemersa di recente (ma cancellata dallo stesso WEF una volta registrate le reazioni del pubblico), viene detto al pubblico: «non avrai niente e sarai felice».

 

 

Nel filmato di animazione di satira è ben descritta una società di individui soli nel loro cubicolo con il forno a microonde, con tempo limitato (per questioni ambientali) sotto la doccia, che  drogati di metaverso, impiegati da multinazionali immense e controllati in ogni singola espressione dal fact-checking in tempo reale.

 

Per noi un incubo, per qualcuno invece potrebbe essere un sogno eccitante.

 

 

Non siamo sicuri ci sia qualcosa da ridere.

 

 

 

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Immagine screenshot da YouTube

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Klaus Schwab vede Draghi. Ecco la «Great Narrative» dell’Apocalisse e delle sue Bestie

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La notizia è riportata sul sito ufficiale del governo italiano con un titolo che potrebbe trarre in inganno i meno avezzi; «Il Presidente Draghi ha incontrato il Presidente esecutivo del World Economic Forum».

 

Per i pochi lettori di Renovatio 21 che non lo sanno, World Economic Forum significa Davos. E il presidente visto dal premier Draghi, quindi, altri non è che Klaus Schwab – il massimo teorico pubblico del Grande Reset.

 

«Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato oggi pomeriggio, a Palazzo Chigi, il Fondatore e Presidente esecutivo del World Economic Forum (WEF), Klaus Schwab»

«Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato oggi pomeriggio, a Palazzo Chigi, il Fondatore e Presidente esecutivo del World Economic Forum (WEF), Klaus Schwab» scrive il sito governativo.

 

«Il colloquio si è incentrato sul prossimo Meeting Annuale del WEF previsto a Davos a gennaio del 2022 e sui principali dossier globali oggetto anche della Presidenza italiana del G20, con particolare riferimento al tema della ripresa economica e sociale post pandemica».

 

Questo incontro è passato un po’ sottotraccia. Nessun giornale, cartaceo, elettronico o televisivo, gli ha dato risalto – e questo quando una parte significativa della popolazione è incontrovertibilmente convinta che Schwab sia a capo di una cospirazione dell’oligarcato globale che mira a installare un nuovo mondo di controllo in cui tutti saranno schiavizzati. Che idea pazzesca.

 

Sarebbe stato un articolo di non poco conto: aoh, complottisti! Guardate qua: ma quale faraone del Male, è qui in Italia che incontra il vostro bravissimo premier! Altro che Spectre. Dai su, fate i seri, crescete.

 

Invece, niente.

 

Nemmeno mezzo editorialino in prima sul Corriere dell’ex genero del fu Rodotà, il presentatore TV Gramellino. Un’occasione per sfottere i no vax, e magari presentare al mondo un uomo che sicuramente ha tanti meriti, altrimenti non starebbe lì.

 

Nulla. Nada. Zero. Zilch. Silenzio stampa.

 

È una cosa che, tutto sommato, avevamogià  visto. Per esempio quando Gentiloni, da poco e per poco premier, incontrò senza grandi strombazzamenti George Soros a Roma, nel pieno della solita ondata di gommonauti del Continente nero – quelli «aiutati» dalle ONG foraggiate dalle Open Society Foundations del finanziere miliardario (unico uomo al mondo con una sua politica estera, si è detto di lui).

 

All’epoca, pur nel silenzio dei giornaloni, ex post saltarono in piedi un bel po’ di politici di opposizione. La Meloni. Grillo. Calderoli. Tutti a fare la domandina: che ci faceva Gentiloni con Soros? Cosa si sono detti?

 

Ora sono tutti spariti. Nessuno che chiede davvero – magari con una bella interrogazione parlamentare – cosa mai ha da dirsi il Presidente del Consiglio con un teorico della ridefinizione del mondo e pure della natura umana. Perché, oltre che l’industria, l’economia, la società, Schwab ha apertamente invocato la fusione uomo-macchina, le interfacce neurali, la possibilità di fare scansioni dei pensieri delle persone quando magari passano per gli aeroporti, una «fusione della nostra identità fisica, digitale e biologica».

 

Tutto vero.

 

Che poi, il teorico del Grande Reset, per i media italiani, mica è lui. È Viganò. Per il giornale del figliolo di Mentana, per Dagospia, e chissà per quanti altri, si deve parlare di «monsignor Carlo Maria Viganò, il teorico del “grande reset”». Così. Testuale.

 

Cioè, il Grande Reset, che ovviamente mettono tra virgolette, non lo ha teorizzato lo Schwab, che ci ha scritto pure un libro – chissà perché inedito in Italia – intitolato proprio COVID-19 The Great Reset e di cui nessuno pare avere mai sentito parlare. Ignoranza, malafede, sciatteria: non sappiamo come definire questa cosa. Ma è così: il Great Reset lo ha teorizzato l’arcivescovo, non il personaggio che, nel loro silenzio, ha appena incontrato il Primo Ministro della Repubblica Italiana.

 

Davvero assomiglia ad un cattivo di James Bond. È un personaggio romanzesco, televisivo, da fiction

Ma dico, neanche una vignetta? Insomma: davvero assomiglia ad un cattivo di James Bond. È un personaggio romanzesco, televisivo, da fiction. Qualcuno, dopo aver visto una mise con cui ad una certa si è presentato in pubblico, hanno invocato Star Trek. (Noi odiamo Star Trek).

 

 

In settimana lo Schwabbo si era pure dato da fare. A Dubai, il calvo elitista aveva annunciato una una iniziativa chiamata Great Narrative. La Grande Narrativa.

 

Ogni narrazione è un editing, un montaggio. Per dare un senso alle storie, si tagliano dettagli, prospettive, personaggi che potrebbero portarci fuori strada

Che cosa è la Grande Narrativa? È «uno sforzo collaborativo dei principali pensatori del mondo per modellare prospettive a lungo termine e co-creare una narrativa che può aiutare a guidare la creazione di una visione più resiliente, inclusiva e sostenibile per il nostro futuro collettivo» dice il sito del World Economic Forum di Davos. «I migliori pensatori provenienti da una varietà di aree geografiche e discipline, inclusi futurologi, scienziati e filosofi, contribuiranno con nuove idee per il futuro. Le loro riflessioni saranno condivise in un libro di prossima pubblicazione, The Great Narrative, la cui pubblicazione è prevista per gennaio 2022».

 

«Siamo qui per sviluppare la Grande Narrativa, una storia per il futuro», ha quindi annunciato a Dubai Schwab lo scorso giovedì, insieme al ministro degli Affari di Gabinetto degli Emirati Arabi Uniti Mohammad Abdullah Al-Gergawi.

 

«Per dare forma al futuro, devi prima immaginare il futuro, devi progettare il futuro e poi devi eseguirlo». Retorica a metà tra lo spot di una scarpa da ginnastica e un deliquio tirannico.

 

«Qui, penso che i prossimi due giorni, guarderemo a come immaginiamo, come progettiamo, come eseguiamo la Grande Narrativa, come definiamo la storia del nostro mondo per il futuro» ha dichiarato Schwab nella ricca (?) città capitale degli influencer nel deserto arabico.

 

Le vostre voci di dissidenti sono cancellate, inudibili sui media o nella rappresentazione democratica. I vostri pensieri censurati dai social media. Le vostre manifestazioni sono proibite – e represse con una forza mai prima veduta

Poi si è lamentato.

 

«Le persone sono diventate molto più egocentriche e, in una certa misura, egoiste. In una situazione del genere è molto più difficile creare un compromesso perché plasmare il futuro, progettare il futuro di solito richiede una volontà comune delle persone», ha dichiarato.

 

«Il mondo è diventato così complesso. Le soluzioni semplici a problemi complessi non bastano più».

 

«Oggi non c’è più separazione tra sociale, politico, tecnologico, ecologico – è tutto intrecciato», ha aggiunto, facendo capire che il suo programma è una riprogrammazione integrale del consorzio umano.

 

«Riteniamo che sia molto importante lavorare davvero insieme a livello globale per assicurarci di utilizzare il potenziale della quarta rivoluzione industriale a beneficio dell’umanità perché anche la tecnologia presenta alcune insidie ​​e può essere utilizzata a scapito dell’umanità». Per chi non lo sapesse, La Quarta Rivoluzione Industriale è il titolo di un altro suo libro (questo invece pubblicato anche in lingua italiana), in cui immagina di riformulare per sempre il sistema produttivo planetario.

 

Chi rimarrà in questo racconto, invece, è già stato editato in altro modo: è stato editato geneticamente. Prima un paio di siringhe mRNA, poi una terza, poi una quarta, poi chissà: il referendum per l’alterazione dell’umano è stato vinto dal sì, anche se gli elettori non se ne sono nemmeno resi conto

Il lettore riesce a immaginare da solo cosa sia questa Grande Narrativa (parola che, in realtà speravamo sputtanata una volta per tutti nell’era Renzi).

 

Ogni narrazione è un editing, un montaggio. Per dare un senso alle storie, si tagliano dettagli, prospettive, personaggi che potrebbero portarci fuori strada.

 

Lo sapete benissimo che sta già avvenendo. Le vostre voci di dissidenti sono cancellate, inudibili sui media o nella rappresentazione democratica. I vostri pensieri censurati dai social media. Le vostre manifestazioni sono proibite – e represse con una forza mai prima veduta.

 

Vi stanno già editando fuori dalla storia – ve lo abbiamo detto tante volte, ci vogliono annientare, un segmento a doppia cifra percentuale della società deve essere sacrificato: è un pensiero che hanno già accettato politicamente, economicamente, «umanamente».

 

Bimbi editati geneticamente per essere perfettamente adatti alla Grande Narrativa. Un libro scritto per resettare l’umanità, e forse per ricrearla

Chi rimarrà in questo racconto, invece, è già stato editato in altro modo: è stato editato geneticamente. Prima un paio di siringhe mRNA, poi una terza, poi una quarta, poi chissà: il referendum per l’alterazione del genoma umano è stato vinto dal sì, anche se gli elettori non se ne sono nemmeno resi conto.

 

Potete scommetterci quello che volete: il prossimo grande edit che vi ficcheranno in gola è quello dei vostri figli, dei vostri nipoti, della generazione che segue. I prossimi bambini saranno editati geneticamente in provetta, con il CRISPR. Perché fare i figli con la bioingegneria «sarà come vaccinarli».

 

Bimbi editati geneticamente per essere perfettamente adatti alla Grande Narrativa. Un libro scritto per resettare l’umanità, e forse per ricrearla.

 

Del resto, ci avevano avvertito. Alla fine sarà una questione di libri.

 

Cerchiamo il nostro nome nel libro della vita, nel libro dell’Agnello. Gli altri, lasciate pure che adorino la Bestia.

Ce lo ha insegnato l’Apocalisse, capitolo 13, quando parla della Bestia.

 

«L’adorarono tutti gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello immolato» (Ap 13, 8).

 

Cerchiamo il nostro nome nel libro della vita, nel libro dell’Agnello. Gli altri, lasciate pure che adorino la Bestia.

 

«E chi non era scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco» (Ap 20, 15).

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

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