Connettiti con Renovato 21

Geopolitica

Il capo della sicurezza USA esulta per l’eliminazione dell’Iran dai Mondiali

Pubblicato

il

Il segretario alla Sicurezza Interna degli Stati Uniti, Markwayne Mullin, la cui agenzia era responsabile dell’applicazione delle controverse misure di sicurezza contro la nazionale di calcio iraniana ai Mondiali, ha dichiarato che il lavoro lo ha reso felicissimo e che era contento dell’eliminazione dell’Iran.

 

L’Iran è uscito dal torneo, co-organizzato dagli Stati Uniti con Canada e Messico, dopo tre pareggi contro Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto nella fase a gironi. I dirigenti iraniani si sono lamentati del fatto che, a differenza delle altre squadre, ai giocatori iraniani non fosse permesso di soggiornare negli Stati Uniti e fossero costretti a spostarsi da Tijuana, in Messico, per gli allenamenti e le partite a Los Angeles e Seattle.

 

«Sono contento che abbiano chiuso e che non torneranno», ha dichiarato Mullin lunedì durante una riunione interagenzie, come riportato per la prima volta dallo Sports Business Journal. Ha aggiunto che «non c’è stata una singola squadra con cui abbiamo avuto a che fare più di loro».

Sostieni Renovatio 21

«Ero così felice quando siamo riusciti a revocare i loro visti e abbiamo detto loro che potevano lasciare il suolo americano, e forse ho cantato una o due canzoni, o magari ho fatto un ballo di gioia», ha detto l’alto funzionario.

 

Il Mullin ha affermato che gli iraniani non avevano motivo di lamentarsi, sostenendo che il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) aveva adottato misure per prevenire le molestie, tra cui il controllo dei membri del team da parte degli agenti della dogana e della protezione delle frontiere in Messico anziché al loro arrivo negli Stati Uniti.

 

La Federazione calcistica della Repubblica islamica dell’Iran (FFIRI), il cui presidente, Mehdi Taj, si è visto negare il visto dalle autorità statunitensi, ha criticato le dichiarazioni di Mullin, affermando che «gli iraniani sono abituati ai maltrattamenti e alle menzogne ​​dei funzionari statunitensi» e non sono sorpresi. La battuta sul ballo «rivela più sul suo carattere che sulla nostra squadra», dimostrando «disprezzo e ristrettezza mentale», aggiunge la dichiarazione.

 

L’agenzia statunitense per la sicurezza interna ha allentato le restrizioni di viaggio in vista dell’ultima partita dell’Iran, contro l’Egitto a Seattle, dopo che Teheran si era lamentata con la FIFA, sostenendo che i suoi giocatori si trovavano in una situazione di netto svantaggio.

 

«Qui dobbiamo lottare contro tutto», ha detto il capitano della squadra Mehdi Taremi dopo la partita di venerdì scorso.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic

Continua a leggere

Geopolitica

La Russia dice alle ambasciate straniere di lasciare Kiev

Pubblicato

il

Da

Il 5 ottobre il portavoce presidenziale Dmitri Peskov ha ribadito un avvertimento già rivolto alle ambasciate straniere dal ministero degli Esteri e dal ministero della Difesa russi sui rischi che corrono mantenendo le proprie sedi a Kiev.   Peskov ha richiamato le dichiarazioni del presidente Putin, secondo cui ci saranno ulteriori attacchi contro le infrastrutture economiche ucraine, e ha sottolineato i possibili pericoli per le missioni diplomatiche straniere presenti in Ucraina.

Sostieni Renovatio 21

Tuttavia, pochi Paesi occidentali abbiano preso una decisione in merito. Interpellato sulla questione il 5 ottobre, il segretario di Stato Marco Rubio ha risposto: «Guardate, abbiamo una presenza diplomatica lì, e decideremo noi se è sicuro per loro rimanere o meno… Loro [i russi, ndr] avvertono i diplomatici di andarsene da mesi, e non credo che sia una sorpresa per nessuno che Kiev sia sotto attacco. Penso che sia una cosa risaputa».   Come riportato da Renovatio 21, nelle ultime ore il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha registrato un videomessaggio in cui avverte di un attacco massivo su Kiev che sarebbe in preparazione da parte di Mosca, domandando, al solito, aiuto a USA ed Europa.   In settimana era emerso che l’Estonia si preparava a schierare armi in grado di colpire la città russa di San Pietroburgo.   Come riportato da Renovatio 21, la Lituania ha segnalata la volontà legislativa di ospitare armi atomiche.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)   
Continua a leggere

Geopolitica

Merz promette maggiore sostegno militare all’Ucraina, mentre parte il countdown per la caduta del suo governo

Pubblicato

il

Da

Friedrich Merz, cancelliere tedesco e figura molto impopolare, si trovava negli scorsi giorni a Kiev, dove ha annunciato un ulteriore stanziamento di 1 miliardo di euro in aiuti militari al regime del presidente ad interim ucraino Volodymyr Zelens’kyj.

 

Nel corso di una conferenza stampa accanto al presidente ucraino, Merz ha sostenuto che Mosca tenta di logorare il morale della popolazione ucraina e ha inoltre previsto 350 milioni di euro per il ripristino delle infrastrutture energetiche. Secondo l’agenzia Reuters, il cancelliere ha ribadito che la Germania resta il principale sostenitore dell’Ucraina.

 

«Lo facciamo non solo per proteggere l’integrità territoriale dell’Ucraina, ma anche nel nostro profondo interesse, poiché si tratta di una questione di sicurezza europea», ha dichiarato Merz, affermando che la Russia conduce attacchi informatici e campagne di disinformazione rivolti contro l’ordine democratico europeo.

 

«Questo dimostra che non ci lasceremo intimidire», ha aggiunto. Funzionari tedeschi hanno riferito che i dirigenti d’azienda al seguito di Merz hanno siglato 14 accordi con il governo e con imprese ucraine per un valore complessivo di circa 6,6 miliardi di euro. Tra questi figuravano una fornitura di missili di difesa aerea IRIS-T e una di droni intercettori.

 

«L’aspetto importante di questa visita è che non solo la Germania sta aiutando l’Ucraina, ma anche l’Ucraina sta condividendo le proprie conoscenze, la propria esperienza e i propri ordini», ha dichiarato Zelens’kyj. «Si tratta di posti di lavoro per la Germania».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Nel frattempo Merz continua a perdere consensi di giorno in giorno. Il sondaggio Infratest-Dimap del 2 ottobre attribuiva all’opposizione AfD il 27% e ai cristiano-democratici di Merz solo il 20%; quello dell’INFAS, pubblicato domenica, vedeva già l’AfD al 30% e la CDU-CSU al 18%. Il «miglior» risultato personale di Merz è un misero 10% di consensi, a fronte di un’opposizione dell’88% secondo Infratest. I socialdemocratici (SPD), partner di coalizione della CDU-CSU al governo, hanno ottenuto il 13% venerdì scorso e il 14% domenica. I due sondaggi assegnano all’esecutivo appena il 32-33% dei consensi.

 

Ciononostante Merz si dice determinato a restare cancelliere, sostenendo che non esiste alternativa né a lui né alla politica di governo che, a suo dire, garantirebbe la stabilità della Germania e dell’Europa, riporta EIRN. Una serie di proteste di massa e le crescenti tensioni interne all’esecutivo indicano però che quella stessa politica sta rendendo la Germania instabile e ingovernabile.

 

La coalizione è così fragile che la scorsa settimana il presidente federale Frank-Walter Steinmeier ha telefonato separatamente al ministro delle Finanze e vicecancelliere Lars Klingbeil (SPD) e al ministro dell’Interno Alexander Dobrindt (CSU) per esprimere la preoccupazione di un imminente crollo del governo.

 

Un necessario cambio di linea dovrebbe includere anche un cambio di cancelliere, ma finora nessun esponente dei cristiano-democratici di Merz si è fatto avanti. Un primo giro di sondaggi sui possibili sostituti, due settimane fa, ha mostrato che tutti e tre i potenziali candidati — Hendrik Wüst (presidente del land del Nord Reno-Westfalia), Daniel Günther (presidente dello Schleswig-Holstein) e Markus Söder (presidente della Baviera) — non sono disposti ad accettare l’incarico.

 

L’AfD ha offerto, dietro le quinte, tolleranza e sostegno caso per caso alla CDU-CSU per un governo di minoranza senza Merz. Da solo, però, questo non renderebbe la Germania più governabile e stabile, soprattutto se i cristiano-democratici intendessero proseguire con le stesse politiche che li hanno portati al declino nei sondaggi e nelle tre elezioni regionali in Sassonia-Anhalt (tenutesi lo scoso 6 settembre), Meclemburgo-Pomerania Anteriore e Berlino (entrambe avutesi  il 20 settembre).

 

La caduta di Merz dovrebbe avvenire in modo sinergico, insieme alla fine delle sue politiche contro la Russia e a favore dell’Ucraina, contro l’austerità di bilancio e il riarmo eccessivamente costoso, e contro le scelte che hanno portato alla crisi energetica, che, ha ammesso lo stesso cancelliere, è causata dalla mancanza di gas russo.

 

Come riportato da Renovatio 21, lo scorso mese AfD ha querelato Merz per sue dichiarazioni.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

 

Continua a leggere

Geopolitica

Zelens’kyj avverte: imminente attacco russo massivo. Chiede aiuto a Stati Uniti ed Europa

Pubblicato

il

Da

Ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha pubblicato un video sui social network in cui afferma che la Russia potrebbe presto lanciare un attacco «massiccio» contro il suo Paese.   «Abbiamo ricevuto informazioni aggiornate sui preparativi della Russia per un attacco massiccio», ha scritto su 𝕏. «Vi chiedo, per favore, di prendervi cura di voi stessi e di rispondere agli allarmi di minaccia missilistica. Le forze armate ucraine e la nostra aeronautica sono pronte a rispondere, per quanto le nostre difese lo consentano. E molto dipende dai nostri partner: ogni Paese al mondo che possiede le capacità difensive di cui abbiamo bisogno e che può fornircele.   «È fondamentale che ci sia la volontà politica di farlo, in particolare negli Stati Uniti e in Europa».  

Sostieni Renovatio 21

L’avvertimento di un presunto attacco imminente arriva pochi giorni dopo l’avvertimento del presidente russo Vladimir Putin alla NATO: se necessario, Mosca ricorrerà alla guerra nucleare per difendere il territorio russo di Kaliningrad.   Nel frattempo, in Siberia, secondo una certa stampa, sarebbe in corso una presunta epidemia di peste polmonare: martedì una seconda persona sarebbe morta per la malattia nella regione di Irkutsk.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine screenshot da Twitter  
Continua a leggere

Più popolari