Geopolitica
I Paesi musulmani condannano l’ambasciatore USA per il «diritto biblico» di Israele al Medio Oriente
Paesi arabi e a maggioranza musulmana hanno condannato l’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, per aver sostenuto che Israele possiede un diritto biblico su gran parte del Medio Oriente.
In un’intervista con Tucker Carlson pubblicata venerdì,lo Huckabee, predicatore di una setta battista e sedicente cristiano sionista, ha affermato che «sarebbe accettabile» se Israele prendesse possesso del territorio che si estende dal Nilo all’Eufrate. Ha poi aggiunto che Israele non sta cercando di espandere il proprio territorio e ha il diritto di garantire la propria sicurezza.
La Lega Araba, coalizione composta da 22 stati membri, ha definito le dichiarazioni «altamente estremiste», sostenendo che risultano «incoerenti con i principi fondamentali e le norme della diplomazia».
«Dichiarazioni di questa natura, estremiste e prive di qualsiasi fondamento, servono solo a infiammare i sentimenti e a suscitare emozioni religiose e nazionali in un momento in cui gli Stati si riuniscono nell’ambito del Consiglio per la pace per valutare modalità di attuazione dell’accordo di pace di Gaza», ha dichiarato Gamal Roshdy, portavoce del Segretario generale della Lega araba, Ahmed Aboul Gheit.
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L’Organizzazione per la Cooperazione Islamica (OIC), che riunisce 57 nazioni a maggioranza musulmana, ha emesso una dichiarazione analoga, avvertendo che tali osservazioni «pericolose e irresponsabili» «alimentano la retorica ideologica estremista» e incoraggiano Israele a «imporre l’annessione» del territorio palestinese.
Il Ministero degli Esteri giordano ha affermato che le dichiarazioni «assurde e provocatorie» di Huckabee violano le norme diplomatiche e la Carta delle Nazioni Unite. L’Egitto ha descritto le affermazioni come una «flagrante deviazione» dal diritto internazionale e dai principi delle Nazioni Unite.
Anche l’Arabia Saudita, il Kuwait, l’Oman, gli Emirati Arabi Uniti, il Libano, la Turchia, il Pakistan, l’Indonesia e l’Autorità Nazionale Palestinese hanno condannato l’inviato statunitense, accusandolo di minare la pace e la sicurezza internazionale.
Israele mantiene il controllo militare su parti della Cisgiordania e di Gaza, così come sul Libano meridionale e sulla Siria sudoccidentale. All’inizio di questo mese, il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato un piano per designare vaste aree della Cisgiordania come «proprietà statale», per la prima volta dalla Guerra dei Sei Giorni del 1967. I paesi musulmani hanno denunciato l’iniziativa e chiesto alla comunità internazionale di adottare «misure chiare e decisive» contro Israele.
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Geopolitica
Trump: gli USA potrebbero unirsi agli attacchi sauditi contro lo Yemen
“Have you decided whether to join the Saudi strikes on the Houthis?”@POTUS: “We may. We’re going to look at it. We just found out about the recent attack, so we’ll make a decision. We move very quickly.” pic.twitter.com/8aUAneK2xB
— Rapid Response 47 (@RapidResponse47) October 10, 2026
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Geopolitica
Il colloquio telefonico tra Putin e Trump: dettagli
Venerdì i presidenti russo Vladimir Putin e americano Donald Trump hanno tenuto una telefonata di 90 minuti. Hanno trattato il conflitto in Ucraina, un accordo rilevante sulle forniture di gasolio russo, la crisi con l’Iran e le prospettive di una cooperazione più ampia tra Mosca e Washington.
Trump ha definito lo scambio «un grande successo» e ha annunciato che la Russia aveva accettato di fornire milioni di tonnellate di gasolio ai mercati americani e globali per contenere l’aumento dei prezzi energetici.
Secondo Yurij Ushakov, consigliere del Cremlino per la politica estera, il colloquio è stato cordiale e sostanziale. Trump avrebbe riorganizzato la propria agenda per parlare con Putin dopo il 74° compleanno del leader russo.
Il risultato più immediato è stato un importante accordo energetico: la Russia aumenterà le esportazioni di gasolio verso gli Stati Uniti e i mercati globali, contribuendo a ridurre la carenza internazionale di carburante. Washington ha sospeso le sanzioni sul commercio di carburante russo, comprese le importazioni negli Stati Uniti.
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Trump ha precisato che la Russia fornirà subito oltre 300.000 tonnellate di gasolio, altre 500.000 a novembre e 1 milione di tonnellate poco dopo, con la possibilità di ulteriori 3 milioni di tonnellate a seconda delle condizioni delle raffinerie. Il vice primo ministro russo Alexander Novak ha confermato che Mosca revocherà prima del previsto le restrizioni all’esportazione, ribadendo i volumi e indicando che le esportazioni potrebbero arrivare a 3 milioni di tonnellate al mese, senza compromettere il mercato interno.
Il dipartimento del Tesoro statunitense ha concesso una deroga temporanea alle sanzioni fino al 7 aprile 2027. Trump ha previsto che l’accordo, insieme al controllo rivendicato da Washington sullo Stretto di Ormuzzo, farà scendere rapidamente i prezzi del diesel, a beneficio di agricoltori, autotrasportatori e consumatori americani.
Putin ha aggiornato Trump sulla situazione al fronte e sulla risposta di Mosca agli «attacchi terroristici» ucraini contro infrastrutture e obiettivi civili in territorio russo. Ha ribadito che Mosca mantiene l’iniziativa e resta impegnata a perseguire i propri obiettivi, pur restando disponibile a una soluzione diplomatica duratura.
Il leader russo ha però affermato che Kiev ha di fatto sabotato la ripresa immediata dei negoziati trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti. Nella precedente conversazione si era discusso di riavviare i colloqui dopo le elezioni della Duma di Stato; secondo Ushakov, gli attacchi di droni ucraini, anche contro seggi elettorali e personale, hanno cambiato radicalmente la situazione. Mosca riconsidererà quindi i tempi di eventuali nuovi negoziati. Trump avrebbe promesso di comunicare la posizione russa agli inviati ucraini che incontreranno Steve Witkoff e Jared Kushner a Miami.
Putin ha sottolineato che una soluzione negoziata con Teheran rimane possibile, citando l’incontro dell’8 ottobre con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in Turkmenistan. Secondo Ushakov, Washington e Teheran hanno mantenuto contatti indiretti tramite il Qatar nonostante la retorica di confronto. Mosca ha ribadito l’offerta di accettare uranio iraniano altamente arricchito come possibile via d’uscita dallo stallo nucleare, e Trump ha accolto positivamente il coinvolgimento russo.
Putin ha ringraziato personalmente la First Lady Melania Trump per il suo impegno nel riunire i bambini separati dalle famiglie durante il conflitto. I due leader hanno inoltre discusso della situazione a Aleshki (regione di Kherson) e concordato che la funzionaria russa per i diritti umani Yana Lantratova manterrà contatti diretti con l’ufficio di Melania.
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I presidenti si sono detti soddisfatti dei canali di comunicazione esistenti tra le rispettive amministrazioni e agenzie, e hanno concordato di mantenerli. Putin ha apprezzato l’attenzione di Trump e del suo team alle relazioni con la Russia, nonostante le priorità interne e mediorientali di Washington. Non è stato discusso alcun vertice specifico, ma Ushakov ha indicato che il prossimo summit APEC in Cina potrebbe offrire un’occasione di incontro se entrambi vi partecipassero. Non sono state rese note eventuali concessioni americane in cambio dell’accordo sul gasolio.
La telefonata era stata inizialmente proposta dalla parte americana per gli auguri di compleanno (7 ottobre). Witkoff aveva contattato il Cremlino quel giorno per trasmettere gli auguri di Trump, suoi e di Kushner. La chiamata è stata organizzata tenendo conto del viaggio di Putin in Turkmenistan e del fuso orario; Trump ha aperto la conversazione con gli auguri di Melania
I due hanno anche parlato di sport, con Trump che ha elogiato il contributo della stella dell’hockey Alexander Ovechkin.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Musk: Zelens’kyj si è spinto troppo oltre
@RapidResponse47 @POTUS Zelensky has gone too far
— Elon Musk (@elonmusk) October 10, 2026
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