Geopolitica
La Guida Suprema iraniana è ancora in convalescenza a causa di gravi ferite che l’hanno sfigurato
Il nuovo leader supremo dell’Iran, Mojtaba Khamenei, si sta ancora riprendendo dalle gravi ferite al viso e alle gambe riportate durante l’attentato che ha ucciso suo padre il primo giorno di guerra.
Fonti che hanno parlato con Reuters hanno affermato che il volto di Khamenei era sfigurato e che aveva riportato gravi lesioni a una o entrambe le gambe.
Questa versione dei fatti coincide con un rapporto precedente del Segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth, il quale, il 13 marzo, aveva affermato che Khamenei era «ferito e probabilmente sfigurato».
Si dice, tuttavia, che si stia riprendendo bene e che «mantenga la mente lucida». Attualmente partecipa, tramite collegamento video, al processo decisionale su questioni importanti, compresi i negoziati con Washington.
Reuters osserva che «la posizione, le condizioni di salute e la capacità di governare di Khamenei rimangono in gran parte un mistero per il pubblico, non essendo state pubblicate foto, video o registrazioni audio che lo ritraggano dall’attacco aereo e dalla sua successiva nomina a successore del padre l’8 marzo».
Si vociferava che fosse stato portato a Mosca per cure d’urgenza.
Oltre al padre, il precedente leader supremo, anche la moglie, il cognato e la cognata di Mojtaba sono rimasti uccisi nel primo giorno di sciopero. Gli esperti affermano che è improbabile, viste non solo le sue ferite ma anche la sua inesperienza, che possa mai esercitare il tipo di potere che aveva suo padre.
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«Mojtaba sarà una voce, ma non sarà quella decisiva», ha dichiarato un analista a Reuters. «Deve dimostrare di essere la voce credibile, autorevole e dominante. Il regime nel suo complesso deve prendere una decisione su quale direzione intraprendere.»
La delegazione iraniana era guidata dal presidente del Parlamento Bagher Qalibaf, il quale ha affermato che i colloqui avranno luogo solo se Israele accetterà un cessate il fuoco in Libano e rilascerà i beni iraniani bloccati.
Il presidente Trump, nel frattempo, ha affermato che l’Iran non ha «nessuna carta da giocare» nei negoziati e che sta usando lo Stretto di Hormuz, che rimane chiuso, per estorcere denaro all’America e al resto del mondo.
«L’unica ragione per cui sono ancora vivi è per negoziare!», ha scritto il Presidente su Truth Social.
I negoziati tra Israele e Libano dovrebbero svolgersi martedì a Washington DC.
Il governo libanese vuole porre fine alla guerra tra Israele e Hezbollah, attraverso un cessate il fuoco simile a quello negoziato con l’Iran, ma Israele preme affinché il governo libanese disarmi completamente Hezbollah, cosa che non è chiaro se sia effettivamente possibile.
Quando è stata annunciata l’attuale tregua con l’Iran, Israele ha colpito il Libano con massicci raid, uccidendo 300 persone nella giornata di attacchi più sanguinosa contro il Paese dall’inizio della guerra con l’Iran, il 28 febbraio.
Immagine di Khamenei.ir via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Geopolitica
Trump pubblica video AI che mostrano l’isola di Kharg «ridotta in macerie»
🚨 ALERT: President Trump makes a post about Iran’s “Kharg Island being blown to smithereens!!!”
But the video is AI slop. So I have no idea what to do with this information. But as of yet, I have no reason to believe Kharg is actually under fire. pic.twitter.com/bkPXx2omag — Nick Sortor (@nicksortor) August 31, 2026
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Geopolitica
I servizi israeliani evacuano il figlio di Netanyahu da Miami: «grave minaccia»
L’agenzia di sicurezza israeliana Shin Bet ha reso noto che Yair, primogenito del premier Benjamin Netanyahu, è stato trasferito in segreto dagli Stati Uniti a causa di una «grave minaccia» alla sua vita.
La notizia arriva a pochi giorni dalle parole dello stesso Netanyahu, espresse in un’intervista telefonica al Canale 14 israeliano, secondo cui l’Iran avrebbe «tentato di assassinare» uno dei suoi figli, senza indicare quale né fornire particolari sul presunto piano.
Lo Shin Bet ha dichiarato sabato in un comunicato: «C’era una minaccia significativa contro Yair Netanyahu e, alla luce di ciò e dopo un’attenta valutazione, è stata presa la decisione di prelevarlo d’urgenza insieme alla sua scorta e di riportarlo in Israele», omettendo però la natura della minaccia e il momento esatto dell’operazione.
Mercoledì una fonte anonima delle forze dell’ordine statunitensi ha riferito al canale TV americano Newsmax che i servizi segreti israeliani avrebbero individuato un piano ai danni di Yair nel dicembre dell’anno precedente. Canale 12 ha aggiunto che, per portare a termine l’operazione, lo Shin Bet ha riassegnato gli agenti che all’epoca proteggevano il presidente Isaac Herzog a New York.
Secondo le accuse, agenti iraniani avrebbero sorvegliato la sua residenza e i suoi spostamenti. Yair, che da anni viveva negli Stati Uniti con uno controverso stile di vita fatto di agio, ha ricevuto l’ordine di partire subito ed è rientrato in Israele, a quanto pare senza nemmeno ritirare i propri effetti personali.
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La sua lunga permanenza all’estero ha suscitato perplessità in patria, soprattutto dopo l’attacco di Hamas dell’ottobre 2023, perché molti si chiedevano perché restasse oltreoceano mentre centinaia di migliaia di riservisti venivano richiamati per un’operazione militare di rappresaglia a Gaza.
A luglio la moglie di Netanyahu, Sara, e i loro due figli hanno ottenuto una protezione estesa a carico dei contribuenti, alimentando ulteriori polemiche pubbliche e politiche.
La vicenda emerge mentre la coalizione di Netanyahu affronta una campagna elettorale difficile per la rielezione, dopo la guerra in stallo con l’Iran. Il conflitto è iniziato alla fine di febbraio con gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele su Teheran, che hanno ucciso la Guida Suprema Ali Khamenei e quattro membri della sua famiglia, tra cui la figlia Boshra e la nipotina Zahra di 14 mesi.
Mojtaba, figlio di Khamenei e nominato nuova guida suprema una settimana dopo, ha promesso di «vendicare il sangue» del padre. Teheran, tuttavia, non ha commentato né rivendicato la responsabilità del presunto complotto per assassinare il figlio di Netanyahu.
Yair Netanyahu è noto per una serie di polemiche. Il documentario sulla presunta corruzione del premier israeliano The Bibi Files (2024) lo descrive come un estremista che porta il padre verso posizioni ultrasioniste. Durante le manifestazioni massive antigovernative nelle piazze israeliane prima del 7 ottobre 2023, lo Yair ha affermato che il Dipartimento di Stato americano era «dietro le proteste in Israele, con l’obiettivo di rovesciare Netanyahu, apparentemente per concludere un accordo con gli iraniani».
Come noto, il ragazzo qualche anno fa pubblicò un meme, incredibilmente definito come «antisemita» pure dalla stampa italiana, che ritraeva Giorgio Soros come puparo del mondo. Nelle ultime settimane è emerso che anni fa aveva di fatto ipotizzato su Twitter come ritorsione contro la Spagna un’invasione marocchina del suo territorio, cosa poi puntualmente realizzatasi a Ceuta.
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Immagine di U.S. Embassy Jerusalem via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Geopolitica
Eurodeputata polacca: «smettiamola di farci rimbecillire dall’Ucraina»
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