Geopolitica
Trump: il nuovo leader supremo dell’Iran è «probabilmente gay»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che la CIA gli avrebbe riferito che il neonominato leader supremo dell’Iran, Mojtaba Khamenei, potrebbe essere gay, commentando ironicamente a Fox News che ciò rappresenta un «brutto inizio» per il religioso.
L’affermazione giunge nel contesto dei falliti tentativi di cambio di regime da parte di Stati Uniti e Israele in Iran, un paese in cui l’omosessualità è illegale secondo la legge islamica.
In precedenza, Trump aveva rilasciato altri commenti denigratori su Mojtaba Khamenei, definendolo un «peso morto» e un leader «inaccettabile». Tuttavia, i critici hanno osservato che tali affermazioni non hanno fatto altro che consolidare l’opinione pubblica iraniana contro Washington.
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L’ultimo insulto del presidente giunge mentre Stati Uniti e Israele continuano i loro attacchi non provocati contro l’Iran, iniziati con l’assassinio del padre di Mojtaba, l’ex Guida Suprema Ali Khamenei, alla fine del mese scorso. Funzionari statunitensi e israeliani hanno ripetutamente chiesto un cambio di regime a Teheran, ma il governo non è crollato.
Secondo un articolo del New York Times di domenica scorsa, l’amministrazione Trump avrebbe appoggiato un piano israeliano per fomentare un colpo di Stato in Iran pochi giorni dopo l’inizio della guerra. Nonostante lo scetticismo delle agenzie di iItelligence statunitensi, Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbero scommesso sulla «prospettiva ottimistica» secondo cui la decapitazione della leadership iraniana avrebbe scatenato una rivolta popolare.
Il piano è incontrovertibilmente fallito e Mojtaba Khamenei è stato rapidamente nominato nuova Guida Suprema. Tuttavia, da quando è rimasto ferito nell’attacco in cui perse la vita suo padre, è rimasto lontano dai riflettori.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha respinto l’ipotesi che l’uccisione di alti funzionari possa far cadere il governo. «La Repubblica islamica dell’Iran ha una solida struttura politica con istituzioni politiche, economiche e sociali consolidate», ha dichiarato ad Al Jazeera la scorsa settimana. «La presenza o l’assenza di un singolo individuo non intacca questa struttura».
Come riportato da Renovatio 21, la CIA aveva avvertito che l’eliminazione dell’aiatollà Khamenei avrebbe portato al potere un estremista.
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Geopolitica
Il ministro israeliano Smotrich appoggia il genocidio dei palestinesi dinanzi alle telecamere
Israeli Finance Minister Bezalel Smotrich:
The thorough cleansing that we are carrying out now in southern Lebanon is unprecedented. They have nowhere to return to. Look at how it looks. And by the way, the world isn’t stopping us. pic.twitter.com/lI17gYBWei — Clash Report (@clashreport) October 5, 2026
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Geopolitica
La Russia dice alle ambasciate straniere di lasciare Kiev
Il 5 ottobre il portavoce presidenziale Dmitri Peskov ha ribadito un avvertimento già rivolto alle ambasciate straniere dal ministero degli Esteri e dal ministero della Difesa russi sui rischi che corrono mantenendo le proprie sedi a Kiev.
Peskov ha richiamato le dichiarazioni del presidente Putin, secondo cui ci saranno ulteriori attacchi contro le infrastrutture economiche ucraine, e ha sottolineato i possibili pericoli per le missioni diplomatiche straniere presenti in Ucraina.
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Tuttavia, pochi Paesi occidentali abbiano preso una decisione in merito. Interpellato sulla questione il 5 ottobre, il segretario di Stato Marco Rubio ha risposto: «Guardate, abbiamo una presenza diplomatica lì, e decideremo noi se è sicuro per loro rimanere o meno… Loro [i russi, ndr] avvertono i diplomatici di andarsene da mesi, e non credo che sia una sorpresa per nessuno che Kiev sia sotto attacco. Penso che sia una cosa risaputa».
Come riportato da Renovatio 21, nelle ultime ore il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha registrato un videomessaggio in cui avverte di un attacco massivo su Kiev che sarebbe in preparazione da parte di Mosca, domandando, al solito, aiuto a USA ed Europa.
In settimana era emerso che l’Estonia si preparava a schierare armi in grado di colpire la città russa di San Pietroburgo.
Come riportato da Renovatio 21, la Lituania ha segnalata la volontà legislativa di ospitare armi atomiche.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Merz promette maggiore sostegno militare all’Ucraina, mentre parte il countdown per la caduta del suo governo
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