Immigrazione
I festeggiamenti per la nazionale del Marocco: simbolo perfetto del fallimento dell’integrazione
Il Marocco ha vinto 3-0 contro la Spagna, passando ai quarti di finale dell’osceno mondiale qatariota.
L’avere vinto con la Spagna deve dare ai vicini marocchini, con cui non sono poche le frizioni (Ceuta, Melilla) un certo gusto.
Così, per festeggiare, i marocchini immigrati in Ispagna hanno pensato bene di mettere in piedi rivolte e devastazioni in varie città del Paese.
Los hinchas de Marruecos están tomando españa JSJAJS
El mundial va a causar más daño a europa que las 2 guerras mundiales pic.twitter.com/Ptynj0k3eM— ElBuni (@therealbuni) December 6, 2022
En Reus han ardido al menos 19 contenedores durante las celebraciones de los marroquíes tras la victoria de Marruecos contra España. pic.twitter.com/eZyvx840Vq
— Jorge Bayer (@Jorgebsaez) December 6, 2022
Morocco fans celebrating in Barcelona after their victory against Spain pic.twitter.com/lppb7gAI9A
— Samer Hamawi (@Samerskills) December 6, 2022
#SpagnaMarocco
Qualcuno sta festeggiando???? pic.twitter.com/C52n5V24IH— Ipertesa (@Ipertesa) December 6, 2022
Non è una novità: il tollerante Belgio, dove ha sede l’ineffabile paradiso di bontà umanitaria che è l’Unione Europea, era stato messo a ferro e fuoco per i festeggiamenti del passaggio agli ottavi. Ricordiamo che Bruxelles è nota per le sue no-go zones, come il quartiere di Molenbek, da cui sarebbero partiti anche membri del commando ISIS che sterminò i ragazzini al Bataclan nel 2015.
Faslıların çeyrek final sevinci.. yer Brüksel #Morocco #FIFAWorldCup #Bruxelles pic.twitter.com/ghuyRvUdXD
— namelessone (@goxelx) December 7, 2022
Non è noto se per il trauma, anche stavolta, i poliziotti belgi hanno organizzato un’orgia in caserma, così per farsela passare.
Qualche fuocherello lo si è visto anche in Francia. Celerini in tenuta antisommossa bersagliati da razzi e petardi. Incendi. Urla d’inferno. Così festeggiano, se perdono non abbiamo idea.
Lille : la situation est hors de contrôle. La police charge entre les flammes. Les Marocains répliquent avec des mortiers #ESPMAR pic.twitter.com/FBb1JCsZsO
— Fdesouche.com est une revue de presse (@F_Desouche) December 6, 2022
Gustose anche le rivolte per la vittoria calcistica all’Aia ed Amsterdam – dove, come sa il lettore di Renovatio 21, i marocchini, con la loro mafia detta «Mocro», controllano il traffico di droga e sono la criminalità organizzata più efferata e spudorata, che fanno dei Paesi Bassi «un narco-Stato 2.0».
Nel frattempo a l'aia…. pic.twitter.com/FaqEnMX5jO
— Wbfe3???????? (@ravel80262268) November 27, 2022
Ma veniamo a noi. Ecco l’Italia marocchina in festa perché hanno vinto contro la Spagna. Tanti ragazzotti felici. I marocchini in Italia sono tantissimi, al punto tale che, impropriamente e in modo politicamente scorrettissimo, alcuni chiamano qualsiasi immigrato nordafricano «marocchino».
Il censimento 2011 segnalava che vi sarebbero nel nostro Paese 452.424 marocchini, cioè 0,74% del totale degli abitanti dello Stivale. Ovviamente, questi sono quelli registrati. Non abbiamo idea di quanto dobbiamo moltiplicare questo numero se vogliamo provare a pensare quanti sono con gli irregolari: il doppio, il triplo, dieci volte? Non sappiamo. Ma sono tantissimi. E, ad occhio, non sono molto diversi da quelli che stanno in Belgio o in Spagna.
Ecco Milano l’altra sera, con una folla immensa di marocchini che festeggia i quarti di finale andando giù per Corso Buenos Aires.
Milano, folla in corso Buenos Aires dopo la vittoria del Marocco contro la Spagna agli ottavi di finale di Qatar 2022 #MaroccoSpagna #Qatar2022 #Milano #localteam pic.twitter.com/lChhtvHMdD
— Local Team (@localteamtv) December 6, 2022
Diversamente milanesi festeggiano la vittoria del Marocco sulla Spagna, tuttapposto. pic.twitter.com/BJlWUbPFAk
— ANSIA (@ansia_tw) December 7, 2022
A Milano, Corso Buenos Aires bloccato dai tifosi del Marocco in festa per la vittoria sulla Spagna.
EVVIVA St. Ambrose (S.Ambrogio per i non milanesi) ???????? pic.twitter.com/yVx04SYFmN
— Ambrosino Raffaele Salvatore (@Ambrosino6) December 7, 2022
Questa parrebbe essere la famosa piazza Gae Aulenti a Milano, dove è stato allestito un megaschermo. Singolare modo di festeggiare, tirando oggetti.
Vergogna. Mi dispiace ma io in Italia non ci posso più vivere. Non mi sento al sicuro con sta gente. Andrò in un altro continente che ancora non è stato invaso. pic.twitter.com/8v3fbfCxRn
— ???????? (@e7oro) December 6, 2022
Bologna, fumogeno con inedito coretto «Allahu Akbar» in versione stadio. Eccezio.
Bologna: pic.twitter.com/EbQEblgncL
— Fiatbarchetta – Legio XI (@fiatbarchetta19) December 6, 2022
Questa è la città di Vicenza. Il traffico di viale Milano, la zona degli immigrati, con le sue laterali piene di negozietti per stranieri, bloccato da auto con il clacson continuo.
Insomma è festa grande.
Dobbiamo dire che sono immagini che ci ricordano altro: la finale del mondiale 2006, quando migliaia di milanesi si riversavano verso piazza San Babila e piazza Duomo.
Chi scrive viveva a Milano all’epoca e ricorda perfettamente quel momento: c’era. In viale Venezia, dove la fiumana partita da Buenos Aires transitava per buttarsi nella fontana della divinità padana voluta da Formentini protoleghista, nessuna macchina veniva strattonata. Nessun fumogeno, nessun petardo, razzetto: e avevamo vinto la coppa del Mondo contro la Francia, squadra nemesi della nostra nazionale, in una partita pazzesca (testate, rigori, Materazzi…)
La cosa più strana che si potè vedere, testimoniamo, fu che ad una certa da un balcone di un palazzo di viale Venezia spuntò fuori Dino Meneghin. Altissimo, altissimissimo, tirò fuori una bandiera dell’Italia, con il sorrisone che gli riconosciamo. Sotto, un gruppetto di tifosi lo acclamavano. Bum: la vittoria ai mondiali aveva unificato perfino chi al calcio preferisce (giustamente) il basket.
Diciamo pure, l’atmosfera era tanto, tanto diversa da quella che si vedono in queste immagini, che, di fatto, non è che fanno molto per farci evitare di pensare ad una vera «grande sostituzione» in corso. Laddove c’erano i tifosi italiani, che festeggiavano civilmente, ora ci sono i marocchini, che tirano roba.
Non che la cosa stupisca. Renovatio 21 ha parlato del caso bizzarro della Bocconi, che ha un servizio per riaccompagnare a casa gli studenti attraverso il parco antistante, pubblicizzando la cosa senza mai dire perché ve ne sia bisogno.
E abbiamo presente cosa è diventata, a capodanno, viale Milano. Negli anni duemila abbiamo visto il bombardamento di petardi dei gruppetti di giovani (ma anche uomini maturi, a dire il vero), dall’aspetto maghrebino, rendere inavvicinabile la piazza della Madonnina a San Silvestro.
Non che all’estero sia diverso: ricordo, nel 2001, un capodanno ad Amsterdam: fuggimmo da Piazza Dam, divenuta un inferno di nordafricani che tiravano petardi addosso alla gente – lo posso testimoniare, perché lo vidi con i miei occhi: quei fuochi di artificio che in Italia si mettono in un angolo per allontanarsi con le dita nelle orecchie, quelli li scagliavano apposta contro gruppi di persone inconsapevoli. Poi ridevano.
Ricordo bene quella sera: scappando da quella situazione, finimmo in una piazzetta interna, dove assistemmo ad un alterco tra due levantini circondati da un gruppo; quando uno dei due che urlava fece vedere che aveva una pistola infilata nei pantaloni sotto la maglietta, presi con forza la mano della fidanzata, e ce ne andammo anche da lì con rapidità.
Il pomeriggio del 1° gennaio, quando tutto sembrava più calmo perché gli stronzi che hanno fatto le ore piccole magari sono a letto, facemmo una passeggiata. Ad un angolo della strada un ragazzo seduto a terra suonava un didgeridoo, lo strumento a fiato australiano, come una grande pipa di legno che, appoggiata al suolo, fa quei suoni tipo bordone – drone. Feci in tempo a vedere tutta la scena: un tizio, anche quello levantino, con il gruppetto di amici levantini, gli buttò un raudo di quelli belli potenti dentro il didgeridoo, senza che il ragazzo si accorgesse o avesse il tempo di reagire. Gli scoppiò praticamente a pochi centimetri dalla bocca, facendogli prendere un colpo. Reagì solo urlando «Happy New Year» in modo sarcastico, mentre i tizi stranieri lo deridevano.
Il problema è che si è andati molto oltre, poi. È l’escalation «Eros e Thanatos» che possiamo aspettarci: Dopo i petardi, le violenze sessuali.
Prima vi fu Colonia, dove durante il capodanno furono molestate qualcosa come 650 donne. Dapprima, silenzio. Poi emerse che erano in maggioranza provenienti dal Nordafrica, e che avevano usato violenza contro una quantità crescente di donne che, superate le reticenze, cominciarono a parlare: in tutta la Germania, saltò fuori che erano 1200 le donne che avevano sporto denuncia, con 400 nella sola Amburgo – la punta dell’iceberg, ovviamente,
Dal Duomo di Colonia al Duomo di Milano: ecco le violenze sessuali in serie sotto il Duomo di Milano, dove agli stranieri con evidenza il petardo molesto non basta più. Almeno dieci ragazze vengono circondate ed aggredite dal branco. I nomi dei fermati paiono tutti nordafricani.
Ma tranquilli, va tutto bene. Il fenomeno avrebbe pure un nome in arabo: taharrush gamea, la «molestia collettiva», che abbiamo visto al Cairo violare la giornalista Lara Logan, salvatasi per miracolo da una violenza sessuale di massa di crudeltà incomprensibile.
Non ci vuole davvero molto a comprendere, quindi, che queste immagini di incontenibile «gioia» delle masse immigrate marocchine che mettono a soqquadro tutte le città d’Europa siano la prova definitiva del fallimento dell’integrazione, e del fatto che l’immigrazione è solo un programma di distruzione e sostituzione della società preesistente.
Perché mai un marocchino, che vive in Italia, mangia in Italia, magari pure vota in Italia – ius soli! Ius scholae subito! – dovrebbe gioire devastando la città che lo ospita? Ubi panem ibi patria, dicevano gli antichi, ma ciò non sembra essere vero per i nostri immigrati. Sono andati via del Marocco, per venire da noi. Epperò tifano il Marocco, e vandalizzano la nostra terra se questo vince.
Che cosa ci stiamo perdendo del ragionamento?
La verità è che, con buona pace delle balle propalate dall’oligarcato con contorno di PD, cooperative-mangiatoia, giornali e chiesa cattolica, l’immigrato in nessun modo vuole integrarsi.
Non lo dice Renovatio 21, ma un rilievo dell’ISTAT dell’ottobre 2016: due immigrati di seconda generazione su 3 non si identificano nella Nazione o nel popolo italiani: si sente italiano il 38% e il 43% dichiara di «non sentirsi di appartenere all’Italia per quanto riguarda i doveri che avere la cittadinanza comporta».
Avete letto bene: il 66,6% dei figli degli immigrati non si sente italiano – e sono quelli cresciuti con la nostra lingua, la nostra scuola, la nostra TV, etc. Non sente di dover sottostare, quindi, alla legge italiana.
Ricordate l’origine del concetto di cittadinanza: nell’antichità, lo status di cittadino romano apparteneva ai membri della comunità politica romana, in quanto cittadini della città di Roma (civis romanus); non era legato all’essere un abitante di uno dei domini romani, almeno fino alla Constitutio Antoniniana, emanata dall’imperatore Caracalla nel 212, che concedeva la cittadinanza a tutte le popolazioni abitanti entro i confini dell’Impero.
Dire «civis romanus sum», «sono un cittadino romano», era motivo di orgoglio, perché era qualcosa che si era guadagnati duramente, e che dava prestigio e diritti.
Oggi invece, secondo la statistica, i figli degli immigrati ci dicono in faccia «civis romanus non sum», e godono.
Ora, vi è più chiaro da dove vengono le immagini che stiamo vedendo.
Uno chiede: ma allora, se non si sentono italiani, cosa si sentono? In queste sere, magari, si identificano come marocchini. Ma abbiamo visto altre forme acute di dis-identificazione con il Paese che li ospita: Peschiera del Garda. Ricordate? L’estate scorsa, il Garda invaso da migliaia e migliaia di ragazzini richiamati da uno strano messaggio «panafricano» diffuso sul social cinese TikTok, con volontà dichiarata di invadere la località lacustre per liberarla, provvisoriamente, dal controllo «italiano». Ricorderete anche cosa successe alle ragazze in treno: molestate nemmeno più per questioni sessuali, ma perché «italiane» che non potevano stare nel vagone occupato dallo sciame di teenager africani e nordafricani.
Come avevamo scritto all’epoca, questa identità «africana», che esiste solo come artificio per opporsi al nemico italiano, sparirà dalle vite dei bimbi nordafricani in pochi anni; a sostituirla, sarò magari un’identificazione con la ummah, la comunità islamica, secondo qualche predicazione salafita o wahabita dell’imam locale, e di lì il senso di appartenenza ancora più grande – più grande del calcio, della musica trap, della spavalderia giovanile – sarà fornito loro dalla jihad.
Quindi, vedere i marocchini che spaccano le città europee perché la loro squadra vince non è solo la plastica immagine del fallimento definitivo dell’integrazione e di ogni sua aspettativa: no, è il prodromo di una violenza molto più grande, e organizzata, che potrà essere portata sulle nostre città – e magari con qualche arma «scappata» all’Ucraina.
Qualcuno ci ha fatto finire qui. C’è un disegno, lo sapete.
Sarebbe anche arrivato il momento di cominciare a combatterlo davvero – perché la destra al governo, se non l’avete capito, sta facendo finta anche qui.
Roberto Dal Bosco
Immagine screenshot da YouTube
Immigrazione
Cronache migratorie: 10ª settimana 2026
Napoli: «Fino a 2 mila euro per ogni immigrato fintamente assunto dalle aziende: a capo del sodalizio un dipendente dell’Ispettorato del Lavoro». Lo riporta Napolitoday.
Piacenza: «Immigrazione clandestina dal Pakistan, processo bis alla fine dopo 16 anni». Lo riporta IlPiacenza.
Albania: «Stupratore al CPR. I giudici lo riportano in Italia». Lo riporta Il Giornale.
Ravenna: «Certificati anti-rimpatrio, l’indagine si allarga e giovedì 12 marzo l’interrogatorio di garanzia». Lo riporta Il Resto del Carlino.
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Bergamo: «Progettava attentato contro una chiesa in centro a Bergamo: egiziano arrestato per terrorismo internazionale». Lo riporta Corriere della Sera – Bergamo.
Roma: «La piazza delle risse. L’emergenza del quartiere Africano finisce sul tavolo di prefetto e questore». Lo riporta RomaToday.
Mestre, città metropolitana di Venezia: «Cocaina sotto l’orologio e un coltello: arrestato per spaccio». Lo riporta VeneziaToday.
Verona: «Contrasto allo spaccio, la polizia arresta un nord africano trovato con dell’hashish». Lo riporta TgVerona / Telenuovo.
Romano di Lombardia, provincia di Brescia: «Arrestato rapinatore di una 79enne dopo il bancomat». Lo riporta BresciaToday.
Roma: «Africano palpeggia minorenne in metro: arrestato, tradito dalla maglia della Lazio». Lo riporta Libero Quotidiano.
Verona: «Spacciava sui bastioni, 26enne marocchino patteggia sei mesi di reclusione». Lo riporta Cronaca di Verona.
Cabras, provincia di Oristano: «Tenta di baciare una 75enne e le morde un labbro: in manette un operaio egiziano». Lo riporta L’Unione Sarda.
Varese: «Aggressione ai Carabinieri dopo due giorni di assenza dal centro di accoglienza: arrestato un giovane africano». Lo riporta La Provincia di Varese.
Ventimiglia, provincia di Imperia: «Ventimiglia, ricercato nigeriano arrestato in un ex campo da tennis: sequestrato anche un coltello». Lo riporta Riviera Time.
Cremona: «Nigeriano irrompe in Motorizzazione armato di bottiglia: “Vi ammazzo”». Lo riporta Il Giornale.
Bari: «16enne accoltellato a pane e pomodoro: arrestato un 35enne egiziano». Lo riporta TeleNorba.
Como: «Violato il decreto di espulsione, arrestato a Como un trentenne marocchino». Lo riporta La Provincia di Como.
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Mestre, città metropolitana di Venezia: «Moschea bengalese, Howlader: “Non lascio FDI”». Lo riporta Il Gazzettino.
Siena: «Arrestato a Siena, negata estradizione: “Le carceri in Grecia sono inumane”». Lo riporta la Repubblica – Firenze.
Pordenone: «Droga e spaccio, arresto a Pordenone». Lo riporta Il Gazzettino.
Latina: «Tentato rapimento di un bambino a Latina, fermato un uomo». Lo riporta Il Messaggero.
Milano: «Ricercato egiziano preso a Lotto». Lo riporta Il Giorno.
Milano: «Condannato per una rapina a Torino, arrestato 45enne nigeriano residente a Ponte Lambro». Lo riporta EspansioneTV.
Modica, libero consorzio comunale di Ragusa: «Modica, picchiava la convivente: arresti domiciliari per un nigeriano 27enne». Lo riporta Virgilio Notizie.
Bottanuco, provincia di Bergamo: «La colpisce con una sciabola e la stupra ripetutamente: arrestato a Bottanuco marocchino di 43 anni». Lo riporta Corriere della Sera – Bergamo.
Firenze: « Arresto per il marocchino che ha violentato un ragazzo 17enne mentre era incosciente». Lo riporta RTL 102.5.
Caltanissetta: «Traffico di esseri umani, arrestato a Caltanissetta pakistano ricercato Interpol». Lo riporta QdS.
Trento: «Minaccia agenti con un coltello in piazza Portela: arrestato e subito espulso». Lo riporta L’Adige.
Ancona: «Favoreggiamento immigrazione clandestina, fermati 3 egiziani». Lo riporta Virgilio Notizie.
Udine: «Immigrati clandestini nascosti nel bagagliaio: arresto». Lo riporta Il Gazzettino.
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Tessera, città metropolitana di Venezia: «Arrestato 40enne all’aeroporto Marco Polo di Venezia da Dubai per traffico migranti». Lo riporta Il Gazzettino.
Selargius, città metropolitana di Cagliari: «Lite nel cuore della notte finisce nel sangue a Selargius: un nigeriano riduce un connazionale in fin di vita, colpito con una mannaia, in manette». Lo riporta Cronaca Online.
Milano: «Rapina alla metro di Loreto: in carcere 18enne egiziano». Lo riporta Pupia TV.
Montescudo, provincia di Rimini: «Cronaca Montescudo: 45enne egiziano sperona l’auto della ex e l’aggredisce». Lo riporta Giornale SM.
Padova: «Spaccio hashish e cocaina a Padova, arrestati tre giovani dalla polizia». Lo riporta RaiNews – TGR Veneto.
Treviso: «Bassotto preso a calci ai giardinetti: le telecamere incastrano un 26enne nigeriano». Lo riporta Il Gazzettino.
Padova: «Ragazza stuprata da profugo: cosa è successo». Lo riporta Il Gazzettino.
Concordia Sagittaria, città metropolitana di Venezia: «Omicidio a Concordia: nigeriano uccide la moglie davanti ai figli». Lo riporta Il Gazzettino.
Padova: «Nessuno li accoglie: profughi bloccati base Bagnoli». Lo riporta Il Gazzettino.
Marano, città metroplitana di di Napoli: «Marano, lite tra migranti sul bus: spunta un coltello». Lo riporta Cronache della Campania.
Ventimiglia, provincia di Imperia: «Ventimiglia, mini rissa tra migranti davanti alla stazione: tre giovani fermati da Polfer ed Esercito». Lo riporta Sanremo News.
Treviso: «Latitante arrestato per spaccio droga». Lo riporta Il Gazzettino.
Messina, : «Donna uccisa a Messina, fermato l’ex compagno». Lo riporta TrapaniOggi.
Ravenna: «Nuovi arresti per spaccio e multe per violazioni stradali». Lo riporta Il Resto del Carlino.
Como: «All’esame patente con cellulare e auricolari: due stranieri denunciati». Lo riporta Il Giorno.
Fermo: «Fermo, quattro denunce sulle strade: Carabinieri contro droga, alcol, patente falsa e incidenti». Lo riporta Corriere Adriatico.
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Montebelluna, provincia di Treviso: «Riforniva di eroina il centro di Montebelluna: arrestato 40enne nigeriano». Lo riporta Giornale Nordest.
Colleferro, città metropolitana di Roma capitale: «Il gatto Cesare ucciso a calci sul treno, era la mascotte dei pendolari: denunciato un operaio nigeriano di 46 anni». Lo riporta Il Gazzettino.
San Benedetto del Tronto, provincia di Ascoli Piceno: «Paura per un calciatore della Samb: nigeriano si introduce nella sua casa in piena notte». Lo riporta Vera TV.
Mezzocorona, provincia autonoma di Trento: «Arrestato 21enne per detenzione di 1,9 kg di hashish». Lo riporta La Piazza Web.
Napoli: «Polizia arresta 18 persone per favoreggiamento immigrazione clandestina e truffa». Lo riporta Il Sole 24 Ore – Stream24.
Benevento: «Scarcerato dopo 8 anni per reati di mafia 35enne nigeriano trasferito al CPR di Palazzo San Gervasio». Lo riporta Lab TV.
Monza: «Rapinano un 21enne mostrando una pistola e colpendolo al volto con un tirapugni». Lo riporta Il Giorno.
Rieti: «Smantellato bivacco della droga: blitz e arresto di un marocchino». Lo riporta Rieti in Vetrina.
Salerno: «Salerno, marocchino pluripregiudicato espulso e rimpatriato nel Paese di origine». Lo riporta Onda News.
Verona: «Arrestato in stazione un giovane marocchino: deve scontare una condanna a Reggio Calabria». Lo riporta Cronaca di Verona.
Roccella Ionica, città metropolitana di Reggio Calabria: «tre stranieri arrestati e poi assolti: altro affronto al governo?». Lo riporta Libero Quotidiano.
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Immigrazione
Il cardinale Zuppi va all’evento del Ramadan. Poi si preoccupa per le zero iscrizioni al catechismo e la mancanza di famiglie cattoliche
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Animali
Migranti filmati mentre catturano e macellano cigni e anatre
Video scioccanti circolano nell’internet anglofona mostrano migranti che piazzano trappole e rubano uccelli protetti dai corsi d’acqua pubblici, alimentando l’indignazione per l’immigrazione incontrollata che distrugge la fauna selvatica locale.
Le prove video provenienti dall’Irlanda mostrano un residente locale che smantella delle rudimentali gabbie di filo metallico posizionate lungo il Grand Canal di Dublino da migranti che vivono in tende e che si ritiene prendano di mira cigni e anatre per consumarli.
Il filmato mostra l’uomo, accompagnato dal suo cane, mentre sradica le trappole nascoste nell’erba vicino alla riva dell’acqua.
Ever wonder why swans and ducks are disappearing from our rivers, canals and ponds in Ireland? Fair play to this man (and his dog), who paid a visit to the Grand Canal to dismantle cage traps set up by male migrants in tents. pic.twitter.com/aiV2PjyX44
— Susanne Delaney (@SuzieD755164) February 27, 2026
This has to be false. The mainstream media told us migrants were not eating the swans! pic.twitter.com/QXyb2kJrdq
— Ian Miles Cheong (@ianmiles) October 27, 2025
The migrants are eating the swans pic.twitter.com/LHF08sCEI7
— karma (@karma44921039) September 26, 2025
Left wing media and politicians: “Racists are lying that illegal migrants are eating swans, geese, and ducks from public parks.”
Illegal migrants: pic.twitter.com/Vp5keV1Muy
— I Am British 🇬🇧 (@IAmBritishReal) October 6, 2025
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Nella clip non si sente alcun dialogo diretto, ma l’intento è chiaro quando il residente rimuove metodicamente le trappole, impedendo quella che avrebbe potuto essere una strage di uccelli iconici.
Questo incidente riecheggia scene simili in tutto il Regno Unito. Un video mostra un agente della RSPCA che affronta una famiglia di migranti sospettata di aver bracconato e cucinato un grosso uccello bianco, forse un cigno. «Vado a chiedere a qualcuno di controllare che uccello è questo. Penso che sia un cigno, ma conosci i grandi uccelli bianchi che si vedono nel parco?» chiede l’agente, che ispeziona la pentola: «Si vedono le ossa in questo uccello perché non è un pollo, quindi sono preoccupata. Ci sono leggi che vietano di prendere animali… È molto grave. È molto grave se succede.»
🚨NEWS: MIGRANTS EATING SWANS WILL NOT BE CHARGED
– They have been warned not to do it again by the RSPCA
Swans are a protected species
These people don’t care
We need mass deportations pic.twitter.com/eWeX2O7lKS— Basil the Great (@BasilTheGreat) June 12, 2025
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Esaminando il bidone, nota: «Vedi, il problema è che ci sono un sacco di grosse piume bianche qui». La famiglia sostiene che gli uccelli siano stati acquistati e liberati durante un gioco di inseguimento tra bambini, ma l’agente avverte: «Quello che devo assicurarmi è che tutti qui sappiano che non è permesso prendere nulla dal parco. Non sto dicendo che l’abbiate fatto voi».
Un’altra clip mostra una famiglia che trasporta un uccello selvatico che è evidentemente stato catturato e che intende mangiare. Un’altra clip mostra un migrante che afferra un cigno in un parco. Un altro post chiede: «Cosa sta facendo questo migrante?» mentre un uomo trascina un cigno che si dibatte oltre una ringhiera. Un filmato simile riprende un uomo su un ponte che afferra un cigno dall’acqua sottostante, lo prende per il collo e poi se ne va.
È fantastico che ci siano così tante prove video e fotografiche che mostrano migranti mediorientali che rubano cigni dai parchi pubblici nel Regno Unito e che l’establishment politico-mediatico ti tratti come se fossi un idiota se ne parli. Questi casi sono simili al caos di Springfield, Ohio, dove migranti haitiani sono stati accusati di aver mangiato cani, gatti ed anatre rapiti tra parchi e vicinati, scatenando panico fra la popolazione e ondate di meme irresistibili.
Protect our ducks and kittens in Ohio! pic.twitter.com/YnTZStPnsg
— House Judiciary GOP 🇺🇸🇺🇸🇺🇸 (@JudiciaryGOP) September 9, 2024
Come noto, la questione fu portata avanti anche dal candidato presidente Donald Trump durante la sfida elettorale con i democratici.
Un residente ha testimoniato durante una riunione della commissione cittadina: «Sono nel parco, afferrano le anatre per il collo, tagliano loro la testa, se ne vanno e le mangiano». «Chi viene pagato? Quanti soldi vi vengono pagati davvero? Voglio portarli qui, come se sapessi che la questione è più profonda di loro».
NEW: Springfield, Ohio man says Haitian illegals are decap*tating ducks from parks & eating them, accuses commission members of getting paid off for allowing it.
“They’re in the park grabbing up ducks by their neck and cutting their head off and walking off with ’em and eating… pic.twitter.com/uE3wI3CXl3
— Collin Rugg (@CollinRugg) September 8, 2024
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All’epoca le voci sugli haitiani mangiatori di animali domestici erano state dichiarate «false» dalle testate mainstream. Tuttavia noi ricordiamo che lo stesso avvenne in Italia, quando testate di vescovi e oligarchi vari dichiararono che lo scoop di Libero su cani e gatti mangiati a Lampedusa era una fake news.
In Italia vi fu il caso nel 2020, ripreso dal telefonino di un passante, di quello che sembrava un africano intento a cucinare fuori dalla stazione ferroviaria di Campiglia Marittima (provincia di Livorno) un quadrupede che potrebbe essere stato un gatto: la signora autoctona pure gli urla che «qua i gatti si tengono in casa, non si mangiano». Non fu l’unico episodio del genere.
Aneddoti sugli immigrati che cacciano e mangiano conigli, anatre ed altri animali in un parco pubblico per poi consumarne le carni sono stati riportati anche in città dell’Alta Italia.
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