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I delegati dell’AfD respingono la mozione che condanna Putin
Il partito di destra Alternativa per la Germania (AfD) ha votato a larga maggioranza contro l’inserimento nel suo manifesto elettorale del 2025 di una condanna del presidente russo Vladimir Putin per il conflitto in Ucraina.
Sabato i delegati si sono riuniti a Riesa, in Germania, per una conferenza volta a definire il programma delle elezioni parlamentari anticipate che si terranno il mese prossimo.
Albrecht Glaser, membro del Bundestag, ha proposto di accusare la Russia di non aver protetto i civili in Ucraina e di affermare che «l’AfD condanna il comportamento del presidente Putin e invita ancora una volta tutte le parti in conflitto a proporre un cessate il fuoco immediato e a tenere colloqui di pace».
Secondo il canale di notizie N-tv, il 69% dei delegati ha votato per respingere la mozione. La bozza di programma approvata dalla leadership del partito menziona solo brevemente il conflitto, affermando che «la guerra in Ucraina ha turbato l’ordine pacifico europeo», ha riferito l’agenzia stampa germanica Deutsche Presse-Agentur.
Secondo quanto riportato, la bozza afferma che l’AfD «vede il futuro dell’Ucraina come uno stato neutrale al di fuori della NATO e dell’UE» e chiede il ripristino di «commerci indisturbati» con la Russia.
Noto per la sua posizione anti-immigrazione, l’AfD è il secondo partito più popolare in Germania, secondo i sondaggi. Il partito è stato spesso accusato di ripetere a pappagallo le narrazioni russe sul conflitto tra Russia e Ucraina.
Il partito ha respinto l’etichetta di «filo-russo», sostenendo che il continuo sostegno militare a Kiev e le sanzioni al commercio e alle esportazioni di energia dalla Russia sono contrari agli interessi nazionali tedeschi.
Durante una recente conversazione con Elon Musk, la co-leader dell’AfD Alice Weidel ha sostenuto che l’UE ha abbandonato gli sforzi diplomatici in favore di un pericoloso confronto con la Russia. Il conflitto potrebbe «intensificarsi in grande stile verso uno scambio nucleare», ha avvertito.
Le elezioni anticipate sono state indette dopo il crollo della coalizione tripartitica detta ampel («semaforo») al potere in Germania, avvenuto alla fine del 2024 a causa di disaccordi sul bilancio.
Come riportato da Renovatio 21, AfD fu attaccata con violenza al Bundestaggo da deputati socialisti e democristiani per aver chiesto un’indagine sull’esplosione del gasdotto Nord Stream a seguito dello scoop del premio Pulitzer Seymour Hersh che indicava il colpevole nella Casa Bianca di Biden, bloccando la mozione.
Subito dopo le esplosioni, il cancelliere Scholz era volato a Washington per farsi fotografare sorridente nello studio ovale.
Lo Scholz negli ultimi tempi ha inviato segnali per i quali sembrava volesse avvicinarsi a Putin, ma i lettori ricordano un comizio in cui il cancelliere, fischiato sonoramente dal pubblico, reagì sputazzando al microfono e accusando con veemenza Putin della guerra.
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Immagine screenshot da YouTube
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Washingtone valuta la possibilità di sospendere la Spagna dalla NATO
Gli Stati Uniti starebbero valutando misure senza precedenti per punire i membri della NATO che, a loro dire, non hanno sostenuto la guerra contro l’Iran. Tra le opzioni, si parlerebbe anche della possibile sospensione della Spagna dall’alleanza. Lo riporta l’agenzia Reuters, citando un’e-mail interna del Pentagono.
Il documento, che secondo alcune fonti circola ai più alti livelli del Dipartimento della Guerra, esprime profonda frustrazione nei confronti dei membri europei della NATO che hanno negato agli Stati Uniti l’accesso alle loro basi e al loro spazio aereo durante la guerra iniziata alla fine di febbraio, ha riferito a Reuters un funzionario americano a conoscenza del documento.
Tra le misure prese in considerazione figurano la sospensione dei paesi «difficili» dalle posizioni chiave all’interno del blocco, nonché la revoca temporanea dell’adesione della Spagna alla NATO. Pur ammettendo che una simile mossa avrebbe un impatto limitato sulle operazioni militari statunitensi, la mail del Pentagono sostiene che avrebbe un notevole peso simbolico.
Tuttavia, un funzionario della NATO ha sottolineato alla BBC che in realtà non esistono disposizioni che prevedano la sospensione o l’espulsione degli Stati membri dal blocco. L’unico modo in cui un Paese può uscirne è invocando volontariamente l’articolo 13, che richiede un preavviso formale di «denuncia» con un anno di anticipo.
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La Spagna è stata uno dei critici più accesi della guerra israelo-americana contro l’Iran e si è costantemente rifiutata di consentire alle forze statunitensi di utilizzare le sue basi militari o il suo spazio aereo per operazioni offensive contro la Repubblica islamica. Il il premier Pedro Sanchez ha ripetutamente denunciato la campagna, definendola una «guerra illegale, sconsiderata e ingiusta».
Commentando la notizia riportata da Reuters, il Sanchez ha minimizzato la minaccia, affermando di non essere «assolutamente preoccupato» per una possibile sospensione dal blocco, sottolineando che la Spagna è «un membro affidabile della NATO».
Un’altra opzione che Washington starebbe valutando è quella di rivedere il sostegno diplomatico statunitense alla rivendicazione britannica sulle Isole Falkland (Malvinas), da tempo contese con l’Argentina. Il premier britannico Keir Starmer inizialmente si era rifiutato di unirsi alla guerra israelo-americana contro l’Iran, sebbene in seguito il Regno Unito abbia autorizzato «missioni difensive» dalle sue basi nella regione.
Fin dal lancio dell’attacco non provocato contro l’Iran, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripetutamente sollecitato i membri della NATO ad unirsi alla campagna e a contribuire alla sicurezza dello strategico Stretto di Ormuzzo.
Quando la Spagna e altre nazioni europee si sono rifiutate, Trump ha definito la NATO una «tigre di carta» e ha avvertito che gli Stati Uniti avrebbero potuto ritirarsi dal blocco.
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Immagine di Allied Joint Force Command Brunssum via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
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