«Human challenge study»: continuano gli esperimenti vaccinali su cavie umane

 

 

Gli scienziati del Royal Free Hospital dell’Imperial College di Londra stanno per infettare deliberatamente 90 volontari con il coronavirus per vedere cosa succede.

 

Secondo la CNBC, il Comitato Etico del Regno Unito ha approvato quello che viene chiamato uno «Human challenge study»: una ricerca progettata per capire come il coronavirus infetta e si diffonde tra le persone in un ambiente estremamente controllato, ma che necessita di cavie umane infettate direttamente.

Gli scienziati del Royal Free Hospital dell’Imperial College di Londra stanno per infettare deliberatamente 90 volontari con il coronavirus per vedere cosa succede

 

La prima parte dello studio avrà lo scopo di determinare la quantità più piccola possibile di virus che è ancora in grado di infettare una persona, una scoperta che aiuterà gli scienziati a capire quanto siano rischiosi i vari mezzi di esposizione e cosa significano per la lotta generale per fermare la pandemia: quindi, esseri umani saranno esposti direttamente alla detta quantità di COVID, attendendo quindi l’infezione per poterla studiare.

 

Quegli stessi volontari potrebbero quindi partecipare alla fase successiva dello studio, in cui saranno vaccinati ed esposti ancora una volta al virus, al fine di vedere quali vaccini sono più efficaci. Anche qui: il morbo verrà lanciato contro le cavie umane per vedere se attacca o no.

 

Il lettore capisce che gli «Human Challenge Study», cioè la sperimentazione su cavie umane,  sono un pugno in faccia ad Ippocrate e al Codice di Norimberga, perché ci riportano ad un era di medicina disumana propria del paganesimo più oscuro così come della medicina nazista del dottor Mengele e affini.

Gli «Human Challenge Study», cioè la sperimentazione su cavie umane,  sono un pugno in faccia ad Ippocrate e al Codice di Norimberga, perché ci riportano ad un era di medicina disumana propria del paganesimo più oscuro così come della medicina nazista del dottor Mengele e affini

 

Tuttavia,  l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ritenuto che questi Human Challege Studies siano etici, secondo CNBC, a condizione che i ricercatori mantengano controlli estremamente attenti: il significato di questo comando ci sfugge, ma pare che basti assicurarsi che i partecipanti siano giovani e sani, hanno una comprensione molto chiara dello studio e dei suoi rischi e siano attentamente monitorati mentre viene offerta un’assistenza sanitaria di alta qualità.

 

Soddisfatti questi punti, si può procedere a sperimentare su di un essere umano come si dovrebbe fare su di un animale – come sarebbe in realtà previsto dal Codice di Norimberga.

 

Il governo britannico ha sottolineato che la ricerca si svolgerà in un «ambiente sicuro e controllato» in un comunicato stampa sullo studio; non abbiamo dubbi e ci fidiamo apertamente di Londra, del suo establishment, dei suoi medici e dei suoi giudici, visto che ricordiamo i casi di Charlie Gard e Alfie Evans.

 

Inutile nascondersi la verità: Durante il 21° secolo, il numero di Human Challenge Studies è aumentato, e non farà che aumentare a dismisura in questo 2021. Il bollino dell’OMS c’è già.

 

Ancora una volta, si tratta del ritorno del sacrificio umano, sotto specie di «studio scientifico». Dietro la Scienza, Moloch. Dietro la ricerca, la dea Kali, e la stessa sete di sangue invariata nei millenni.

Che poi, per il COVID o per Ebola o per qualsiasi altro malanno, il paziente ci resti secco, pazienza: ci stiamo abituando a questo calcolo utilitaristico.

 

Ancora una volta, si tratta del ritorno del sacrificio umano, sotto specie di «studio scientifico». Dietro la Scienza, Moloch. Dietro la ricerca, la dea Kali, e la stessa sete di sangue invariata nei millenni.