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Halloween, omicidi e sacrifici umani

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Notte del 30 novembre 1973, Fond du Lac, Wisconsin: Lisa French, nove anni, bussa alla porta del vicino Gerald Turner per la routine del «dolcetto o scherzetto». Turner la stupra, la uccide, la metta in sacchetto di plastica e la getta in una discarica.

 

Notte del 31 novembre 1957, Los Angeles, California: il veterano della II Guerra Mondiale Peter Fabiano, un marine, apre la porta a quello che crede essere un ragazzino che chiede le caramelle. Trova invece la morta: qualcuno gli spara a bruciapelo. La Polizia incastrerà l’ex amante lesbica della moglie di Fabiano, e una complice.

 

Tutto questo sangue parrebbe avvenire in relazione diretta con la notte che precede ognissanti, che oramai anche qui tutti chiamiamo con il nome americano, Halloween

Notte del 31 novembre 1975, Greenwich, Connecticut: la quindicenne Marta Moxley viene trovata percossa e pugnalata a morte sotto l’albero davanti casa. A fianco del corpo, una mazza da golf ferro 6, spezzata in quattro parti.

 

Notte del 31 novembre 1998, South Bronx, New York: il parabrezza del programmatore di computer Karl Jackson viene colpito da un uovo. L’uomo, il quale stava recandosi a prendere il figlio ad una festicciola, scende per lamentarsene con i discoli autori del lancio, che non la prendono bene; lo inseguono, lo fermano, e gli sparano nella testa.

 

Notte del 31 novembre 1975, Deer Park, Texas: il bambino di otto anni Timothy O’Brien ingerisce alcune caramelle del tipo Pixy Stick raccolte durante il tour del vicinato («trick or treat»). Cade al suolo, ha le convulsioni. Muore un’ora dopo in ospedale. Era stato in realtà il padre, che voleva incassare l’assicurazione sulla vita del figlio. Nove anni dopo, fu giustiziato.

 

Notte del 31 novembre 2012, Michigan: il predicatore John D. White bussa alla roulotte della sua amante, che vive con il figlio in un trailer park. Quindi, la strangola e ne getta il corpo in mezzo ai boschi, quindi torna alla roulotte dove veste il figlio di lei con un costume da Halloween. 

 

Già, il movente. Qualcosa che la notte di Halloween, pare di capire da questa lista, tra teschi e vampiri che simboleggiano la necessità di venire a patti con la propria pulsione di morte (la zucca illuminata di Jack-o-Lantern, era descritto fino a poco tempo fa come il simbolo delle anime dannate) può anche mancare.

Notte del 31 novembre 1993, Pasadena, California: tre ragazzi uccisi a colpi di arma da fuoco mentre tornano da una festa.

 

Notte del 31 novembre 2004, Napa Valley, California: Leslie Mazzara e Adriane Insogna vengono massacrate nel loro appartamento. L’assassino, scoprirà la polizia poi, è il fidanzato di una loro cara amica.

 

Notte del 31 novembre 2005, Frederica, Delaware: l’intera comunità osserva una macabra decorazione che campeggia su di un albero in pubblica piazza. Ci vogliono diverse ore per capire che non si tratta di uno scenografia per una festa: è davvero il corpo di una signora quarantaduenne, impiccata.

 

Notte del 31 novembre 1981, ad Amarillo, Texas: il diciassettenne Johnny Lee Garret stupra una suora di 76 anni e la uccide a coltellate.

 

Notte del 31 novembre 2011, Armstrong, British Columbia: Taylor van Diest, 18 anni, manda un SMS al fidanzato in cui dice di sentirsi pedinata da qualcuno. Viene ritrovata a lato della ferrovia in fin di vita, picchiata a sangue. Morirà poco dopo in ospedale.

In questo Carnevale del Male, se si vuole, si ammazza e basta, anche per scherzo

 

Tutto questo sangue parrebbe avvenire in relazione diretta con la notte che precede ognissanti, che oramai anche qui tutti chiamiamo con il nome americano, Halloween, per la quale nell’Italia post-cattolica (quante sono, nonostante la resistenza di qualche prete e perfino di qualche vescovo,  feste di Halloween in parrocchia?) secondo stime del Telefono Blu, si spendono 120 milioni di euro nell’organizzazioni di eventi, più altri 150 per comperare gli orrorifici costumi.

 

Ma non è solo l’America. Un caso misterioso ed assai eclatante di omicidio di Halloween lo abbiamo anche noi in Italia, anche se riguarda cittadini di almeno 4 o 5 Stati diversi: è il tragico caso della studentessa britannica in Perugia Meredith Kercher, di cui erano ancora fresche, su Facebook, le foto della festa in maschera a cui aveva appena partecipato. Anche lei, massacrata senza pietà, in un quadro di cui gli inquirenti hanno non hanno fornito una ricostruzione convincente.

 

La uccise davvero l’africano Rudy Guede? Perché lo hanno arrestato dopo tutto quel tempo, implicando inizialmente un altro nero?

La vendetta demoniaca è ingrediente dell’occorrenza: questo, secondo la tradizione, il significato del lume dentro la zucca – un tizzone ardente lanciato da Satana temporaneamente incastrato dal personaggio. Splende quindi, dentro l’ortaggio arancione intagliato, la luce rabbiosa di Lucifero

 

L’americana Amanda Knox è davvero innocente? E soprattutto, quale sarebbe il movente?

 

Già, il movente. Qualcosa che la notte di Halloween, pare di capire da questa lista, tra teschi e vampiri che simboleggiano la necessità di venire a patti con la propria pulsione di morte (la zucca illuminata di Jack-o-Lantern, era descritto fino a poco tempo fa come il simbolo delle anime dannate) può anche mancare.

 

In questo Carnevale del Male, se si vuole, si ammazza e basta, anche per scherzo. La vendetta demoniaca è ingrediente dell’occorrenza: questo, secondo la tradizione, il significato del lume dentro la zucca – un tizzone ardente lanciato da Satana temporaneamente incastrato dal personaggio. Splende quindi, dentro l’ortaggio arancione intagliato, la luce rabbiosa di Lucifero.

 

Così come «trick or treat», indebitamente tradotto con «dolcetto o scherzetto», la formula di rito che devono pronunciare i bambini che vagano per la città estorcendo leccornie, ha in origine un significato cruento: «maledizione o sacrificio». O si offriva il cibo agli spiriti (che sono, oggi, i mostri da cui si travestono i nostri figli), o se ne veniva maledetti.

 

Il sacrificio umano, cioè la sospensione della convivenza sociale basata su quell’Agnello che mise fine ad ogni tributo di sangue, è sotteso dalla festa di Halloween sia nella sua essenza antica che nel suo sviluppo futuro.

 

«Trick or treat», indebitamente tradotto con «dolcetto o scherzetto», la formula di rito che devono pronunciare i bambini che vagano per la città estorcendo leccornie, ha in origine un significato cruento: «maledizione o sacrificio». O si offriva il cibo agli spiriti (che sono, oggi, i mostri da cui si travestono i nostri figli), o se ne veniva maledetti.

È davvero interessante guardare a quanto succede nella patria di Halloween.

 

A Detroit, e già dagli anni Settanta, a Detroit, si assiste al fenomeno della «Devil’s Night», la «notte del diavolo». Si celebra il 30 ottobre, la notte precedente ad Halloween, e consiste in vandalismo ed incendi generalizzati, a cui la gioventù locale si lascia andare con grande capillarità. Nel 1984, questa appendice di Halloween produsse qualcosa come 800 proprietà in fiamme in una sola notte, mentre la media di quel periodo era di circa 500 roghi ad ogni Halloween. Dal 1994 il sindaco Dennis Archer promosse la Angel’s Night, una sorta di vigilanza cittadina che coinvolgeva 50 mila persone. Il numero degli incendi diminuì, ma appena si abbassò la guardia, nel 2010, gli attacchi incediari salirono del 42%. La «Devil’s Night» è così chiamata in Michigan e in Canada, ma ogni stato americano ha un suo nome per questa notte vandalica: «Mischief Night» in New Jersey, «Goosey Night» nello stato di New York, «Cabbage Night» in Vermont, «Gate Night» in Nord Dakota, «Mat Night» in Quebec, etc.

 

Variazioni di superficie per un unico, montante fenomeno: il Carnevale dei dannati, la festa del mondo capovolto, il rogo della società e delle sue regole.

 

Il sacrificio umano, cioè la sospensione della convivenza sociale basata su quell’Agnello che mise fine ad ogni tributo di sangue, è sotteso dalla festa di Halloween sia nella sua essenza antica che nel suo sviluppo futuro

C’è stato un film minore, recentemente, che provava a raccontare quest’idea. Si chiama The Purge (in italiano, La notte del giudizio), e dipinge l’introduzione negli USA di una notte dove tutto è concesso, niente è punito, soprattutto gli omicidi. Di qualsiasi tipo: vendette, regolamenti di conti, delitti famigliari, ammazzamenti gratuiti di colleghi di lavoro, di poveri barboni, di vicini di casa. Nella pellicola, come nelle notti di Halloween, si vedono in effetti un gran numero di maschere spaventose e di atti vandalici, e crudeltà non diverse da quelle di cui ho scritto sopra.

 

Un tema antico: la festa come sacrificio crudele. Secondo Réné Girard – che ne scrisse nel suo capolavoro La violenza e il sacro – essa costituisce la base della convivenza umana.

 

La società per perpetuarsi necessita di espellere da sé la violenza. Quindi, si procede a trovare un capro espiatorio, un uomo – straniero – che agisce da pharmakon, cioè, secondo l’etimo greco, veleno e cura al contempo.

 

La violenza che la comunità perpetra sul capro espiatorio ha un esito liberatorio, cancella gli squilibri che potevano portare a violenze ben più pericoloso all’interno della società. Il periodo che precede il sacrificio umano, è detto da Girard «crisi sacrificale»: la società diviene sempre più vittima dell’«indistinzione». Ricco e povero, giusto ed ingiusto, maschio e femmina, vivo o morto. Il Carnevale porta ancora qualcuno di questi segni, che devono essere limitati ad una parte dell’anno, pena il collasso dell’intero edificio sociale.

 

Un mondo di omicidi seriali, di massacri improvvisi, di stragi che si riproducono per contagio

L’assassinio collettivo del capro espiatorio mette le cose. Uccidere è un atto giusto, necessario: sacro.

 

L’Halloween degli omicidi sopra riportati non è la sfortunata realizzazione dei suoi arredi gotico-pacchiani o del loro, più serio, macabro sostrato. Al contrario, è la piena concrezione di un mondo di violenza sacra in preparazione, di cui gli assassini del 31 novembre sono gli incosapevoli precursori.

 

Un mondo di omicidi seriali, di massacri improvvisi, di stragi che si riproducono per contagio. Una fantasia azteca, una pagina uscita dai deliri di Antonin Artaud o di Roberto Calasso. Ebbene: Halloween, prodromo del mondo ripaganizzato nella morte e nel sangue, questo diverrà. La candela di Jack-o-Lantern brucia la dannazione della dignità umana. Il progetto principe del Serpente Antico: per il  il mondo dove le epidemie sono create e curate con cellule di bambino sacrificato, ogni giorno dell’anno è sempre più Halloween.

La vita umana resa spendibile a piacere, disintegrabile anche per burla («scherzetto e sacrificio»), eliminabile con la sua stessa gioiosa collaborazione – facendoci pure una festa dove i bambini sono vestiti da demoni

 

La vita umana resa spendibile a piacere, disintegrabile anche per burla («scherzetto e sacrificio»), eliminabile con la sua stessa gioiosa collaborazione – facendoci pure una festa dove i bambini sono vestiti da demoni.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

 

 

 

 

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L’equipaggio della ISS atterra dopo una misteriosa evacuazione medica: malore nel cosmo o mistero spaziale?

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Giovedì quattro astronauti hanno fatto ritorno sulla Terra a bordo della capsula Crew Dragon di SpaceX, dopo aver abbandonato la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) con un mese di anticipo a causa di un problema medico che ha riguardato uno dei membri dell’equipaggio.

 

Il gruppo di quattro persone stava svolgendo attività di ricerca sulla ISS da agosto e avrebbe dovuto rimanere fino al mese successivo, al termine del normale periodo di passaggio di consegne seguito all’arrivo della missione Crew-12.

 

I membri dell’equipaggio 11 – il cosmonauta Roscosmos Oleg Platonov, gli astronauti NASA Zena Cardman e Mike Fincke e il giapponese Kimiya Yui – sono atterrati in sicurezza nell’Oceano Pacifico, al largo di San Diego, alle 3:41 di giovedì, concludendo un rientro durato quasi 11 ore dalla Stazione Spaziale Internazionale.

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Non è ancora noto quale membro dell’equipaggio sia stato colpito dal problema, anche se la NASA ha fatto sapere che l’astronauta, le cui condizioni risultano stabili, verrà trasportato in ospedale. L’agenzia non ha reso noti né il nome della persona né la tipologia del problema medico.

 

Al momento l’equipaggio si trova a bordo della nave di recupero che ha prelevato la capsula SpaceX dall’Oceano Pacifico dopo l’ammaraggio.

 

Tutti e quattro sono stati ripresi mentre uscivano dalla navicella sorridendo e salutando. Secondo la NASA verranno sottoposti ai consueti controlli medici di routine, procedura standard per ogni rientro dallo spazio.

 

Sebbene l’agenzia non abbia ancora chiarito le precise ragioni che hanno portato all’anticipo del rientro, mercoledì pomeriggio era stata annullata una passeggiata spaziale programmata a causa di un problema medico. L’attività, che consisteva nell’installazione di nuovi pannelli solari, avrebbe dovuto essere svolta dagli astronauti NASA Fincke e Cardman.

 

Secondo quanto riferito dai media, l’agenzia spaziale giapponese (JAXA) ha comunicato che l’astronauta Kimiya Yui non è la persona coinvolta.

 

«Non si tratta di un infortunio verificatosi durante le operazioni», ha dichiarato l’8 gennaio il dott. James Polk, responsabile sanitario e medico della NASA. Ha poi aggiunto che il problema era legato alle «difficili condizioni di microgravità» e che l’astronauta era stato riportato a terra per poter utilizzare gli strumenti diagnostici disponibili sulla Terra.

 

Nel frattempo la gestione e manutenzione della ISS saranno affidate ai cosmonauti russi Sergey Kud-Sverchkov e Sergey Mikaev, insieme all’astronauta NASA Chris Williams, arrivato alla stazione a bordo della navicella Soyuz MS-28 lo scorso novembre.

 

Non è chiaro quali interventi medici gli astronauti abbiano ricevuto negli ultimi anni, come ad esempio nel caso delle dosi del vaccino anti-COVID, per cui non è possibile speculare su un eventuale malore cosmico.

 

Tuttavia, per coloro che volessero usare la ragione e pure l’immaginazione, possiamo da una parte ricordare che non si tratta della prima volta e che le radici del silenzio della NASA potrebbero essere ben radicate.

 

Come riportato da Renovatio 21, a ottobre 2024 tre astronauti della NASA e un cosmonauta russo sono stati dirottati in un ospedale della Florida al ritorno sulla Terra dalla Stazione Spaziale Internazionale, ma i motivi del ricovero sono rimasti ignoti.

 

Va giocoforza ricordata un’antichissima paura dell’era spaziale: quella di un possibile virus extraterrestre che, riportato sulla terra, possa causare una pandemia catastrofica.

 

Di fatto, il primo grande film ad affrontare una minaccia biologica tout court per l’umanità fu nel 1971 Andromeda (in originale The Andromeda Strain). Il pluripremiato con l’Oscar regista Robert Wise (quello di Tutti insieme appassionatamente) lo trasse da un romanzo del compianto Michael Crichton del 1969.

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Il film racconta di un contagio mortale extraterrestre, seguito allo schianto di un satellite in un paesino dell’Arizona, che in una corsa contro il tempo deve essere contenuto da una squadra governativa chiamata «Wildfire».

 

La questione del virus extraterrestre non era peregrina, in quanto in quegli anni la NASA adottava procedure straordinarie per isolare tutti gli astronauti di ritorno nella struttura mobile di quarantena (MQF) dopo i loro viaggi sulla luna, a partire da Apollo 11 nel 1969.

 

Una pubblicazione del 2003 della Infectious Diseases Society of America osservava che The Andromeda Strain è il «più significativo, scientificamente accurato e prototipico di tutti i film di questo genere… dettaglia con precisione l’aspetto di un agente mortale, il suo impatto e gli sforzi per contenerlo, e, infine, l’elaborazione sulla sua identificazione e chiarimento sul motivo per cui alcune persone sono immuni ad esso».

 

Andromeda fu chiaramente un film importante che avrebbe aiutato il governo degli Stati Uniti a prendere sul serio la bio-difesa. Un anno dopo il debutto della pellicola, vi fu la firma della Convenzione sulla guerra biologica tra Stati Uniti, Regno Unito e Unione Sovietica.

 

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Immagine di NASA via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 2.0

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I Clinton si rifiutano di testimoniare nell’inchiesta su Epstein

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L’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton e l’ex segretario di Stato Hillary Clinton hanno rifiutato di ottemperare alle citazioni in giudizio emesse dalla Commissione di vigilanza della Camera per testimoniare nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione governativa del caso Jeffrey Epstein.   La commissione aveva fissato la deposizione di Bill Clinton per martedì e quella di Hillary Clinton per mercoledì. Tuttavia, attraverso una lettera legale di otto pagine e una dichiarazione pubblica firmata individualmente, i Clinton hanno definito le citazioni «invalide e legalmente inapplicabili».   «Ogni persona deve decidere quando ne ha abbastanza ed è pronta a combattere per questo Paese, i suoi principi e il suo popolo, indipendentemente dalle conseguenze», hanno scritto i Clinton.   Il presidente della commissione James Comer, repubblicano del Kentucky, ha lasciato simbolicamente una sedia vuota al tavolo delle deposizioni per rimarcare l’assenza dell’ex presidente, esprimendo delusione e annunciando che la prossima settimana la commissione procederà con un voto per dichiarare Bill Clinton in oltraggio al Congresso.   «Nessuno accusa Bill Clinton di alcun illecito. Abbiamo solo delle domande», ha dichiarato Comer ai giornalisti. Qualora l’intera Camera approvasse la risoluzione per oltraggio, spetterebbe al Dipartimento di Giustizia decidere se procedere penalmente.

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Il rifiuto giunge mentre il Dipartimento di Giustizia continua a rendere pubblici migliaia di documenti relativi all’indagine su Epstein. Il primo lotto, divulgato nel dicembre 2025, includeva numerose fotografie di Bill Clinton insieme a Epstein e alla sua collaboratrice Ghislaine Maxwell, prive tuttavia di contesto o date specifiche.   I legami documentati tra Clinton ed Epstein risalgono alla fine degli anni Novantae ai primi anni 2000. I registri di volo indicano che Clinton e il suo entourage hanno effettuato diversi viaggi internazionali a bordo del jet privato di Epstein, noto come «Lolita Express», verso destinazioni quali Bangkok, Brunei, Ruanda, Russia e Cina. Epstein ha inoltre visitato più volte la Casa Bianca durante la presidenza Clinton.   I Clinton hanno ribadito di non possedere informazioni rilevanti e si sono detti disponibili a fornire dichiarazioni scritte giurate, come avvenuto per altre figure di alto profilo esentate dalla testimonianza orale. Il loro team legale ha sostenuto che le citazioni rappresentano un tentativo politicamente motivato di molestarli e di distogliere l’attenzione dai presunti legami del presidente Donald Trump con Epstein.   La portavoce di Clinton, Angel Urena, aveva in precedenza chiesto la pubblicazione integrale di tutti i file su Epstein, accusando il Dipartimento di Giustizia di aver diffuso selettivamente materiali che menzionano l’ex presidente al solo scopo di insinuare illeciti inesistenti.   A novembre Trump aveva ordinato un’indagine sui legami di Epstein con Bill Clinton.   Come riportato da Renovatio 21, negli anni sono emerse imbarazzanti foto di Bill Clinton assieme ad Epstein e il suo entourage. Ha fatto scalpore inoltre la foto al matrimonio di Chelsea Clinton che mostra Ghislaine Maxwell, che si dice pure fosse amante di Bill, tra gli invitati. È stato ricostruito dai registri che Epstein e la Maxwell avrebbe visitato la Casa Bianca dei Clinton decine di volte.   A gennaio 2024 erano uscite le parole dalla testimonianza in tribunale di Johanna Sjoberg, la quale ha riferito che Epstein «ha detto una volta che a Clinton piacciono giovani, riferendosi alle ragazze».   Come riportato da Renovatio 21, il caso più inquietante della Clinton-Epstein connection è tuttavia quello di Mark Middleton, ex consigliere di Bill Clinton considerato filo conduttore tra l’ex presidente e il miliardario pedofilo, trovato appeso a un albero con un colpo di fucile al petto all’inizio di maggio 2022 fuori da un ranch in Arkansas.   Mesi fa era emerso che l’ex presidente Clinton aveva scritto a mano una nota personale per l’album di compleanno del 2003 di Epstein, elogiandone in modo forse inquietante la «curiosità infantile»: «È rassicurante, non è vero? Essere sopravvissuti così a lungo, in tutti questi anni di apprendimento e conoscenza, avventure e [parola illeggibile], e avere anche la curiosità infantile, la spinta a fare la differenza e il conforto degli amici».   Tra i personaggi di spicco che hanno contribuito con i loro messaggi all’album figurano anche il miliardario Leon Black, la stilista Vera Wang e il magnate dei media Mort Zuckerman, si legge nel quotidiano.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Il Lago dei cigni di Čajkovskij trasmesso dalla stazione radio russa a onde corte: come durante il golpe 1991

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Utenti di X stanno segnalando che il misterioso segnale radio russo a onde corte noto come «The Buzzer» – informalmente chiamato «stazione radio dell’apocalisse» – e attivo senza interruzioni dalla fine degli anni Settanto, ha appena trasmesso la celebre composizione classica Il lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

 

UVB-76 opera sulla frequenza di 4625 kHz e di norma viene interrotto solo raramente da messaggi vocali in russo, che contengono solitamente nomi, numeri o frasi apparentemente in codice. Tali interventi vocali sono sporadici, irregolari e spesso privi di un significato evidente, rendendo la diffusione del Lago dei cigni un evento del tutto anomalo.

 

Analisti militari occidentali collegano UVB-76 alle comunicazioni delle forze armate russe e all’infrastruttura di comando strategico. Si ritiene che la stazione funga da sistema di backup operativo nel caso di interruzione delle reti satellitari, in fibra ottica o cellulari.

 

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La trasmissione del Lago dei cigni – balletto in quattro atti composto da Pëtr Il’ič Čajkovskij e rappresentato per la prima volta nel 1877 a Mosca – su UVB-76 potrebbe essere spiegata come un errore umano dell’operatore, un test di trasmissione, una fuoriuscita accidentale di audio dalle apparecchiature del sito trasmittente o persino un dirottamente del segnale da parte di soggetti ostili.

 

Come riportato da Renovatio 21, la Russia ha recentemente annunciato l’entrata in servizio del suo sistema missilistico ipersonico Oreshnik, con capacità nucleare, presso la Bielorussia alleata.

 

Curiosamente, Il lago dei cigni fu trasmesso in loop dalla televisione di Stato sovietica durante il tentativo di colpo di Stato dell’agosto 1991.

 

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Il canale europeo NEXTA ha commentato: «Come dovremmo interpretare l’ultima trasmissione? Una colonna sonora per il volo dell’Oreshnik?».

 

Come riportato da Renovatio 21, l’Oreshnik è un razzo balistico a raggio intermedio, che può trasportare vari tipi di testate, comprese quelle nucleari, è stato utilizzato per la prima volta il 21 novembre, quando ha colpito l’impianto industriale militare ucraino Yuzhmash nella città di Dnepropetrovsk (Dnipro per gli ucraini). Commentando l’attacco, il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che l’Oreshnik (letteralmente «nocciolo») viaggia a una velocità dieci volte superiore a quella del suono e non può essere intercettato da nessuna difesa aerea esistente.

 

Questo missile è progettato per volare a velocità fino a Mach 10 (circa 12.200 km all’ora), che è circa dieci volte la velocità del suono. L’elevata velocità rende estremamente difficile l’intercettazione utilizzando gli attuali sistemi di difesa missilistica. «Non ci sono mezzi per contrastare i sistemi di tipo Oreshnik nel mondo», ha affermato Putin, spiegando che i sistemi di difesa missilistica occidentali, compresi quelli dispiegati nell’Europa occidentale, non possono intercettare proiettili così rapidi.

 

Il missile Oreshnik ha suscitato allarme in Occidente. L’uso di questa nuova arma, unito al conflitto in Ucraina, ha spinto a chiedere di rafforzare le difese aeree. I funzionari ucraini si sono già rivolti agli Stati Uniti per discutere di ricevere sistemi avanzati, che potrebbero includere Patriot modernizzati o persino piattaforme di difesa missilistica Aegis. Tuttavia, non ci sono prove che suggeriscano che sarebbero efficaci contro l’Oreshnik.

 

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