Connettiti con Renovato 21

Vaccini

Gogne mediatiche, abiure e infallibilità del vaccino anti-HPV

Pubblicato

il

Lunedì 17 Marzo scorso, come forse sarà noto ai più, è andata in onda su Rai 3 una puntata di Report che ha destato un gran polverone nazionale al quale – causalmente? – è conseguita la radiazione di un medico, alias Roberto Gava.
Ci riferiamo alla tematica trattata da Sigfrido Ranucci, successore della Gabanelli (che finalmente si è levata di torno).
Ranucci ha concesso alla giornalista Alessandra Borella di elaborare un servizio incentrato sui danni provocati dal vaccino anti-Papilloma virus (anti-HPV), con un titolo molto tranquillo a designare la precisa volontà del programma: “Reazioni avverse al vaccino anti-Papilloma virus: quanti sono i casi? I conti non tornano”.
Nonostante Ranucci avesse specificato, sin dall’inizio, che i vaccini sono utilissimi, efficacissimi e hanno portato grande progresso, la cosa non è ovviamente servita a nulla. Il nostro ha agito un po’ come agiscono tanti nel mondo cattolico conservatore, ovvero criticando Bergoglio ma elogiando il Concilio; così pensano di diventare intoccabili, ingenuamente, senza rendersi conto che al tiranno non importa nulla dei paracolpi, giacché il tiranno quando è tiranno lo è fino in fondo, e pota ovunque ci sia anche qualcosa di minimamente non gradito. Va da sé che non solo la battaglia si rivelerà sbagliata e dannosa per il semplice motivo che non vuole risolvere il problema alla radice, ma sarà pure altrettanto inutile.

 

Questa volta alla Rai – che pure vanta fra i suoi dirigenti il marito del Ministro Lorenzin – deve essere sfuggito qualcosa, nonostante il programma si sia rivelato di un’ovvietà pazzesca: nulla di straordinario, nulla di eccezionale, un servizio che ha ripetuto cose che, per chi conosce un minimo la tematica, non hanno alcuno spicco di esclusiva, oltre ad aver detto verità parziali.
Eppure questo ha generato il più scellerato caos, perché è evidente quanto per l’uditore medio anche piccole nozioni possano suscitare il dubbio: delle serie, se vedo persone danneggiate oggettivamente da un vaccino magari vado oltre Report e mi informo. Questo non può accadere. Non deve assolutamente accadere.

 

Il nuovo conduttore del programma aveva sognato di poter fare un minimo di giornalismo, selezionato e che non si spingesse oltre ai tabù ben delineati, tuttavia facendo i conti male. Ha avuto uno scontro violento contro il muro della censura e della gogna. Con i suoi salvagente sui vaccini quali mezzi infallibili per salvare l’umanità, come espresso nel prologo della puntatona, Ranucci aveva creduto di essersi creato un alibi per dire ciò che tutti coloro i quali seguono la tematica sanno: la farmacovigilanza non svolge il suo mestiere; si cerca di mettere tutto a tacere sugli effetti collaterali del vaccino contro il Papilloma virus, e non degli altri, per il semplice fatto che nel servizio in questione ci si è limitati a parlare solo di quello.
A questo hanno comunque conseguito una serie di grida allo scandalo, dalla Lorenzin ai vari politicanti, di serie A e di serie B. Fra i grandi commendadores non poteva mancare il solito Roberto Burioni, sociologo del social netowork, ma prima ancora virologo, professorone Ordinario in Microbiologia e virologia Facoltà di Medicina e Chirurgia Università Vita-Salute San Raffaele. Insomma: un nome, un’autorità. Il Burioni, grande avversario della frangia che lui definisce “anti-vaccinista”, ha parlato di “atto grave e intollerabile”, riferendosi alla puntata di Report che lo ha mandato su tutte le furie. Chi bazzica su Facebook avrà certamente notato la ponderosa lotta ai “no-VAX” che il virologo, fra le altre cose massone (si veda qui, pag. 33 http://popoffquotidiano.it/wp-content/uploads/2014/10/Massoneria-Elenco-Massoni-Italiani-.pdf), conduce quotidianamente, anche ridendo e brindando sui cadaveri dei colleghi radiati solo per aver detto una nota fuori dal coro.

 

La Rai poi, che pure campa con i soldi dei contribuenti, non ci tiene a fare brutte figure davanti allo Stato amico che le permette di sussistere come azienda. E così, sfuggita la situazione di mano e fatta la figuraccia del servizio no-vaccini che viene eruttato dall’azienda di Stato, Rai cerca di raccogliere e riaggiustare i cocci con un comunicato e con la contrapposta campagna pro-vaccini, che da lì si è susseguita senza sosta, specie sui telegiornali:
La Rai è da sempre a supporto delle campagne vaccinali. I vaccini sono indiscutibilmente una delle più grandi scoperte scientifiche della storia, con la loro efficacia hanno permesso di ridurre drasticamente la mortalità o debellare totalmente malattie un tempo incurabili o gravemente invalidanti. Per questo motivo Rai, che raggiunge milioni di persone in ogni parte d’Italia, in tutte le trasmissioni informative e in quelle di infotainment ha sempre sostenuto l’unico punto di vista possibile: i vaccini sono un fondamento della medicina moderna che non può essere messo in discussione“.
Più chiaro di così non si può. Peccato che lo stesso Report ha messo in luce fastidi legati ad ovvietà, come dicevamo, ma pur sempre scomodi in una retorica generale che non vuole obiezioni ad un dogma di fede come quello delle vaccinazioni.

 

Il dogma di fede cui è tenuto a recare adulazione e fedeltà anche Ranucci non gli ha lasciato scampo. Ed ecco che, dopo qualche giorno di pressione, nonostante i tentativi di salvarsi in corner, è arrivata l’abiura ufficiale con una lettera inviata al suo Direttore. Per importanza dei contenuti risulta impossibile non riportare qui il testo scritto dal conduttore di Report, offrendo così ad ognuno la possibilità di farsi una propria idea:
“Caro direttore,
 
sento il bisogno di scrivere queste righe in seguito al clamore che ha suscitato in questi giorni il servizio trasmesso lunedì [17 Marzo ndr] sul Papilloma virus. Il servizio è cominciato con una grafica che specificava nei dettagli l’utilità del vaccino, nella quale abbiamo affermato che questo vaccino previene il tumore al collo dell’utero. Il programma proseguiva con un mio intervento nel quale letteralmente affermavo: «Quest’inchiesta non è contro l’utilità dei vaccini, in tema di prevenzione si tratta della scoperta più importante degli ultimi 300 anni», anche se tale vaccino è consigliato, ma non obbligatorio. Specificavo poi che il tema del servizio erano le reazioni avverse, e fornito gli elementi dimostrati dall’Oms, nel centro di Uppsala in Svezia. Su tali reazioni avverse, il Mediatore europeo ha accolto il reclamo di un gruppo di ricercatori danesi del Cochrane. Si tratta di scienziati accreditati, a cui dobbiamo il ritiro dal commercio di un farmaco a base di Sibutramina, un farmaco antiobesità, che aveva provocato decessi.
 Su questo reclamo accolto dal Mediatore, ha espresso la sua valutazione in contraddittorio la dottoressa Enrica Alteri, a capo del Comitato di valutazione dei medicinali per l’ Agenzia europea del farmaco. In Italia le reazioni avverse devono essere comunicate alla Farmacovigilanza, e si è scoperto che coloro che hanno reazioni avverse non sempre riescono a segnalarle. Su questo punto è stato chiesto il parere del più importante farmacologo italiano, Silvio Garattini, il quale ha confermato che il sistema della farmacovigilanza ha delle criticità. In onestà ci sembrava doveroso portare all’attenzione delle autorità competenti una mancanza di trasparenza. Tutto questo è stato inteso come un servizio contro i vaccini obbligatori. Se è stato compreso in questo modo, prestando di conseguenza il fianco a strumentalizzazioni, significa che non sono stato sufficientemente chiaro. Di questo mi assumo ogni responsabilità, e anticipo attraverso il suo giornale l’intenzione di fornire ogni chiarimento ai telespettatori nella prossima puntata di Report. Ci tengo a ribadire l’importanza delle vaccinazioni obbligatorie e quelle consigliate anche perché ho sempre fatto vaccinare i miei figli.
Tolto ogni dubbio sulle intenzioni primordiali di Ranucci, così da non farne un eroe controcorrente anche nel mondo “anti-vaccinista”, analizziamo per un attimo il pensiero espresso dal Ministro della Salute Sig.ra Beatrice Lorenzin, alla luce di quanto accaduto sul servizio pubblico della Rai.
Così disse la signora Lorenzin in data 18 Marzo 2017:
 “Diffondere paura propugnando tesi prive di fondamento e anti scientifiche è un atto di grave disinformazione ed è quanto ha fatto ieri sera la trasmissione di Rai3 Report, dedicata al vaccino contro il Papilloma virus, il primo vaccino contro il cancro che l’uomo è riuscito a produrre. Un vaccino sicuro e di grande efficacia, a differenza di quanto è stato fatto affermare sulla tv pubblica, senza alcun contraddittorio. Report ha dato spazio a teorie prive di base scientifica, instillando timore nei confronti di una pratica sicura, efficace e in grado di salvare migliaia di donne da un cancro aggressivo e spesso mortale“.

 

Prima di addentrarci nella solita e monotona critica che muove la Lorenzin, quella sì, priva di argomentazioni oggettive e scientifiche, ma basata solo su loci communes, ricordiamo che anche il servizio di Alessandra Borella ha espresso qualche piccola imprecisione. Prima fra tutte le cose va detto che i ceppi di HPV individuati non sono 120 – come riportato da Report – ma 140. In più è bene sottolineare come il Cervarix ( vaccino anti-HPV ), prodotto dal colosso GSK, sia stato ritirato dal commercio dal produttore stesso con un annuncio dato il 2 novembre 2016: il tutto senza fornire spiegazioni veramente plausibili.
Questo tanto per cominciare. Per chi volesse, poi, in risposta all’incensazione scientifica (?) fatta dalla Lorenzina sulla grandezza di questo vaccino, operante parecchi benefici, potrebbe guardare qualche spezzone dei video qui sotto:
 

 

Entriamo ora nell’aspetto che più ci deve interessare, avendo utilizzato Report – e continuando ad utilizzarlo – solo come aggancio per esporre le vere criticità di questo vaccino, che come prima funzione – lo abbiamo già detto altrove – ha quello di emancipare alla sessualità le bambine e, con il Nuovo Piano Nazionale per la prevenzione vaccinale, anche i maschietti. I danni subiti da chi vi si è sottoposto e a cui spesso viene fatto riferimento sono solo uno degli aspetti critici ( e gravissimi, si intenda ) del “primo vaccino contro il cancro” che l’uomo sarebbe riuscito a produrre, sempre secondo il CEO del Ministero della Salute.
Non importa nulla se in Spagna, di recente, un tribunale ha riconosciuto la correlazione fra la morte di una giovane ragazza e il vaccino anti-Papilloma Virus, quello che conta davvero è mettere sotto silenzio tutto; chi ci prova sarà irreversibilmente tacciato di essere contro la scienza, di essere un complottista, un meschino attentatore alla vita umana. E si badi bene: questo accade in tutti i campi possibili, Cattolicesimo incluso. Vi è infatti chi dice che mettere in dubbio l’infallibilità dogmatica dei vaccini è come collaborare all’aborto o al supporto delle campagne LGBT. Capito mi avete?
I danni esistono, e pure gravi, ma niente da fare. Davanti alla deità della “scienza medicinale” (che scienza appunto non è), non vi è santo che tenga.
Oltre a questo come dicevamo esiste altro, a partire da una conoscenza un po’ più oggettiva di ciò che è il Papilloma Virus (HPV= Human Papilloma Virus).

 

Esso è, di fatto, un virus umano abbastanza comune che si ritrova spesso nei genitali femminili, anche indipendentemente dai rapporti sessuali: per intenderci, può anche essere trasmesso dalla madre al neonato durante il parto.
Dei 140 tipi di questo virus solo 13 sono potenzialmente cancerogeni, ma la loro cancerogenicità si palesa solo in determinate condizioni, la maggiore delle quali è correlata ad un sistema immunitario depresso.
I sintomi di questa infezione da HPV sono mediamente inesistenti, se non per qualche eruzione cutanea o condiloma acuminato. Per queste ragioni si può affermare che lo sviluppo di un tumore benigno è assai raro se paragonato al numero dei casi infetti presenti; va da sé che lo stadio tumorale maligno è ancor più eccezionale.
Ma mettiamo pure il caso che venga riscontrata un’infezione HPV con un tipo virale potenzialmente cancerogeno, esso regredirà spontaneamente nel 90% dei casi entro due massimo tre anni anni dalla diagnosi certa, così come nel 9% dei casi il virus conviverà  per tutta la vita della persona che lo ospita senza causare disturbi. Ergo: test per l’HPV positivo, Pap-test risultante sempre negativo.
Anche chi ipotizza che potrebbe esserci, a seguito dell’infezione, una progressione di essa capace di creare una lesione precancerosa, deve sapere che questo può avvenire solo nell’1% dei casi, con tempi veterotestamentari pari a 30-50 anni – nel caso in cui si verificassero vere e proprie lesioni.
Un’altra informazione sostanziale, che guarda caso non viene mai data (così come avviene nel caso dei ceppi di Meningococco) è quella riguardante la copertura che il vaccino riesce a dare contro i ceppi del virus o batterio: nel nostro specifico caso infatti ritroviamo un vaccino bivalente e tetravalente contro l’HPV in grado di formare anticorpi contro solo 2 dei 13 tipi potenzialmente cancerogeni. Certo, si potrà obiettare che sono i due tendenzialmente più frequenti, e ciò corrisponde a verità, ma resta il fatto che rimangono 11 tipi scoperti, questo mettendo in dubbio l’efficacia e l’infallibilità del prodotto in maniera inopinabile.

 

Una campagna così fortemente voluta mette in seria difficoltà le certezze sul nostro Stato, che non può certo catalogarsi fra quelli del Terzo Mondo dove la poca igiene e la trascuratezza del sistema immunitario dovuto ad una scarsa e scorretta alimentazione aggrava e centuplica le probabilità di contrarre il tumore al collo dell’utero, in quei luoghi molto più frequente, diffuso e mortale.
Se a qualcuno potrebbe sembrare ardito quanto appena detto, tranquillizziamo quel qualcuno dicendo che vogliamo porre a riferimento i controlli ginecologici con Pap-test, che già sono un ottimo metodo di prevenzione su cui però nessuno ha voluto incentivare l’attenzione. Se ogni donna dopo i 30 anni si sottoponesse ad un semplice Pap-test quadriennale, questo genere di tumore sarebbe presto sconfitto grazie ad una diagnosi fatta per tempo, che permetterebbe di eliminarlo con un intervento ambulatoriale.
A tutte queste precisazioni esistono poi una serie di dati non pervenuti: per facilitarne la comprensione li elencheremo di seguito.

 

-L’efficacia del vaccino nell’impedire l’insorgere del tumore della cervice uterina, così come la durata della protezione vaccinale, non sono pervenute; il rischio in questo caso potrebbe pure essere che proprio al termine della copertura vaccinale, i soggetti entrino in contatto con l’HPV.
– Non è pervenuta la sicurezza del suddetto vaccino sul lungo periodo, così come non viene mai accuratamente documentata la frequenza di avversioni gravi risalenti alla vaccinazione.
– Non è pervenuto il vero movente per cui questa vaccinazione è stata introdotta con una procedura di approvazione anticipata, giacché a questo farmaco mancava ancora la 3º fase di sperimentazione richiesta, restando perciò nudo della dimostrazione scientifica nonché della reale efficacia e non nocività, che è stata inspiegabilmente demandata alle ASL, le quali  la stanno sperimentando – de facto a nostre spese – sui nostri figli.
Così facendo si è inoculata nei soggetti vaccinati una sicurezza fasulla, questo comportando una conseguente diminuzione all’intervento di screening con il Pap-test.

 

Tirando le somme e concludendo, possiamo affermare che l’avvincente campagna pubblicitaria a sponsorizzazione del vaccino anti-HPV secondo la quale esso sarebbe una scoperta senza precedenti storici e in grado di prevenire qualsiasi carcinoma della cervice uterina, non è per nulla corretta, né tanto meno obiettiva per tutta la serie di motivi riportati sopra.
Ovviamente la martellante attività di marketing unita alla censura e messa a gogna (vedi Report e dott. Gava) di chiunque provi ad affrontare il problema con cognizione di causa, rende impossibile una corretta e veritiera valutazione del problema: sia sul fronte scientifico, che sul fronte politico-sociale.
Frattanto, nello scorrere di tutte queste nefande politiche di regime, come diceva recentemente un bravo scienziato, la strage continua in allegria e in attesa della prossima vittima.
Cristiano Lugli
Articolo precedentemente pubblicato qui.

Continua a leggere

Reazioni avverse

Studio pubblico USA: i vaccini mRNA causano miocarditi – e niente altro

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

In quello che un critico ha definito un «insabbiamento dell’orribile verità riguardante i vaccini COVID-19», un nuovo rapporto delle Accademie Nazionali di Scienze USA, ingegneria e medicina ha confermato un nesso causale tra i vaccini mRNA COVID-19 e la miocardite, ma ha respinto un nesso causale tra i vaccini e una serie di altri effetti avversi.

 

Un nuovo rapporto della National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine (NASEM) ha confermato un nesso causale tra i vaccini mRNA COVID-19 e la miocardite, ma ha respinto un nesso causale tra i vaccini e una serie di altri effetti avversi tra cui l’infertilità femminile, ha affermato Guillain. -Sindrome di Barré, paralisi di Bell, trombosi con sindrome trombocitopenica e infarto.

 

Brian Hooker, Ph.D.responsabile scientifico per Children’s Health Defense, ha definito il rapporto NASEM una «copertura dell’orribile verità sui vaccini contro il COVID-19 ».

 

Hooker ha detto al Defender:

 

«La propaganda è così fitta nel rapporto che è difficile sapere da dove cominciare. Sebbene gli autori del rapporto NASEM abbiano trovato un legame tra vaccini mRNA e miocardite, hanno affermato che si trattava di un legame lieve, il che non potrebbe essere più lontano dalla verità. È vergognoso che minimizzino un evento avverso così debilitante e che cambia la vita derivante dai vaccini COVID-19».

Sostieni Renovatio 21

L’Health Resources and Services Administration, un’agenzia secondaria del Dipartimento americano della salute e dei servizi umani (HHS), ha sponsorizzato il rapporto. Secondo un comunicato stampa della NASEM, Health Resources ha chiesto alla NASEM di convocare un comitato per esaminare le prove degli eventi avversi relativi ai vaccini COVID-19 utilizzati negli Stati Uniti

 

L’amministrazione delle risorse e dei servizi sanitari supervisiona il programma di compensazione degli infortuni contromisure, che gestisce le richieste di risarcimento da parte di persone che chiedono un risarcimento per un danno da vaccino COVID-19.

 

Il comitato di 15 membri della NASEM ha esaminato le prove di 19 potenziali danni legati ai vaccini COVID-19 per i quali le persone avevano presentato richieste di risarcimento. Il comitato ha cercato di “trarre conclusioni sull’associazione causale tra vaccini ed eventi avversi specifici», afferma il rapporto.

 

L’elenco delle condizioni per le quali le persone hanno richiesto un risarcimento includeva la sindrome di Guillain-Barréla polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronicala paralisi di Bellla mielite trasversa, il mal di testa cronico, la sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS), la perdita dell’udito neurosensorialel’acufenela trombosi con sindrome trombocitopenicala trombocitopenia immunitaria sindrome da perdita capillare, infarto del miocardio (attacco cardiaco), ictus ischemico, ictus emorragicotrombosi venosa profondaembolia polmonaretromboembolia venosa, miocardite, pericardite, morte improvvisa e infertilità femminile.

 

«Il nostro comitato ha riscontrato che in molti casi, se non nella maggior parte, le prove erano insufficienti per accettare o rifiutare la causalità di un particolare danno potenziale derivante da uno specifico vaccino contro il COVID-19″, ha affermato la vicepresidente del comitato Anne Bass, professoressa di medicina clinica alla Weill Cornell Medicine e reumatologo presso l’Hospital for Special Surgery e il New York Presbyterian Hospital.

 

«In altri casi, abbiamo trovato prove sufficienti per favorire il rifiuto, l’accettazione o stabilire la causalità», ha aggiunto.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

«Prove insufficienti» per trarre conclusioni sui vaccini COVID e sui bambini

Bass e gli altri membri del comitato hanno esaminato le prove relative alle iniezioni di mRNA di Pfizer e Moderna (rispettivamente Comirnaty e Spikevax), all’iniezione di Novavax senza mRNA e a quella di Janssen (Johnson & Johnson) senza mRNA.

 

Hanno affermato che le prove hanno stabilito una relazione causale tra i vaccini a mRNA e la miocardite.

 

Tuttavia, hanno concluso che non vi erano prove inadeguate per accettare o rifiutare una relazione causale tra uno qualsiasi dei vaccini e la pericardite senza miocardite, e prove inadeguate per accettare o rifiutare una relazione causale tra le iniezioni Novavax o Janssen e la miocardite.

 

Gli autori hanno affermato che le prove erano abbastanza forti da rifiutare una relazione causale tra i due vaccini mRNA e infertilità, sindrome di Guillain-Barré, paralisi di Bell, trombosi con sindrome trombocitopenica e infarto, pur sottolineando che l’iniezione di Janssen può causare trombocitopenia e sindrome di Guillain-Barré.

 

Hanno anche affermato che non vi erano prove inadeguate per accettare o rifiutare una relazione causale per l’ictus ischemico per tutti i tipi di vaccino, ad eccezione dell’iniezione di Pfizer per la quale hanno considerato le prove abbastanza forti da giustificare il rifiuto di una relazione causale.

 

Il comitato ha inoltre esaminato gli studi sugli eventi avversi relativi ai vaccini contro il Covid-19 nei bambini sotto i 18 anni e ha affermato di non aver trovato prove sufficienti per trarre conclusioni specifiche per i bambini.

 

«Al momento della revisione del comitato», si legge nel comunicato stampa, «i dati sui bambini erano disponibili solo per i vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna, a causa della successiva autorizzazione dei vaccini COVID-19 per l’uso di emergenza nei bambini e della diminuzione della diffusione dei vaccini contro il COVID-19 nei bambini, in particolare quelli di età inferiore agli 11 anni».

 

Nel frattempo, uno studio sottoposto a revisione paritaria del 2024 che ha analizzato i dati in VigiBase, il database globale dei rapporti sulla sicurezza dei casi individuali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha trovato prove di danni ai giovani di età compresa tra 12 e 17 anni a seguito della vaccinazione contro il COVID-19.

 

A luglio 2023, in VigiBase erano presenti 80.018 segnalazioni di eventi avversi correlati alle vaccinazioni per il COVID-19 e 3.594 sono stati contrassegnati come eventi avversi di particolare interesse, come miocardite/pericardite, sindrome infiammatoria multisistemica/malattia di Kawasaki, anafilassi, sindrome di Guillain-Barré sindrome e trombocitopenia immunitaria, hanno affermato gli autori dello studio.

 

Inoltre, secondo Real Not Rare, un «movimento indipendente e di base composto da migliaia di persone che si sono unite attraverso la nostra sofferenza umana», molti bambini hanno reso pubbliche individualmente le loro esperienze di danni causati dai vaccini COVID-19.

 

Hooker ha sottolineato che il rapporto del NASEM è stato diretto da Kathleen Stratton, Ph.D., «che nel 2004 era incaricato di insabbiare la relazione tra vaccini e autismo per l’Istituto di Medicina».

 

«Si è ritirata dalla NASEM dopo quella denuncia fraudolenta solo per essere riportata indietro per la frode del “vaccino” COVID-19», ha detto Hooker. «La sua condanna è meritata».

Aiuta Renovatio 21

Secondo il loro sito web, le Accademie nazionali di scienze, ingegneria e medicina sono istituzioni private senza scopo di lucro che «forniscono consulenza indipendente e obiettiva per informare la politica con prove».

 

Le istituzioni operano secondo uno statuto del Congresso del 1863 e ricevono finanziamenti dal governo degli Stati Uniti e da «altri sponsor».

 

Lorri Wilkening Jennings, sostenitore delle persone ferite dai vaccini contro il COVID-19, ha sottolineato che sebbene NASEM sia segnalato come una «no-profit indipendente», i suoi rendiconti finanziari del 2022 – che elencano 18 milioni di dollari di entrate da HHS – suggeriscono il contrario.

 

Jennings – che ha iniziato a sostenere la causa dopo che sua madre ha sviluppato una malattia autoimmune in seguito alla vaccinazione contro il COVID-19 – ha dichiarato a The Defender: «Abbiamo bisogno di organismi veramente indipendenti che valutino la sicurezza e informino i medici dei rischi in modo che possano dare adeguatamente il consenso informato».

 

Ronald N. Kostoff, Ph.D., ex ricercatore di politiche pubbliche presso il Georgia Institute of Technology, è d’accordo.

 

Le biografie dei membri del comitato mostrano che la maggior parte aveva precedentemente ricevuto sovvenzioni o contratti dall’HHS, dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e/o dall’industria farmaceutica, ha detto Kostoff.

 

«La maggior parte dei dati utilizzati per lo studio sembrano provenire dalla letteratura che sappiamo è stata pesantemente censurata 1) a favore degli articoli che promuovevano le iniezioni e 2) contro gli articoli che rivelavano il danno… [quindi] il risultato avrebbe potuto essere previsto prima che il primo dollaro fosse speso», secondo Kostoff.

 

Il dottor Peter McCullough, un cardiologo, ha definito la NASEM una «organizzazione corrotta».

 

«Il loro comitato permanente sulle malattie infettive emergenti e le minacce alla salute del 21° secolo», ha detto McCullough a The Defender, «include due dei co-cospiratori e creatori di SARS-CoV-2, i dottori. Ralph Baric e Peter Daszak. Daszak è stato richiamato al Congresso e dovrebbe comparire il 1 maggio 2024, per ulteriori domande riguardanti il ​​suo ruolo nell’insabbiamento del laboratorio di Wuhan».

 

«Non ci si può fidare della NASEM su nessun aspetto della pandemia e certamente non sui vaccini», ha aggiunto.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Il rapporto non corrisponde ai dati VAERS

Gli autori del rapporto NASEM non hanno incluso i dati del Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS) come prova nella loro revisione.

 

VAERS è il principale sistema finanziato dal governo per la segnalazione delle reazioni avverse ai vaccini negli Stati Uniti. Storicamente, è stato dimostrato che VAERS segnala solo l’1% degli effettivi eventi avversi ai vaccini .

 

I dati VAERS mostrano che tra il 14 dicembre 2020 e il 29 marzo 2024 sono state presentate 1.635.048 segnalazioni di eventi avversi a seguito dei vaccini COVID-19.

 

Molte delle segnalazioni di eventi avversi citavano condizioni che il rapporto NASEM concludeva non potevano essere collegate alla vaccinazione COVID-19, tra cui:

 

  • 3.575 casi di sindrome di Guillain-Barré.

 

 

 

Aiuta Renovatio 21

Vaccinazione collegata a lesioni alla spalla

L’Health Resources and Services Administration ha anche chiesto al comitato NASEM di rivedere le prove relative a qualsiasi somministrazione di vaccini – non specificamente vaccini COVID-19 – e lesioni alla spalla, per aiutare il suo programma nazionale di compensazione delle lesioni da vaccino a comprendere meglio se la vaccinazione può causare tipi molto specifici di lesioni alla spalla o una sindrome più generale nota come «lesione alla spalla correlata alla somministrazione del vaccino».

 

Gli autori del rapporto hanno concluso che la vaccinazione può causare quattro lesioni specifiche alla spalla:

 

  • borsite acuta subacromiale/sottodeltoidea causata dall’iniezione diretta di un vaccino nella borsa;

 

  • tendinopatia acuta della cuffia dei rotatori causata da iniezione diretta all’interno o in prossimità di un tendine;

 

  • lesione ossea causata dall’iniezione diretta nell’osso o in prossimità dell’osso;

 

  • e lesione del nervo assiale o radiale dovuta all’iniezione diretta all’interno o in prossimità del nervo.

 

Hanno anche affermato che le prove suggeriscono che la somministrazione di vaccino intramuscolare non causa la malattia cronica della cuffia dei rotatori.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Il rapporto sui danni del COVID è «chiaramente parziale»

Per quanto riguarda i risultati del rapporto sui danni del vaccino COVID-19, Hooker e altri critici hanno affermato di non aver incluso molti studi nella loro revisione e di non aver considerato l’intera portata dei danni segnalati in associazione alla vaccinazione COVID-19.

 

Mark N. Mead, epidemiologo e ricercatore sulla salute pubblica, ha dichiarato a The Defender che la revisione degli studi da parte degli autori è stata «altamente selettiva» e «chiaramente parziale» a sostegno della «narrativa “sicuro ed efficace“».

 

Il rapporto «ha completamente trascurato i risultati essenziali della rianalisi di Fraiman dei dati degli studi Pfizer e Moderna, rivelando tassi allarmanti di eventi avversi gravi (SAE), con circa un SAE ogni 800 vaccinati», ha affermato Mead.

 

Il rapporto inoltre non è riuscito a citare «praticamente tutte le revisioni e gli studi più rilevanti che riguardano i gravi eventi cardiovascolari, neurologici, ematologici, riproduttivi e autoimmuni che sono stati collegati ai prodotti mRNA di COVID-19», ha affermato.

 

Ad esempio, il rapporto non menziona un rapporto Pfizer del 2022 di quasi 400 pagine richiesto dall’Agenzia europea per i medicinali. «A quel punto», ha detto Mead, «Pfizer aveva documentato circa 1,6 milioni di eventi avversi che coprivano quasi tutti i sistemi di organi… inclusi molti diversi tipi di tumori, disturbi cardiaci e vascolari, disturbi del sangue e linfatici, disturbi psichiatrici e disturbi neurologici».

 

Kostoff ha anche criticato la portata ristretta del rapporto. «Perché al comitato non è stato chiesto di esaminare tutti gli effetti avversi delle iniezioni di COVID-19, o almeno tutti i principali effetti avversi?» ha chiesto.

 

Kostoff ha dichiarato a The Defender di aver recentemente scritto un editoriale sulla letteratura pubblicata sugli infortuni da COVID-19 in cui ha identificato l’intera portata degli infortuni. «Il mio database era composto da oltre 12.000 articoli Pubmed e mostrava danni in circa 25 aree tematiche di malattie».

 

La maggior parte di queste aree patologiche – come i disturbi endocrini, i disturbi metabolici, i disturbi renali e il cancro – non sono state incluse nel rapporto NASEM, ha affermato.

Sostieni Renovatio 21

«Da un punto di vista cautelativo, vuoi che il pubblico lo sappia»

Secondo Mead, le revisioni epidemiologiche sulla sicurezza del vaccino COVID-19 incentrate sulla dimostrazione che il vaccino ha causato un risultato particolare sono problematiche.

 

«Poiché la maggior parte di queste ricerche pubblicate sono osservazionali e non randomizzate”, ha affermato, “stabilire la causalità basata solo su questi studi è un esercizio futile».

 

Ma «la causalità può certamente essere dedotta… applicando una logica basata su meccanismi ai numerosi studi e rianalisi di studi che mostrano forti associazioni», ha affermato Mead.

 

In altre parole, i ricercatori potrebbero avere difficoltà a dimostrare apertamente la causalità, ma possono evidenziare prove che suggeriscono un rischio in modo che le persone siano consapevoli. «Da un punto di vista cautelativo, vuoi che il pubblico lo sappia».

 

Gli autori del rapporto hanno usato ingannevolmente il linguaggio della causalità nel loro rapporto, ha detto Mead. Ad esempio, il rapporto cita prove che suggeriscono che l’iniezione Pfizer non provoca ictus ischemici. «Tuttavia, questa enfasi sulla causalità è un po’ un sotterfugio linguistico».

 

Mead ha affermato: «l’ictus ischemico è chiaramente uno dei segnali più forti prodotti sia dai prodotti mRNA di Pfizer che di Moderna, come evidenziato nell’ampia analisi di sproporzionalità di Ming-Ming Yan e colleghi, che NASEM ancora una volta opportunamente non menziona».

 

Jessica Rose, Ph.D., ha detto a The Defender di trovare le conclusioni degli autori sulla causalità «in modo allarmante passivo» e voleva sapere come sono arrivati ​​alle loro conclusioni. «Ad esempio, sono stati utilizzati i criteri di Bradford Hill e quanti criteri dovevano essere soddisfatti per indicare la causalità?»

 

I criteri di Bradford Hill sono un insieme di principi comunemente utilizzati in epidemiologia per stabilire una relazione causale.

 

NASEM non ha risposto quando il Defender ha chiesto quali criteri fossero stati utilizzati per stabilire o negare la causalità.

 

NASEM inoltre non ha risposto alla richiesta di The Defender di chiarire il periodo di revisione della letteratura da parte del comitato, ad esempio se il comitato considerasse studi pubblicati di recente o esaminasse solo quelli pubblicati dal 2020 al 2023.

 

Suzanne Burdick

Ph.D.

 

© 23 aprile 2024, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine su licenza Envato

Continua a leggere

Vaccini

Lanciati i vaccini RNA monodose contro COVID e influenza per i bambini. I critici: «livelli di follia senza precedenti»

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   I ricercatori dell’Università della California, Riverside, hanno proposto un nuovo vaccino a base di RNA che, secondo loro, potrebbe fornire una protezione duratura ai bambini contro il COVID-19 e l’influenza con una sola dose. Gli esperti avvertono che la tecnologia non testata potrebbe portare a infezioni, tassi di mortalità più elevati e potenziale tossicità cerebrale nei bambini.   I ricercatori stanno lanciando un nuovo vaccino che, secondo Forbes, potrebbe fornire ai bambini una protezione duratura dal COVID-19 e dall’influenza con un unico vaccino «una tantum», forse portando anche a un «vaccino universale».   L’articolo di ricerca, pubblicato il 17 aprile nei Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) da scienziati dell’Università della California, Riverside (UCR), descriveva come una singola dose di un vaccino utilizzando il «piccolo RNA interferente» (small interfering RNA o siRNA) Le molecole hanno dimostrato una «immunità protettiva rapida e duratura» contro un virus letale nei topi immunodeficienti.   I ricercatori hanno proposto che un vaccino antinfluenzale basato su siRNA potrebbe proteggere i bambini senza fare affidamento sugli anticorpi materni, secondo un comunicato stampa dell’UCR .   Stanno prendendo in considerazione un metodo di somministrazione tramite spray nasale invece della tipica iniezione intramuscolare, poiché “le infezioni respiratorie si muovono attraverso il naso, quindi uno spray potrebbe essere un sistema di somministrazione più semplice”.   Gli esperti che hanno parlato con The Defender hanno espresso preoccupazione per la mancanza di sperimentazioni umane e per la sicurezza e gli effetti a lungo termine della nuova tecnologia sulle popolazioni vulnerabili.   «Il livello di follia qui non ha precedenti», ha affermato Brian Hooker, Ph.D., direttore scientifico presso Children’s Health Defense. «Il sistema immunitario dei bambini semplicemente non può tollerare questo tipo di agente infettivo», ha detto. «Porterà a infezioni comunque e livelli più elevati di mortalità».

Sostieni Renovatio 21

Cos’è il siRNA?

La scienza del siRNA, che è in fase di sviluppo dalla fine degli anni ’90, differisce in modo significativo dai metodi vaccinali tradizionali, che tipicamente utilizzano frammenti di virus inattivati ​​per stimolare il sistema immunitario e conferire l’immunità. Si differenzia anche dalla tecnologia del vaccino a RNA modificato o mRNA utilizzata nei vaccini Pfizer e Moderna, che dirottano il macchinario cellulare del corpo e lo inducono a creare la proteina spike, presumibilmente per indurre una risposta immunitaria. Invece, il siRNA funziona interferendo con l’RNA messaggero naturale dei virus che si replicano, disabilitandoli di fatto. Il piccolo RNA interferente o siRNA è un tipo di molecola di RNA che svolge un ruolo chiave in un processo cellulare chiamato interferenza dell’RNA (RNAi). L’RNAi è un meccanismo naturale utilizzato dalle cellule per regolare l’espressione genica e difendersi dalle infezioni virali. Le molecole di siRNA corte a doppio filamento possono legarsi a sequenze complementari sull’RNA messaggero (mRNA) e indirizzarle alla degradazione. Distruggendo selettivamente specifici RNA messaggeri naturali (mRNA), i siRNA possono efficacemente “silenziare” l’espressione dei geni corrispondenti. Questa capacità di abbattere i geni che causano malattie rende il siRNA uno strumento promettente per lo sviluppo di terapie mirate per condizioni come il cancro, le infezioni virali e le malattie genetiche.    

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

«Le molecole di siRNA, trasportate e rilasciate da nanovettori, sono state esplorate nel trattamento del cancro», ha spiegato la dottoressa Michelle Perro, pediatra di medicina integrativa e autrice di What’s Making Our Children Sick? «Anche nel campo del cancro, ci sono ancora molti ostacoli nel loro impiego», ha detto. Il farmaco siRNA patisiran, un trattamento per la polineuropatia, utilizza nanoparticelle lipidiche (LNP) come nanotrasportatori. Gli LNP si sono già rivelati tossici nei vaccini mRNA COVID-19accumulandosi nelle ovaie, nel fegato, nella milza, nelle ghiandole surrenali, nel midollo osseo e in altri organi.   Tuttavia, gli autori dell’articolo PNAS non hanno indicato se il loro vaccino di ricerca contenesse LNP. Il Defender non ha ricevuto risposta alle nostre richieste di ulteriori informazioni al momento della pubblicazione di questo articolo.   Il dottor Michael Palmer, membro di Doctors for COVID Ethics, ha affermato di essere incuriosito dall’effetto protettivo del siRNA sugli animali da esperimento privi di un adeguato sistema immunitario. Tuttavia, ha osservato che negli animali immunologicamente competenti, «la risposta immunitaria adattativa spegne il virus vaccinale paralizzato prima che possa generare una risposta siRNA adeguata».   Palmer ha sottolineato che i vaccini siRNA potrebbero omettere gli adiuvanti comunemente usati nei vaccini, che sono responsabili di «alcuni dei peggiori effetti collaterali dei vaccini».   Ha detto che, poiché l’obiettivo principale del siRNA non include l’attivazione di una risposta immunitaria, «forse questa tecnologia potrebbe effettivamente portare a vaccini più sicuri in futuro, almeno contro alcuni virus».

Aiuta Renovatio 21

«Il vaccino universale che stavamo cercando»

I ricercatori dell’UCR hanno utilizzato un virus murino trasmesso dalle zanzare chiamato Nodamura come modello per testare il vaccino su topi mutanti privi di cellule immunitarie dei linfociti T e B. Queste cellule immunitarie svolgono un ruolo cruciale nella risposta immunitaria adattativa del corpo, che è responsabile della creazione di anticorpi specifici contro gli agenti patogeni invasori.   Utilizzando topi senza queste cellule, i ricercatori miravano a dimostrare l’efficacia del vaccino siRNA contro un virus in assenza delle tradizionali risposte immunitarie adattative, risposte che non sono ancora sviluppate nei neonati umani.   «La ragione per cui i virus causano con successo la malattia è perché producono proteine ​​che bloccano la risposta RNAi di un ospite», ha spiegato l’autore principale Shou-Wei Ding, Ph.D., illustre professore di microbiologia presso l’UCR. Creando un virus mutante che non può produrre questa proteina, i ricercatori sono stati in grado di indebolire il virus e usarlo come vaccino per rafforzare il sistema immunitario RNAi.   Un potenziale vantaggio di questo approccio è che potrebbe eliminare la necessità di vaccini ceppo-specifici, hanno affermato i ricercatori.   «Ciò che voglio sottolineare di questa strategia vaccinale è che è ampia», ha affermato il virologo dell’UCR e coautore dello studio Rong Hai, Ph.D. «È ampiamente applicabile a qualsiasi numero di virus, ampiamente efficace contro qualsiasi variante di virus e sicuro per un ampio spettro di persone».   «Questo potrebbe essere il vaccino universale che stavamo cercando», ha aggiunto Hai.   Questa tecnologia sarebbe efficace indipendentemente dalle mutazioni virali, secondo Hai. «I virus possono mutare in regioni non prese di mira dai vaccini tradizionali», ha affermato. «Tuttavia, stiamo prendendo di mira l’intero genoma con migliaia di piccoli RNA. Non possono sfuggire a questo».   I ricercatori propongono che la tecnologia siRNA potrebbe in futuro essere applicata ad altre malattie.   «Esistono diversi agenti patogeni umani ben noti; dengue, SARS, COVID. Hanno tutti funzioni virali simili», ha detto Ding. «Questo dovrebbe essere applicabile a questi virus in un facile trasferimento di conoscenze».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

«L’influenza semplicemente non uccide i bambini» Alcuni esperti hanno sollevato preoccupazioni sulla sicurezza e sulle implicazioni a lungo termine della tecnologia del vaccino siRNA, in particolare per i neonati e gli individui immunocompromessi.   «C’è una ragione per cui ci vogliono decenni per pubblicare gli studi sulla sicurezza dei vaccini: in modo che gli effetti/risultati avversi possano essere monitorati e valutati», ha affermato Perro. «Questa proposta non solo è affrettata, ma non è nemmeno sperimentata sugli esseri umani».   Perro ha citato la necessità di uno «studio gold standard in doppio cieco controllato con placebo» per garantire la sicurezza delle terapie sperimentali per i bambini vulnerabili.   Perro ha espresso preoccupazione sulla potenziale tossicità del farmaco, in particolare se somministrato tramite spray nasale. «La placca cribriforme separa la fossa nasale dal cranio ed è di natura spugnosa», ha detto. «In teoria, le nanoparticelle avrebbero accesso diretto al cervello».   Perro ha anche sottolineato che la convinzione dei ricercatori secondo cui la tecnologia è adatta ai bambini perché il loro sistema immunitario è ancora in via di sviluppo è «esattamente la stessa argomentazione che dovrebbe essere presentata sul motivo per cui non dovrebbero essere ammessi nei nostri bambini: perché il loro sistema immunitario è ancora in via di sviluppo e le reazioni avverse potrebbero essere fatali».   Palmer è d’accordo, definendo le affermazioni dei ricercatori secondo cui i bambini «non dovranno più dipendere dagli anticorpi delle loro madri» come un «semaforo rosso».   «Questa è solo la solita visione del mondo distorta: non dovremmo fare affidamento sulla nostra innata e naturale capacità di difenderci dalle malattie, ma abbracciare invece la tecnologia», ha detto Palmer. «L’influenza semplicemente non uccide i bambini, quindi stanno proponendo una risposta a una domanda che nessuno ha posto».

Sostieni Renovatio 21

Problemi noti della tecnologia siRNA

Gli effetti a lungo termine dei vaccini a base di siRNA sullo sviluppo del sistema immunitario dei neonati e degli individui immunocompromessi rimangono sconosciuti. Tuttavia, la ricerca sulla tecnologia siRNA ha già rivelato effetti collaterali negativi.   Un problema è l’attivazione del sistema immunitario innato, che può portare alla produzione di citochine infiammatorie e all’attivazione delle cellule immunitarie. Questa attivazione può provocare infiammazioni e risposte immunitarie contro le molecole di RNA sintetico.   Nei casi più gravi, questa reazione eccessiva del sistema immunitario, nota come tempesta di citochine, può essere pericolosa per la vita.   Un’altra possibile preoccupazione con la tecnologia siRNA è il rischio di effetti fuori bersaglio, in cui il siRNA si lega e degrada mRNA non desiderati con sequenze simili, portando a effetti collaterali indesiderati.   Questi possono includere la disregolazione dell’espressione genica, alterazioni nei processi cellulari e potenziale tossicità.   Commentando gli effetti fuori bersaglio, Hooker ha affermato che i siRNA «per definizione sono ‘piccoli’ e potrebbero avere un’omologia sufficiente per interrompere la funzione dei geni nel genoma umano».   Ha espresso preoccupazione per il fatto che il nuovo paradigma medico avviato dalla mentalità dell’«Operazione Warp Speed» possa «portare questo tipo di incubo tecnologico sul mercato e sacrificare molti bambini».   Secondo la Perro, l’immissione sul mercato dei vaccini mRNA contro il COVID-19 non è andata bene. «È stato ora rivelato che la progettazione dei vaccini a mRNA tramite l’aggiunta di pseudouridina è cancerogena», ha osservato Perro, il quale ha affermato che gli scienziati conoscono la sua tossicità da decenni.   «Quindi abbiamo già utilizzato terapie sperimentali oncogene [cancerogene] nei nostri bambini attraverso il vaccino mRNA e loro vogliono spingersi oltre?» ha chiesto.   La Perro ha affermato che Big Pharma sta cercando di abbandonare la produzione standard di vaccini a causa dei costi di produzione.   «Ingegnerizzando e manipolando l’RNA e il DNA attraverso la manipolazione genetica utilizzando i microbi, il processo viene accelerato», ha affermato. «Hanno fatto il loro ingresso con l’EUA [autorizzazione all’uso di emergenza] per i vaccini anti-COVID mRNA».   Il panorama normativo per le terapie con siRNA è ancora in evoluzione. Nel 2018 la Food and Drug Administration statunitense ha approvato patisiran, il primo farmaco a base di siRNA.   John-Michael Dumais   © 18 aprile 2024, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.    
Continua a leggere

Sanità

Fauci è un «animale politico disonesto ed egoista»: parla il responsabile della Sanità della Florida

Pubblicato

il

Da

Il chirurgo generale della Florida, il dottor Joseph Ladapo, ha recentemente espresso un infuocato sfogo sugli orribili consigli medici forniti dal dottor Anthony Fauci durante la pandemia di COVID.

 

Durante un’intervista con l’attore Russell Brand, il dottor Ladapo ha affermato che Fauci è «un animale politico disonesto ed egoista che ha una formazione scientifica», aggiungendo che «è ovviamente una persona disonesta e inaffidabile».

 

Il dottor Joseph Ladapo non ha usato mezzi termini. Quando Russell Brand ha chiesto quali «lezioni possiamo imparare dalla figura di Anthony Fauci?», il medico harvardiano ha risposto che «forse la lezione numero uno è esaminare veramente chi fornisce le tue informazioni. Penso che molte persone, all’inizio, siano state completamente incantate dal dottor Fauci».

Sostieni Renovatio 21

Tuttavia, continua il chirurgo generale della Florida, «c’erano alcune voci che potevano vederlo per quello che è (…) E lui è un animale politico disonesto ed egoista che sembra avere una formazione scientifica».

 

«Lo abbiamo visto… ingannava le persone in tanti modi. L’intera faccenda della mascherina era semplicemente epica. Durante l’intervista con 60 Minutes [nota trasmissione di giornalismo della TV americana, ndr] diceva che “nessuno ha davvero bisogno di indossarne una”. Il che in realtà era coerente con la scienza, perché la scienza non era di supporto» all’uso dei filtri facciali, dice il Ladapo.

 

Poi, continua il medico floridiano, Fauci «ha ribaltato la sceneggiatura, e quando la pandemia stava effettivamente iniziando a calmarsi eravamo arrivati ​​a forse due o tre mascherine». Il lettore di Renovatio 21, può ricordare e confermare.

 

«Quindi devi guardare le fonti di informazione e sentire davvero se risuonano con te in termini di connessione con ciò che sembra vero» chiosa il dottore. «E lui chiaramente… non ho nulla contro di lui, in realtà… ma puoi guardarlo, ed è ovviamente una persona disonesta e inaffidabile».

 

Come riportato da Renovatio 21, il dottor Ladapo, appuntato come surgeon general (ossia come responsabile della sanità pubblica dello Stato) dal governatore della Florida Ron De Santis, quattro mesi fa ha avanzato pubblicamente la richiesta di sospendere l’uso dei vaccini mRNA.

 

La sanità floridiana, in questi anni, non si era mai tirata indietro dal segnalare come i sieri mRNA avessero causato un «aumento sostanziale» degli eventi avversi. Lo stesso governatore DeSantis ha annunciato che lo Stato della Florida riterrà responsabili i produttori per le affermazioni fatte sull’mRNA.

 

Fauci è oggetto di molteplici accuse, tra cui quelle del senatore del Kentucky Rand Paul, medico figlio di Ron Paul, che ha chiesto contro Fauci un’investigazione quantomeno per spergiuro. Numerose altre accuse sono piovute sul deus ex machina pandemico americano, come quella di aver negato ed ingannato sulle origini del COVID.

 

L’ex direttore dell’ente di controllo epidemico americano CDC Robert Redfield ancora l’anno scorso ha ripetuto di non avere «nessun dubbio» sul fatto che Fauci ha finanziato la ricerca Gain of Function che può aver portato alla pandemia COVID.

Aiuta Renovatio 21

Contro Fauci si espresse apertamente anche il miliardario Elone Musk, dicendo che i suoi pronomi erano «perseguite / Fauci» e che il Gain of Function «dovrebbe essere chiamato ricerca sulle armi biologiche poiché la sua funzione è la morte». Non una grinza, in effetti.

 

Renovatio 21 aveva riportato nel maggio 2020, a pandemia appena iniziata, l’implicazione del governo USA nel laboratorio di Wuhano. Robert F. Kennedy jr. aveva già dato l’allarme sul fatto che «il National Institute of Allergy and Disease Disease (NIAID) presieduto dal Dr. Anthony Fauci ha devoluto 3,7 milioni di dollari agli scienziati del laboratorio di Wuhan». Come avrebbe scritto anni dopo lo stesso Kennedy, il Fauci ha una «storia oscura» che deve essere portata alla luce.

 

La realtà è che i legami tra la sanità statunitense diretta da Fauci e Wuhano sono molto più profondi – e non solo della sanità USA.

 

Come ha detto il senatore Paul, «Fauci potrebbe essere il responsabile dell’intera pandemia».

 

L’Italia, tra diplomazia e indotti industrial-sanitari-universitari-statali vari, lo ha ovviamente ricoperto di premi.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine generata artificialmente

Continua a leggere

Più popolari