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Scienziati cuociono il pane con il lievito proveniente dalla mummia Ötzi

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Gli scienziati dell’istituto Eurac Research, di Bolzano hanno cotto del pane a lievitazione naturale utilizzando lievito antico estratto dagli organi interni e dalla pelle della mummia risalente a 5.300 anni fa, il celeberrimo Ötzi, anche detto l’uomo di Similaun.

 

Il centro di ricerca sudtirolese ha annunciato mercoledì che i suoi scienziati hanno scoperto diversi ceppi di lievito resistenti al freddo nella mummia di Ötzi, risalente dell’Età del Rame, ritrovata sul Giogo di Tisa (nelle Alpi Venoste), in Val Senales, Alto Adige, il 19 settembre 1991.

 

Gli scienziati altoatesini hanno esaminato i microrganismi trovati sulla pelle di Ötzi, nel suo tratto digerente e nell’acqua di fusione proveniente dall’interno della mummia di Similauno.

 

«Abbiamo già condotto degli esperimenti preliminari, sebbene non ancora sistematici, con buoni risultati. Abbiamo provato a creare un lievito madre», ha affermato il microbiologo Mohamed Sarhan. «Abbiamo ottenuto un impasto davvero ottimo». Lo studio, che ha mappato l’ecosistema microbico dell’Uomo dei Ghiacci è stato pubblicato sulla rivista scientifica Microbiome.

 

I microrganismi sono stati trovati sulla pelle, nel contenuto gastrico e nell’acqua di fusione della mummia. Si è scoperto che questi lieviti sono ancora attivi e capaci di degradare proteine e lipidi. Si è scoperto che questi lieviti sono ancora attivi e capaci di degradare proteine e lipidi.

 

Dopo circa due settimane di alimentazione con farina, il ceppo di lievito si è adattato all’ambiente dell’impasto, ha affermato. Poiché Ötzi è stato conservato a circa -6 °C (21,2 °F), «questi lieviti sono straordinari perché si sono adattati a temperature molto basse», ha aggiunto. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Microbiome, ha mappato l’ecosistema microbico dell’Uomo dei Ghiacci. I lieviti isolati mostrano una sorprendente parentela con ceppi antartici, in grado di resistere a temperature estreme.

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Secondo Sarhan, i ceppi appena scoperti potrebbero offrire vantaggi all’industria alimentare moderna, consentendo la fermentazione a temperature di refrigerazione e durante il trasporto, con conseguente risparmio energetico.

 

«Il pane è attualmente una delle applicazioni più ovvie che stiamo prendendo in considerazione; un’altra è la birra, di cui abbiamo già discusso con gli esperti».

 

Lo studio ha rivelato che il microbioma della mummia contiene diversi strati di vita microbica, tra cui tracce della sua vita, organismi che hanno colonizzato il corpo dopo la morte nel ghiacciaio e microbi moderni introdotti durante decenni di manipolazione e conservazione. Le analisi genetiche hanno suggerito che i ceppi di lievito amanti del freddo provengono dall’ambiente glaciale in cui Ötzi è stato conservato e sono rimasti associati alla mummia per millenni.

 

Ötzi rappresenta forse la massima celebrità bolzanina. Un intero museo gli è dedicato: purtroppo negli ultimi anni sembra sparito il piano dedicato alle bizzarrie intorno all’isteria riguardo alla mummia, con documenti come gli articoli di giornale che raccontavano di donne che volevano essere messe incinte con il DNA di Ötzi, persone che si dichiaravano suoi discendenti.

 

Nel piano si mostrava il tuatuaggio di Brad Pitt – saltuario frequantatore di quelle parti delle Alpi – che ha il corpo rattrappito dell’Ötzi inciso sull’avambraccio: lo stesso Ötzi rappresenta l’uomo tatuato più antico del mondo. Sul suo corpo sono visibili ben 61 tatuaggi: schiena, lombi, ginocchia, caviglie e polsi sono disegnati, piccole incisioni sulla pelle strofinate con polvere di carbone vegetale, linee parallele, punti e croci. Più che a questioni estetiche, gli scienziati ipotizzano una forma primitiva di agopuntura.

 

Ora il museo, oltre che al tubone in cui la mummia è crioconservata e mostrata al pubblico tramite un oblò, offre altre attrazioni, come la possibilità di indossare una riproduzione del suo giaccone pelose, davvero interessante. Vale la pena di notare come la stanza che ricorda che si tratta letteralmente di un cold case – l’uomo potrebbe essere stato ucciso – contenga, in un apposito angolo, le ipotesi sulla morte fatte dai visitatori, dove spunta talora una teoria che all’epoca eravi sui giornali di carta, e ora, dopo decenni di femminismo ingravescente, risulta introvabile in rete: ad uccidere il pover’uomo sarebbe stata sua moglie, «Ötza», magari in combutta con un amante.

 

 

Insomma, anche 50 secoli fa, cherchez la femme. Ötzi cornuto e mazziato: il mondo rimane identico nei millenni, ed è, in fondo, un sollievo.

 

Ötzi è stato trovato sul Giogo di Tisa, a 3.210 metri di quota nelle Alpi Venoste (nei pressi del monte Similaun), in Val Senales, Alto Adige.Il corpo venne avvistato per caso il 19 settembre 1991 dai coniugi tedeschi Erika e Helmut Simon. La mummia affiorò dal ghiaccio a causa di un’estate insolitamente calda.

 

Poiché il ritrovamento è avvenuto in una zona di cresta estremamente vicina alla linea di demarcazione di stato, si è scatenata un’accesa disputa territoriale tra Italia e Austria per rivendicarne la proprietà. Nei giorni subito successivi al recupero, si pensava che il sito fosse in Austria. La mummia fu quindi trasferita all’Istituto di Anatomia dell’Università di Innsbruck per essere analizzata e messa al sicuro.

 

Il 2 ottobre 1991, le autorità dei due Paesi disposero un rilievo topografico congiunto ed estremamente preciso. I rilievi geometrici accertarono che il punto esatto del ritrovamento si trovava in territorio italiano per soli 92,56 metri rispetto alla linea di confine.

 

Nonostante la certezza che la mummia appartenesse all’Italia sotto il profilo del diritto internazionale, Roma e Bolzano concessero agli scienziati austriaci di Innsbruck di completare i primi studi scientifici urgenti. Al termine delle ricerche programmate, nel gennaio 1998, l’Austria ha restituito ufficialmente il reperto archeologico all’Italia.

 

Immagine di MOs810 via Wikimedia CC BY-SA 4.0

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Il celebre alpinista altoatesino Rinaldo Messner ha avuto un ruolo casuale ma cruciale nelle primissime fasi del ritrovamento di Ötzi, sia dal punto di vista scientifico che da quello politico. Fino al suo arrivo sulla scena, le autorità e i soccorritori locali pensavano che il corpo appartenesse a un alpinista scomparso in tempi recenti (forse il professor Music, un docente universitario scomparso nel 1941). Il Messner osservò attentamente i resti degli indumenti in pelle e i contenitori di corteccia di betulla che affioravano dal ghiaccio.

 

Il gestore del vicino rifugio Similaun, Markus Pirpamer, mostrò a Messner uno schizzo dell’ascia che era stata parzialmente estratta. Guardando quell’equipaggiamento, Messner fu il primo in assoluto a ipotizzare che il corpo fosse antico, stimando inizialmente un’età di almeno 500 anni (sbagliando per difetto, dato che la mummia risale a oltre 5.000 anni fa, ma capendo subito che non si trattava di un cadavere moderno).

 

Nel 2016, in occasione del 25° anniversario del ritrovamento, lo stesso Messner – già noto per le sue affermazioni sugli incontri con lo Yeti in Himalaya, che secondo lui è il grande orso bruno himalayano (noto localmente come tshemo) – ha rivendicato un ruolo politico decisivo nell’assegnazione della mummia all’Italia. L’alpinista ha dichiarato pubblicamente: «se non fossi passato subito sul luogo di ritrovamento e se non l’avessi indicato come territorio italiano, gli austriaci avrebbero preso Ötzi e lo avrebbero tenuto per sempre».

 

Curiosamente, a causa della sua presenza sul posto e della sua fama, all’epoca nacquero persino delle bizzarre teorie complottiste secondo cui lo stesso Messner avrebbe portato la mummia sul ghiacciaio per orchestrare una trovata pubblicitaria a favore di sue imprese alpinistiche, accuse che egli ha sempre definito «insopportabili».

 

Tanto più che, con l’avvento dell’Ötzi il Messner ha perduto lo status di massima celebrità altoatesina, cedendo il posto alla mummia, fors’anche più trendy di quella di Tutankhamon, che di fatto ha solo 3.350 anni, 2000 in meno rispetto all’inossidabile uomo di Similauno, vero eroe sudtirolese.

 

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Immagine di OetziTheIceman via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 2.0

 

 

 

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Elon Musk chiede quanto costa la Gran Bretagna

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L’11 agosto 2026 Elon Musk ha pubblicato su X una risposta di appena quattro parole che ha immediatamente scatenato reazioni, meme e speculazioni: «How much is it?» («Quanto costa?»). L’oggetto della domanda non era un oggetto, ma l’intero Regno della Gran Bretagna.   Il messaggio era rivolto a un post satirico del Babylon Bee, il sito americano di fake news umoristiche (sempre meno umoristiche, vista la sudditanza alla causa israeliana), che annunciava: «Elon Musk compra il Regno Unito per instaurarvi la libertà di parola».  

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Il Babylon Bee aveva ripreso un articolo del 2024 e lo aveva rilanciato. Musk ha giocato lungo, usando esattamente la stessa formula che nel 2017 aveva impiegato quando qualcuno gli suggeriva di acquistare Twitter. All’epoca sembrava solo una battuta. Cinque anni dopo, nel 2022, il miliardario completò l’acquisto della piattaforma per circa 44 miliardi di dollari e la trasformò in X, motivando l’operazione proprio con la difesa della libertà di parola.   Il parallelismo non è sfuggito a nessuno. In poche ore il tweet ha raccolto decine di migliaia di like e migliaia di citazioni. E quantità di meme esilaranti, spesso potenziati dai video AI.      

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C’è chi ha iniziato a calcolare seriamente quanto «costerebbe» il Regno Unito. Secondo i dati più recenti dell’Office for National Statistics (ONS 2025), il patrimonio netto nazionale britannico ammonta a circa 13,3 trilioni di sterline (circa 15,57 trilioni di euro al cambio attuale). Solo il patrimonio immobiliare vale intorno ai 9,2 trilioni di sterline. Il debito pubblico si aggira sui 3 trilioni.   Numeri che, anche al picco del patrimonio di Musk (arrivato al trilione di dollari poche settimane fa, per poi però decrescere giorni dopo l’entrata in borsa di SpaceX), restano fuori scala: servirebbero almeno una dozzina di «Elon» per avvicinarsi.   Alcuni sostenitori britannici hanno comunque applaudito, vedendo nel gesto un affondo contro le politiche restrittive sulla libertà di espressione nel Regno Unito. Altri lo hanno liquidato come l’ennesima provocazione mediatica.   Come riportato da Renovatio 21, Musk è entrato in polemiche acerrime con i recenti governi britannici.   Anni fa in un post Musk aveva lanciato l’hashtag #TwoTierKeir, a indicare la politica a doppio livello implementata apertamente dall’allora premier Keir Starmer. Pochi giorni dopo, il commissario della Metropolitan Police di Londra ha minacciato di incriminare gli stranieri per «istigazione all’odio» online, indicando Elon Musk, come qualcuno che potrebbe essere perseguito.   Dinanzi alle ondate di proteste degli autoctoni contro il programma di immigrazione massiva e i suoi effetti devastanti sulla società britannica e alla brutale repressione del governo britannico, Musk ha ripetuto varie volte che «la guerra civile in Gran Bretagna è inevitabile».   Recentemente Elon ha dichiarato di appoggiare l’idea di una Norimberga per le grooming gang, le bande di stupratori pedofili pakistani. Il magnate si è altresì offerto di pagare la causa contro la polizia britannica nel caso del ragazzo inglese ucciso dall’immigrato sikh che lo accusava falsamente di avere proferito parole razziste.   In passato l’ultramiliardario tecnologico aveva domandato che Nigel Farage fosse sostituito al vertice del Reform Party, partito di opposizione che a suo dire non cavalca sufficientemente il tema della remigrazione, vista dall’ultramiliardario come «unica via» di salvezza per la crisi britannica a fronte di un’Europa che «sta morendo».   Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa la presidente del Partito Laburista, Anna Turley, ha attaccato Musk sostenendo che il miliardario stesse contribuendo ad alimentare le tensioni durante i disordini scoppiati a Belfast a seguito del brutale accoltellamento di un uomo da parte di un immigrato sudanese.

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Il vecchio del meme candidato dal popolo a prossimo presidente ungherese

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Un recente sondaggio d’opinione ha individuato l’uomo celebre per il meme «Hide the Pain Harold» come il candidato più gradito alla presidenza dell’Ungheria. Lo riporta il giornale britannico Guardian.

 

Andras Arato, un ingegnere elettrico ungherese in pensione divenuto noto online grazie al meme con l’espressione di tranquilla sofferenza, guida la classifica, ha indicato il giornale lunedì. Tra gli altri nomi rilevanti si annoverano la biochimica premio Nobel per il vaccino COVID Katalin Kariko e Erno Rubik, creatore del cubo di Rubik.

 

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Il partito Tisza del primo ministro ungherese Peter Magyar, che ad aprile ha battuto in maniera netta il partito di destra Fidesz di Viktor Orban, ha modificato la costituzione del Paese il mese scorso per allontanare l’ex presidente Tamas Sulyok dalla carica senza avviare una procedura di impeachment, nell’ambito di quello che Magyar ha definito un «cambio di regime».

 

Poco dopo la rimozione di Sulyok – generalmente ritenuto un fedele di Orban – dalla posizione, il primo ministro ha invitato politici, ONG e cittadini a proporre un successore.

 

Tuttavia, il giorno successivo alla dichiarazione, Magyar ha proposto la grande maestra di scacchi ungherese Judit Polgar, provocando una forte reazione negativa da parte dell’opinione pubblica. I critici hanno aspramente contestato la precipitazione della decisione e evidenziato un possibile conflitto di interessi legato alla sua doppia cittadinanza ungherese e israeliana.

 

Il Polgar ha declinato la candidatura, dichiarando di non potersi assumere «la responsabilità storica di unire una nazione divisa».

 

Dal momento in cui si è insediato, Magyar ha avviato una vera e propria epurazione, allontanando chiunque fosse visto come alleato di Orban, licenziando i vertici della procura, delle forze armate e dei media statali. Ha inoltre smantellato l’Ufficio per la Protezione della Sovranità, un contrappeso dell’era Orbán all’influenza di ONG straniere come le Open Society Foundations di George Soros.

 

Orban ha accusato il nuovo primo ministro di strumentalizzare la costituzione e il sistema giudiziario contro il suo partito. L’emendamento usato per destituire Sulyok era incostituzionale, poiché mirava a un singolo individuo anziché instaurare una norma di applicazione generale, ha affermato il partito.

 

L’Ungheria dispone di tempo fino al 20 agosto per eleggere un nuovo presidente, una figura in gran parte cerimoniale che tuttavia detiene il potere di sciogliere il parlamento e porre il veto sulle leggi. Chiunque occupi tale carica, però, dovrà confrontarsi con la possibilità di essere rimosso in qualsiasi momento dalla supermaggioranza parlamentare ungherese dei due terzi.

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Attacco di flatulenza da parte di uno spettatore: cinema evacuato

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Una proiezione del nuovo episodio della saga cinematografica di Spider-Man a Cartagena, in Colombia, è stata evacuata dopo che uno spettatore è stato colto da un violento attacco di flatulenza.   La fuga di gas intestinali si è verificata il 2 agosto durante la proiezione della pellicola Spider-Man: Brand New Day presso il cinema multisala Cine Colombia all’interno del centro commerciale Plaza Bocagrande, riporta il tabloide New York Post citando testate locali.   Secondo il racconto del dramma cine-meteoristico,. tutto procedeva a gonfie vele fino a metà film, quando uno spettatore flatulento ha deciso di dantescamente dar fiato alle trombe (Divina Commedia, Inferno, canto XXI, verso 139: «Ed elli avea del cul fatto trombetta»).   Il bombardamento olfattivo intrapreso dal misterioso signore scoreggione ha ben presto saturato la sala buia con un odore nauseabondo, spingendo il pubblico ad abbandonarele proprie poltroncine nel disgusto organolettico.   Secondo quanto riportato, le centinaia di appassionati dei film supereroistici stati evacuati nel corridoio. Immagini circolanti mostrano i fan marvelisti, visibilmente sconvolti, che si aggirano nel corridoio insieme a una persona esprimente un cospaly pure convincente dell’Uomo Ragno. La maschera tuttavia potrebbe non averlo protetto dai superpoteri gasieri del villain della situazione.  

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Sebbene la proiezione non fosse stata ufficialmente annullata, moltissimi spettatori hanno deciso di andarsene prima dei titoli di coda a causa dell’odore rivoltante.   Al momento, il colpevole non è stato identificato, sebbene alcune fonti affermino che abbia fatto esplodere una bomba puzzolente per scherzo o che non sia riuscito ad arrivare in bagno in tempo. Vi sarebbe stato subito un tentativo di capro espiatorio: molti spettatori hanno criticato aspramente uno spettatore per aver tagliato il formaggio durante la proiezione.   Gli scienziati hanno scoperto, grazie a una nuova «biancheria intima intelligente», che emettiamo il doppio di flatulenze di quanto si pensasse in precedenza.   «Non c’è più rispetto, ma non credo che qualcuno sia così spregevole da far evacuare un intero auditorium», ha detto uno spettatore scornato. Un altro si è chiesto: «per rovinare un intero cinema in quel modo, solo Dio sa cosa abbia mangiato quella persona».   Altri hanno definito l’anonimo flatulente il vero «cattivo» del film. Non devono lamentarsi: nel 2012, durante una proiezione del film Il cavaliere oscuro – Il ritorno, il ventiquattrenne James Holmes, vestito dal cattivo della storia Joker, aprì il fuoco massacrando 12 persone e ne ha ferite altre 70.   Anche lì ci sarebbe da chiedersi cosa avesse ingerito il perpetratore. Vi sono voluti mesi di reticenze da parte di forze dell’ordine e giornali prima di scoprire che l’Holmes, dottorando in neuroscienze, aveva nel suo appartamento clonazepam e pastiglie generiche di sertralina, il medicinale commercializzato con il nome di Zoloft.   A questo punto, comprenda il lettore, meglio il cibo pesante e i peti che lo psicofarmaco e la strage.  

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