Persecuzioni
Francia, il segreto della confessione: cronaca di un naufragio parlamentare scongiurato
Il disegno di legge «post-Bétharram» ha appena superato una fase cruciale all’Assemblea nazionale. Tra tentativi di porre l’istruzione cattolica sotto il controllo statale e tentativi di violare l’assoluta segretezza della confessione, uno sguardo a una settimana di intense tensioni in cui la legge divina si è quasi scontrata frontalmente con la legge umana.
I francesi spesso assistono impotenti, ma con lucidità, agli attacchi metodici sferrati contro gli ultimi residui dell’identità cristiana della Francia. Con il legittimo pretesto di combattere la violenza nelle scuole, i sostenitori della laicità di Stato hanno tentato di introdurre una misura di gravità senza precedenti: lo smantellamento legale del segreto della confessione.
Questa offensiva scaturisce dall’inchiesta parlamentare avviata dopo il clamoroso scandalo dell’Istituto Bétharram. Presentato frettolosamente dal gruppo «Insieme per la Repubblica» di Gabriel Attal, il disegno di legge mirava inizialmente a ridefinire l’equilibrio tra Stato e istituzioni religiose, minando direttamente le nostre libertà fondamentali.
Protesta episcopale
Con l’avvicinarsi del dibattito all’Assemblea Nazionale, il disegno di legge è stato sul punto di essere respinto, tanto che la Conferenza Episcopale di Francia (CEF) è stata costretta ad abbandonare la sua proverbiale timidezza e a rilasciare una dichiarazione dai toni decisi. Pur accogliendo con favore l’intento di tutelare i minori, l’episcopato ha formalmente denunciato gli articoli repressivi del disegno di legge, che violano la libertà di coscienza, il segreto professionale, la libertà accademica e, soprattutto, la libertà di culto.
Le preoccupazioni si sono concentrate principalmente sull’articolo 9 della suddetta legge. Tale testo stabilisce esplicitamente che i ministri di culto sarebbero obbligati a denunciare gli atti di violenza contro i minori, anche se ne fossero venuti a conoscenza nell’esercizio delle loro funzioni spirituali. Il testo affermava che «nessun ‘sigillo di confessione’ potrebbe prevalere su tale obbligo».
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Cronologia di una lotta di potere
Gennaio 2000 – Dicembre 2002 | Il precedente legale: mons. Pierre Pican fu incriminato e successivamente condannato (con pena sospesa) per non aver denunciato le azioni di padre Bissey. Fondamentale fu la sentenza del 17 dicembre 2002 della Corte di Cassazione, che confermò l’obbligo assoluto per i sacerdoti di mantenere la riservatezza delle informazioni apprese nel corso del loro ministero, sancendo così il segreto professionale della confessione nel diritto repubblicano.
29 maggio 2026 | Il grido d’allarme: di fronte al rapporto della commissione post-Bétharram, i vescovi si sono appellati pubblicamente ai parlamentari. Hanno denunciato l’articolo 9 (abolizione del segreto confessionale) e il controllo statale sull’istruzione privata (abuso di ispezioni quinquennali che compromettono il «carattere distintivo» delle scuole e la creazione di un Consiglio Accademico volto a rafforzare il controllo statale).
1° giugno 2026 | La ritirata: Di fronte alle proteste di numerosi parlamentari di destra e dell’episcopato, il governo ha parzialmente capitolato: l’emendamento finale e il testo adottato non hanno di fatto abolito il segreto confessionale per i ministri di culto. Il segreto confessionale è rimasto intatto. Il disegno di legge è stato approvato in prima lettura con 187 voti favorevoli e 0 contrari. Ma mentre il segreto confessionale è preservato, il testo inasprisce drasticamente il controllo sull’istruzione privata: creazione di «liste nere» di persone escluse, controlli periodici dei precedenti ogni tre anni e misure di controllo amministrativo preventivo.
La vigilanza rimane essenziale
Sebbene una delle libertà fondamentali della Chiesa sia stata temporaneamente preservata con l’eliminazione della disposizione sulla confessione, il testo definitivo, adottato all’unanimità, rappresenta comunque un serio monito per le famiglie cattoliche. L’istruzione privata si trova intrappolata in una rete amministrativa sempre più stretta.
Tra l’introduzione di un «controllo periodico» triennale di tutti gli adulti che entrano in contatto con i bambini, le misure di controllo amministrativo che consentono la rimozione di un insegnante sulla base di semplici «gravi motivi per ritenere che rappresenti un rischio» (un concetto eminentemente soggettivo nelle mani di un’amministrazione laica) e la creazione di una «lista nera», lo Stato si sta concedendo un potere di controllo esorbitante sulle nostre scuole e minacciando direttamente il nostro «carattere distintivo».
Oggi più che mai, la vigilanza rimane essenziale.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine di Guilhem Vellut via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generi
Persecuzioni
Uomo armato di coltello interrompe il rosario prima della Messa per accoltellare una donna pro-life
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Persecuzioni
Il dittatore anticattolico Ortega dichiara la fine delle elezioni in Nicaragua
Le elezioni rappresentano ormai un ricordo del passato in Nicaragua, ha affermato nel fine settimana Daniel Ortega, l’ottantenne dittatore anticattolico del Paese.
Secondo quanto riportato dal Guardian, Ortega ha dato l’annuncio durante una cerimonia per celebrare il 47° anniversario della rivoluzione sandinista del 1979.
«Non ci saranno più elezioni qui, così che [i partiti di opposizione] possano tentare di impadronirsi del governo e del potere», ha dichiarato. «Collaboreremo con l’Assemblea Nazionale e le istituzioni competenti sulle leggi, perché abbiamo bisogno di leggi che costruiscano un muro, una barriera, contro i golpisti e i traditori che svendono il loro Paese».
NUNCA VOLVERÁN A HABER ELECCIONES ❌
Así lo acaba de anunciar el señor Daniel Ortega que en Nicaragua se acabaron las elecciones para elegir a sus futuros presidentes.
El seguirá siendo las veces que quiera y se le de la gana. pic.twitter.com/4RmydUw7p1
— TEAM NAYIB BUKELE 🇸🇻 (@nayibnoticiasSV) July 20, 2026
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Le elezioni erano già state svuotate di significato, con i partiti di opposizione messi al bando e i candidati avversari arrestati nel 2021, scrive LifeSite.
Secondo l’organizzazione internazionale Freedom House, i diritti politici sono praticamente inesistenti e le libertà civili non versano in condizioni molto migliori in Nicaragua, documentando un costante deterioramento della democrazia da quando Ortega è salito al potere.
L’anno scorso il regime ha attribuito alla presidenza il potere di «coordinare» gli organi legislativi, giudiziari, elettorali e di controllo; inoltre, dal 2007, il regime ha «chiuso o confiscato almeno 61 organi di informazione nazionali, ha privato della cittadinanza 25 giornalisti, ne ha costretti 283 all’esilio e ne ha imprigionati 15, di cui 4 sono tuttora in detenzione».
«Le autorità hanno continuato a reprimere la libertà religiosa, anche attraverso la sorveglianza del clero, la confisca dei beni ecclesiastici e il divieto di processioni religiose, comprese quelle pasquali, di fatto proibite durante l’anno», afferma il rapporto. «A settembre, l’ONG Nicaragua Never Again ha riferito che il regime aveva espulso almeno 261 figure religiose e chiuso 1.294 organizzazioni religiose dal 2018».
Come riporato da Renovatio 21, solo tre settimane fa la polizia del Nicaragua ha arrestato un prelato cattolico di 80 anni, Abelardo Mata, vescovo emerito di Estelí, dopo che questi aveva invitato pubblicamente a pregare per la Chiesa perseguitata nel Paese. Tre anni fa era stata la volta del vescovo di Siuna Isidoro Mora, arrestato mentre pregava per il vescovo di Matagalpa Rolando Alvarez, che era stato a sua volta arrestato e condannato a 26 anni di carcere.
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Secondo un rapporti dell’avvocatessa che da anni documenta le persecuzioni nel Paese Martha Molina, dal 2019, le autorità nicaraguensi hanno vietato più di 16.500 processioni religiose. E 309 tra sacerdoti, monaci e suore sono stati costretti ad abbandonare il loro ministero, molti dei quali espulsi o costretti all’esilio. A gennaio era emerso che il regime aveva ordinato al clero della diocesi di Leon di astenersi dal predicare fuori dalle chiese, un divieto emesso prima di una serie di missioni parrocchiali.
Come riportato da Renovatio 21, a marzo il regime aveva vietato le ordinazioni, mentre centinaia di preti, monaci e suore erano messi a tacere, con il clero confinato nelle chiese ed espulsioni ed arresti di preti. Ortega e la moglie sono arrivati quattro anni fa a vietare le processioni in onore dell’Immacolata Concezione.
L’anno scorso, in quella che è con evidenza una persecuzione sistematica, il regime di Ortega aveva sequestrato il seminario maggiore di Matagalpa, diocesi dove la polizia è arrivata a sequestrare il vescovo. I gesuiti sono stati classificati «personae non gratae» con la confisca dei beni e la revoca dello status giuridico.
Il Vaticano, tuttavia, in questi anni ha giuocato la carta dell’appeasement, se non quella del silenzio più pilatesco.
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Immagine di Office of the President, Republic of China (Taiwan) via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Gender
Arrestato omosessuale che minacciava di sparare in una scuola cattolica, uccidere bambini e «qualche suora» per divertimento”.
USA 🇺🇸
Police have apprehended a 32 year old man who was planning to carry out a mass shooting at a Catholic school in Nebraska He said he wanted to kill ‘children and a few nuns for (expletive) funsies’ pic.twitter.com/b5JoI9aOsn — Catholic Arena (@CatholicArena) July 18, 2026
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