Militaria
Ecco la «città dei missili» iraniana: immagini dalla base sotterranea dei Pasdarani
Il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche dell’Iran – i cosiddetti Pasdaran – ha inaugurato una nuova base sotterranea, che si dice si trovi da qualche parte sulle coste meridionali del Paese.
Soprannominata «città missilistica», la struttura ospita decine di lanciamissili montati su camion, secondo un video pubblicato dall’esercito iraniano sabato.
Un video di due minuti mostra il comandante in capo dei Pasdarani, maggiore generale Hossein Salami, e il capo della forza navale, contrammiraglio Alireza Tangsiri, mentre ispezionano la rete sotterranea di tunnel dove sono posizionati i lanciamissili mobili.
Secondo Tangsiri, la base ospita i missili da crociera Qadr 380 dell’Iran, che possono essere schierati e lanciati in meno di cinque minuti. Questi missili hanno una gittata di oltre 1.000 chilometri e sono dotati di sistemi anti-jamming per contrastare la guerra elettronica, ha riferito l’agenzia di stampa IRNA.
Iran unveils new underground missile city. pic.twitter.com/2tzH5O4l0U
— Globe Eye News (@GlobeEyeNews) January 10, 2025
🚨🇮🇷 BREAKING: IRAN UNVEILED a new underground missile city. pic.twitter.com/FtVhd8Icmj
— Jackson Hinkle 🇺🇸 (@jacksonhinklle) January 13, 2025
JUST IN: 🇮🇷 Iran unveils another new underground missile city. pic.twitter.com/rYindZi0BE
— BRICS News (@BRICSinfo) February 1, 2025
⚡️JUST IN
Iran has unveiled a new Underground Missile City for coastal defenses near the Persian Gulf.
The underground complex is stocked with hundreds of anti-ship cruise missiles with a range of 1,000 km. pic.twitter.com/zQKmcRrMYZ
— Iran Observer (@IranObserver0) February 1, 2025
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La struttura presentata sabato è la terza base di questo tipo in Iran, secondo l’IRNA. A metà gennaio, la Marina dei Pasdaran ha svelato un’altra base missilistica antinave sotterranea lungo la costa del Golfo Persico. Una struttura simile era stata precedentemente svelata dall’Aeronautica delle Guardia della Rivoluzione il 10 gennaio, anche se la sua posizione esatta non è stata rivelata.
Tehran ha affermato che il suo programma missilistico è un deterrente contro avversari come gli Stati Uniti e Israele. Durante l’ispezione di sabato, Salami ha affermato che la presentazione aveva lo scopo di impedire ai nemici di Teheran di fare “errori di calcolo” che potrebbero portare a gravi conseguenze.
All’inizio di gennaio, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha elogiato il programma missilistico del paese come fattore cruciale per scoraggiare le minacce straniere. «Ho detto molte volte e credo fermamente che se non fosse per le nostre capacità missilistiche, nessuno starebbe negoziando con noi», ha detto Araghchi all’epoca.
Araghchi ha sostenuto che gli Stati Uniti e i suoi alleati rispondono solo alla forza, e la potenza missilistica dell’Iran li costringe a impegnarsi diplomaticamente piuttosto che ricorrere alla forza. Le sue osservazioni sono seguite alle crescenti tensioni tra Israele e Iran, che hanno comportato una serie di attacchi a lungo raggio trai due Paesi lo scorso anno.
Come riportato da Renovatio 21, nei primi giorni di gennaio, quando ancora era in carica la passata amministrazione USA, era emerso che Biden aveva tenuto un incontro ad alto livello alcune settimane fa per discutere di una possibile azione militare contro gli impianti nucleari iraniani.
Il capo dell’ente atomico dell’ONU AIEA Rafael Grossi tre mesi fa ha dichiarato che i siti nucleari dell’Iran «non dovrebbero essere attaccati».
L’Iran due mesi fa aveva annunziato l’espansione del proprio programma nucleare.
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Immagine screenshot da YouTube
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Trump contro il segretario della Guerra Hegseth
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Zelens’kyj vuole missili 300 intercettori. Non è chiaro se vi siano
Volodymyr Zelens’ky ha richiesto 300 intercettori Patriot ai sostenitori occidentali dell’Ucraina, lamentandosi del fatto che dovrebbero difendere l’Ucraina invece di «stare chiusi nei magazzini». La richiesta evidenzia una realtà concreta che nessuna manovra politica può cambiare.
Nel decennio compreso tra l’anno fiscale 2015 e il 2024, il dipartimento della Difesa statunitense ha acquistato in media poco meno di 270 intercettori PAC-3 Missile Segment Enhancement all’anno, secondo il Center for Strategic and International Studies.
Lo Zelens’kyj sta quindi chiedendo una fornitura di poco più di un anno di missili americani, da consegnare in un’unica soluzione, attingendo a scorte già esaurite a causa di due guerre simultanee.
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Le ragioni di questa richiesta sono innegabili. Nell’attacco russo a Kiev del 1° agosto, la difesa aerea ucraina ha intercettato solo uno dei 27 missili balistici in arrivo, secondo i dati riportati dall’Associated Press.
Il Patriot è l’unico sistema missilistico in dotazione all’Ucraina in grado di intercettare l’Iskander-M russo, e l’Ucraina ne ha di fatto esaurito le scorte. Questo non è l’unico missile di cui vi è carenza. Il CSIS ha riferito a dicembre che nessun nuovo intercettore THAAD era stato consegnato all’inventario statunitense da luglio 2023, poiché la produzione si era spostata su ordini esteri, inclusi 360 intercettori per un singolo contratto saudita, mentre la guerra di dodici giorni tra Israele e Iran del giugno 2025 ha consumato più di 150 THAAD e circa 80 intercettori SM-3 in dodici giorni.
Il dato più significativo tuttavia è di natura amministrativa, scrive EIRN. L’esercito statunitense ha aumentato il suo fabbisogno dichiarato di intercettori PAC-3 MSE da 3.376 a 13.773 missili, un incremento di quattro volte rispetto a quanto dichiarato dall’esercito stesso. Gli intercettori vengono costruiti su un numero limitato di linee di assemblaggio da una forza lavoro che richiede anni di formazione, e da catene di approvvigionamento di piccole aziende che non possono espandersi grazie a stanziamenti supplementari.
La guerra le sta consumando più velocemente di quanto l’industria riesca a produrle, ed è proprio questa carenza che ha spinto il comandante americano in Europa a dichiarare questa settimana di dover scegliere tra difendere il territorio statunitense e difendere Israele. Si tratta di un vincolo economico-fisico, non politico.
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Come riportato da Renovatio 21, il presidente americano Donaldo J. Trump la scorsa settimana aveva respinto le notizie sulla penìa missilistica degli USA. Lo stesso Trump aveva promesso a Kiev la produzione di Patriot, ma ciò è ritenuto da molti come improbabile.
Osservatori hanno notato che, considerando il numero di missili intercettori americani sparati per ciascun missile iraniano, è fuor di dubbio che la guerra di Ormuzzo, e di consenguenza quella in Ucraina, è divenuta insostenibile.
Il mese scorso, Trump aveva dichiarato pubblicamente che le industrie automobilistiche americane potrebbero riconvertirsi in produttori di missili.
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Immagine di © European Union, 2026 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
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Guerra con l’Iran, gli USA hanno utilizzato «praticamente tutti» i loro missili balistici tattici
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That banner is NOT TRUE, @CNN. Shame on you.
We don’t hate the Fake News media enough. pic.twitter.com/QCwEoykQZR — Pete Hegseth (@PeteHegseth) August 4, 2026
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