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Vaccini

Danni da vaccino USA, 4 miliardi di dollari in risarcimenti. In crescita, come le morti

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Renovatio 21 pubblica questa traduzione su gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

 

L’Health Resources & Services Administration (Risorse sanitarie e amministrazione dei servizi americani) ha rilasciato a fine 2018 gli ultimi dati in dollari dei pagamenti del National Vaccine Injury Compensation Program (il programma nazionale di risarcimento danni da vaccino).

 

I rimborsi per i danni causati da vaccini ha appena superato i 4 miliardi di dollari.

 

Restando alle conclusioni del governo, i danni causati da vaccino riportati sono solo l’1% e i 4 miliardi di dollari, dunque, sono soltanto la punta di un iceberg. Nonostante le rassicurazioni del CMC e delle nostre agenzie federali che tutti i vaccini sono sicuri, i risarcimenti dicono tutt’altro. I danni causati da vaccino possono accadere e accadono – a bambini e adulti precedentemente sani.

 

I consumatori meritano di conoscere i fatti a proposito dei rischi completi possibili del vaccino.

 

Dalla parte della difesa dei bambini

Nella maggior parte delle comunicazioni sanitarie pubbliche sulla vaccinazione, gli esperti del settore sorvolano sui rischi del vaccino, liquidando come lieve ogni possibile «effetto collaterale». Tuttavia, i programmi vaccinali hanno sempre avuto conseguenze molto più gravi per alcuni.  Negli anni Settanta e nei primi anni Ottanta, per esempio, il vaccino Difterite-Tetano-Pertosse (DPTa) e la sua intera cellula di pertosse che contiene ha registrato così tanti danni che un documentario televisivo ha paragonato ricevere una dose di DPTa al gioco di una «roulette di vaccini».

Negli anni Settanta e nei primi anni Ottanta, per esempio, il vaccino Difterite-Tetano-Pertosse (DPTa) e la sua intera cellula di pertosse che contiene ha registrato così tanti danni che un documentario televisivo ha paragonato ricevere una dose di DPTa al gioco di una «roulette di vaccini».

 

Dopo che la debacle del DPTa aveva iniziato ad attrarre l’attenzione di tutti, i produttori di vaccino hanno cominciato a esercitare pressioni al Congresso per la protezione da cause legali di danni da vaccino.  Il congresso aveva le mani legate.

 

Nel 1986, il Presidente Reagan ha firmato alla luce del sole un articolo radicale della legislazione – il National Childhood Vaccine Injury Act (legge nazionale sui danni da vaccino nei bambini) – che ha lanciato quello che si definisce come un «rimedio alternativo all’azione giudiziaria per danni specificatamente correlati ai vaccini».

 

Un elemento chiave della legislazione ha coinvolto la creazione del Programma nazionale di risarcimento danni da vaccino (NVICP), a cui è stata attribuita la responsabilità di decidere (attraverso i lavori di un «tribunale dei vaccini» speciale) se i danni specifici e individuali dovrebbero essere soggetti a un risarcimento finanziario.

Mentre gli avvocati del Dipartimento di Giustizia fondato dal governo rappresentano e difendono fermamente gli interessi del sistema nazionale sanitario e i produttori di vaccini, il sistema, contro i consumatori, obbliga le persone che hanno subito danni da vaccino ad andare contro a un elevato onere della prova.

 

Nella trentennale storia del tribunale sui vaccini, gli individui e le famiglie hanno depositato più di 20 000 petizioni per risarcimento di danni da vaccino. Questo mese, anche se il 12% delle richieste rimane non giudicato, i pagamenti hanno superato la soglia dei 4 miliardi di dollari. Questa cifra è stata calcolata in seguito ad appena un terzo (31% o 6 276) delle petizioni depositate.

 

Non c’è modo di sapere quanti soldi il programma finanziato dalle tasse dovrà ancora pagare, dal momento che il tribunale non ha ancora scelto se respingere o meno le restanti petizioni (56%) – possibilmente facendolo in modo fraudolento, almeno in alcuni casi.

 

Passare sotto le forche caudine

Nei tre decenni passati, nonostante il dichiarato intento di fornire un «forum accessibile ed efficace per le persone che hanno scoperto di essere danneggiate da certi vaccini», il Programma nazionale di risarcimento danni da vaccino si è evoluto in una disputa protratta e avversa alla Davide e Golia.

 

Il tribunale dei vaccini, in realtà, non «è un tribunale per niente ma.. un programma finanziato dai consumatori che usa… dipendenti del Servizio sanitario nazionale, invece che giudici per prendere decisioni sui risarcimenti».

 

Mentre gli avvocati del Dipartimento di Giustizia (DOJ) fondato dal governo rappresentano e difendono fermamente gli interessi del sistema nazionale sanitario e i produttori di vaccini, il sistema contro i consumatori obbliga le persone che hanno subito danni da vaccino ad andare contro a un elevato onere della prova.  Per le richieste respinte, non c’è alcuna garanzia che il programma possa coprire nemmeno i diritti e le spese legali.

 

La difesa per la salute dei bambini ha recentemente richiamato l’attenzione ad un esempio lampante di errore a favore del settore e contro le persone danneggiate da vaccini.

 

Nel 2007 e 2008, i procuratori del Dipartimento di giustizia americano hanno dimostrato «una cattiva condotta ufficiale altamente disonesta e spaventosamente consequenziale» durante il procedimento Omnibus sull’autismo orchestrato a determinare il destino di 5400 famiglie che hanno presentato reclamo per casi di autismo causato da vaccino.

 

Il valore potenziale delle cause ha superato i 100 miliardi di dollari –cifra che «avrebbe portato in banca rotta il programma di risarcimento più volte»

Il valore potenziale delle cause ha superato i 100 miliardi di dollari –cifra che «avrebbe portato in banca rotta il programma di risarcimento più volte». Gli avvocati del dipartimento di giustizia del sistema sanitario, «sotto pressione» per togliere ai richiedenti il loro legittimo risarcimento, sono riusciti nel loro intento presumibilmente attraverso mezzi fraudolenti.

 

A settembre del 2018, il presidente della difesa sanitaria dei bambini Robert F. Kennedy, Jr e Rolf Hazlehurst (padre di uno dei bambini coinvolti nell‘ OAP, danneggiato da vaccino) hanno richiesto che l’ispettore generale del Dipartimento di Giustizia e il Congresso indagassero questa frode e ostruzione di giustizia da parte dei dipendenti del sistema sanitario nazionale e del Dipartimento di Giustizia.

 

Le persone che hanno richiesto petizione con l’NVICP devono soddisfare «criteri medici specifici» e di solito ci vuole molta fortuna, a meno che la loro malattia, disabilità o danno o condizione rientri nella tabella dei danni da vaccino NVICP e si manifesti entro un determinato lasso di tempo.

 

Come scenario possibile in cui i richiedenti dell’NVICP potrebbero incorrere, è per esempio una persona colpita da miocardite (infiammazione cardiaca) dopo la vaccinazione. Un articolo del 2018 presente nel BMJ Case Reports ha recentemente osservato che la miocardite è una delle «conseguenze più gravi correlate alla vaccinazione» ed «è stata riscontrata dopo diversi vaccini».

 

Un altro articolo recente su una rivista scientifica europea descrive i casi di miocardite post-vaccino (infiammazione sia del pericardio che del muscolo cardiaco) e altre malattie autoimmuni e spiega due meccanismi estremamente plausibili «per cui i vaccini possono causare reazioni autoimmuni».

 

Nella tabella sui danni da vaccino, tuttavia, l’unico punto in cui i sintomi cardiaci sono menzionati è in correlazione all’anafilassi – con le note della tabella che indicano che «non ci sono scoperte patologiche specifiche a conferma di una diagnosi di anafilassi» – e la maggior parte delle malattie autoimmuni sono visibilmente assenti.

 

La punta dell’iceberg

Comunque sia, i 4 miliardi di dollari pagati fino ad ora dall’NVICP sono una cifra che attira certo l’attenzione. Tuttavia, il totale non è nulla in confronto ai miliardi di dollari che i casi di autismo richiederebbero e che il tribunale ha ingiustamente archiviato.

 

Secondo il sistema nazionale sanitario, «meno dell’1% degli eventi avversi da vaccino è stato segnalato» e studi confermano che molti operatori sanitari non sono avvezzi  al sistema di segnalazione di danni da vaccino. Lo scioccante numero di danni da vaccino è così basso anche per il fatto che una persona su sei che ha esperienza di «un evento avverso dopo immunizzazione» (Adverse Event Following Immunization, AEFI) ha gli stessi effetti con le successive vaccinazioni, spesso valutati come «più gravi che gli iniziali AEFI».

 

Anche se solo una piccola percentuale di questi danni da vaccino non segnalati e ricorrenti fossero portarti avanti fino a ricevere un risarcimento, l’intera sede del consiglio dell’NVICP – e le pubblicità ingannevoli del CDC (Centro per il Controllo e la Prevenzione di Malattie USA) sulla sicurezza inattaccabile dei vaccini- crollerebbe.

 

La febbre dell’oro: la responsabilità civile incoraggia più vaccini

Al contrario, volutamente o non, i risultati finali dell’atto del 1986 e l’NVICP hanno alla fine portato alla creazione di un contesto «della febbre dell’oro» che incoraggia i produttori a sviluppare ancor più vaccini, mentre comodamente li esonera dalla loro responsabilità per i danni e i decessi che derivano dai loro potenti prodotti che alterano il sistema immunitario.

 

Con nessun incentivo a rendere i vaccini sicuri e un mercato ampio e lucrativo garantito dai Centri di controllo e prevenzione di malattie e dal programma di prevenzione dei vaccini dell’infanzia – così come un crescente sforzo a imporre vaccini non necessari e pericolosi agli adulti – i produttori di vaccini sembrano esserci riusciti.

 

I sostenitori della sicurezza pubblica e dei vaccini devono continuare a ricordare al governo che circa 6.300 richieste che sono state risarcite durante la storia trentennale dell’NVICP rappresentano davvero la punta estrema di un iceberg.

 

© 19 novembre 2018, Children’s Health Defense, Inc. Questo lavoro è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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Spirito

I vescovi italiani e i nuovi sacramenti pandemici

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Mentre la Fraternità San Pio X ha mille difficoltà per tenere aperte le proprie chiese in Québec – e si vede in molti casi obbligata a chiuderle – per non conformarsi all’obbligo di esigere la vaccinazione per i fedeli che si recano alle sacre funzioni, i vescovi italiani vanno oltre le stesse esigenze del governo e creano nuovi poteri sacramentali riservati ai vaccinati.

 

 

 

Attualmente, nonostante in Italia sia in vigore un «super green pass» che prevede la vaccinazione per prendere parte a quasi tutte le attività della vita civile, l’accesso ai luoghi di culto e la partecipazione alle funzioni sacre rimane regolato da un protocollo del governo del 7 aprile 2020, controfirmato dalla Conferenza Episcopale Italiana. Non è ora il luogo di discutere il valore legale (anche partendo dagli iniqui princìpi della costituzione italiana e del pessimo Concordato del 1984) di un simile documento. Resta il fatto che l’accesso alle funzioni sacre è tuttora possibile senza vaccino o tampone, rispettando delle imposizioni su distanziamenti, mascherine, comunione in mano, e simili distorsioni del culto.

 

I vescovi italiani però, sull’onda dell’entusiasmo per l’estensione delle esigenze vaccinali da parte del governo, non vogliono restare indietro. Molte diocesi hanno da mesi imposto di propria iniziativa il vaccino o il tampone ogni due giorni a preti, diaconi, ministri dell’Eucaristia, operatori pastorali etc., con uno zelo certamente degno di miglior causa.

 

Ma non ci si ferma qui. Per il Vescovo Francesco Beschi di Bergamo il vaccino è letteralmente «un obbligo morale», non solo legale.

Molte diocesi hanno da mesi imposto di propria iniziativa il vaccino o il tampone ogni due giorni a preti, diaconi, ministri dell’Eucaristia, operatori pastorali etc., con uno zelo certamente degno di miglior causa

 

Occorre ricordare che tutti i vaccini attualmente disponibili in Italia sono prodotti in maniera moralmente discutibile, e che la stessa Congregazione per la Dottrina della Fede riteneva accettabili solo per ragioni gravi, e anzi fino a poco tempo fa permetteva l’uso di prodotti provenienti da linee cellulari abortive solo a queste ristrette condizioni.

 

Siamo anche oltre le raccomandazioni di Papa Francesco a vaccinarsi come «atto d’amore». Nella diocesi, tutte le attività, tranne quelle strettamente cultuali, sono proibite a chi non possiede il green pass rafforzato.

 

Per la presentazione del nuovo Vescovo di Reggio Emilia, Mons. Giacomo Morandi, proveniente proprio dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, è stato richiesto il super green pass anche per entrare in cattedrale.

 

Ma questo è ancora niente. L’Arcivescovo di Salerno, Andrea Bellandi, presenta il vaccino come obbligo di coscienza, e aggiunge una norma alle tante che il governo già impone:

 

«Esigo espressamente che l’Eucaristia, durante le celebrazioni, NON VENGA DISTRIBUITA dai sacerdoti, diaconi o ministri straordinari non vaccinati. In caso di assoluta necessità, autorizzo che, per la distribuzione, venga scelta ad actum una persona di fiducia (religiosa o catechista) dotata di avvenuta vaccinazione».

 

Il potere sacramentale è stato sostituito dal super pass vaccinale, che sovrasta tutti i ministeri ecclesiali antichi e moderni

Sapevamo da tempo che i modernisti tengono per inesistente il dogma del Concilio di Trento (sess. XXIII, cap. I, DS 1764), per cui il potere del Sacramento dell’Ordine esiste per consacrare e DISTRIBUIRE l’Eucaristia. Ora scopriamo che il potere sacramentale è stato sostituito dal super pass vaccinale, che sovrasta tutti i ministeri ecclesiali antichi e moderni.

 

Ma non finisce qui. Scopriamo che non solo è possibile annullare il Concilio di Trento, ma lo stesso spirito evangelico più profondo e indiscutibile, che nessun eretico si sarebbe sognato di mettere in causa.

 

Mons. Bellandi ha infatti stabilito che «per quanto riguarda la visita agli anziani e agli ammalati, si abbia molta cautela, valutando i singoli casi e chiedendo l’esplicito consenso dei familiari. In ogni caso è fatto assolutamente divieto di compiere tali visite a coloro che non sono in possesso del green pass rafforzato».

 

Identiche disposizioni sono state prese a ruota da altri Vescovi campani, Mons. Cirulli Vescovo di Teano-Calvi e Mons. Soricelli Vescovo di Amalfi, che chiede pure «in maniera vincolante in coscienza» ai sacerdoti, diaconi e religiosi della diocesi di vaccinarsi.

 

Nostro Signore ci fa esplicito comando, sotto pena di dannazione eterna, di visitarlo nella persona degli ammalati. Ogni sacerdote ha in questo un dovere in carità, specie per amministrare i sacramenti

Nostro Signore ci fa esplicito comando, sotto pena di dannazione eterna, di visitarlo nella persona degli ammalati. Ogni sacerdote ha in questo un dovere in carità, specie per amministrare i sacramenti.

 

A maggior ragione un parroco, che si è assunto il dovere in giustizia di visitare i suoi infermi, dovrà rinunciarvi perché non è in possesso di un documento governativo (che tra l’altro non è richiesto per visitare dimore di privati, ma solo per alcune strutture per anziani), anche se assolutamente sano?

 

Dovrà aver paura di contagiare perché non vaccinato, anche se sa di essere «negativo», quando è provato e palese ed ufficiale che i vaccinati contagiano e si contagiano?

 

Il governo italiano non proibisce ai non vaccinati di visitare chi vogliono, e chi li vuole ricevere. Sarà possibile che i Vescovi lo proibiscano ai loro parroci, per la visita ai malati ed anziani?

 

Dovremo rinunciare a compiere i comandi del Vangelo (e i doveri di stato per i parroci) per un’esigenza che non è né legale né morale né ragionevole?

 

Faremo portare i sacramenti a laici vaccinati piuttosto che dal parroco sano ma non vaccinato?

 

L’obbedienza prona dei presuli non solo alle inique leggi dello Stato, ma perfino allo «spirito» di queste leggi, fa pensare al modo in cui si applicò il Vaticano II, non fermandosi ai già gravissimi errori messi per iscritto negli atti dell’assemblea, ma giustificando ogni aberrazione con lo «spirito» del Concilio

E questi laici sentiranno anche le confessioni?

 

L’obbedienza prona dei presuli non solo alle inique leggi dello Stato, ma perfino allo «spirito» di queste leggi, fa pensare al modo in cui si applicò il Vaticano II, non fermandosi ai già gravissimi errori messi per iscritto negli atti dell’assemblea, ma giustificando ogni aberrazione con lo «spirito» del Concilio.

 

Oggi lo «spirito» del governo Draghi non solo ispira ai Vescovi la negazione dei Concili dogmatici (ci eravamo abituati), ma fa perfino proibire l’esercizio della carità evangelica più basilare, quella su cui Papa Francesco dice tante belle parole quando si tratta di accogliere i migranti.

 

 

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.news

 

 

Immagine di Zitumassin via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

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Reazioni avverse

Scienziato MIT: i vaccini COVID potrebbero causare malattie neurodegenerative «paralizzanti» nei giovani

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

 

Stephanie Seneff, Ph.D., ricercatrice senior presso il MIT Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory, ha detto a Fox News che vaccinare i giovani contro il COVID può causare gravi malattie neurodegenerative, come il Parkinson e l’Alzheimer.

 

 

 

Dare ai giovani vaccini contro il COVID probabilmente causerà un «aumento allarmante di diverse importanti malattie neurodegenerative», Stephanie Seneff, Ph.D. ha dichiarato a Fox News Stephanie Seneff, Ph.D.

 

È «oltraggioso» vaccinare i giovani per COVID perché hanno un «rischio molto basso» di morire a causa del virus, ha affermato Seneff, ricercatore senior presso il MIT Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory di Cambridge, nel Massachusetts.

 

«Sia i vaccini mRNA e i vaccini vettore del DNA potrebbero essere un percorso verso malattie paralizzanti in futuro»

«Quando si guarda al potenziale danno di questi vaccini, non ha alcun senso», ha detto Seneff. «E i ripetuti booster saranno molto devastanti a lungo termine».

 

Seneff ha detto a Laura Ingraham di Fox News che ha fatto «molte ricerche» per aiutarsi a capire come i vaccini COVID possono portare a malattie neurodegenerative più avanti nella vita.

 

«È molto inquietante», ha detto.

 

 

«Attraverso l’azione simile al prione della proteina spike, vedremo probabilmente un allarmante aumento di diverse importanti malattie neurodegenerative, tra cui morbo di Parkinson, CKD, SLA e Alzheimer, e queste malattie si manifesteranno con crescente prevalenza tra le popolazioni più giovani e più giovani, in anni a venire»

Secondo la ricerca di Seneff :

 

«Sia i vaccini mRNA e i vaccini vettore del DNA potrebbero essere un percorso verso malattie paralizzanti in futuro. Attraverso l’azione simile al prione della proteina spike, vedremo probabilmente un allarmante aumento di diverse importanti malattie neurodegenerative, tra cui morbo di Parkinson, CKD, SLA e Alzheimer, e queste malattie si manifesteranno con crescente prevalenza tra le popolazioni più giovani e più giovani, in anni a venire».

 

«Purtroppo, non sapremo se i vaccini abbiano causato questo aumento perché di solito ci sarà una lunga separazione di tempo tra l’evento vaccinale e la diagnosi della malattia».

 

Quest’ultimo punto, ha detto Seneff, è «molto conveniente per i produttori di vaccini, che trarranno enormi profitti dalle nostre disgrazie, sia dalla vendita dei vaccini stessi che dall’alto costo medico del trattamento di tutte queste malattie debilitanti».

 

 

Il Team di Children’s Health Defense

 

 

 

© 14 gennaio 2024, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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Vaccini

Continuare a vaccinare «è una perdita di tempo»: parla l’ex presidente della Taskforce vaccinale britannica

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Vaccinare contro il COVID sarebbe «una perdita di tempo». La sorprendente dichiarazione viene dall’ex presidente della Taskforce britannica per la vaccinazione, il dottor Clive Dix. Lo riporta Epoch Times.

 

Il 16 gennaio il dottor Dix, che ha svolto un ruolo chiave nell’aiutare le aziende farmaceutiche a creare i vaccini COVID-19 , ha dichiarato alla radio LBC che «la variante Omicron è un virus relativamente lieve. E continuare a vaccinare le persone e pensare di farlo di nuovo per proteggere la popolazione è, a mio avviso, ora una perdita di tempo».

 

Dix ha affermato che l’attenzione ora dovrebbe essere rivolta alla protezione delle persone vulnerabili, come quelle con più di 60 anni, il 2% delle quali non è stato vaccinato.

 

«Dovremmo avere un approccio altamente mirato per far vaccinare quelle persone e chiunque altro sia vulnerabile»

«Dovremmo avere un approccio altamente mirato per far vaccinare quelle persone e chiunque altro sia vulnerabile», ha detto.

 

Sebbene il dottor Dix sostenga la campagna in corso , ha affermato di essere stato «critico» nel fare il richiamo a tutti poiché non è convinto che fosse necessario per i giovani.

 

 «Penso che l’idea al momento fosse quello di fermare l’infezione e la trasmissione dove chiaramente questi vaccini non lo fanno»

«Penso che l’idea al momento fosse quello di fermare l’infezione e la trasmissione dove chiaramente questi vaccini non lo fanno» ha dichiarato il dottor Dix.

 

L’ex presidente della taskforce vaccinale ha quindi dichiarato che il governo deve essere «molto concentrato» sull’educazione per il «futuro programma di vaccinazione» il prossimo inverno, suggerendo uno «studio sullo stato immunitario» dovrebbe essere condotto per «capire esattamente dove si trova l’immunità di tutti», in modo che «entro il prossimo inverno, possiamo davvero avere una politica di vaccinazione educata, utilizzando i vaccini giusti al momento giusto per le persone giuste».

 

Non si tratta della prima dichiarazione di Dix che va in controtendenza rispetto allo status quo medico pandemico.

 

La scorsa settimana il dottorw ha dichiarato a The Observer (la versione domenicale del Guardian) che la vaccinazione di massa contro COVID-19 dovrebbe finire e che il Regno Unito dovrebbe concentrarsi sulla gestione del coronavirus come malattia endemica, similmente a ciò che avviene per l’influenza.

 

«Ora dobbiamo gestire la malattia, non la diffusione del virus»

«Ora dobbiamo gestire la malattia, non la diffusione del virus», ha affermato il medico. «Quindi fermare la progressione verso una malattia grave nei gruppi vulnerabili è l’obiettivo futuro».

 

I consulenti medici del governo britannico hanno già riconosciuto che vaccinare la popolazione ogni tre o sei mesi è una prospettiva «insostenibile».

 

Sir Patrick Vallance, il principale consulente scientifico del Regno Unito, ha affermato il 3 gennaio che non è nella «visione a lungo termine» del governo somministrare a tutti un vaccino di richiamo ogni pochi mesi.

 

Come riportato da Renovatio 21, anche l’inventore del vaccino Oxford-Astrazeneca, Sir Andrew Pollard, ha pubblicamente dichiarato che «non è sostenibile o conveniente«» «vaccinare il pianeta ogni quattro o sei mesi».

 

I consulenti medici del governo britannico hanno già riconosciuto che vaccinare la popolazione ogni tre o sei mesi è una prospettiva «insostenibile»

Il 7 gennaio, il JCVI, il comitato consultivo sulla vaccinazione del governo del Regno Unito, ha raccomandato di non somministrare una quarta dose di vaccino COVID-19 ai residenti delle case di cura e alle persone con più di 80 anni.

 

Il JCVI ha affermato che le tre dosi dei vaccini stanno ancora fornendo «un’ottima protezione contro le malattie gravi» e una seconda dose di richiamo immediata per i più vulnerabili «fornirebbe solo un beneficio aggiuntivo limitato contro le malattie gravi in ​​questo momento».

 

 

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