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Consacrazioni FSSPX, mons. Viganò contro il card. Müller «gatekeeper del conservatorismo pseudocattolico»

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L’arcivescovo Carlo Maria Viganò replica alle accuse che il cardinale Mueller ha mosso al concistoro contro la Fraternità San Pio X e le consacrazioni previste per domani.

 

«Il cardinale Müller, invece di prendere atto della situazione di crisi devastante in cui versa la Chiesa Cattolica a causa della rivoluzione conciliare e sinodale, con sprezzo del ridicolo sostiene che la Gerarchia postconciliare non si è mai discostata dalla Tradizione, e che la Fraternità San Pio X si sbagli nell’affermare il contrario» ha scritto su X il prelato lombardo.

 

«Müller propone una versione rinnovata del motu proprioEcclesia Dei adflicta”, con il quale replicare la frode del 1988, spacciando per scisma la fedeltà al Magistero immutabile e per ortodossia l’accettazione degli errori del Concilio. Siamo al “credo quia absurdum”».

 


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«La chiesa conciliare e sinodale pretende di poter rimodellare la realtà addomesticandola alla propria narrazione. Essa esige dai fedeli un assenso acritico e contraddittorio, sotto pena di scomunica» continua l’arcivescovo. «Sua Eminenza crede che i chierici e i laici legati alla Fraternità possano essere accontentati offrendo loro un surrogato di ciò che già hanno, come si getta un osso a un cane da tenere alla catena».

 

«Müller scoprirà presto — e i membri degli Istituti ex-Ecclesia Dei con lui — che ridurre la denuncia del golpe conciliare a una questione cerimoniale è scelta miope e ideologica, specialmente quando la Gerarchia non ha alcuna intenzione di cedere minimamente sui principi ereticali di cui si fa promotrice» tuona sua Eccellenza.

 

«Chieda a Fernandez: si può mercanteggiare sulla dottrina della Grazia con i luterani e tributare onori prelatizi a un’eretica anglicana, ma non è consentito esprimere la minima perplessità per il feticcio del Vaticano II. Eppure Müller sostiene che la chiesa postconciliare non si sia allontanata dal solco della Tradizione…»

 

«Il conservatorismo pseudocattolico di questi gatekeeper è strumentale all’implementazione della sinodalità e va sdegnosamente respinto» conclude monsignor Viganò.

 

Come riportato da Renovatio 21, nelle scorse ore il cardinale  Müller ha esortato il Collegio cardinalizio a rispondere alla «Professione di fede cattolica» della Fraternità Sacerdotale San Pio X, che a suo dire equivale a una «scandalosa accusa» secondo cui Roma avrebbe abbandonato la fede cattolica, proponendo al contempo una nuova struttura per accogliere i membri che cercano la «piena comunione» con Roma dopo le consacrazioni episcopali previste per domani 1° luglio.

 

Il già nunzio apostolico negli USA aveva in passato attaccato la posizione del cardinale tedesco e della gerarchia conservatrice dinanzi alle consacrazioni FSSPX vaticana definita da Viganò come «opposizione controllata» di Leone.

 

In un altro comunicato che reagiva agli scambi tra la FSSPX e il prefetto al Dicastero della Fede cardinale Victor Emanuel«Tucho» Fernandez, monsignore aveva chiosato: «lo scisma c’è: ma è quello di una «chiesa» disposta a rinnegare tutti i Dogmi Cattolici per salvare il superdogma conciliare e sinodale».

 

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«Tornate sui vostri passi!»: Leone scrive alla FSSPX a poche ore dalle consacrazioni

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Renovatio 21 pubblica la lettera che Leone XIV ha inviato a don Davide Pagliarani, superiore generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, a poche ore dalle consacrazioni previste ad Econe per domani mattina. Come noto, don Pagliarani ha chiesto ripetutamente incontri con il Santo padre, senza però ricevere risposta. La minaccia di scomunica è stata resa palese nelle scorse settimane dal prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede cardinale Victor Emanuel «Tucho» Fernandez, che aveva incontrato il superiore FSSPX mesi fa subito dopo l’annuncio delle nuove consacrazioni episcopali della Fraternità fondata da monsignor Lefebvre. La minaccia era stata reiterata dallo stesso romano pontefice ai giornalisti assiepati ai cancelli di Castel Gandolfo due settimane fa.    

Al Reverendo Don Davide Pagliarani Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X

  Con animo paterno desidero rivolgermi a Lei e, per mezzo Suo, ai vescovi, ai sacerdoti, ai seminaristi e ai fedeli legati alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, consapevole della responsabilità che il Signore mi ha affidato come Successore dell’Apostolo Pietro.   La Chiesa riconosce l’attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla Tradizione che caratterizzano molte persone e comunità legate a codesta Fraternità. Ciò ha motivato l’atteggiamento di attenzione e di benevolenza che i miei Predecessori vi hanno costantemente manifestato.   Con questo spirito, e colmo di affetto cristiano, vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione.   La Chiesa è disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo.   Prego per voi, perché lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori. Per l’autorità ricevuta da Cristo, con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza, sento il dovere di chiedervi di desistere dal vostro intento e affido queste intenzioni al Cuore Immacolato di Maria, Madre del Buon Consiglio.   Dal Vaticano, 29 giugno 2026 Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo  

LEONE PP. XIV

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Immagine di Catholic Church England and Wales via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)
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Écône, ordinazioni al sacerdozio e al diaconato: il video

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In attesa della consacrazione dei vescovi prevista per domani 1 luglio 2026, si è tenuta l’annuale cerimonia di ordinazioni sacerdotali della FSSPX a Econe, in Svizzera, presso il Seminario Internazionale San Pio X fondato da monsignor Marcel Lefebvre.

 

La cerimonia è stata presieduta da Sua Eccellenza il vescovo Bernard Fellay, che ha conferito il sacramento dell’Ordine sacro a cinque nuovi sacerdoti della Fraternità Sacerdotale San Pio X: padre Bunge (Argentina), padre Braun (Francia), padre Gandia (Argentina), padre Richter (Belgio), padre Hernanz (Spagna).

 

Sono stati inoltre ordinati diaconi tre seminaristi, due francesi e uno lussemburghese.

 

Di seguito il video integrale del rito.

 

 

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Il card. Müller chiede una risposta del Vaticano alla FSSPX e una nuova commissione per chi cerca «piena comunione»

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Il cardinale Gerhard Müller ha esortato il Collegio cardinalizio a rispondere alla «Professione di fede cattolica» della Fraternità Sacerdotale San Pio X, che a suo dire equivale a una «scandalosa accusa» secondo cui Roma avrebbe abbandonato la fede cattolica, proponendo al contempo una nuova struttura per accogliere i membri che cercano la «piena comunione» con Roma dopo le consacrazioni episcopali previste per il 1° luglio.   Durante il concistoro straordinario dei cardinali del 26 giugno, Müller ha invitato la Santa Sede a «respingere» quella che ha definito «l’accusa scandalosa che la Chiesa romana si sia allontanata dalla fede cattolica». Riferendosi alla prevista consacrazione dei vescovi senza mandato papale, ha aggiunto: «di fronte all’atto scismatico di consacrazione episcopale effettuata senza la preventiva comunione con il papa, non ci devono essere ambiguità».   «È nostro dovere, in virtù del nostro ufficio, sia individualmente che come collegio, respingere la scandalosa accusa che la Chiesa romana si sia allontanata dalla fede cattolica» ha affermato il cardinale.   Nella prima parte del suo intervento Müller ha lodato la decisione di papa Leone XIV di riunire annualmente i cardinali, dichiarando: «Ringrazio il Santo Padre per aver riaffermato il ruolo fondamentale del Collegio cardinalizio per la Chiesa universale. Da Ireneo di Lione al Concilio Vaticano I, il primato del Papa non è mai stato considerato come appartenente a un singolo individuo, bensì come primato della Chiesa di Roma».   Il cardinale ha poi criticato l’organizzazione del concistoro, auspicando maggiore spazio per il dibattito: «in ogni raffigurazione e fotografia dei concili, viene mostrata la discussione plenaria. Di conseguenza, il libero scambio di opinioni, preceduto da interventi attentamente preparati, dovrebbe precedere il lavoro di gruppo e dovrebbe avere maggiore spazio di quanto non avvenga attualmente».

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Il cardinale germanico ha sottolineato che la «Professione di fede cattolica» distribuita dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X conterrebbe accuse contro la Chiesa che richiedevano una risposta esplicita. Il Mullerro ha quindi proposto di istituire una commissione simile alla ex Ecclesia Dei per agevolare la riconciliazione di chi, dopo le consacrazioni, desiderasse tornare alla «piena comunione» con Roma.   «Il confine dello scisma viene definitivamente oltrepassato quando viene violato il ministero del Vescovo di Roma, quale principio visibile e fondamento duraturo dell’unità della Chiesa nella verità rivelata» ha tuonato il cardinale già allievo di Gustavo Gutierrez, iniziatore della teologia della liberazione. Citando il cardinale Stanislao Hosius, ha aggiunto che «non è cattolico chi è in disaccordo con la Chiesa romana sulla dottrina della fede» e ha concluso che «Le sue parole si applicano ugualmente ai lefebvriani dei nostri tempi».   L’intervento è stato accolto senza discussione pubblica, ma diversi cardinali hanno espresso apprezzamento per la franchezza di Müller. Le consacrazioni di quattro nuovi vescovi da parte della FSSPX sono previste per domani  1° luglio a Écône, senza mandato pontificio, richiamando i fatti del 1988, quando monsignor Lefebvre consacrò quattro vescovi, incappando nella scomunica di Wojtyla, poi revocata da papa Ratzinger, che poi lasciò il trono di Pietro, mentre gli strascichi delle polemiche sulle scomuniche revocate ancora continuava tra accuse di antisemitismo.   Il concistoro si è svolto in assenza di tre porporati conservatori: Joseph Zen, Peter Erdő e Wilhelm Eijk.   Come riportato da Renovatio 21, il cardinale Müller aveva già contestato le consacrazioni FSSPX in dichiarazioni di tre mesi fa, accusando l’atteggiamento di coloro che credono di poter risolvere le crisi «ritirandosi nell’angolo oscuro di una Chiesa dei puri, ultimo baluardo dell’ortodossia che imporrebbe la sua completa reintegrazione nella Chiesa cattolica convertendo quest’ultima alla propria cerchia ristretta»   Contrariamente al Müller, altri prelati della chiesa conciliare si sono espressi con favore nei confronti della FSSPX. Il vescovo kazako Athanasius Schneider aveva lanciato mesi fa un appello a papa Leone, lo stesso aveva fatto il vescovo texano Joseph Strickland. Nelle ultime ore, monsignor Strickland ha pubblicato un testo in cui afferma che l’amore, non la sfida, è stata la forza trainante di monsignor Lefebvre e della FSSPX.   L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ancora a febbraio aveva pubblicato un comunicato sul caso delle consacrazioni FSSPX che dichiarava: «lo scisma c’è: ma è quello di una “chiesa” disposta a rinnegare tutti i Dogmi Cattolici per salvare il superdogma conciliare e sinodale».   Nelle ultime ore monsignor Viganò ha criticato il cardinale Müller  per la sua posizione sulle imminenti consacrazioni.  

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Immagine di Raimond Spekking via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine tagliata
 
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