Spirito
Consacrazioni FSSPX, mons. Viganò contro il card. Müller «gatekeeper del conservatorismo pseudocattolico»
L’arcivescovo Carlo Maria Viganò replica alle accuse che il cardinale Mueller ha mosso al concistoro contro la Fraternità San Pio X e le consacrazioni previste per domani.
«Il cardinale Müller, invece di prendere atto della situazione di crisi devastante in cui versa la Chiesa Cattolica a causa della rivoluzione conciliare e sinodale, con sprezzo del ridicolo sostiene che la Gerarchia postconciliare non si è mai discostata dalla Tradizione, e che la Fraternità San Pio X si sbagli nell’affermare il contrario» ha scritto su X il prelato lombardo.
«Müller propone una versione rinnovata del motu proprio “Ecclesia Dei adflicta”, con il quale replicare la frode del 1988, spacciando per scisma la fedeltà al Magistero immutabile e per ortodossia l’accettazione degli errori del Concilio. Siamo al “credo quia absurdum”».
Il cardinale Müller, invece di prendere atto della situazione di crisi devastante in cui versa la Chiesa Cattolica a causa della rivoluzione conciliare e sinodale, con sprezzo del ridicolo sostiene che la Gerarchia postconciliare non si è mai discostata dalla Tradizione, e che la… pic.twitter.com/1zcq5Fut1Q
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) June 27, 2026
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«La chiesa conciliare e sinodale pretende di poter rimodellare la realtà addomesticandola alla propria narrazione. Essa esige dai fedeli un assenso acritico e contraddittorio, sotto pena di scomunica» continua l’arcivescovo. «Sua Eminenza crede che i chierici e i laici legati alla Fraternità possano essere accontentati offrendo loro un surrogato di ciò che già hanno, come si getta un osso a un cane da tenere alla catena».
«Müller scoprirà presto — e i membri degli Istituti ex-Ecclesia Dei con lui — che ridurre la denuncia del golpe conciliare a una questione cerimoniale è scelta miope e ideologica, specialmente quando la Gerarchia non ha alcuna intenzione di cedere minimamente sui principi ereticali di cui si fa promotrice» tuona sua Eccellenza.
«Chieda a Fernandez: si può mercanteggiare sulla dottrina della Grazia con i luterani e tributare onori prelatizi a un’eretica anglicana, ma non è consentito esprimere la minima perplessità per il feticcio del Vaticano II. Eppure Müller sostiene che la chiesa postconciliare non si sia allontanata dal solco della Tradizione…»
«Il conservatorismo pseudocattolico di questi gatekeeper è strumentale all’implementazione della sinodalità e va sdegnosamente respinto» conclude monsignor Viganò.
Come riportato da Renovatio 21, nelle scorse ore il cardinale Müller ha esortato il Collegio cardinalizio a rispondere alla «Professione di fede cattolica» della Fraternità Sacerdotale San Pio X, che a suo dire equivale a una «scandalosa accusa» secondo cui Roma avrebbe abbandonato la fede cattolica, proponendo al contempo una nuova struttura per accogliere i membri che cercano la «piena comunione» con Roma dopo le consacrazioni episcopali previste per domani 1° luglio.
Il già nunzio apostolico negli USA aveva in passato attaccato la posizione del cardinale tedesco e della gerarchia conservatrice dinanzi alle consacrazioni FSSPX vaticana definita da Viganò come «opposizione controllata» di Leone.
In un altro comunicato che reagiva agli scambi tra la FSSPX e il prefetto al Dicastero della Fede cardinale Victor Emanuel«Tucho» Fernandez, monsignore aveva chiosato: «lo scisma c’è: ma è quello di una «chiesa» disposta a rinnegare tutti i Dogmi Cattolici per salvare il superdogma conciliare e sinodale».
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Immagine da Twitter