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Bizzarria

Carrarmati diretti in Ucraina multati in autostrada in Campania

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Un convoglio di carrarmati diretti in Ucraina è stato fermato e multato dalla polizia stradale sull’autostrada A30 (Salerno-Caserta). Lo riporta il quotidiano Il Mattino.

 

Si trattava di cinque Panzerhaubitze  2000  che provenivano dalla base militare di Persano (in provincia di Salerno) e transitavano in direzione della guerra in ex-URSS.

 

I PZH 2000 sono obici semovente da 155/52 mm prodotti in Germania  considerati il mezzo più moderno della loro categoria. I PZH sono in dotazione di Paesi Bassi, Grecia e Italia, la quale ne possiede 68 esemplari costruiti su licenza dal consorzio IVECO-OTO Melara.

 

Secondo quanto si apprende, alcuni dei trattori e i semirimorchi utilizzati da imprese private per il trasporto dei tanki sono risultati sprovvisti di carta circolazione e con revisione scaduta.

 

È stato inoltre riferito che uno dei conducenti non aveva l’autorizzazione per i trasporti eccezionali.

 

I panzer destinati alle forze di Kiev sono dunque stati rispediti alla basa di Persano, con l’eccezione di due, che, avendo i documenti in regola, hanno proseguito oltre, verso Zelens’kyj e il conflitto.

 

La situazione è bellissima e verrebbe voglia di ridere ma si tratta pur sempre della guerra.

 

La tentazione di pensare che sia la prima volta che si esulta per la pervicace volontà multatoria degli agenti italiani per alcuni è fortissima.

 

L’art. 11 della Costituzione («l’Italia ripudia la guerra…») salvato dalle more.

 

Multe che tecnicamente hanno fatto di più per la pace che tutto il Parlamento italiano messo insieme.

 

 

 

 

Immagine di Sonaz via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported (CC BY 3.0)

 

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Arte

David Lynch dice ad un falso Zelens’kyj di prendere una birra con Putin e fare la pace

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Il famoso regista intellettuale americano David Lynch è stato oggetto di una burla da parte di qualcuno che fingeva di essere Volodymyr Zelens’kyj.

 

Nella conversazione il creatore di Twin Peaks ha detto allo Zelens’kyj che è giunto il momento di sedersi con la sua controparte russa per un paio di birre per risolvere la sanguinosa crisi in Ucraina.

 

«È un piacere, signor Zelens’kyj. Sono molto felice di parlare con lei», aveva esordito il Lyncho in una videochiamata con cui credeva fosse il presidente ucraino. Si trattava in realtà di Vladimir «Vovan» Kuznetsov e Alexei «Lexus» Stolyarov, un duo di burloni russi che si sono fatti un nome trollando alla grandissima politici e altri personaggi pubblici.

 

In un appassionato appello al falso Zelen’skyj, il leggendario cineasta scapigliato ha affermato che era suo «lavoro» informare il leader ucraino sulle «tecnologie» che esistono per raggiungere una pace duratura nell’interesse dell’Ucraina, aggiungendo che queste erano molto più efficaci di quelle di «guerra e omicidio». Ha quindi fatto riferimento ad alcune lettere che aveva scritto a Zelensky sull’argomento.

 

È probabile che qui il Lynch stesse alludendo alla meditazione trascendentale, di cui egli è affezionato adepto e proselitista da decenni. Il regista gira spesso il mondo con conferenze in cui asserisce che la pace mondiale possa arrivare tramite il suo tipo di meditazione.

 

 


 

Alla domanda del falso Zelens’kj se dovesse parlare direttamente con Putin nell’interesse del raggiungimento della pace, Lynch ha risposto con enfasi: «sì!»

 

Il Lince ha allora sottolineato che ci sarebbero diversi modi per farlo, da una normale conversazione telefonica a una cena virtuale. Alla domanda se la conversazione potesse includere i presidenti che bevono birra, Lynch ha riso e ha risposto di nuovo «sì… e anche un paio di birre».

 

Lynch ha osservato che durante la conversazione, davanti a una birra o a una cena, i due presidenti potevano discutere i problemi tra i due Paesi e arrivare alla reciproca realizzazione che erano entrambi esseri umani.

 

Il regista ha esortato il suo interlocutore a «fermare» la crisi attuale, a parlare con Putin e a «pensare alla pace, pensare all’amicizia» e pensare a come andare d’accordo e «aiutarsi a vicenda».

 

Lynch in precedenza si era pronunciato pubblicamente sulla crisi ucraina a febbraio, rimproverando Vladimir Putin per l’intervento militare russo in Ucraina e dicendo che «non c’è spazio» per l’«assurdità» del conflitto militare nel mondo moderno.

 

La conversazione di Vovan e Lexus con Lynch arriva una settimana dopo la loro intervista con Stephen King, parimenti indotto con l’inganno a pensare di star parlando con il presidente- comico ucraino Volodymyr Zelens’kyj.

 

Il Kingo nella conversazione ha elogiato il collaboratore nazista e criminale di guerra dell’era della Seconda Guerra Mondiale Stepan Bandera definendolo un «grande uomo» e averlo paragonato ai padri fondatori degli Stati Uniti, dicendo agli scrittori russi di «tacere».

 

Come scrive Sputnik, «i burloni russi hanno passato più di un decennio a trollare politici, celebrità, reali e altri personaggi pubblici. Le loro interviste spesso forniscono informazioni su ciò che i funzionari si dicono a porte chiuse e su ciò che le celebrità pensano in privato quando pensano che nessuno stia ascoltando. Vovan e Lexus hanno chiuso il loro canale YouTube a marzo dopo aver pubblicato un paio di interviste sincere con il segretario alla Difesa britannico Ben Wallace e il ministro dell’Interno Priti Patel».

 

Il Lynch nell’episodio 9 dell’ultima stagione di Twin Peaks aveva dato una visionaria e convincente sua visione cosmogonica del Male, che sarebbe entrato nel mondo moderno con gli esperimenti atomici americani degli anni Cinquanta, per poi riprodursi sottoforma di cicale-rane che si infilano nelle bambine nel sonno determinando possessioni demoniache assassine e fatti inspiegabili.

 

Quello che avete appena letto ha molto più senso del consiglio a Zelens’kyj di bersi una birra con Putin.

 

 

 

 

Immagine di Thiago Piccoli via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

 

 

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Bizzarria

L’ultimo discorso di Biden è un video deepfake?

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La Casa Bianca ha rilasciato qualche giorno fa una versione che appare pesantemente modificata del bizzarro discorso di Biden alla National Organization of Black Law Enforcement Executives Conference, un’associazione di poliziotti di colore.

 

Nel video, il volto di Biden appare leggermente alterato, ed è stato notato che egli sbatte le palpebre in tutto 6 volte in 11 minuti di discorso.

 

In rete gli utenti si sono chiesti se si tratti di una versione «drogata» del presidente americano. Il conduttore di Fox News Tucker Carlson ha recentemente riferito che una fonte gli ha detto come Biden venisse regolarmente alimentato con pillole durante la campagna presidenziale 2020 affinché gli fosse impedito di «comportarsi come un bambino piccolo».

 

Tuttavia, l’ipotesi che prende più piede è quella che si tratti di un video deepfake, ossia realizzato con algoritmi di ultima generazione in grado di ricreare iperrealisticamente i volti delle persone.

 


Il deepfake è una tecnologia derivata da ricerche informatiche universitarie che ha preso piede pochi anni fa, e che lentamente sta percolando nel mondo del cinema e degli effetti speciali.

 

I deepfake, che si basano su algortimi chiamati Generative Antagonist Network (GAN), sono stati usati dapprima per inquietanti e illegali filmati osceni; di fatto la loro esistenza non è ancora stata regolata.

 

La credibilità dei deepfake è tale che i volti generati con gli algoritmi sono più credibili di quelli reali.

 

I deepfake paiono essere stati utilizzati anche durante la guerra ucraina: qualcuno che impersonava il sindaco di Kiev Vitalij Klitschko avrebbe intrattenuto conversazioni con altri sindaci europei per videoconferenza, possibilmente utilizzando un software di deepfake in tempo reale. Parimenti,

 

Joe Biden, una vita passata a mentire, non poteva farsi scappare la possibilità di utilizzare anche l’ultimo ritrovato in fatto di menzogne.

 

 

Un anno fa la giornalista Sharyl Attkisson suggeriva che, vista la sparizione della persone fisica di Biden dalla comunicazione della Casa Bianca, tanto valeva che usassero un «ologramma» per i suoi discorsi pubblici.

 

Detto, fatto.

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Bizzarria

Rissa a Disneyland

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Rissa massiva a Walt Disney World, parco di divertimenti del gruppo Disney vicino a Orlando, in Florida.

 

Secondo quanto riportato, intorno alle 19:30 di mercoledì i membri di due famiglie hanno avuto un’accesa disputa, degenerata in violenza fisica per le strade del regno di Topolino.

 

Almeno un uomo è stato ricoverato in ospedale con ferite facciali in seguito alla mischia

 

L’atroce rissa sarebbe scoppiata all’interno dell’area di Fantasyland.

 

Secondo Walt Disney World News Today (ebbene sì: mentre nel resto degli USA i quotidiani locali chiudono, Disney World ha un suo giornale!), «la famiglia che indossava magliette coordinate ha spinto un ospite dell’altra famiglia quando era in fila per lo spettacolo. Dopo essere uscita, la [famiglia] con le magliette coordinate ha aspettato fuori dal teatro per confrontarsi con l’altra famiglia».

 

E di lì, giubbotte.

 

Il filmato della battaglia di Topolinia è stato ripreso da più testimoni e ora impazza sui social media.

 


 

 

«La disputa si è trasformato in uno scontro di rula e alla fine in un combattimento fisico prima che la sicurezza di Walt Disney World intervenisse e scortasse fuori gli ospiti per le dichiarazioni. Un membro della famiglia che ci ha contattato è stato portato via in ambulanza a causa di un grosso taglio sul mento. Altri avevano tagli e lividi».

 

Due membri della famiglia che indossavano abiti coordinati sono stati arrestati, secondo un membro dell’altra famiglia coinvolta, che ha contattato WDWNT per condividere la loro versione della storia.

 

«Siamo stati banditi dalla Disney per sempre a meno che non contattiamo il capo», ha scritto la persona. «2 persone dell’altra parte sono state arrestate e il resto è andato via, nessuno della nostra famiglia è stato ancora arrestato e ci hanno ancora qui».

 

«Ci stanno facendo lasciare il nostro resort che è la riviera anche se siamo qui per altre 2 settimane. Dobbiamo lasciare la proprietà della Disney, inclusa la laguna del tifone e le sorgenti di Disney».

 

L’episodio allarmante è solo l’ultimo del suo genere in un parco a tema negli Stati Uniti, riporta Newswar.

 

La Knott’s Berry Farm, il parco a tema più antico della California, è stata costretta a chiudere anticipatamente sabato a causa della violenza diffusa da parte di «adolescenti».

 

«Sabato sera, è stata presa la decisione di chiudere il parco con 3 ore di anticipo a causa di comportamenti indisciplinati e alterchi che hanno coinvolto un certo numero di adolescenti», hanno spiegato i funzionari del parco in una nota.

 

«Questo comportamento non era in linea con i valori del nostro parco e non era l’esperienza che vogliamo che ogni ospite abbia durante la visita alla Knott’s Berry Farm».

 

La Disney è stata recentemente oggetto di polemiche vibranti quando è emerso un video privato di un incontro tra i vertici della società che dicevano che avrebbero aumentato il numero di personaggi non-binary (cioè, gay, trans, etc.) nelle loro storie.

 

Nell’incontro Zoom finito online, Karey Burke, che ha il ruolo di general entertainment president di Disney, aveva spiegato di essere personalmente impegnata nell’omosessualizzazione dei contenuti Disney.

 

«Sono qui come madre di due bambini queer, in realtà, un bambino transgender e uno pansessuale, e anche come leader», ha detto la Burke nel metting finito online grazie al giornalista Christopher Rufo.

 

Latoya Raveneau, produttore esecutivo di Disney Television Animation, aveva invece confessato che «la nostra leadership laggiù è stata così accogliente nei confronti della mia agenda gay non così segreta… Ovunque potevo aggiungevo queerness [non eterosessualità, ndr]. Nessuno mi avrebbe fermato e nessuno stava cercando di fermarmi», riporta il Daily Mail.

 

La Disney aveva già pubblicamente fatto sapere di aver istituito una campagna chiamata Reimagine Tomorrow che ha il fine di inserire nei prodotti Disney entro il 2022 almeno il 50% di personaggi appartenenti a minoranze.

 

La società Disney mesi fa si era opposta ad una legge varata dal governatore della Florida Rick De Santis («Parental Rights in Education») per togliere l’insegnamento del gender nelle scuole, scatenando una guerra mediatica con lo Stato americano, che ha risposto ripristinando le tasse al suo enorme parco a tema su suolo della Florida, Disney World.

 

Il giornalista Chris Rufo lo scorso aprile aveva anche pubblicato una lista di dipendenti Disney arrestati per molestie a minori e pedopornografia.

 

 

Immagine da Twitter

 

 

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